Operazione “Metropolis” 2. La Guardia di finanza di Reggio Calabria e lo Scico di Roma hanno sequestrato a Brancaleone un complesso turistico-residenziale da 200 milioni di euro, alla cui realizzazione sarebbero state interessate le cosche di 'ndrangheta degli Aquino e dei Morabito. Cinque persone, tra imprenditori e pubblici funzionari, sono state denunciate per abuso d'ufficio e falsità ideologica aggravati dalla finalità di agevolare l'attività delle cosche.
BRANCALEONE (RC)-LE COSCHE DEI MORABITO DI AFRICO E DEGLI AQUINO DI MARINA DI GIOIOSA, NUOVAMENTE NEL MIRINO DELLA GUARDIA DI FINANZA, SEQUESTRATI DALLA DDA DI REGGIO CALABRIA, DIRETTA DAL PROCURATORE CAPO FEDERICO CAFIERO DE RAHO, BENI MOBILI ED IMMOBILI PER 200 MILIONI
Il sequestro, è stato fatto dal Comando Provinciale di Reggio Calabria, diretto dal colonnello Alessandro Barbera e dallo Scico di Roma delle Fiamme gialle, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale reggino su richiesta della Dda. Due diverse operazioni contro i patrimoni della ‘Piovra’ A Palmi, sono stati colpiti da provvedimento dell’A.G., Giuseppe e Pasquale Mattiani di 79 e 51 anni, rispettivamente padre e figlio. Il 12 novembre 2013, furono sequestrati due alberghi a quattro stelle: l’"Arcobaleno" a Palmi e il prestigioso "Grand hotel del Gianicolo" a Roma, su viale delle Mura Gianicolensi.
Domenico Salvatore
BRANCALEONE (Reggio Calabria) -29 gennaio, 08:59- Lo Stato ha deciso di alzare il tiro contro i clan di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria. Di colpirli nei loro interessi primari. A partire da quelli economici. Fermo restando la verifica e controllo delle cosche delle altre province. Beni mobili ed immobili per miliardi di euri, sono stati già decretati dalla magistratura. Gli ultimi 200, in ordine di tempo a Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria. La sfida fra lo Stato e l’antistato ovvero, Stato nello Stato, continua dunque a colpi di sequestri e confische. La Guardia di finanza ha sequestrato a Brancaleone un complesso turistico-residenziale del valore di 200 milioni di euro, alla cui realizzazione sarebbero state interessate le cosche di 'ndrangheta degli Aquino e dei Morabito. Il sequestro è stato fatto dal Comando provinciale di Reggio Calabria e dallo Scico di Roma delle Fiamme gialle, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale reggino su richiesta della Dda. Cinque persone, tra imprenditori e pubblici funzionari, sono state denunciate in stato di libertà con l'accusa di abuso d'ufficio e falsità ideologica aggravati dalla finalità di agevolare l'attività della 'ndrangheta, oltre che per reati paesaggistici ed urbanistici. Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, hanno portato ad accertare la realizzazione nella zona jonica reggina, parte della quale sottoposta a vincolo paesaggistico, di opere abusive di imponente portata a favore delle due cosche di 'ndrangheta.
Decine di ville realizzate su un ex terreno agricolo prospiciente il mare destinato ad uso turistico-residenziale grazie alla complicità di settori amministrativi comunali: è questo il complesso "Gioiello del mare" sequestrato dalla Guardia di finanza a Brancaleone ed alla cui realizzazione erano interessate le cosche di 'ndrangheta degli Aquino e dei Morabito. Il cambio d'uso del terreno, fonte Ansa, sul quale è stato realizzato il complesso turistico è stato ottenuto, secondo quanto è emerso dalle indagini, grazie ad una variante dello strumento urbanistico comunale che sarebbe stata illegittima. Tra le cinque persone denunciate c'è anche il dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Brancaleone, l'architetto Carmelo Borrello, di 45 anni, responsabile del procedimento in base al quale è stato realizzato il complesso turistico. Il sequestro e le denunce di oggi rappresentano il seguito dell'operazione Metropolis che nel marzo del 2013 portò all'arresto di alcuni imprenditori collegati alle stesse cosche di 'ndrangheta coinvolte nell'operazione odierna. Tra di loro, due, Antonio Cuppari, di 50 anni, e Domenico Vitale, di 40, sono tra i cinque denunciati di oggi. Le altre persone coinvolte sono gli imprenditori Antonio Toscano, di 43 anni, e Antonino Iriti, di 56.Beni per 12 milioni di euro sono stati sequestrati agli imprenditori Giuseppe e Pasquale Mattiani, di 79 e 51 anni, padre e figlio. L'operazione è stata portata a termine dagli agenti della Polizia di Stato di Reggio Calabria e Palmi e dal personale della Dia reggina e di Roma.
Il provvedimento di sequestro, al termine di indagini condotte dalla Dda, è stato emesso dai giudici del tribunale di Reggio Calabria. Ai Mattiani sono stati sequestrati una villa, un fabbricato composto da quattro appartamenti, un immobile commerciale e vari terreni siti a Palmi, oltre ad altri tre immobili in zone lussuose di Roma. Il 12 novembre scorso a Giuseppe e Pasquale Mattiani furono già sequestrati beni per 150 milioni di euro, tra cui due alberghi a quattro stelle: l'hotel Gianicolo a Roma e l'Arcobaleno a Palmi.L’operazione ‘Metropolis 1’ era scattata martedì 05 marzo 2013 . Le ordinanze della DDA di Reggio Calabria, furono eseguite dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, diretto dal colonnello Alessandro Barbera. Destinatari: Rocco Aquino, 53 anni, Marina di Gioiosa Jonica 2) Francesco Arcadi, 47 anni, Sant’Agata del Bianco 3) Domingo Bernal Diaz, 49 anni, cittadino spagnolo 4) Giuseppe Carrozza, 35 anni, Locri 5) Antonio Cuppari, 49 anni, Brancaleone 6) Hanry James Fitzsimons, 64 anni, Belfast (Irlanda del Nord) 7) Sagredo Jorge Pablo Lamberti, 43 anni Buenos Aires (Argentina) 8) Rocco Morabito, 53 anni, Africo (già detenuto) 9) Domenico Antonio Muccari, 42 anni, Isca sullo Jonio 10) Antonio Raimondo, 44 anni, Isca sullo Jonio 11) Daniele Scipione, 35 anni, Bovalino 12) Francesco Sculli, 68 anni, Bruzzano Zeffirio 13) Francesco Strangio, 60 anni, San Luca 14) Fausto Ottavio Strangio, 50 anni, San Luca, residente a Bianco 15) Sebastiano Sisto Strangio, 58 anni, San Luca 16) Domenico Vallone, 49 anni, Sant’Agata del Bianco 17) Antonio Velardo, 36 anni, Pompei (Napoli) 18) Bruno Verdiglione, 55 anni, Caulonia 19) Domenico Vitale, 39 anni, Brancaleone 20) Sebastiano Vottari, 38 anni, San Luca. INDAGATI: 21) Domenico Aquino, 40 anni, Marina di Gioiosa Jonica 22) Nicola Rocco Aquino, 64 anni, Marina di Gioiosa Jonica.
Ed inoltre, colpiti: villaggi turistici, quote societarie, auto di lusso e tanto altro. Beni mobili ed immobili per una cifra prossima al mezzo miliardo di euri tra quelli sequestrati alle cosche Morabito-Aquino nell'ambito dell'operazione della guardia di finanza. L'elenco completo:1) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della METROPOLIS 2007 S.r.l. di Bianco (RC); 2) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CA.GI.MM. S.a.s. di SCIPIONE Daniele & C. di Bovalino (RC); 3) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CORSILOPE ITALIA S.r.l. di Reggio Calabria; 4) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della BELLA CALABRIA 2005 S.r.l. di Bianco (RC); 5) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della B.C. IMMOBILIARE S.r.l. di Bianco; 6) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della ISCA DREAM S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ); 7) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della LAGANO COSTRUZIONI S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ); 8) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della FAIR PROPERTIES S.r.l. di Caulonia (RC); 9) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della V.B.D. IMMOBILIARE S.r.l. di Caulonia (RC); 10) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della R.D.V. S.r.l. di Roma; 11) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della VECO COSTRUZIONI S.r.l. di Roma; 12) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della F. & C. S.r.l. di Brancaleone (RC); 13) Villaggio turistico “Palm View” di Bruzzano Zeffirio (RC); 14) villaggio turistico “The Sands” di Brancaleone (RC); 15) Villaggio turistico “Marasusa” di Parghelia-Tropea (VV); 16) Villaggio turistico “San Rocco 1” di Bianco (RC) 17) Complesso turistico “Residence Vittoria” di Bianco (RC); 18) Villaggio turistico “Riace-Pipedo” di Riace (RC); 19) Villaggio turistico “Bella Vista 1” di Bianco (RC); 20) Villaggio turistico “Stignano Mare” di Stignano Mare (RC); 21) Villaggio turistico “Isca Calabretta”, di Isca sulla Ionio (CZ); 22) Villaggio turistico “Isca Fortunata” di Isca sulla Ionio (CZ); 23) Villaggio turistico “Isca Allegra” di Isca sulla Ionio (CZ); 24) Villaggio turistico “San Rocco 2” di Isca sulla Ionio (CZ);
25) Villaggio turistico “Amusa Mare” di Caulonia (RC); 26) Villaggio turistico “Amusa Residential” di Caulonia (RC);27) Villaggio turistico “Vista Montagna” di Caulonia (RC); 28) Villaggio turistico “Chiara” di Bianco (RC); 29) Villaggio turistico “Gioiello Del Mare” di Brancaleone (RC); 30) Nr. 7 veicoli commerciali; 31) Nr. 4 autovetture di lusso.
Seguirono commenti e polemiche. Nuccio Barillà, della segreteria nazionale di Legambiente stigmatizzò successivamente, in una nota diffusa alla stampa: “Quello svelato dall'inchiesta "Metropolis" della Dda diReggio Calabria, è un quadro inquietante non solo perché apre uno squarcio davvero profondo sulla modernità della 'ndrangheta e sulla sua capacità di infiltrazione nel settore turistico della regione, ma anche perché conferma dal lato giudiziario la posizione degli ambientalisti, pronti a denunciare lo scempio ecologico e urbanistico prodotto dalla costruzione dei residence, a partire dai rapporti "Mare monstrum" ed Ecomafia. Nell'estate 2010, la tanto vituperata Goletta Verde di Legambiente compì un blitz a Brancaleone per accendere i riflettori sul villaggio "Gioiello del mare", che figura tra i 17 villaggi sequestrati, di cui 12 nella Locride e altri quattro nella vicina Isca sullo Jonio, assieme ad altre 1.300 unità abitative per un valore complessivo di 450 milioni di euro, costruito su un'area dallo straordinario valore ambientale, scelta come luogo di nidificazione dalle tartarughe marine. Un blitz che, tanto per cambiare, scatenò le ire degli uomini delle istituzioni locali e costò agli ambientalisti addirittura una querela per diffamazione da parte dei titolari della società, poi archiviata dal Tribunale di Roma.
Dietro quel villaggio turistico, si scopre oggi, c'è il famigerato clan Morabito di Africo, la potente costa del boss Peppe "Tiraddrittu", capace di tessere una rete internazionale per i più loschi affari, dalla droga ai traffici di rifiuti, e di coinvolgere faccendieri di ogni risma. Nunzio Cirino Groccia, della segreteria nazionale di Legambiente:” Le nostre denunce contro il villaggio "Gioiello del mare" e la cementificazione selvaggia di quel tratto di costa calabrese erano più che fondate e a nulla sono valsi i tentativi di intimidirci con azioni di querela per diffamazione che poi sono state archiviate. Chiediamo ora alla magistratura di indagare anche su eventuali reati ambientali e urbanistici commessi nel realizzare quei complessi turistici su una delle aree più delicate e sensibili del mare italiano e le responsabilità degli amministratori locali che hanno autorizzato lo scempio".
“Gli Aquino, fonte Wikipedia, sono una 'ndrina di Marina di Gioiosa Ionica, attiva nell'omonimo Locale insieme ai Mazzaferro, spesse volte in contrasto tra di loro sin dagli anni '70.Le loro attività sono: estorsione, usura e traffico internazionale di droga.« “noi altri nel paese siamo ben voluti da tutti perché noi abbiamo fatto sempre del bene a tutti e brutte azioni non ne abbiamo fatto a nessuno… comunque, voglio dire, di noi altri sono contento perché noi abbiamo sempre del bene a tutti, siamo ben voluti da tutti, noi siamo a contatto con tutta la cittadinanza di Gioiosa Marina, ovunque andiamo andiamo abbiamo la nostra stima ed il nostro rispetto » (Colloquio del 19 aprile 2008 tra Tommaso Tavernese e Salvatore Aquino ((RIT 2428/07)Storia.
Dagli anni '70 entrando nel contrabbando di sigarette. Negli anni '80 scoppiò una faida con i Mazzaferro. Esponenti di rilievo * Salvatore Aquino (1944), presunto capobastone arrestato il 13 febbraio 1999 per traffico di droga, condannato a 15 anni di carcere nell'operazione Nord-Sud. * Rocco Aquino detto il colonnello, latitante dal 13 luglio 2010 e arrestato il 10 febbraio 2012 * Vincenzo Aquino (1931)* Giuseppe Aquino (1934) * Domenico Aquino (1938) * Francesco Aquino (1940)* Rocco Aquino, nipote di Salvatore Aquino* Giuseppe Aquino, nipote di Salvatore Aquino. Fatti recenti:* Il 17 settembre 2008 in un'operazione dell'FBI e della DEA americana, dell'ICE messicana a cui hanno partecipato anche i carabinieri del ROS sono state arrestate 200 persone appartenenti al cartello messicano dei Los Zetas e ad altre organizzazioni criminali a cui vendevano la droga, tra cui la 'Ndrangheta, nella fattispecie sono stati arrestati Vincenzo e Giulio Schirripa appartenenti all'omonima 'ndrina,la quale faceva parte di un'alleanza con i Coluccio, gli Aquino e i Macrì e con i quali avrebbero importato ogni volta 1000 chili di cocaina. I contatti fra le due organizzazioni venivano prese tramite elementi del cartello messicano a New York. Sono stati arrestati anche 16 esponenti dei Coluccio e degli Aquino tra New York e la Calabria. L'accordo con i Los Zetas è avvenuto dopo l'arresto dell'ecuadoriano Luis Calderon, principale fornitore per queste 'ndrine. * Il 9 luglio 2009 la polizia di Siderno e la Questura di Reggio Calabria sequestrano 13 appartamenti a Salvatore Aquino, presunto boss della cosca.*
Il 14 luglio 2011 vengono arrestate oltre 40 persone nell'ambito dell'operazione internazionale dei carabinieri Crimine 3. Le persone sono accusate di traffico di droga internazionale e associazione mafiosa e sono state arrestate per lo più in Italia, alcune in Spagna, Olanda e negli Stati Uniti. Il traffico veniva gestito insieme al Cartello del Golfo e ai cartelli colombiani, per la 'Ndrangheta c'erano presunti affiliati agli Ierinò, Commisso, Coluccio, Aquino e Pesce. * Il 10 febbraio 2012 i carabinieri del ROS arrestano Rocco Aquino, latitante in un bunker a Marina di Gioiosa Jonica, inserito nell'elenco dei cento latitanti più pericolosi.* Il 1º agosto 2012 i Carabinieri del Ros arrestano Giuseppe Aquino presunto esponente di vertice della 'ndrina Aquino,trovato in un bunker a Marina di Gioiosa Jonica dopo 2 anni di latitanza(era sfuggito nel luglio 2010 all'operazione Crimine).* Il 5 marzo 2013 si conclude l'operazione Metropolis della guardia di finanza di Reggio Calabria e dello Scico di Roma che ha portato all'arresto di 20 persone, tra affiliati dei Morabito come Giuseppe Morabito (già in carcere) e degli Aquino come Rocco Aquino (già in carcere) e al sequestro di beni del valore di 450 milioni di euro accusati di aver costruito illegalmente lungo la costa ionica da Catanzaro a Reggio Calabria residenze che avrebbero rivenduti a ricchi facoltosi spagnoli e inglesi con l'aiuto di un membro dell'IRA irlandese Henry James Fitzsimons a fini di riciclaggio di denaro.*
A ottobre 2013 i finanzieri del Gico di Roma e del Goa arrestano a Roma il venezuelano Edmundo Josè Salazar Cermeno detto Il chimico, latitante dal 2011 (conclusione dell'operazione Solare 2) e presunto broker tra le cosche Aquino-Coluccio e il cartello del Golfo e i Los Zetas per traffici di cocaina, metanfetamine e cannabis proveniente dall'America del Sud. Era incaricato di gestire tutta la logistica del traffico che coinvolgeva anche criminali dei cartelli presenti a New York, la droga in Europa invece approdava in Spagna che giungeva anche attraverso idrovolanti. Le forze dell'ordine italiane hanno collaborato con 10 procure degli Stati Uniti per disvelare i rapporti con i cartelli messicani. * Il 21 gennaio 2014 la Direzione Investigativa Antimafia sequestra a Torino e in Calabria beni per un valore di 6 milioni di euro ai fratelli Vincenzo e Massimo Verterano, presunti affiliati agli Aquino, a conclusione di un operazione internazionale in collaborazione con l'Fbi,la Dea statunitense e l'Ice messicana che ha messo fino a un traffico internazionale di droga che partiva dalla Colombia, passava per il Messico e la Florida e giungeva in Italia”.
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La ndrina dei Morabito, fonte Wiukipedia, è una delle più potenti famiglie malavitose della Calabria. Il paese d'origine è Africo nella Locride, dal quale vengono gestiti affari e illeciti nel nord Italia e anche all'estero. A Milano i principali alleati dei Morabito sono i Bruzzaniti e i Palamara, clan originari di Africo. Ma possono contare su legami con i Pansera, Versace, Zappia, Mollica, Criaco. A Roma sono segnalati nel quartiere Flaminio. La cosca Morabito ha ramificazioni in Sud America, Europa e Africa. Il suo capo fino all'arresto nel 2004 è stato Giuseppe Morabito, detto U tiradrittu: era il ricercato numero uno tra i latitanti calabresi.Anni SessantaIl 23 giugno del 1967 avviene la strage di Locri: sono assassinati il boss Domenico Cordì, Carmelo Siciliano e Vincenzo Saraceno. L'obiettivo è di punire Domenico Cordì per aver commerciato, a titolo personale, un carico di sigarette di contrabbando scavalcando la cosca Morabito. Accusato dell'omicidio, Giuseppe Morabito è assolto nel 1971 per insufficienza di prove.Anni Settanta.Durante i moti di Reggio Calabria, Giuseppe Morabito sarebbe stato avvicinato dai Servizi segreti per avere informazioni su alcuni rapimenti nel Nord Italia.Anni Ottanta. Negli anni ottanta il clan Morabito si occupa principalmente del traffico di eroina. Santo Pasquale Morabito arriva nell'Italia settentrionale per un soggiorno obbligato. Nel 1982 il boss siciliano di san Giuseppe Iato, Salvatore Salomone, si costituisce presso la stazione dei Carabinieri di Africo. Secondo il pentito Vittorio Ierinò, Totò Riina, capo dei corleonesi, avrebbe trascorso un periodo di latitanza ad Africo, vestito da prete.Anni Novanta.
Diventano rilevanti il riciclaggio di denaro e traffico di cocaina tramite i narcos colombiani, con mediatori come l'ex parroco di Brancaleone Franco Mondellini, nato a Parabiago (in provincia di Milano. Alleanze con i boss kosovari e albanesi. L'inchiesta Olimpia svela le infiltrazioni della cosca all'interno dell'Università di Messina. Nel marzo del 1993 viene arrestato Pietro Morabito, latitante, tradito dalla data di rilascio della carta d'identità (29 febbraio 1993, un giorno inesistente). Nel 1993 viene arrestato a Messina e condannato a 2 anni, Rocco Morabito, per un'estorsione alla Sir S.r.l. - Società Italiana di Ristorazione. Non esiste alcun legame di parentela tra Rocco Morabito e Giuseppe Morabito, classe 1934.Nel 1996 viene ucciso ad Africo Domenico Morabito, primogenito di Giuseppe Morabito.Una sentenza del 1997 emessa dal Tribunale di Locri a carico di Giuseppe Morabito rivela che navi provenienti dal Sud America scaricavano in mare, davanti alle coste di Africo, centinaia di chili di "materiali da raffinare".Presunto coinvolgimento di Giuseppe Morabito nell'omicidio di Matteo Bottari, titolare della cattedra di Diagnostica e Chirurgia endoscopica dell'Università di Messina, avvenuto il 15 gennaio 1998. Durante l'operazione Panta Rei, Giuseppe Morabito (classe 1934) è stato assolto in via definitiva.
Anni 2000 * Nel 2000, con l'inchiesta Panta Rei, si scoprono presunti esami comprati e lauree acquistate all'Università di Medicina di Messina. * Nel 2003 l'operazione Armonia svela l'esistenza di un'associazione mafiosa denominata crimine: unisce i locali della zona jonica della provincia di Reggio Calabria. Al vertice c'è Giuseppe Morabito e ne fanno parte Giuseppe Pansera, Filiberto Maesano, Antonio Pelle, Giuseppe Pelle e altri * Nel febbraio 2004 Giuseppe Morabito è arrestato a Santa Venere, una frazione di Reggio Calabria* Il 18 febbraio 2004 è stato arrestato il superlatitante da 12 anni Giuseppe Morabito detto "U tiraddrittu", di 70 anni, considerato il numero uno della 'ndrangheta, che secondo la commissione parlamentare antimafia è anche più importante dell'ex superlatitante Bernardo Provenzano capo di Cosa nostra. Fu arrestato in un'operazione congiunta dei carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del comando provinciale dell'Arma di Reggio Calabria in una frazione di Cardeto, paese aspromontano. Il latitante alla cattura dice solo: "Trattatemi bene".* Il 21 ottobre 2005 scatta l'operazione "Ciaramella" in merito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti; circa cinquanta arrestati (tra i quali spiccano Paolo Codispoti di San Luca, e gli Africesi Francesco Bruzzaniti, Francesco Pizzinga, Salvatore Morabito, ritenuti al vertice dell'organizzazione), 99 gli indagati.
Il 13 febbraio 2007 le condanne per complessivi 153 anni di carcere. * Il 24 marzo 2006 Brunetta Morabito, nipote del boss Giuseppe Morabito, è colpita da tre proiettili nel centro di Messina. A spararle è il fratello * Il 3 maggio 2007 è stata effettuata una vasta operazione antimafia a Milano e in altre città d'Italia, contro i Morabito, Bruzzaniti e Palamara (anch'essi di Africo), dopo un'indagine durata quasi due anni. I reati contestati sono estorsione e traffico internazionale di droga. Sono state eseguite 20 ordinanze di custodia cautelare e sequestrati a Milano 250 chili di cocaina proveniente dal Sud America che passava da Dakar in Senegal e successivamente dal Porto di Genova. Il camper che portava il carico era stato localizzato grazie a un ricevitore gps posizionato dalla squadra mobile milanese. Le cosche agivano nella zona dell'Ortomercato in via Lombroso e con il night club creato appositamente "For a King". Erano coinvolti politici, professionisti, ristoratori, dentisti, vigili urbani, società reali e fittizie. Secondo le indagini, il vertice dell'organizzazione era guidato da Salvatore Morabito. Il broker della cocaina è ritenuto fosse l'albergatore svizzero Pietro Luigi Giucovaz. L'uomo che intratteneva i rapporti tra la Calabria, Milano e il Brasile sarebbe Leone Autelitano. * Il 28 gennaio 2008, nell'operazione Onorata Sanità in Calabria, vengono tenute sotto custodia cautelare 18 persone tra cui il consigliere regionale Domenico Crea e esponenti della cosca dei Morabito, dei Zavattieri e dei Cordì per associazione mafiosa, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, truffa, omissione di soccorso, soppressione e distruzione di atti veri.
* Il 13 febbraio 2008, durante l'operazione Noas, vengono arrestate 50 persone di cui molte legate o affiliate ai Morabito-Bruzzaniti-Palamara, per il conseguimento di appalti nel campo turistico in Calabria e in particolare a Bivongi per l'ammodernamento di centrali idroelettriche con la collaborazione di elementi della politica come Pasquale Tripodi assessore al turismo dell'Udeur, il sindaco di Staiti e il vicesindaco di Brancaleone. Inoltre trafficavano in droga con la cosca camorrista dei casalesi * Il 20 giugno 2008 l'inchiesta “Bellu lavuru” porta all’arresto di 33 persone appartenenti alla cosca Morabito-Bruzzaniti-Palamara, capeggiata da Giuseppe Morabito
* Il 1º agosto 2008 il gup di Milano emette 14 condanne per l'inchiesta sul traffico di droga nell'ortomercato. Tra i condannati, Antonino Palamara, Salvatore Morabito (Contrariamente da quanto riportato dalle testate giornalistiche esso non è nipote di Giuseppe Morabito)[senza fonte], Francesco Pizzinga e Francesco Zappalà* Il 22 ottobre 2008 è stato arrestato dai militari del Gruppo di Locri ad Africo nuovo Domenico Morabito, nipote di Giuseppe Morabito e appartenente all'omonima cosca. Arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso, sfuggì alla precedente operazione Bellu lavuru.
A ottobre un'operazione dei Ros svela che il clan Morabito forniva cocaina a un soldalizio criminale che coinvolgeva ex terroristi di destra e di sinistra.* Il 28 dicembre 2008 è arrestato Pietro Criaco, ricercato dal 1997, catturato in una mansarda rustica di Africo Nuovo. Sarebbe legato alla cosca dei Cordì, ma in passato aveva legami con i Morabito.* Il 27 aprile 2010 viene arrestato Rocco Morabito, con l'accusa di essere l'attuale capo della cosca e figlio di Giuseppe Morabito.* Il 31 maggio 2010 viene arrestato Santo Gligora, tra i 100 latitanti più pericolosi, presunto affiliato ai Morabito e ricercato da 13 anni.* Il 22 dicembre 2010 l'ex consigliere della Regione Calabria Mimmo Crea viene condannato in primo grado a 11 anni di carcere accusato di concorso esterno in associazione mafiosa favorendo i Morabito-Zavettieri, i Cordì e i Talia.
Esponenti di rilievo * Giuseppe Morabito, capobastone in carcere, detto U tiradrittu. Arrestato nel 2004.* Rocco Morabito, figlio di Giuseppe, capobastone fino all'arresto il 26 aprile 2010 * Salvatore Morabito * Pietro Criaco. Arrestato nel 2008* Leo Morabito, capobastone, genero di Francesco Pelle* Saverio Morabito (1952), arrestato nel 1990 collaboratore di giustizia dal 1993, svela i retroscena di 9 sequestri di persona (tra cui di Casella Cesare e di Rancilio Augusto), 14 omicidi, traffici di droga e alleanze tra le 'ndrine e le cosche siciliane* Giuseppe Pansera, medico gastroenterologo, genero di Giuseppe Morabito
Fatti recenti
* L'11 gennaio 2012 viene portata a termine dai Carabinieri l'operazione bellu lavuru 2 prosecuzione dell'indagine bellu lavuru 1 del 2008, arrestati diversi presunti affiliati e concorrenti esterni del clan Morabito-Palamara-Bruzzaniti, dei clan Talia e Vadalà di Bova e dei Rodà e Maisano; secondo le indagini i clan avrebbero fortemente condizionato gli appalti pubblici relativi alla s.s. 106 jonica e la variante stradale di Palizzi in particolare le 'ndrine si sarebbero occupate del ciclo del calcestruzzo e delle assunzioni, forniture di cantiere e procedure di sub appalto e nolo. Le attività investigative hanno colpito anche funzionari e dirigenti dell'ANAS e della società condotte d'Acqua.* Il 5 marzo 2013 si conclude l'operazione Metropolis della guardia di finanza di Reggio Calabria e dello Scico di Roma che ha portato all'arresto di 20 persone, tra affiliati dei Morabito come Giuseppe Morabito (già in carcere), il figlio Rocco Morabito e Francesco Sculli padre di Giuseppe Sculli e degli Aquino come Rocco Aquino (già in carcere) e al sequestro di beni del valore di 450 milioni di euro accusati di aver costruito illegalmente lungo la costa ionica da Catanzaro a Reggio Calabria residenze che avrebbero rivenduti a ricchi facoltosi spagnoli e inglesi con l'aiuto di un membro dell'IRA irlandese Henry James Fitzsimons a fini di riciclaggio di denaro. Nell'operazione di costruzione sono state coinvolte maestranze locali anche per acquisire consenso sociale” Domenico Salvatore
BRANCALEONE (RC)-LE COSCHE DEI MORABITO DI AFRICO E DEGLI AQUINO DI MARINA DI GIOIOSA, NUOVAMENTE NEL MIRINO DELLA GUARDIA DI FINANZA, SEQUESTRATI DALLA DDA DI REGGIO CALABRIA, DIRETTA DAL PROCURATORE CAPO FEDERICO CAFIERO DE RAHO, BENI MOBILI ED IMMOBILI PER 200 MILIONI
Il sequestro, è stato fatto dal Comando Provinciale di Reggio Calabria, diretto dal colonnello Alessandro Barbera e dallo Scico di Roma delle Fiamme gialle, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale reggino su richiesta della Dda. Due diverse operazioni contro i patrimoni della ‘Piovra’ A Palmi, sono stati colpiti da provvedimento dell’A.G., Giuseppe e Pasquale Mattiani di 79 e 51 anni, rispettivamente padre e figlio. Il 12 novembre 2013, furono sequestrati due alberghi a quattro stelle: l’"Arcobaleno" a Palmi e il prestigioso "Grand hotel del Gianicolo" a Roma, su viale delle Mura Gianicolensi.
Domenico Salvatore
BRANCALEONE (Reggio Calabria) -29 gennaio, 08:59- Lo Stato ha deciso di alzare il tiro contro i clan di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria. Di colpirli nei loro interessi primari. A partire da quelli economici. Fermo restando la verifica e controllo delle cosche delle altre province. Beni mobili ed immobili per miliardi di euri, sono stati già decretati dalla magistratura. Gli ultimi 200, in ordine di tempo a Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria. La sfida fra lo Stato e l’antistato ovvero, Stato nello Stato, continua dunque a colpi di sequestri e confische. La Guardia di finanza ha sequestrato a Brancaleone un complesso turistico-residenziale del valore di 200 milioni di euro, alla cui realizzazione sarebbero state interessate le cosche di 'ndrangheta degli Aquino e dei Morabito. Il sequestro è stato fatto dal Comando provinciale di Reggio Calabria e dallo Scico di Roma delle Fiamme gialle, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale reggino su richiesta della Dda. Cinque persone, tra imprenditori e pubblici funzionari, sono state denunciate in stato di libertà con l'accusa di abuso d'ufficio e falsità ideologica aggravati dalla finalità di agevolare l'attività della 'ndrangheta, oltre che per reati paesaggistici ed urbanistici. Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, hanno portato ad accertare la realizzazione nella zona jonica reggina, parte della quale sottoposta a vincolo paesaggistico, di opere abusive di imponente portata a favore delle due cosche di 'ndrangheta.
Decine di ville realizzate su un ex terreno agricolo prospiciente il mare destinato ad uso turistico-residenziale grazie alla complicità di settori amministrativi comunali: è questo il complesso "Gioiello del mare" sequestrato dalla Guardia di finanza a Brancaleone ed alla cui realizzazione erano interessate le cosche di 'ndrangheta degli Aquino e dei Morabito. Il cambio d'uso del terreno, fonte Ansa, sul quale è stato realizzato il complesso turistico è stato ottenuto, secondo quanto è emerso dalle indagini, grazie ad una variante dello strumento urbanistico comunale che sarebbe stata illegittima. Tra le cinque persone denunciate c'è anche il dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Brancaleone, l'architetto Carmelo Borrello, di 45 anni, responsabile del procedimento in base al quale è stato realizzato il complesso turistico. Il sequestro e le denunce di oggi rappresentano il seguito dell'operazione Metropolis che nel marzo del 2013 portò all'arresto di alcuni imprenditori collegati alle stesse cosche di 'ndrangheta coinvolte nell'operazione odierna. Tra di loro, due, Antonio Cuppari, di 50 anni, e Domenico Vitale, di 40, sono tra i cinque denunciati di oggi. Le altre persone coinvolte sono gli imprenditori Antonio Toscano, di 43 anni, e Antonino Iriti, di 56.Beni per 12 milioni di euro sono stati sequestrati agli imprenditori Giuseppe e Pasquale Mattiani, di 79 e 51 anni, padre e figlio. L'operazione è stata portata a termine dagli agenti della Polizia di Stato di Reggio Calabria e Palmi e dal personale della Dia reggina e di Roma.
Il provvedimento di sequestro, al termine di indagini condotte dalla Dda, è stato emesso dai giudici del tribunale di Reggio Calabria. Ai Mattiani sono stati sequestrati una villa, un fabbricato composto da quattro appartamenti, un immobile commerciale e vari terreni siti a Palmi, oltre ad altri tre immobili in zone lussuose di Roma. Il 12 novembre scorso a Giuseppe e Pasquale Mattiani furono già sequestrati beni per 150 milioni di euro, tra cui due alberghi a quattro stelle: l'hotel Gianicolo a Roma e l'Arcobaleno a Palmi.L’operazione ‘Metropolis 1’ era scattata martedì 05 marzo 2013 . Le ordinanze della DDA di Reggio Calabria, furono eseguite dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, diretto dal colonnello Alessandro Barbera. Destinatari: Rocco Aquino, 53 anni, Marina di Gioiosa Jonica 2) Francesco Arcadi, 47 anni, Sant’Agata del Bianco 3) Domingo Bernal Diaz, 49 anni, cittadino spagnolo 4) Giuseppe Carrozza, 35 anni, Locri 5) Antonio Cuppari, 49 anni, Brancaleone 6) Hanry James Fitzsimons, 64 anni, Belfast (Irlanda del Nord) 7) Sagredo Jorge Pablo Lamberti, 43 anni Buenos Aires (Argentina) 8) Rocco Morabito, 53 anni, Africo (già detenuto) 9) Domenico Antonio Muccari, 42 anni, Isca sullo Jonio 10) Antonio Raimondo, 44 anni, Isca sullo Jonio 11) Daniele Scipione, 35 anni, Bovalino 12) Francesco Sculli, 68 anni, Bruzzano Zeffirio 13) Francesco Strangio, 60 anni, San Luca 14) Fausto Ottavio Strangio, 50 anni, San Luca, residente a Bianco 15) Sebastiano Sisto Strangio, 58 anni, San Luca 16) Domenico Vallone, 49 anni, Sant’Agata del Bianco 17) Antonio Velardo, 36 anni, Pompei (Napoli) 18) Bruno Verdiglione, 55 anni, Caulonia 19) Domenico Vitale, 39 anni, Brancaleone 20) Sebastiano Vottari, 38 anni, San Luca. INDAGATI: 21) Domenico Aquino, 40 anni, Marina di Gioiosa Jonica 22) Nicola Rocco Aquino, 64 anni, Marina di Gioiosa Jonica.
Ed inoltre, colpiti: villaggi turistici, quote societarie, auto di lusso e tanto altro. Beni mobili ed immobili per una cifra prossima al mezzo miliardo di euri tra quelli sequestrati alle cosche Morabito-Aquino nell'ambito dell'operazione della guardia di finanza. L'elenco completo:1) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della METROPOLIS 2007 S.r.l. di Bianco (RC); 2) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CA.GI.MM. S.a.s. di SCIPIONE Daniele & C. di Bovalino (RC); 3) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CORSILOPE ITALIA S.r.l. di Reggio Calabria; 4) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della BELLA CALABRIA 2005 S.r.l. di Bianco (RC); 5) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della B.C. IMMOBILIARE S.r.l. di Bianco; 6) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della ISCA DREAM S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ); 7) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della LAGANO COSTRUZIONI S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ); 8) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della FAIR PROPERTIES S.r.l. di Caulonia (RC); 9) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della V.B.D. IMMOBILIARE S.r.l. di Caulonia (RC); 10) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della R.D.V. S.r.l. di Roma; 11) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della VECO COSTRUZIONI S.r.l. di Roma; 12) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della F. & C. S.r.l. di Brancaleone (RC); 13) Villaggio turistico “Palm View” di Bruzzano Zeffirio (RC); 14) villaggio turistico “The Sands” di Brancaleone (RC); 15) Villaggio turistico “Marasusa” di Parghelia-Tropea (VV); 16) Villaggio turistico “San Rocco 1” di Bianco (RC) 17) Complesso turistico “Residence Vittoria” di Bianco (RC); 18) Villaggio turistico “Riace-Pipedo” di Riace (RC); 19) Villaggio turistico “Bella Vista 1” di Bianco (RC); 20) Villaggio turistico “Stignano Mare” di Stignano Mare (RC); 21) Villaggio turistico “Isca Calabretta”, di Isca sulla Ionio (CZ); 22) Villaggio turistico “Isca Fortunata” di Isca sulla Ionio (CZ); 23) Villaggio turistico “Isca Allegra” di Isca sulla Ionio (CZ); 24) Villaggio turistico “San Rocco 2” di Isca sulla Ionio (CZ);
25) Villaggio turistico “Amusa Mare” di Caulonia (RC); 26) Villaggio turistico “Amusa Residential” di Caulonia (RC);27) Villaggio turistico “Vista Montagna” di Caulonia (RC); 28) Villaggio turistico “Chiara” di Bianco (RC); 29) Villaggio turistico “Gioiello Del Mare” di Brancaleone (RC); 30) Nr. 7 veicoli commerciali; 31) Nr. 4 autovetture di lusso.
Seguirono commenti e polemiche. Nuccio Barillà, della segreteria nazionale di Legambiente stigmatizzò successivamente, in una nota diffusa alla stampa: “Quello svelato dall'inchiesta "Metropolis" della Dda diReggio Calabria, è un quadro inquietante non solo perché apre uno squarcio davvero profondo sulla modernità della 'ndrangheta e sulla sua capacità di infiltrazione nel settore turistico della regione, ma anche perché conferma dal lato giudiziario la posizione degli ambientalisti, pronti a denunciare lo scempio ecologico e urbanistico prodotto dalla costruzione dei residence, a partire dai rapporti "Mare monstrum" ed Ecomafia. Nell'estate 2010, la tanto vituperata Goletta Verde di Legambiente compì un blitz a Brancaleone per accendere i riflettori sul villaggio "Gioiello del mare", che figura tra i 17 villaggi sequestrati, di cui 12 nella Locride e altri quattro nella vicina Isca sullo Jonio, assieme ad altre 1.300 unità abitative per un valore complessivo di 450 milioni di euro, costruito su un'area dallo straordinario valore ambientale, scelta come luogo di nidificazione dalle tartarughe marine. Un blitz che, tanto per cambiare, scatenò le ire degli uomini delle istituzioni locali e costò agli ambientalisti addirittura una querela per diffamazione da parte dei titolari della società, poi archiviata dal Tribunale di Roma.
Dietro quel villaggio turistico, si scopre oggi, c'è il famigerato clan Morabito di Africo, la potente costa del boss Peppe "Tiraddrittu", capace di tessere una rete internazionale per i più loschi affari, dalla droga ai traffici di rifiuti, e di coinvolgere faccendieri di ogni risma. Nunzio Cirino Groccia, della segreteria nazionale di Legambiente:” Le nostre denunce contro il villaggio "Gioiello del mare" e la cementificazione selvaggia di quel tratto di costa calabrese erano più che fondate e a nulla sono valsi i tentativi di intimidirci con azioni di querela per diffamazione che poi sono state archiviate. Chiediamo ora alla magistratura di indagare anche su eventuali reati ambientali e urbanistici commessi nel realizzare quei complessi turistici su una delle aree più delicate e sensibili del mare italiano e le responsabilità degli amministratori locali che hanno autorizzato lo scempio".
“Gli Aquino, fonte Wikipedia, sono una 'ndrina di Marina di Gioiosa Ionica, attiva nell'omonimo Locale insieme ai Mazzaferro, spesse volte in contrasto tra di loro sin dagli anni '70.Le loro attività sono: estorsione, usura e traffico internazionale di droga.« “noi altri nel paese siamo ben voluti da tutti perché noi abbiamo fatto sempre del bene a tutti e brutte azioni non ne abbiamo fatto a nessuno… comunque, voglio dire, di noi altri sono contento perché noi abbiamo sempre del bene a tutti, siamo ben voluti da tutti, noi siamo a contatto con tutta la cittadinanza di Gioiosa Marina, ovunque andiamo andiamo abbiamo la nostra stima ed il nostro rispetto » (Colloquio del 19 aprile 2008 tra Tommaso Tavernese e Salvatore Aquino ((RIT 2428/07)Storia.
Dagli anni '70 entrando nel contrabbando di sigarette. Negli anni '80 scoppiò una faida con i Mazzaferro. Esponenti di rilievo * Salvatore Aquino (1944), presunto capobastone arrestato il 13 febbraio 1999 per traffico di droga, condannato a 15 anni di carcere nell'operazione Nord-Sud. * Rocco Aquino detto il colonnello, latitante dal 13 luglio 2010 e arrestato il 10 febbraio 2012 * Vincenzo Aquino (1931)* Giuseppe Aquino (1934) * Domenico Aquino (1938) * Francesco Aquino (1940)* Rocco Aquino, nipote di Salvatore Aquino* Giuseppe Aquino, nipote di Salvatore Aquino. Fatti recenti:* Il 17 settembre 2008 in un'operazione dell'FBI e della DEA americana, dell'ICE messicana a cui hanno partecipato anche i carabinieri del ROS sono state arrestate 200 persone appartenenti al cartello messicano dei Los Zetas e ad altre organizzazioni criminali a cui vendevano la droga, tra cui la 'Ndrangheta, nella fattispecie sono stati arrestati Vincenzo e Giulio Schirripa appartenenti all'omonima 'ndrina,la quale faceva parte di un'alleanza con i Coluccio, gli Aquino e i Macrì e con i quali avrebbero importato ogni volta 1000 chili di cocaina. I contatti fra le due organizzazioni venivano prese tramite elementi del cartello messicano a New York. Sono stati arrestati anche 16 esponenti dei Coluccio e degli Aquino tra New York e la Calabria. L'accordo con i Los Zetas è avvenuto dopo l'arresto dell'ecuadoriano Luis Calderon, principale fornitore per queste 'ndrine. * Il 9 luglio 2009 la polizia di Siderno e la Questura di Reggio Calabria sequestrano 13 appartamenti a Salvatore Aquino, presunto boss della cosca.*
Il 14 luglio 2011 vengono arrestate oltre 40 persone nell'ambito dell'operazione internazionale dei carabinieri Crimine 3. Le persone sono accusate di traffico di droga internazionale e associazione mafiosa e sono state arrestate per lo più in Italia, alcune in Spagna, Olanda e negli Stati Uniti. Il traffico veniva gestito insieme al Cartello del Golfo e ai cartelli colombiani, per la 'Ndrangheta c'erano presunti affiliati agli Ierinò, Commisso, Coluccio, Aquino e Pesce. * Il 10 febbraio 2012 i carabinieri del ROS arrestano Rocco Aquino, latitante in un bunker a Marina di Gioiosa Jonica, inserito nell'elenco dei cento latitanti più pericolosi.* Il 1º agosto 2012 i Carabinieri del Ros arrestano Giuseppe Aquino presunto esponente di vertice della 'ndrina Aquino,trovato in un bunker a Marina di Gioiosa Jonica dopo 2 anni di latitanza(era sfuggito nel luglio 2010 all'operazione Crimine).* Il 5 marzo 2013 si conclude l'operazione Metropolis della guardia di finanza di Reggio Calabria e dello Scico di Roma che ha portato all'arresto di 20 persone, tra affiliati dei Morabito come Giuseppe Morabito (già in carcere) e degli Aquino come Rocco Aquino (già in carcere) e al sequestro di beni del valore di 450 milioni di euro accusati di aver costruito illegalmente lungo la costa ionica da Catanzaro a Reggio Calabria residenze che avrebbero rivenduti a ricchi facoltosi spagnoli e inglesi con l'aiuto di un membro dell'IRA irlandese Henry James Fitzsimons a fini di riciclaggio di denaro.*
A ottobre 2013 i finanzieri del Gico di Roma e del Goa arrestano a Roma il venezuelano Edmundo Josè Salazar Cermeno detto Il chimico, latitante dal 2011 (conclusione dell'operazione Solare 2) e presunto broker tra le cosche Aquino-Coluccio e il cartello del Golfo e i Los Zetas per traffici di cocaina, metanfetamine e cannabis proveniente dall'America del Sud. Era incaricato di gestire tutta la logistica del traffico che coinvolgeva anche criminali dei cartelli presenti a New York, la droga in Europa invece approdava in Spagna che giungeva anche attraverso idrovolanti. Le forze dell'ordine italiane hanno collaborato con 10 procure degli Stati Uniti per disvelare i rapporti con i cartelli messicani. * Il 21 gennaio 2014 la Direzione Investigativa Antimafia sequestra a Torino e in Calabria beni per un valore di 6 milioni di euro ai fratelli Vincenzo e Massimo Verterano, presunti affiliati agli Aquino, a conclusione di un operazione internazionale in collaborazione con l'Fbi,la Dea statunitense e l'Ice messicana che ha messo fino a un traffico internazionale di droga che partiva dalla Colombia, passava per il Messico e la Florida e giungeva in Italia”.
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La ndrina dei Morabito, fonte Wiukipedia, è una delle più potenti famiglie malavitose della Calabria. Il paese d'origine è Africo nella Locride, dal quale vengono gestiti affari e illeciti nel nord Italia e anche all'estero. A Milano i principali alleati dei Morabito sono i Bruzzaniti e i Palamara, clan originari di Africo. Ma possono contare su legami con i Pansera, Versace, Zappia, Mollica, Criaco. A Roma sono segnalati nel quartiere Flaminio. La cosca Morabito ha ramificazioni in Sud America, Europa e Africa. Il suo capo fino all'arresto nel 2004 è stato Giuseppe Morabito, detto U tiradrittu: era il ricercato numero uno tra i latitanti calabresi.Anni SessantaIl 23 giugno del 1967 avviene la strage di Locri: sono assassinati il boss Domenico Cordì, Carmelo Siciliano e Vincenzo Saraceno. L'obiettivo è di punire Domenico Cordì per aver commerciato, a titolo personale, un carico di sigarette di contrabbando scavalcando la cosca Morabito. Accusato dell'omicidio, Giuseppe Morabito è assolto nel 1971 per insufficienza di prove.Anni Settanta.Durante i moti di Reggio Calabria, Giuseppe Morabito sarebbe stato avvicinato dai Servizi segreti per avere informazioni su alcuni rapimenti nel Nord Italia.Anni Ottanta. Negli anni ottanta il clan Morabito si occupa principalmente del traffico di eroina. Santo Pasquale Morabito arriva nell'Italia settentrionale per un soggiorno obbligato. Nel 1982 il boss siciliano di san Giuseppe Iato, Salvatore Salomone, si costituisce presso la stazione dei Carabinieri di Africo. Secondo il pentito Vittorio Ierinò, Totò Riina, capo dei corleonesi, avrebbe trascorso un periodo di latitanza ad Africo, vestito da prete.Anni Novanta.
Diventano rilevanti il riciclaggio di denaro e traffico di cocaina tramite i narcos colombiani, con mediatori come l'ex parroco di Brancaleone Franco Mondellini, nato a Parabiago (in provincia di Milano. Alleanze con i boss kosovari e albanesi. L'inchiesta Olimpia svela le infiltrazioni della cosca all'interno dell'Università di Messina. Nel marzo del 1993 viene arrestato Pietro Morabito, latitante, tradito dalla data di rilascio della carta d'identità (29 febbraio 1993, un giorno inesistente). Nel 1993 viene arrestato a Messina e condannato a 2 anni, Rocco Morabito, per un'estorsione alla Sir S.r.l. - Società Italiana di Ristorazione. Non esiste alcun legame di parentela tra Rocco Morabito e Giuseppe Morabito, classe 1934.Nel 1996 viene ucciso ad Africo Domenico Morabito, primogenito di Giuseppe Morabito.Una sentenza del 1997 emessa dal Tribunale di Locri a carico di Giuseppe Morabito rivela che navi provenienti dal Sud America scaricavano in mare, davanti alle coste di Africo, centinaia di chili di "materiali da raffinare".Presunto coinvolgimento di Giuseppe Morabito nell'omicidio di Matteo Bottari, titolare della cattedra di Diagnostica e Chirurgia endoscopica dell'Università di Messina, avvenuto il 15 gennaio 1998. Durante l'operazione Panta Rei, Giuseppe Morabito (classe 1934) è stato assolto in via definitiva.
Anni 2000 * Nel 2000, con l'inchiesta Panta Rei, si scoprono presunti esami comprati e lauree acquistate all'Università di Medicina di Messina. * Nel 2003 l'operazione Armonia svela l'esistenza di un'associazione mafiosa denominata crimine: unisce i locali della zona jonica della provincia di Reggio Calabria. Al vertice c'è Giuseppe Morabito e ne fanno parte Giuseppe Pansera, Filiberto Maesano, Antonio Pelle, Giuseppe Pelle e altri * Nel febbraio 2004 Giuseppe Morabito è arrestato a Santa Venere, una frazione di Reggio Calabria* Il 18 febbraio 2004 è stato arrestato il superlatitante da 12 anni Giuseppe Morabito detto "U tiraddrittu", di 70 anni, considerato il numero uno della 'ndrangheta, che secondo la commissione parlamentare antimafia è anche più importante dell'ex superlatitante Bernardo Provenzano capo di Cosa nostra. Fu arrestato in un'operazione congiunta dei carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del comando provinciale dell'Arma di Reggio Calabria in una frazione di Cardeto, paese aspromontano. Il latitante alla cattura dice solo: "Trattatemi bene".* Il 21 ottobre 2005 scatta l'operazione "Ciaramella" in merito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti; circa cinquanta arrestati (tra i quali spiccano Paolo Codispoti di San Luca, e gli Africesi Francesco Bruzzaniti, Francesco Pizzinga, Salvatore Morabito, ritenuti al vertice dell'organizzazione), 99 gli indagati.
Il 13 febbraio 2007 le condanne per complessivi 153 anni di carcere. * Il 24 marzo 2006 Brunetta Morabito, nipote del boss Giuseppe Morabito, è colpita da tre proiettili nel centro di Messina. A spararle è il fratello * Il 3 maggio 2007 è stata effettuata una vasta operazione antimafia a Milano e in altre città d'Italia, contro i Morabito, Bruzzaniti e Palamara (anch'essi di Africo), dopo un'indagine durata quasi due anni. I reati contestati sono estorsione e traffico internazionale di droga. Sono state eseguite 20 ordinanze di custodia cautelare e sequestrati a Milano 250 chili di cocaina proveniente dal Sud America che passava da Dakar in Senegal e successivamente dal Porto di Genova. Il camper che portava il carico era stato localizzato grazie a un ricevitore gps posizionato dalla squadra mobile milanese. Le cosche agivano nella zona dell'Ortomercato in via Lombroso e con il night club creato appositamente "For a King". Erano coinvolti politici, professionisti, ristoratori, dentisti, vigili urbani, società reali e fittizie. Secondo le indagini, il vertice dell'organizzazione era guidato da Salvatore Morabito. Il broker della cocaina è ritenuto fosse l'albergatore svizzero Pietro Luigi Giucovaz. L'uomo che intratteneva i rapporti tra la Calabria, Milano e il Brasile sarebbe Leone Autelitano. * Il 28 gennaio 2008, nell'operazione Onorata Sanità in Calabria, vengono tenute sotto custodia cautelare 18 persone tra cui il consigliere regionale Domenico Crea e esponenti della cosca dei Morabito, dei Zavattieri e dei Cordì per associazione mafiosa, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, truffa, omissione di soccorso, soppressione e distruzione di atti veri.
* Il 13 febbraio 2008, durante l'operazione Noas, vengono arrestate 50 persone di cui molte legate o affiliate ai Morabito-Bruzzaniti-Palamara, per il conseguimento di appalti nel campo turistico in Calabria e in particolare a Bivongi per l'ammodernamento di centrali idroelettriche con la collaborazione di elementi della politica come Pasquale Tripodi assessore al turismo dell'Udeur, il sindaco di Staiti e il vicesindaco di Brancaleone. Inoltre trafficavano in droga con la cosca camorrista dei casalesi * Il 20 giugno 2008 l'inchiesta “Bellu lavuru” porta all’arresto di 33 persone appartenenti alla cosca Morabito-Bruzzaniti-Palamara, capeggiata da Giuseppe Morabito
* Il 1º agosto 2008 il gup di Milano emette 14 condanne per l'inchiesta sul traffico di droga nell'ortomercato. Tra i condannati, Antonino Palamara, Salvatore Morabito (Contrariamente da quanto riportato dalle testate giornalistiche esso non è nipote di Giuseppe Morabito)[senza fonte], Francesco Pizzinga e Francesco Zappalà* Il 22 ottobre 2008 è stato arrestato dai militari del Gruppo di Locri ad Africo nuovo Domenico Morabito, nipote di Giuseppe Morabito e appartenente all'omonima cosca. Arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso, sfuggì alla precedente operazione Bellu lavuru.
A ottobre un'operazione dei Ros svela che il clan Morabito forniva cocaina a un soldalizio criminale che coinvolgeva ex terroristi di destra e di sinistra.* Il 28 dicembre 2008 è arrestato Pietro Criaco, ricercato dal 1997, catturato in una mansarda rustica di Africo Nuovo. Sarebbe legato alla cosca dei Cordì, ma in passato aveva legami con i Morabito.* Il 27 aprile 2010 viene arrestato Rocco Morabito, con l'accusa di essere l'attuale capo della cosca e figlio di Giuseppe Morabito.* Il 31 maggio 2010 viene arrestato Santo Gligora, tra i 100 latitanti più pericolosi, presunto affiliato ai Morabito e ricercato da 13 anni.* Il 22 dicembre 2010 l'ex consigliere della Regione Calabria Mimmo Crea viene condannato in primo grado a 11 anni di carcere accusato di concorso esterno in associazione mafiosa favorendo i Morabito-Zavettieri, i Cordì e i Talia.
Esponenti di rilievo * Giuseppe Morabito, capobastone in carcere, detto U tiradrittu. Arrestato nel 2004.* Rocco Morabito, figlio di Giuseppe, capobastone fino all'arresto il 26 aprile 2010 * Salvatore Morabito * Pietro Criaco. Arrestato nel 2008* Leo Morabito, capobastone, genero di Francesco Pelle* Saverio Morabito (1952), arrestato nel 1990 collaboratore di giustizia dal 1993, svela i retroscena di 9 sequestri di persona (tra cui di Casella Cesare e di Rancilio Augusto), 14 omicidi, traffici di droga e alleanze tra le 'ndrine e le cosche siciliane* Giuseppe Pansera, medico gastroenterologo, genero di Giuseppe Morabito
Fatti recenti
* L'11 gennaio 2012 viene portata a termine dai Carabinieri l'operazione bellu lavuru 2 prosecuzione dell'indagine bellu lavuru 1 del 2008, arrestati diversi presunti affiliati e concorrenti esterni del clan Morabito-Palamara-Bruzzaniti, dei clan Talia e Vadalà di Bova e dei Rodà e Maisano; secondo le indagini i clan avrebbero fortemente condizionato gli appalti pubblici relativi alla s.s. 106 jonica e la variante stradale di Palizzi in particolare le 'ndrine si sarebbero occupate del ciclo del calcestruzzo e delle assunzioni, forniture di cantiere e procedure di sub appalto e nolo. Le attività investigative hanno colpito anche funzionari e dirigenti dell'ANAS e della società condotte d'Acqua.* Il 5 marzo 2013 si conclude l'operazione Metropolis della guardia di finanza di Reggio Calabria e dello Scico di Roma che ha portato all'arresto di 20 persone, tra affiliati dei Morabito come Giuseppe Morabito (già in carcere), il figlio Rocco Morabito e Francesco Sculli padre di Giuseppe Sculli e degli Aquino come Rocco Aquino (già in carcere) e al sequestro di beni del valore di 450 milioni di euro accusati di aver costruito illegalmente lungo la costa ionica da Catanzaro a Reggio Calabria residenze che avrebbero rivenduti a ricchi facoltosi spagnoli e inglesi con l'aiuto di un membro dell'IRA irlandese Henry James Fitzsimons a fini di riciclaggio di denaro. Nell'operazione di costruzione sono state coinvolte maestranze locali anche per acquisire consenso sociale” Domenico Salvatore










2 Commenti
porgo alla cortese attenzione del Direttore , le dovute precisazioni relative in merito alle affermazioni:
RispondiElimina" SIGILLI AL GIOIELLO DEL MARE , L'OMBRA DEI CLAN Aquino e Morabito."
in data 29/30 01/2014 avete pubblicato la notizia relativa al sequestro del villaggio turistico il GIOIELLO DE MARE DI BRANCALEONE affermando che in detta operazione erano coinvolti gli Aquino di Marina di Gioiosa :
CHI VI HA COMUNICATO QUESTA NOTIZIA MI SEMBRA VI ABBIA PRESO IN GIRO E/O USATO PERCHÉ NON CORRISPONDE A VERITÀ', IN QUANTO NON MI RISULTA CHE NESSUNO DI NOME AQUINO SIA COINVOLTO IN DETTA OPERAZIONE, PER TANTO QUANDO VI AVVENTURATE A PUBBLICARE DETTE NOTIZIE ACCERTATEVI DI FARVI DIRE LA VERITÀ ALTRIMENTI UN BEL GIORNO DI QUESTI VI RITROVERETE UNA BELLA QUERELA PER CALUNNIA E DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA.
IN EFFETTI IO SINO A IERI ERO IMPUTATO IN UN OPERAZIONE DEL GENERE E CIOÈ' IL PROCESSO "METROPOLIS" CHE NULLA HA A CHE FARE CON IL VILLAGGIO DI BRANCALEONE, E SEMPRE NELLO STESSO PROCEDIMENTO, MA NESSUNO DEGLI AQUINO DEVE RISPONDERE PER DETTA ACCUSA, CIOÈ' IL GIOIELLO DEL MARE NON E' MAI STATO CONTESTATO AGLI AQUINO.
PRECISO CHE IL SUDDETTO PROCESSO METROPOLIS PER QUANTO RIGUARDA LA MIA POSIZIONE E' SOLTANTO UNA MEGA BUFALA ED UN'ALTRA SPESA INUTILE A CARICO DEI CONTRIBUENTI E CIOÈ DI TUTTI NOI PERCHÉ' AL CONTRARIO DI QUANTO AFFERMATO DALL'ACCUSA E' TUTTO LECITO , CHIARO ED ALLA LUCE DEL SOLE MA IN COMPENSO GRAZIE AGLI INVESTIGATORI ED AI MEDIA COME VOI SARA' IL REGRESSO E NON LO SVILUPPO DELLA NOSTRA TERRA PERCHÉ SI PROVVEDE A METTERE SEMPRE IN RISALTO LE COSE NEGATIVE E LE POSITIVE CERCHIAMO DI OCCULTARLE.
MI SPIACE CHE UN GIORNALE COME IL V/S PUBBLICHI NOTIZIE ERRATE E NON SI DOCUMENTI BENE PRIMA DI INFANGARE IL NOME DELLE PERSONE!!!!
LA INFORMO INOLTRE CHE IERI E' GIÀ STATO CHIARITO TUTTO NEL CORSO DELL'UDIENZA PRELIMINARE, IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMNARI DOTT. CARLO ALBERTO INDELLICATI ACCOGLIENDO IN PIENO LA TESI DIFENSIVA PROSCIOGLIEVA DA TUTTE LE ACCUSE MOSSE DALLA DDA DI R.C SIA ME CHE MIO PADRE (AQUINO NICOLA ROCCO) ,
PRECISO ANCORA CHE NON VI E' NESSUNA SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO CHE AFFERMA CHE GLI AQUINO SIANO UNA COSCA DI 'NDRANGHETA!!!!! PERTANTO SINO AD OGGI NESSUNO SI PUO' PERMETTERE DI DIRE IL CONTRARIO!!!
PRECISO ANCORA CHE UN BUON GIORNALISTA SI DEVE GUADAGNARE DA VIVERE ONESTAMENTE E NON INFANGANDO IL NOME DELLE PERSONE
E TROPPO BELLO DIFFAMARE LE PERSONE OGNI GIORNO, MA PRIMA CHE SI PUBBLICASSERO DETERMINATE NOTIZIE SI DOVREBBE STARE ATTENTI A NON INFANGARE LA DIGNITÀ ALTRUI E ALTRETTANTO SI DOVREBBE INFORMARE DA FONTI ATTENDIBILI , OVE INCORRERE IN EQUIVOCI .
FAREBBE BENE AD INVIARE UNA GIORNALISTA NELLE AULE DEI TRIBUNALI ED ASCOLTARE COSA DICE SIA L'ACCUSA CHE LA DIFESA..
E TROPPO BELLO DARE SEMPRE RISALTO ALL' ACCUSA E SMINUIRE LA DIFESA , ,, SIAMO BRAVI IN QUESTO ,,,MA TANTISSIME DI QUELLE VOLTE TUTTO CIO' CHE DICE L'ACCUSA NON CORRISPONDE A VERITÀ (COME NEL MIO CASO E DI MIO PADRE) E TUTTI NOI CALABRESI ASSISTIAMO INERMI AL NOSTRO MASSACRO PRIMA TI DI TUTTO MEDIATICO .
PURTROPPO CERCARE DI PROGREDIRE E CREARE SVILUPPO IN CALABRIA E' REATO ,, IN CALABRIA TUTTO E' 'NDRANGHETA !!!!! SE NON LAVORI SEI MAFIOSO! SE LAVORI SEI MAFIOSO! SE MUORI DI FAME SEI UN CRETINO!!!! MA LA RESPONSABILITÀ' MAGGIORE E' LA NOSTRA PERCHÉ PERMETTIAMO OGNI GIORNO A TUTTI E TUTTO DI CALPESTARCI ED ANZICHÉ' DIFENDERCI CI CALPESTIAMO PURE DA SOLI .
ALLA LUCE DI CIO' CREDO E PENSO CHE OGNUNO DI NOI SI DOVREBBE VERGOGNARE DI DIRE E SCRIVERE BUGIE SULLE SPALLE ALTRUI A TITOLO GRATUITO E PER TANTO INFORMATEVI BENE PERCHÉ SE AVRESTE ASSISTITO ALL'UDIENZA PRELIMINARE SCRIVERESTE .TUTT'ALTRO.
SPERO LA S/V ILL.MA VOGLIA DARE RISALTO ALL'ERRORE COMMESSO ANCHE PERCHÉ' NON E' LA PRIMA VOLTA CHE LA V/S TESTATA GIORNALISTICA SI AVVENTURA SU COSE E FATTI NON VERITIERI, EVITANDO COSI' IL SOTTOSCRITTO A SPORGERE QUERELA.
Domenico Aquino
Nicola Rocco Aquino e Domenico Aquino, indagati nell’ambito dell’operazione Metropolis, sono stati prosciolti su decisione del Gup distrettuale, poiché giudicati estranei alle accuse di intestazione fittizia contestate dalla procura distrettuale di Reggio Calabria.
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