nave laboratorio Nbc "Cape Ray"
REGGIO CALABRIA. Mentre l'estremo lembo della Penisola produce, da qualche giorno, dichiarazioni, interventi, ferme prese di posizione contro la sosta delle armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro e il governo centrale replica minimizzando i rischi, la nave laboratorio Nbc americana "Cape Ray" fa rotta verso lo scalo della Piana. L'operazione per gli Usa è iniziata da tempo nel massimo riserbo e altissima attenzione, poichè gli yankees, che non difettano certo di scrupolo, considerano l'indesiderato carico ad alto rischio ambientale e terroristico. I dettagli sull'operazione, coordinata dall'Onu e l'Opac, l'organizzazione internazionale per il divieto delle armi chimiche, sono stati pubblicati dal sito congedatifolgore.com. "La grande nave mercantile, presa in affitto dalla Marina militare Usa, impiegherà dai 10 ai 14 giorni per raggiungere le coste italiane, dove prenderà possesso del pericoloso carico e dove opereranno gli esperti del Centro chimico e biologico dell'esercito Usa di Edgewood, in Maryland. - evidenzia il sito web - I 63 tecnici civili impiegheranno dai 45 ai 90 giorni per neutralizzare 700 tonnellate di gas letali come l'iprite e il sarin. Un compito delicato che non è mai stato affrontato in mare, ma per il quale si sono preparati per settimane". Nell'articolo si sottolinea che l'equipaggio della Cape Ray "ha testato i macchinari di bordo in mare, per monitorare l'effetto del rollio delle onde sul funzionamento dei due sistemi per l'idrolisi caricati a bordo. Intanto i 35 marinai agli ordini del capitano Rick Jordan, e da lui scelti uno a uno per mesi, hanno inscenato tutte le possibili situazioni di emergenza che possono verificarsi a bordo, dalla fuga di sostanze chimiche all'incendio, dal danno fisico all'imbarcazione a condizioni climatiche avverse, mettendo alla prova la loro capacità di risposta". La distruzione dell'arsenale chimico siriano è una vera e propria azione di guerra di altissimo profilo ambientale e terroristico, altro che le descrizioni da operetta del ministro Lupi. Il porto di Gioia Tauro e le sue specialità in trattamento chimico, non ci azzeccano proprio niente. Davanti a questo tipo di operazione uno scalo marittimo vale un'altro. Gli Usa non celano gli scenari da brivido che fanno da corollario. Ma ha dispetto degli atteggiamenti governativi italiani non nascondono i rischi di un attacco terroristico. La "Cape Ray" sarà costantemente scortata da naviglio da guerra statunitense e a bordo del mercantile laboratorio ha preso posto uno squadra delle forze speciali Usa. «La nostra principale preoccupazione è la sicurezza. – ha spiegato alla testata congedatifolgore.com Ray Frank Kendall, sottosegretario alla Difesa che ha coordinato la logistica dell'operazione – Sappiamo di avere a che fare con sostanze molto pericolose, con molte incognite sul tempo metereologico e sulla durata della missione. Riconsegneremo questa nave pulita come quando l'abbiamo ricevuta e ci disferemo del carico senza pregiudicare la salute dell'equipaggio o l'ambiente. Questo è un compito che sappiamo come portare a termine, e siamo fiduciosi che lo faremo in modo competente». "Gli elicotteri delle navi che l'accompagneranno hanno simulato più volte il salvataggio dell'equipaggio senza toccare il ponte della nave. - continua il reportage del sito parmense - «Abbiamo dovuto adattare la tecnologia che abbiamo utilizzato negli Stati Uniti per la distruzione delle nostre stesse armi chimiche a un ambiente più ristretto e che si sviluppa su diversi livelli – spiega Adam Baker, ingegnere ambientale del Centro chimico di Edgewood – e siamo pronti a farla partire a ciclo continuo. Solo in caso di mare estremamente agitato o di attacco esterno interromperemo le operazioni. Abbiamo previsto ogni eventualità. Il resto è pura chimica»". Questo è lo scenario visto dall'altissima responsabilità americana. Non è certo quello delle "normali classi di pericolosità trattati nei porti italiani" sostenuto davanti alle Commissioni Affari esteri e Difesa di Camera e Senato dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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