OPERAZIONE “‘NDRANGHETA BANKING”
Nella mattinata odierna,
i Carabinieri del R.O.S., coadiuvati da personale della D.I.A., hanno dato
esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del
Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura Distrettuale
Antimafia, nei confronti di 17 indagati[1] per associazione di tipo
mafioso, usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività creditizia e
intestazione fittizia di beni, aggravati dalle finalità mafiose.
In particolare il
G.I.P. di Reggio Calabria ha emesso l’ordinanza di applicazione della misura
cautelare della custodia in carcere nei confronti di :
1.
BUDA Francesco cl. 73;
2.
CODISPOTI Giuseppe classe ‘65;
3.
CONDELLO Domenico classe ‘72;
4.
CONDELLO Francesco cl. ‘82;
5.
FAVARA Gianluca Ciro
Domenico
cl.67;
6.
FOTI Francesco cl. ‘58;
7.
PAONESSA Fortunato
Danilo cl.‘74;
8.
PESCE Vincenzo cl. 52;
9. RAPPOCCIO Pasquale cl. ‘56;
10. VARDE’ Carmelo cl. ‘86;
a)per
il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., il 1°, il 2°, il 6°, il 7°, il 10°;
b)per
il delitto di cui agli artt. 110, 644 c.p. (pluriaggravato) e 7 L. 203/91 il 2°
e il 5°;
c)per
il delitto di cui agli artt. 110, 629, 2° co.,
in relazione all’art. 628 co. 3 n. 1 e 3 c.p. e 7 l. 203/91, il 2°, il 5° ed il 10°;
d)per
il delitto di cui agli artt. 110, 644 c.p. (pluriaggravato) e 7 L. 203/91 il
1°, il 2° e il 5°, il 7°;
e)per
il delitto di cui agli artt. 110, 629, 2° co.,
in relazione all’art. 628 co. 3 n. 1 e 3 c.p. e 7 l. 203/91, il 1°, il 5° ed il 7°;
f)per
il delitto di cui agli artt. 100, 582, 585comma1, in relazione all’art. 576 n.
1 c.p. e 7 legge 203/91, il 1°, il 5°, il 7°;
h)per
il delitto di cui agli artt. 110 c.p. 12 quinquies
L. 356/92 e 7 legge203/91, l’8°;
i)
per il delitto di cui agli artt. 110, 644 c.p. (pluriaggravato) e 7 L.
203/91, il 5°e il 6°;
l)
per il delitto di cui agli artt. 110, 644 c.p. (pluriaggravato) e 7 L.
203/91, il 5°e il 9°;
m)
per il delitto di cui all’art. 132 D. Lvo n. 385 del 1993 (esercizio abusivo di
attività finanziaria) e 7 legge 203/91, il 1°, il 5°, il 6°, il 9°;
0)
per il delitto di cui agli artt. 110 c.p. 12 quinquies L. 356/92 e 7 legge203/91, il 3° e il 4°;
e
degli arresti domiciliari nei confronti di:
11. AVALLONE Carlo cl. ‘55;
12. COTRONEO Antonino cl. ‘43;
13. MADULI Biagio Francesco cl. 63;
14. PIZZIMENTI Paolo cl. ‘88;
15. POLIMENI Maria Grazia cl.
‘77;
16. POLIMENI Giacinto cl. ‘52;
17. RIA Mario Donato cl. ’47;
a)per
il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., il 12°;
b)per
il delitto di cui agli artt. 110, 644 c.p. (pluriaggravato) e 7 L. 203/91, l’
11°;
c)per il delitto di cui agli artt. 110, 629,
2° co., in relazione all’art. 628 co. 3
n. 1 e 3 c.p. e 7
l. 203/91,
l’ 11°,
d)per
il delitto di cui agli artt. 110, 644 c.p. (pluriaggravato) e 7 L. 203/91 il 17°;
e)per
il delitto di cui agli artt. 110, 629, 2° co.,
in relazione all’art. 628 co. 3 n. 1 e 3 c.p. e 7 l. 203/91, il 17°;
f)per
il delitto di cui agli artt. 100, 582, 585comma1, in relazione all’art. 576 n.
1 c.p. e 7 legge 203/91, il 17°;
g)per
il delitto di cui agli artt. 81, comma2, 56, 610, comma 2,in relazione all’art.
339 , 61 n. 7 c.p., e 7 legge 203/91, il 17°;
n) per
il delitto di cui agli artt. 110, 644 c.p. (pluriaggravato) e 7 L. 203/91, il 12
o)
per il delitto di cui agli artt. 110 c.p. 12 quinquies L. 356/92 e 7 legge203/91, il 14°, la 15° e il 16°.
In
particolare le investigazioni, condotte sotto la direzione della Procura
Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno evidenziato le sinergie criminali
instauratesi tra le cosche “CONDELLO” e “IMERTI” del capoluogo reggino e quelle
rosarnesi dei “PESCE” e dei “BELLOCCO”, per
la gestione delle risorse finanziarie provenienti dalle attività illecite, attraverso la realizzazione di un sistema
creditizio parallelo, anche a tassi usurari, a favore di imprenditori del
territorio calabrese e lombardo.
In tale
contesto, è stata documentata la centralità dell’indagato rosarnese FAVARA
Gianluca Domenico Ciro, emerso quale collettore degli interessi anche delle
cosche reggine, cui faceva capo un gruppo di soggetti dediti all’individuazione
di imprenditori in contingenti difficoltà finanziarie, ai quali concedere
crediti, applicando interessi usurari pari al 20% mensile, abbinati ad
ulteriori garanzie vessatorie, quali cessioni di quote societarie e
trasferimenti della titolarità di immobili, anche di pregio.
In caso
di inadempienza, le vittime venivano sistematicamente sottoposte a ritorsioni,
anche mediante il ricorso alla violenza fisica.
Tra gli
indagati incaricati di individuare le vittime dell’attività usuraria emergeva,
altresì, la figura dell’imprenditore RAPPOCCIO Pasquale, già tratto in arresto,
unitamente al FAVARA, nell’ambito dell’operazione “REGGIO NORD”, conclusa dal R.O.S.
nell’ottobre 2011 con l’esecuzione di un provvedimento cautelare nei confronti
di 18 indagati per associazione di tipo mafioso, procurata inosservanza della
pena, favoreggiamento personale ed intestazione fittizia di beni, aggravati
dalle finalità mafiose.
Tale
indagine aveva consentito, in particolare, di individuare il circuito criminale
di riferimento di CONDELLO Domenico, costituito da soggetti preposti a
favorirne la latitanza ed alla gestione degli interessi economici dell’omonima cosca.
Nel procedimento reggino sono confluite anche le
acquisizioni di un diverso procedimento penale, avviato dalla Procura
Distrettuale milanese nei confronti di 3 dei destinatari del provvedimento
restrittivo[2]. In
tale ambito, il R.O.S. e la D.I.A. hanno accertato come un’articolazione
territoriale della cosche Pesce e Bellocco di Rosarno sia stata in grado di
attuare un lento e graduale processo di "aggressione" del patrimonio
mobiliare ed immobiliare di soggetti appartenenti all'imprenditoria milanese,
agendo con condotte estorsive ed usurarie, e come l’indagato FAVARA Gianluca
Ciro Domenico ed i suoi sodali abbiano sfruttato anche altre realtà associative
già radicate nel territorio lombardo, sia 'ndranghetiste,
come la locale di Lonate-Pozzolo, sia gruppi appartenenti alla criminalità c.d.
"comune".
L’intervento
conferma, sul piano associativo, l’esistenza di consolidate dinamiche di
interazione in chiave unitaria tra le articolazioni territoriali della
‘ndrangheta reggina e quella lombarda per il perseguimento di obiettivi
illeciti condivisi.
Contestualmente
è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo, funzionale alla confisca, di
beni aziendali e quote societarie, per un valore complessivo – secondo una
stima prudenziale - di otto milioni di euro. Gli interventi hanno interessato le
province di Reggio Calabria e Milano.
Reggio Calabria, 19 giugno 2014
[1] Di cui 10 in carcere e 7 agli arresti domiciliari.
[2] CODISPOTI Giuseppe, AVALLONE Carlo, RIA Mario Donato.

Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
MNews.IT
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