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Job act, il governo accelera

Via l'art. 18 per i primi tre anni
Più flessibilità in entrata ma tutele piene solo dopo tre anni dall'assunzione: sono le linee guida della riforma che il premier intende portare in Parlamento in autunno

Il governo, dopo i dati economici negativi, accelera sulla riforma del lavoro, rimandata in primavera. Il nuovo job act allo studio, prevede forti sgravi per gli imprenditori che assumono a tempo indeterminato, con costi quasi dimezzati, più flessibilità ma anche meno tutele per i neoassunti: per i primi tre anni di contratto, infatti, verrà "sospeso" l'art. 18 e il datore di lavoro potrà rescindere il contratto senza motivazione.

Job act, il governo accelera Via l'art. 18 per i primi tre anni
La "road map" per il nuovo job act, come spiega Il Messaggero, prevede, che a settembre il Parlamento voti il via libera alla legge che delegherà il governo a scrivere la riforma. L'approvazione, poi, dovrebbe avvenire entro la fine del 2014 così da completare la riforma nei primissimi mesi del 2015.

La sospensione dell'art. 18, che il ministro dell'Interno Angelino Alfano definisce un "atto di coraggio come la riduzione del Senato", potrebbe trovare forti resistenze in alcune correnti del Pd, pronte a dare battaglia contro la presunta "discriminazione" dei nuovi assunti. La riforma, comunque, prevede alcune tutele. Il licenziamento, che non potrà avvenire in modo discriminatorio, garantirà, oltre e a quanto maturato, un'indennità corrispondente a due giorni di lavoro per ogni mese lavorato.

Meno contratti, più flessibilità
Oggi i contratti di lavoro, secondo l'analisi del governo, sono oltre 40 tipi diversi: la riforma mira a una semplifica

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