CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

Renzi, non sono nelle mani di Berlusconi

'Maggioranza solida, no urne. Riforma Senato grazie al Colle"


ROMA, 10 agosto 2014 - «Non sono nelle mani di Berlusconi come ipotizza qualcuno. La maggioranza non ha problemi di numeri e non mi attende la via crucis che toccò a Romano Prodi. Mentre infuriava la Grande Guerra del Senato, il governo ha ottenuto più volte la fiducia: nessun problema. Magari non è esaltante per composizione, ma credo che la nostra maggioranza sia la più solida della Seconda Repubblica». Lo afferma il premier Matteo Renzi in un colloquio con la Stampa. 

«È evidente che aver coinvolto Berlusconi nel processo di riforma è stata una mia, personale scelta: contestata duramente, lo so bene, dentro e fuori il Pd. Se lui non ci fosse stato, è chiaro, avremmo fatto le riforme con altri: ma io credo che, per metodo, vadano fatte con le opposizioni, con i nemici, piuttosto che con gli amici», dice Renzi. «L'umore è a mille, e non solo per la riforma varata a Palazzo Madama ma per l'intera cornice dell'azione di governo», prosegue il premier. 


«Certo, se non avessimo fatto questa riforma subito, nei tempi annunciati, non l'avremmo fatta mai più. È la Madre di tutte le Battaglie: di questo sono sicuro». La riforma del Senato «più che al coraggio dei tanto irrisi 'ragazzinì si deve alla saggezza e alla lungimiranza del Presidente della Repubblica: sostegno, consigli, una parola quotidiana per tutti, per cercare di convincere i perplessi che la via imboccata era quella giusta». 


Renzi torna a smentire l'intenzione di tornare alle urne. «Credo di esser l'ultimo ad aver paura del voto. Personalmente mi converrebbe, perchè porterei tante persone a me vicine in Parlamento. Ma quella avviata - osserva - non è una battaglia che devono vincere i renziani: la deve vincere il Paese». 


Nell'intervista Renzi apre un «fronte polemico» contro le classi dirigenti, che «per vent'anni hanno nascosto le loro responsabilità e le loro manchevolezze dietro quelle, ancor più gravi, della politica. Ma ora la musica è cambiata. In Italia non c'è una classe dirigente che resiste al cambiamento, c'è semplicemente una classe dirigente che non esiste».


RENZI, NON PRENDO ORDINI DALL'UE 'Sono gli Stati a dover indicare le ricette anti-crisi"   - «La frase di Draghi è: se non fa le riforme, l'Italia non è attrattiva per investimenti esteri. Bene: questa è la linea anche mia e di Padoan. Siamo d'accordo, nessun problema. Ma se qualcuno vuole interpretarla e far intendere che l'Europa deve intervenire e dire all'Italia quel che deve fare, allora no, non ci siamo». Così il premier Matteo Renzi in un colloquio con la Stampa. 


«Oggi non è l'Europa che deve dire a noi cosa fare. Il Pd ha vinto le elezioni, è il partito che ha preso più voti in Europa, io e il governo siamo usciti più forti dal test di maggio e non abbiamo bisogno di spinte da Bruxelles: minimamente», dice Renzi, secondo cui «sono gli Stati a dover indicare alla Commissione via e ricette per venir fuori dalle secche». 


Sul Pil, «discuto volentieri di quei dati perchè paradossalmente mi aiutano a dire con più forza: dobbiamo andare avanti con le riforme. Però devo esser sincero e dirla tutta: la drammatizzazione del Pil è qualcosa che rispetto ma non condivido. Infatti non è che l'Italia sia rientrata in recessione: non ne è mai uscita», sottolinea Renzi. 


«Noi stiamo facendo cose importanti, che daranno frutti nel tempo: la riforma della Pubblica amministrazione curata da Marianna Madia, assieme alla semplificazione fiscale, saranno una rivoluzione; e l'intervento di Poletti sul lavoro ha creato 104mila nuovi occupati, dei quali - chissà perchè - nessuno parla».


RIFORME: RENZI, STOP POTERE DI RENDITA - SAN ROSSORE (PISA), 10 agosto 2014 - «La cosa positiva del Senato è che finalmente i politici cambiano sè stessi. Questo vuol dire che non c'è più potere di rendita per nessuno. Bisogna cambiare tutti». Lo dice il premier Matteo Renzi in un'intervista alla rivista on line dell'Agesci, Camminiamo Insieme


«Quello che è più difficile del previsto sono le incrostazioni, le resistenze - aggiunge Renzi -. Credo che sia stato importante fare la riforma». «Se vogliamo fare bene - continua - bisogna cambiare tutti».


LAVORO: RENZI, IN DUE MESI 108 MILA POSTI IN PIÙ  - «Negli ultimi due mesi noi abbiamo fatto in Italia 108 mila posti di lavoro in più, sono 108 mila persone che hanno trovato lavoro e non lo avevano». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla rivista online degli scout. «È un primo passo - ha aggiunto - non è ancora sufficiente, però la cosa fondamentale è riuscire a cambiare il sistema paese».


RENZI, L' ARMA PER COSTRUIRE LA PACE È LA SCUOLA  - «La più grande arma per costruire la pace non è l'F35 o l'Eurofighter, è la scuola». Lo dice il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista alla rivista 'Camminiamo insieme", dell'Agesci. «Io per esempio sono convinto - ha aggiunto - che la spesa per la difesa italiana debba essere indirizzata in alcuni canali chiari, che si collegano alla ricerca scientifica, non alla costruzione di strumenti inutili o fuori dalla realtà»


LUCCHINI: RENZI, JINDAL FIRMA NEI PROSSIMI GIORNI - «Jindal 'chiudera» nei prossimi giorni«: Matteo Renzi risponde così ad uno scout piombinese che, al suo arrivo nella grande arena della Route di S.Rossore, lo ha avvicinato dicendogli: »Presidente, ricordati di Piombino«. Oltre a parlare della prossima chiusura dell'accordo per il passaggio di alcune strutture industriali al colosso indiano, il premier si è anche riferito ai fondi destinati alla rottamazione delle navi nel porto toscano: »I 20 milioni sono già al Cipe - ha aggiunto sempre rispondendo alla domanda dello scout - e nei prossimi giorni si incontreranno il sottosegretario Luca Lotti e il presidente della Toscana, Enrico Rossi«.


RENZI, ANCHE PER ME CONTO ALLA ROVESCIA ROTTAMAZIONE  - «I politici devono essere come lo yogurt, a un certo punto devono scadere, non lo puoi fare per sempre. Vale anche per me, per me è già iniziato il conto alla rovescia per essere rottamato». Così il premier Matteo Renzi in un'intervista pubblicata sul sito dell'Agesci.



SCOUT: LA MOGLIE DI RENZI, GLI È RIMASTA LA TENACIA - Dell'esperienza fatta con gli scout, al premier Matteo Renzi sono rimaste «la tenacia e la capacità di raggiungere gli obiettivi». Lo ha detto la moglie del premier, Agnese, arrivando con il marito e i tre figli alla messa per il raduno scout, in corso a San Rossore (Pisa).

Posta un commento

0 Commenti

Trovaci su Google