Morosini scuote
la politica dopo le incertezze di Renzi e le scellerate dichiarazioni del
giovane Falcomatà
“Altro che svolta. Guai a ingannare
ancora la città. Mai portare la gente all’esasperazione”
Paolo Ferrara: “Le fantasiose proposte del giovane candidato del PD sono da
considerarsi banali dichiarazioni che evidenziano le limitazioni di chi non ha
ancora la maturità e la consapevolezza di cosa voglia dire amministrare una
città. Dopo questa tangibile dimostrazione dubitiamo che il Falcomatà sarà davvero
capace di conquistare il consenso della gente. E sbaglia chi pensa che lui è
già il nuovo sindaco”
Reggio Calabria 18 agosto 2014 - Dopo
un anno alla guida della chiesa reggina, l’arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini traccia, in una sua intervista, il
bilancio della sua missione pastorale e dà uno scossone al mondo politico. In
particolar modo invita gli amministratori che verranno, a trovare quell’unità
necessaria per cercare di tradurre in fatti le potenzialità culturali di
Reggio.
“Reggio non l’ha
ancora capito: bisogna, tutti insieme, guardare alla città come al bene
prioritario. Altrimenti non si uscirà mai dalla crisi. Guai a ingannare ancora
la città. Mai portare la gente all’esasperazione”.
Con
queste affermazioni Morosini sembra proprio voler dare un monito alle
incertezze lasciate in riva allo stretto dal premier Matteo Renzi in occasione della sua ultima visita e, alle
scellerate dichiarazioni del suo giovane fido, Giuseppe Falcomatà, inerenti l’integrazione della risorsa migranti nel
nostro entroterra.
L’operazione
“Mare Nostrum” se da una parte risolve in parte il dramma dei naufraghi
evitando che molti ci rimettano la vita in alto mare, dall’altra parte genera
una situazione insostenibile per i Comuni che devono mobilitarsi in emergenza
per i servizi di prima assistenza.
Infatti,
il punto debole di “Mare Nostrum” non è nel dispositivo militare messo in campo
ma negli obiettivi perseguiti dalla missione. Se il compito è solo quello di
soccorrere in mare e portare in Italia gli immigrati africani allora la
missione rischia di essere senza fine perché la presenza navale italiana
incoraggerà i flussi migratori e ingigantirà anche il business delle
organizzazioni criminali. Il problema più grosso però è quello che, lo sbarco
dei migranti, mette in crisi le Amministrazioni comunali che devono provvedere
all’assistenza a terra con tutte quelle incombenze, oltre che di natura sanitaria, anche di ordine pubblico.
Per
Falcomatà, infatti, gli immigrati potrebbero essere considerati come la
“spazzatura”, cioè, possono essere trasformati in “risorsa”, utilizzandoli per
ripopolare i paesi dell’entroterra, demograficamente in calo.
Una
tragicomica idea che evidenzia l’inconsapevolezza di alterare lo stato sociale,
con l’immissione d’immigrati provenienti da Paesi con culture, religioni, usi e
costumi totalmente differenti dai nostri e soprattutto, cosa da tenere sempre
in considerazione che, sono portatori, anche se sani, di malattie gravi, oramai
debellate da secoli dal nostro territorio, mentre una ricomparsa potrebbe
significare atroci sofferenze e altissime percentuali di mortalità.
Sicuramente
bisogna intervenire per risolvere il problema, ma la soluzione prospettata da
Falcomatà sarebbe veramente la peggiore, anzi, tragica.
Paolo Ferrara: “Le fantasiose proposte del giovane
candidato del PD a sindaco di Reggio Calabria sono potenzialmente pericolose e
tutti si augurano che restano solo ingenue fantasie. Indubbiamente sono
soltanto banali dichiarazioni che evidenziano le limitazioni di chi non ha
ancora la maturità e la consapevolezza di cosa voglia dire amministrare una
città.
È bene precisare
che non abbiamo alcun pregiudizio nei confronti di nessuno, ma presto vedremo
se il Falcomatà, oltre a presentazioni di libri e/o gradevoli selfie, sarà
davvero capace di conquistare il consenso della gente. Su ciò noi dubitiamo
molto.
Siamo consapevoli
che rispetto ad altri candidati parte avvantaggiato, in quanto, grazie agli
incassi delle primarie, ha già i soldi necessari per fare campagna elettorale;
soldi, ricordiamolo, “estorti” furbescamente direttamente dalle tasche dei
reggini per far esercitare un loro diritto, il diritto a votarli.
Di una però cosa siamo
certi: sbaglia chi pensa che lui è già il nuovo sindaco”.

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