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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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Le notizie del 19 giugno 2014, mattino

CALCIO: RAPINATA CASA IAN WRIGHT, MOGLIE MINACCIATA CON COLTELLO ALLA GOLA = EX ARSENAL E INGHILTERRA ERA IN BRASILE COME COMMENTATORE MONDIALI Roma, 19 giu.   - Un gruppo di rapinatori armati di coltello ha preso in ostaggio la famiglia di Ian Wright, ex giocatore dell'Arsenal e della nazionale inglese, svaligiando la sua abitazione a St John's Wood. A darne notizia è il tabloid britannico Sun, secondo cui l'ex giocatore proprio in queste ore sta facendo ritorno in Inghilterra dal Brasile dove si era recato per seguire il Mondiale come commentatore. L'episodio è avvenuto ieri sera, come confermato da un portavoce di Scotland Yard: «Stiamo indagando su un furto aggravato ad un indirizzo nella zona nordovest di Londra dopo che siamo stati chiamati alle 9.20 la scorsa notte -ha spiegato-. Sono stati rubati beni personali. I sospettati sono descritti come quattro uomini neri di età compresa fra i 18 e i 25 anni e con accento londinese. Indossavano abiti scuri e felpe con cappuccio e avevano i volti coperti». In casa si trovavano la moglie e i due figli di Wright. Sempre secondo il Sun i malviventi hanno puntato un coltello alla gola della moglie dell'ex giocatore, Nancy, e minacciato di tagliare le dita ai figli. La donna e i figli sono stati tenuti in stanze diverse durante la rapina, poi la gang ha lasciato l'abitazione con contanti e gioielli. «È stata un'esperienza terribile», ha spiegato Steve Kutner, manager di Wright, al Sun. L'ex 'gunners' una volta appresa la notizia ha lasciato immediatamente il Brasile. «Non la farete franca», ha twittato ieri sera il 50enne ex attaccante. 

OPERAZIONI SOSPETTE 10 MLN EURO, DENUNCIATO COMMERCIALISTA Gdf Terni contesta violazione normativa antiriciclaggio - TERNI, 19 GIU - Decine di operazioni sospette per oltre 10 milioni di euro, frazionate e svolte tramite l'utilizzo di denaro contante, sono state contestate a un commercialista di Terni dalla guardia di finanza che lo ha denunciato per avere violato gli obblighi di registrazione previsti in materia di antiriciclaggio. Le operazioni economico-commerciali - secondo quanto accertato dal nucleo di polizia tributaria della gdf, coordinato dal maggiore Fabrizio Marchetti - sono riconducibili a sei società, clienti del professionista. Una del settore del trasporti di Terni, due cooperative di Roma e Milano e altre due ditte individuali, sempre specializzate nei trasporti, di Pavia. L'indagine è stata avviata nel corso della verifica fiscale svolta nei mesi scorsi nei confronti della società ternana. Ad essa, oltre a «rilevanti» violazioni fiscali, è stata infatti contestata anche un'anomala operatività, legata all'uso del denaro contante e al frazionamento di operazioni commerciali di importi importanti. In buona parte riconducibili - sempre secondo le fiamme gialle - ad un giro di false fatturazioni. I controlli sono quindi stati estesi alle altre società ed è emerso che - è stato accertato dagli investigatori - le operazioni erano svolte con il benestare del professionista, che oltre a non registrarle, non avrebbe inviato la segnalazione all'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia

OPERAZIONI SOSPETTE 10 MLN EURO, DENUNCIATO COMMERCIALISTA Gdf Terni contesta violazione normativa antiriciclaggio  - TERNI, 19 GIU - Decine di operazioni sospette per oltre 10 milioni di euro, frazionate e svolte tramite l'utilizzo di denaro contante, sono state contestate a un commercialista di Terni dalla guardia di finanza che lo ha denunciato per avere violato gli obblighi di registrazione previsti in materia di antiriciclaggio. Le operazioni economico-commerciali - secondo quanto accertato dal nucleo di polizia tributaria della gdf, coordinato dal maggiore Fabrizio Marchetti - sono riconducibili a sei società, clienti del professionista. Una del settore del trasporti di Terni, due cooperative di Roma e Milano e altre due ditte individuali, sempre specializzate nei trasporti, di Pavia. L'indagine è stata avviata nel corso della verifica fiscale svolta nei mesi scorsi nei confronti della società ternana. Ad essa, oltre a «rilevanti» violazioni fiscali, è stata infatti contestata anche un'anomala operatività, legata all'uso del denaro contante e al frazionamento di operazioni commerciali di importi importanti. In buona parte riconducibili - sempre secondo le fiamme gialle - ad un giro di false fatturazioni. I controlli sono quindi stati estesi alle altre società ed è emerso che - è stato accertato dagli investigatori - le operazioni erano svolte con il benestare del professionista, che oltre a non registrarle, non avrebbe inviato la segnalazione all'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia

GOOGLE: 100MILA DOLLARI PER CREARE VIDEOGIOCHI Donazione per insegnare a bambini come costruire propria console - ROMA, 19 GIU - Centomila dollari per avviare progetti e iniziative che insegnino ai bambini come creare e programmare le proprie console di videogiochi. Ci ha pensato Google che, come riportano siti stranieri, attraverso il suo 'bracciò che si occupa di istruzione e formazione ha donato la somma a due organizzazioni britanniche, Code Club e Technology Will Save Us, impegnate nella promozione della 'culturà informatica fra i più piccoli. Il progetto finanziato dall'azienda di Mountain View è finalizzato ad insegnare le abilità essenziali per un potenziale futuro in campo tecnologico. Ai bambini sarà fornito un kit completo per costruire e programmare la propria console di gioco. È composto da una quarantina di parti che devono essere assemblate su un circuito Arduino, la scheda elettronica interamente made in Italy e rilasciata con licenza 'open', molto popolare proprio fra scuole, istituti di ricerca, piccole aziende o artigiani per realizzare progetti innovativi. Quella di portare la programmazione informatica fra i banchi di scuola è una pratica molto incoraggiata, soprattutto negli Usa ma non solo, dagli stessi colossi informatici che investono sul settore. Anche il presidente americano Barack Obama si è espresso a favore auspicando che il 'coding' diventi materia d'insegnamento fin dalle scuole elementari

CASO YARA: LEGALE BOSSETTI, MAI CONOSCIUTO VITTIMA, VISTA SOLO IN TV = Milano, 19 giu. -  - Massimo Giuseppe Bossetti ha spiegato, durante l'interrogatorio davanti al gip di Bergamo che «non ha mai conosciuto Yara, le due famiglie non si conoscevano e ho visto il suo volto solo quando in tv parlavano della sua scomparsa». Lo riferisce l'avvocato Silvia Gazzetti raggiunta telefonicamente dall'Adnkronos.

VATICANO/ DA WOJTYLA A BERGOGLIO, I PONTEFICI IN CALABRIA Papi sulle orme di San Bruno e di San Francesco di Paola (di Massimo Lapenda) (ANSA) - CASSANO ALLO JONIO (COSENZA), 19 GIU - Papa Wojtyla, sulle orme di San Francesco di Paola, lanciò un appello contro la criminalità organizzata; il suo successore, Joseph Ratzinger, decise di scegliere la certosa di Serra San Bruno per una vera e propria ode al silenzio. Si possono racchiudere in queste due sintesi i ricordi delle visite degli ultimi due pontefici in Calabria. Ripensando a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI c'è grande attesa per l'arrivo di Papa Francesco a Cassano allo Jonio che incentrerà la sua visita pastorale di sabato tra i detenuti del carcere di Castrovillari, i poveri, i malati e gli anziani. Prima della visita di Wojtyla bisogna andare indietro di ottocento anni prima di trovare le tracce di un Papa in Calabria. Nel 1165 toccò ad Alessandro III e prima di lui si recarono in Calabria Papa Costantino I, nel 710; Urbano II, nel 1096, e Callisto II, nel 1122. Era l'ottobre del 1984 quando Papa Giovanni Paolo II giunse in Calabria per il suo 44/mo viaggio in Italia ed il primo dedicato interamente ad una regione. Il primo incontro lo dedicò agli agricoltori. Il Papa giunse a Lamezia Terme per poi fare tappa nella certosa di Serra San Bruno, nel santuario di San Francesco Paola, per poi recarsi a Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria. Guardando alla figura di San Francesco di Paola, Papa Wojtyla esortò i fedeli a «incarnare le sue virtù» in modo da poter debellare «il male sociale - disse - che agli occhi di molti hanno oscurato l'immagine di questa laboriosa regione». Rivolgendosi ancora ai fedeli aggiunse che «se avrete il coraggio di cancellare l'omertà allora miglioreranno i rapporti tra voi e sarà spezzata la tragica catena di vendetta e tornerà a fiorire la convivenza serena». Sette anni dopo la visita di Wojtyla la Calabria salutò Benedetto XVI. Nell'ottobre del 2011 Papa Ratzinger celebrò la messa a Lamezia Terme e poi visitò la Certosa di Serra San Bruno dove lanciò un appello profondo sui temi del silenzio e della solitudine. Il suo discorso, inoltre, guardava ai giovani, troppo spesso vittime del rumore di fondo e dell'onnipresenza dei media. Benedetto XVI, in Calabria sulle orme di San Bruno che nove secoli fa insegnò ai certosini una vita di silenzio, povertà, preghiera e lavoro, citò il «rumore» sempre presente anche di notte, con le «persone immerse in una realtà virtuale, con messaggi audiovisivi che accompagnano la loro vita da mattina a sera». I giovani, aggiunse, «nati già in questa condizione», «sembrano voler riempire di musica e immagini ogni momento vuoto», una tendenza che diventa «mutazione antropologica».

NEONATO MUORE A PISA, PROCURA APRE INCHIESTA Deceduto in ospedale dopo parto avvenuto in casa ) - PISA, 19 GIU - La procura della Repubblica di Pisa ha aperto un'indagine sulla morte di un neonato avvenuta ieri pomeriggio al pronto soccorso dell'ospedale di Cisanello. Il piccolo sarebbe giunto già in condizioni disperate dopo un parto avvenuto in casa. La notizia è stata pubblicata oggi dal quotidiano La Nazione e del caso si occupa la polizia. Secondo quanto si è appreso, la madre del piccolo è un'italiana di circa 25 anni. Da fonti investigative trapela che si sarebbe trattato di una gravidanza tenuta nascosta fino all'ultimo momento. La donna è ora ricoverata in ospedale anche se le sue condizioni sono gravi. Massimo riserbo sulla vicenda anche da parte dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana: «Ci sono indagini in corso - fanno sapere dalla direzione sanitaria - e non possiamo fornire informazioni precise. Possiamo solo dire che è stato fatto tutto il possibile per salvare la vita al bambino». In queste ore la squadra mobile sta cercando di ricostruire anche il contesto familiare in cui è maturata la tragedia. Al momento nessuno sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati.

YARA: BOSSETTI, IO FIGLIO ILLEGITTIMO? SCONVOLTO  - BERGAMO, 19 GIU - Massimo Giuseppe Bossetti avrebbe appreso solo stamani di essere figlio illegittimo e questo lo ha «sconvolto». Lo ha detto il suo legale, Silvia Gazzetti, al termine del suo interrogatorio per la convalida del fermo.
«Ieri - ha spiegato l'avvocato Gazzetti - è stato fatto il Dna sul signor Bossetti (il padre, ndr) ed è stato confermato che non è il Dna» del mio assistito«.

SCAJOLA: RINVIATA UDIENZA APPELLO DDA SU AGGRAVANTE MAFIA Giudici riesame in aula 17 luglio. Per pm agevolate le cosche  - CATANZARO, 19 GIU - È stata rinviata al 17 luglio prossimo l'udienza dei giudici del Tribunale del riesame di Reggio Calabria che devono decidere sull'appello presentato dalla Dda contro la decisione del gip di non contestare l'aggravante mafiosa a Claudio Scajola, Amedeo Matacena, alla moglie Chiara Rizzo e agli altri cinque indagati nell'inchiesta sul presunto aiuto fornito all'ex deputato di Fi per sfuggire alla condanna definitiva a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. È stato il pm della Dda reggina Giuseppe Lombardo a chiedere il rinvio per poter depositare nuovi atti che materialmente non gli sono ancora arrivati. Il tribunale ha quindi fissato al 5 luglio la scadenza per i nuovi depositi ed al 17 l'udienza. Nel ricorso, Lombardo ha sostenuto che Scajola e Matacena risultano «inseriti in un circuito criminale ben più ampio, visto il ruolo di Matacena in ambito 'ndranghetistico ricostruito dalla sentenza di condanna» e che l'ex ministro, aiutandolo, «agevola una pedina indispensabile per il sistema criminale di cui la 'ndrangheta fa parte» e «agevola la 'ndrangheta in ambito politico imprenditoriale». La Dda ha sostenuto non è condividibile il giudizio del gip «basato sull'immotivato superamento dei risultati investigativi evidenziati», compiendo un percorso motivazionale «non comprensibile». Secondo Lombardo ed il sostituto procuratore nazionale antimafia Francesco Curcio, la condanna definitiva di Matacena dimostra che «la cosca Rosmini aveva individuato in Matacena il politico che aveva manifestato disponibilità a favorire gli interessi della cosca» ed che un «accordo come quello stipulato con i Rosmini non richiede alcuna rinnovazione». Motivo per il quale tutti coloro - gli otto indagati - che aiutano Matacena nella latitanza e nella schermatura dei beni agevolano la 'ndrangheta. Compreso Scajola che secondo i pm sembra «un socio occulto» di Matacena. «Non appare un azzardo - hanno scritto i pm nell'appello al riesame - affermare che Scajola e Matacena condividono interessi che vanno ben oltre l'aiuto per ragioni squisitamente umanitarie risultando gli stessi inseriti in un circuito criminale ben più ampio che trova la sua chiave di lettura in quell'antefatto processuale costituito dal ruolo di Matacena in ambito 'ndranghetistico». Col suo comportamento Scajola, hanno sostenuto i magistrati, «consapevolmente agevola una pedina indispensabile (Matacena) per il sistema criminale di cui la 'ndrangheta fa parte», e «consapevolmente agevola la 'ndrangheta in ambito politico imprenditoriale».

RAI: LANZETTA, SARANNO TUTELATE LE MINORANZE LINGUISTICHE «Modificato testo decreto legge su sedi regionali»   - ROMA, 19 GIU - Il ministro per gli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta, ha rassicurato i parlamentari che, nel corso dell'audizione di oggi davanti alla Commissione parlamentare per le questioni regionali, hanno evidenziato alcune criticità nella originaria formulazione del decreto legge 66 per quanto attiene le sedi Rai e la tutela delle minoranze linguistiche. «Sono ben lieta di riscontare che nel corso dell'esame in commissione al Senato del provvedimento, su richiesta di esponenti di vari gruppi - ha spiegato - il testo dell'articolo 21 del decreto, del quale proprio ieri si è avuta l'approvazione finale, è stato modificato. È stata in primo luogo prevista la garanzia del servizio pubblico radiotelevisivo attraverso la presenza di redazioni e strutture adeguate in ciascuna regione e provincia autonoma. È stato, inoltre, specificato che le sedi che garantiscono la diffusione di trasmissioni in lingua tedesca e ladina per la provincia autonoma di Bolzano, in lingua ladina per la provincia di Trento, in francese per la regione autonoma Valle d'Aosta e slovena per quella Friuli-Venezia Giulia mantengano la loro autonomia finanziarie e contabile e fungano anche da centro di produzione decentrato per la promozione delle culture e degli strumenti linguistici locali». «Infine - ha concluso il ministro - è stato previsto che con convenzione stipulata tra la società concessionaria e la provincia autonoma di Bolzano siano individuati i relativi diritti ed obblighi e che le spese per la sede di Bolzano siano assunte dalla provincia autonoma tenendo conto dei proventi del canone».

'NDRANGHETA: GENOVA, BENI PER OLTRE 2 MLN SEQUESTRATI DA DIA AD AFFILIATO - Beni per oltre due milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia di Genova a un affiliato della 'ndrangheta calabrese. Questa mattina il Centro Operativo della Dia di Genova ha posto sotto sequestro complessivamente 27 beni, fra terreni e appartamenti, partecipazione societarie e disponibilità bancarie, per un valore di oltre due milioni di euro, tutto riconducibili a Carmelo Griffo, 59 anni, originario di Cerva (Catanzaro) e immigrato a Chiavari nel 1994, noto alle forze di polizia perché ritenuto affiliato alla cosca denominata «Tratraculo», appartenente alla 'ndrangheta calabrese e operante nella zona di Petronà, con ramificazioni nel Nord Italia. Ha emesso il decreto di sequestro la III Sezione - Misure di Prevenzione del Tribunale di Genova, per effetto di una proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale inoltrata dal direttore della Dia Arturo De Felice, in seguito agli accertamenti svolti dal Centro Operativo di Genova.
Griffo, già detenuto nel carcere della Spezia perché definitivamente condannato per delitti concernenti le armi, è stato oggetto di una complessa attività investigativa, iniziata in seguito all' omicidio, avvenuto il 4 febbraio del 2000 a Petronà, di Alberto Carpino, ritenuto esponente di primo piano della cosca Tratraculo. Dopo l'omicidio Griffo offrì assistenza al trasferimento a Chiavari del fratello di Alberto Carpino, Salvatore. L'attività investigativa ha consentito di far luce sui preparativi di una imminente ritorsione nei confronti di soggetti appartenenti alla cosca rivale «Bubbo» e di arrivare al sequestro, effettuato a Chiavari il 2 marzo del 2000, di un borsone, contenente un fucile semiautomatico calibro 12 e di arrestare in flagranza altri affiliati alla cosca per la detenzione dell'arma rinvenuta. Secondo gli investigatori il gruppo di fuoco aveva come obiettivo uno dei componenti della 'ndrina dei Bubbo. Dall'ascolto di numerose intercettazioni ambientali, disposte nei confronti dei detenuti all'interno delle case circondariali di Chiavari e Genova, sono emersi i dettagli relativi alla necessità del reperimento di nuove armi da fuoco, per attuare un altro progetto di ritorsione nei confronti della cosca avversaria

DIFFAMAZIONE: PALMA, VERSO OK COMMISSIONE MARTEDÌ PROSSIMO = Roma, 19 giu.  - La commissione Giustiza del Senato concluderà martedì prossimo l'esame del ddl sulla diffamazione con il mandato al relatore. Lo riferisce ai giornalisti a palazzo Madama il presidente Francesco Nitto Palma (Fi), che precisa: «L'esame sarebbe finito anche oggi ma c'è da mettere a punto la questione del diritto all'oblio».

CASO YARA: LEGALE, BOSSETTI ERA A CASA LA SERA DEL DELITTO = Milano, 19 giu.   - Massimo Giuseppe Bossetti «era a casa la sera dell'omicidio» della piccola Yara. È quanto l'uomo ritenuto l'assasino della ragazzina ha dichiarato davanti al gip e al pm di Bergamo durante l'interrogatorio sostenuto questa mattina. A riferirlo è stato il suo difensore, l'avvocato Silvia Gazzetti, al termine dell'interrogatorio per la convalida del fermo

CASO YARA: LEGALE, BOSSETTI DICE DI NON AVER MAI CONOSCIUTO LA RAGAZZA = 'LA SERA DELL'OMICIDIO ERA A CASÀ Milano, 19 giu.  - Massimo Giuseppe Bossetti «non ha mai conosciuto Yara». Interrogato in mattinata dal gip e dal pm di Bergamo, l'uomo ritenuto l'assassino della piccola Yara, ha dichiarato di non aver mai nemmeno conosciuto la vittima. A riferirlo, al termine dell'interrogatorio, è stata il suo difensore, l'avvocato Silvia Gazzetti.

CASO YARA: LEGALE, BOSSETTI SI DICHIARA INNOCENTE = Milano, 19 giu.   - Innocente. Così Massimo Giuseppe Bossetti, ritenuto l'assassino della piccola Yara, si è definito questa mattina davanti al gip e al pm di Bergamo che lo interrogavano. A spiegarlo, al termine dell'esame, è stato il suo difensore, l'avvocato Silvia Gazzetti. Bossetti, ha aggiunto il legale, ha risposto a tutte le domande e ha rotto così per la prima volta il silenzio per «proclamarsi innocente e totalmente estraneo ai fatti che gli sono stati contestati». 

YARA: BOSSETTI, NON SO SPIEGARE MIO DNA SU CORPO  - BERGAMO, 19 GIU - Massimo Giuseppe Bossetti, nel suo interrogatorio davanti al gip di Bergamo per la convalida del fermo per l'omicidio di Yara Gambirasio ha detto di non riuscire a spiegarsi per quale ragione il suo Dna, come sostiene l'accusa, sia stato trovato sul corpo della ragazza dopo il ritrovamento nel campo di Chignolo d'Isola il 26 febbraio 2011.

YARA: BOSSETTI, MIO CELLULARE ERA SCARICO  - BERGAMO, 19 GIU - Massimo Giuseppe Bossetti, fermato per l'omicidio di Yara Gambirasio, ha spiegato che il suo telefono cellulare era inattivo dal tardo pomeriggio del 26 novembre 2010 alla mattina successiva perchè scarico. La Procura gli contesta, infatti, che il suo cellulare aveva agganciato la cella di Mapello, a cui si era agganciato anche il telefono di Yara Gambirasio, ed era poi rimasto inattivo, senza ricevere o fare comunicazioni, fino alla mattina dopo alle 7:30.

YARA:LEGALE, CONTATTATO DAI BOSSETTI PER STRATEGIE DIFENSIVE A casa del fratello Fabio rispondono «lui non vuole parlare»  - BREMBATE DI SOPRA (BERGAMO), 19 GIU - «Ci siamo visti alle 21.30 di ieri sera e adesso noi e la famiglia Bossetti ci siamo presi del tempo per delle valutazioni, non di natura economica, ma di strategie». A dirlo Benedetto Bonomi, l'avvocato di Brescia che ieri sera è andato, insieme al fratello Jacopo - anche lui avvocato - a casa di Fabio Bossetti, il fratello di Massimo Giuseppe, l'uomo fermato per l'omicidio di Yara Gambirasio. In casa, a Brembate di Sopra, erano presenti all'incontro anche la sorella gemella di Bossetti, Laura Letizia, e la moglie Marita Comi. «Si tratta - continua Bonomo - di una famiglia normale che in difficoltà si è rivolta ad un avvocato che non è di primo pelo». Bonomo, infatti, in passato ha difeso, tra gli altri, anche Vicky Vicky, l'indiano in carcere per avere investito la ginecologa di Trescore Eleonora Cantamessa e il fratello Baldev Kumar, e i famigliari di Domenico Magrì, l'imprenditore di Bottanuco, sempre in provincia di Bergamo, che aveva ucciso il suo socio e la moglie prima di togliersi la vita. Il legale peraltro tiene a precisare che «si sta comunque facendo i conti senza l'oste. Bossetti è in carcere e non ha ancora visto i famigliari e attualmente è rappresentato da un altro avvocato (Silvia Gazzetti,che è avvocato d'ufficio, ndr). In serata o domattina al massimo entrambi, noi come studio e loro come famiglia, decideremo se assumere l'incarico». Intanto nella villetta a Brembate di Sopra dove vive Fabio, il fratello di Bossetti, nessuno si vuole esporre. Al citofono risponde una donna, spiegando che «Fabio non se la sente di parlare». Poi, per tutelare ancor più la privacy di uno dei componenti della famiglia finita al centro della cronaca, si affaccia al balcone, ritira la biancheria stesa e chiude le persiane

YARA: BOSSETTI, QUELLA SERA ERO A CASA ++ Legale, ha risposto a tutte le domande del gip  - BERGAMO, 19 GIU - Massimo Giuseppe Bossetti ha detto al gip che nel tardo pomeriggio del 26 novembre 2010, quando scomparve Yara Gambirasio, si trovava a casa. Lo ha riferito il suo legale, Silvia Gazzetti, la quale ha spiegato che il muratore bergamasco «ha risposto a tutte le domande» che gli sono state poste dal gip.

YARA: BOSSETTI, SONO TOTALMENTE ESTRANEO   - BERGAMO, 19 GIU - «Sono totalmente estraneo». Lo ha detto Massimo Giuseppe Bossetti al termine del suo interrogatorio davanti al gip. A riferirlo è stato il suo legale, Silvia Gazzetti. 

'NDRANGHETA: BLITZ ROS; TASSI 20% MESE E GARANZIE VESSATORIE «Aggredito» da cosche anche patrimonio imprenditoria milanese  - REGGIO CALABRIA, 19 GIU - Applicavano tassi ad usura del 20% mensile abbinati ad ulteriori garanzie vessatorie, quali cessioni di quote societarie e trasferimenti della titolarità di immobili, anche di pregio. Era questo il modus operandi delle 17 persone arrestate stamani dai carabinieri del Ros, coadiuvati da personale della Dia, con le accuse, a vario titolo, di associazione mafiosa, usura, estorsione, esercizio abusivo dell'attività creditizia e intestazione fittizia di beni, aggravati dalle finalità mafiose. Il provvedimento, emesso dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda, prevede il carcere per Francesco Buda, di 49 anni, Giuseppe Codispoti (49), Domenico Condello (42), Francesco Condello (32), Gianluca Ciro Domenico Favara (47), Francesco Foti (56), Fortunato Danilo Paonessa (40), Vincenzo Pesce (62), Pasquale Rappoccio (58) e Carmelo Vardè 28). Sono stati posti ai domiciliari Carlo Avallone (59), Antonino Cotroneo (71), Biagio Francesco Maduli (51), Paolo Pizzimenti (26), Maria Grazia Polimeni 37), Giacinto Polimeni 62), Mario Donato Ria (67). Le indagini del Ros, prosecuzione dell'inchiesta Meta, hanno evidenziato le sinergie criminali tra le cosche Condello e Imerti di Reggio e Pesce e Bellocco di Rosarno per la gestione delle risorse delle attività illecite, attraverso la creazione di un sistema creditizio parallelo a favore di imprenditori calabresi e lombardi. In questo contesto, secondo le indagini, la figura centrale era quella di Favara, indicato come il collettore degli interessi anche delle cosche reggine ed a cui faceva capo un gruppo di soggetti incaricati dell'individuazione degli imprenditori in difficoltà. Tra coloro che erano incaricati di individuare le vittime c'era l'imprenditore Rappoccio, già arrestato insieme a Favara nell'operazione Reggio Nord, indagine che aveva consentito di individuare il circuito criminale di riferimento di Domenico Condello, cugino del boss Pasquale «il supremo», arrestato nell'ottobre 2012 dopo 20 anni di latitanza. Nel procedimento reggino sono confluite anche le acquisizioni fatte dalla Dia nell'ambito di una inchiesta della Dda di Milano nei confronti di tre arrestati. Il Ros e la Dia hanno accertato come un'articolazione territoriale dei Pesce-Bellocco sia stata in grado di attuare un lento e graduale processo di «aggressione» del patrimonio mobiliare ed immobiliare dell'imprenditoria milanese, con estorsioni ed usura, e come Favara ed i suoi abbiano sfruttato anche altre realtà associative già radicate in Lombardia sia 'ndranghetiste, come la locale di Lonate-Pozzolo, sia appartenenti alla criminalità comune

FACEBOOK AMMETTE IL TILT E SI SCUSA CON GLI UTENTI 'Ripristinato velocemente al 100%'  - ROMA, 19 GIU - Facebook ammette il down di oggi e si scusa con gli utenti. «Questa mattina, si è verificato un problema che ha impedito ad alcune persone di postare su Facebook per un breve periodo di tempo. Facebook ha risolto velocemente la criticità ed è stato ripristinato al 100%. Facebook si scusa per lo spiacevole inconveniente»: questo lo stringato comunicato diffuso dal social network. 

MATURITÀ SECONDA PROVA, AL CLASSICO VERSIONE GRECO LUCIANO SCIENTIFICO CALCOLO INTEGRALI. E PER TURISMO SPUNTA L'EXPO Dopo la prova di italiano di ieri, i 490mila candidati della Maturità 2014 affrontano il secondo scritto, che cambia da indirizzo a indirizzo. Secondo prime indiscrezioni, al Classico la versione di greco vede un brano di Luciano, allo Scientifico due problemi con richieste di analisi con studi di funzione e richieste sulla differenziabilità e integrazione. E spunta anche l'Expo 2015, con la prova di Tecnica turistica, per un pacchetto per un turista indonesiano dell' esposizione di Milano. Mentre i futuri geometri devono vedersela con un esproprio per Estimo. ---. IRAQ, PER OBAMA NON SERVE OK CONGRESSO PER AZIONI USA WSJ: PENSA A GOVERNO SENZA AL-MALIKI E CON SUNNITI E CURDI Barack Obama ha detto ai leader del Congresso Usa di non avere bisogno del loro nullaosta per lanciare azioni militari in Iraq: lo ha detto il senatore repubblicano McConnell, a quanto riporta la Bbc, dopo un incontro con il presidente. Intanto, il Wall street journal riferisce, citando fonti dell'amministrazione, che la Casa Bianca ipotizza per riportare stabilità un nuovo governo senza il premier sciita al-Maliki, e con il coinvolgimento delle comunità sunnita e curda. ---. YARA: GIP E PM IN CARCERE PER INTERROGATORIO BOSSETTI IERI CONFERMA DNA SU INCOMPATIBILITÀ PADRE LEGITTIMO Il gip Ezia Maccora e il pm Letizia Ruggeri sono giunte in carcere a Bergamo per l'interrogatorio di Giuseppe Bossetti, il muratore di 44 anni fermato lunedì scorso per l'omicidio della 13enne Yara Gambirasio. Si tratta dell'interrogatorio di convalida del fermo. L'uomo per 2 volte, nei giorni scorsi, si era avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm. Ieri, intanto, dal Dna la conferma che Bossetti non è figlio di quello che fino a domenica era per tutti suo padre. ---. IN SPAGNA COMINCIA IL REGNO DI FELIPE VI, OGGI L'INVESTITURA GIURAMENTO ALLE CORTES SULLA COSTITUZIONE DEMOCRATICA DEL '78 In Spagna comincia il regno di Felipe VI di Borbone. Dalla mezzanotte, il 46enne figlio di Juan Carlos è il nuovo sovrano, succedendo al genitore che ha abdicato dopo circa 40 anni di regno. Oggi davanti alle Cortes il giuramento del neomonarca sulla Costituzione democratica del 1978, cerimonia con differenze sostanziali su quella che vide Juan Carlos, 22 novembre 1975, subito dopo la morte di Francisco Franco. Poi l'atteso discorso, quindi un ricevimento alla Zarzuela, il Palazzo reale. ---. CRISI: PROMETEIA, BONUS 80 EURO SPINGE CONSUMI, +0,5% IN 2014 DOPO 6 ANNI DISCESA PIÙ SPESA PER 5MLD; +1% NEL 2015 E 2016 Dopo 6 anni di discesa, i consumi in Italia torneranno nel 2014 a crescere dello 0,5%, spinti dal bonus di 80 euro deciso dal governo, che si tradurrà in maggiori spese per 5 miliardi. Il progressivo miglioramento del reddito disponibile si tradurrà poi in un aumento dei consumi di poco più dell' 1% l'anno nel 2015 e 2016. È quanto risulta dall'ultimo Rapporto Club Consumo di Prometeia. Secondo la stima delle destinazioni di spesa quest'anno, l'85% del bonus, 5,4mld, potrebbe essere destinato ai consumi, il restante 15% per il risparmio o altri utilizzi (pagamento mutui, prestiti, etc.). ---. 'NDRANGHETA: BLITZ ROS, SCOPERTO SISTEMA DI CREDITO PARALLELO PRESTITI USURARI Ad IMPRENDITORI IN DIFFICOLTÀ, 17 ARRESTI Un «sistema creditizio parallelo» attraverso cui secondo le indagini le cosche della 'ndrangheta erogavano prestiti, a tassi usurari, a imprenditori calabresi e lombardi in difficoltà. È quello che hanno scoperto i Carabinieri del Ros e Comando provinciale di Reggio Calabria, coadiuvati dalla Direzione investigativa antimafia (Dia). Diciassette gli arresti nelle province di Reggio Calabria e Milano. Accuse di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, esercizio abusivo attività creditizia e intestazione fittizia di beni. ---. IMMIGRAZIONE: NEL 2014 GIUNTI NOVEMILA MINORI, MOLTI SIRIANI SAVE THE CHILDREN:VIA DA GUERRA A 5 ANNI, VIAGGIO DURATO 1-2 Quasi tutti i minori accompagnati prima soccorsi e poi sbarcati dal 1 gennaio al 31 maggio 2014 sono bambini siriani, con un'età media di 5 anni ma anche molto piccoli, in fuga dal conflitto iniziato 3 anni fa insieme alle loro famiglie o a una parte di esse. Un viaggio iniziato nella maggior parte dei casi 1 o 2 anni fa per. Ne parla l'ultimo Rapporto di Save the Children, in cui si spiega che dal 1 gennaio al 17 giugno 2014 sono giunti via mare in Italia più di 58mila migranti, di cui più di 5.300 donne, più di 9.000 minori, di cui più di 3.160 accompagnati.



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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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