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Napoli, seconda parte. Inizia il dibattito in Aula

Dopo la relazione dell’assessore Panini, il Consiglio inizia il dibattito

Napoli 28 gennaio 2014 - Terminata la relazione dell’assessore al Lavoro, è iniziato il dibattito dell’Aula. Primo intervento quello del consigliere Moretto (Fratelli d’Italia), per il quale la città presenta le stesse sofferenze del dopoguerra ma con peggiori prospettive di ripresa ed è necessario l’avvio di una più profonda fase di riflessione e di analisi sulle strade da seguire per dare rilancio alla città, per prospettare politiche volte al rilancio, migliorando la qualità della vita e la sostenibilità del processo produttivo, per costruire competenze e professionalità con l’obiettivo di restituire centralità alle politiche di sviluppo. Per questo va avviata una vera fase di ammodernamento delle strutture economiche, partendo dal concetto di città normale, dove vige la legalità e dove partendo dalle cose più semplici vanno ripresi i progetti già iniziati o quelli accantonati e che riguardano tutta la geografia della città da est ad ovest. Sgambati (Napoli è Tua): occorre attivarsi allo stesso modo per tutti i lavoratori, per quelli del S. Carlo come per quelli dell’aeroporto, dove 150 persone sono da settimane in agitazione e la Gesac non si assume alcuna responsabilità; Coccia (Federazione della Sinistra): che ha sottolineato come parlare di progetti in una situazione economica così devastata può apparire utopico, ma senza utopia forse non si va avanti. Come ha evidenziato la relazione d’apertura dell’Anno Giudiziario, esistono quattromilacinquecento persone affiliate ai clan nella nostra città, ma ad esse si pensa solo in termini di repressione criminale e mai in termini di prevenzione, attraverso il lavoro. Oggi tutti i grandi comparti industriali sono andati altrove, ma manca la coesione nazionale per contrastare questo momento, che discende dalla scelta scellerata di privatizzare anche risorse indispensabili alla sopravvivenza, come i settori bancario ed assicurativo, o quello dell’energia, e si è rinunciato ad avere una strategia generale del lavoro, facendo prevalere l’ideologia generalizzata che il privato sia sempre meglio del pubblico. Si ha bisogno di investimenti e di ripartire con un piano del lavoro che non può nascere solo qui ma che deve, necessariamente, venire dall’Europa e forse c’è bisogno di fare gli Stati generali del lavoro a Napoli; Caiazzo (Federazione dei Verdi): occorre un impegno da elaborare a livello sovranazionale, un piano del lavoro che parta dall’esistente ma che guardi anche al futuro valorizzando le risorse del territorio. Serve un piano di sviluppo radicale, serio e meditato, che parta dal territorio, contrastandone l’abbandono e ricostruisca le filiere produttive, dia impulso alla scuola, all’avviamento al lavoro e preveda l’affidamento degli spazi verdi di proprietà comunale a giovani che vogliano praticare agricoltura e floricoltura ma non ne hanno le possibilità; Varriale (Centro Democratico): il Comune dovrebbe partire dalla proprie competenze, iniziando dalla “sburocratizzazione” e da tutti gli ostacoli che scoraggiano i giovani napoletani e quanti vogliano venire qui ad investire. Va inoltre prestata una speciale attenzione al turismo, attribuendo una delega specifica ad una grossa personalità del settore e creando un tavolo di concertazione con i più importanti tour operators mondiali ai quali vanno offerti specifici percorsi enogastronomici e culturali per attirarli in città, creando, così, centinaia di posti di lavoro. Creare, infine, un tavolo permanente unitario per produrre idee concrete e dare risposte ai cittadini; Lettieri (Liberi per il Sud): Un buon amministratore si può definire tale in base a quanti posti di lavoro crea. Il Sindaco dice che la città funziona, che ci sono turisti, e invece la città soffre, chiudono i negozi, aumentano i disoccupati e le famiglie disagiate, mentre non si fa niente per incentivare gli investimenti e per sostenere gli imprenditori. Il Consiglio andava informato subito della bocciatura del piano di rientro per discutere di ciò che aveva evidenziato la Corte, perché per ogni euro che spende, l’Amministrazione deve interrogarsi sulle ripercussioni che quella spesa ha sul lavoro. Oggi Napoli è l’ultimo vagone dell’Italia che arretra, ma qui ci sono le condizioni per innescare un meccanismo di sviluppo,  perché la città é ferma da vent’anni e bisogna far ripartire le grandi opere di riqualificazione. Abbiamo bisogno di energie ed idee dei giovani, e a loro deve essere dedicato l’impegno maggiore perché sono la vera ricchezza del nostro territorio e perché sono quelli su cui abbiamo investito di più, e che ora producono ricchezza altrove. Il lavoro si crea facendo grandi presupposti per lo sviluppo. Si possono, così, immaginare dieci azioni, tra cui il microcredito, il placement office, per far dialogare imprese ed Università, l’elaborazione di un piano di incentivi fiscali per gli artigiani che formano i giovani, l’investimento in formazione. Molisso (Ricostruzione Democratica): manca da molto tempo a Napoli e in Campania un vero progetto politico e una classe dirigente all’altezza dei compiti che le sono demandati. Per questo va sollecitata una valorizzazione dell’esistente, evitando però gli sprechi. Sono molte, per esempio, le progettualità fatte per le donne che non hanno prodotto nulla, come il centro per l’occupabilità femminile o la Casa della cultura e delle differenze, esiste un patrimonio immobiliare citato come risorsa e che invece non viene utilizzato come possibilità di crescita per i giovani della città, risorse che si riescono ad incamerare con difficoltà e che poi vengono spese male, come nel caso delle rette pagate per mantenere un bambino in case famiglia invece di dare alla famiglia d’origine un sostegno al reddito. Infine va insistito, per i dipendenti comunali, sui loro doveri di lavoratori, esigendo che tutti diano un contributo alla città, perché il tema dei servizi comunali fa parte delle politiche dello sviluppo.

Il dibattito è proseguito con l’intervento del consigliere Fiola (Partito Democratico).

 

SEGUE…

 

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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