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Armi chimiche, il Pd pianigiano rompe gli indugi e aderisce alla manifestazione contro il trasbordo

Polistena (Reggio Calabria) – Il PD pianigiano rompe gli indugi e prende posizione sulla questione del trasbordo delle armi chimiche siriane in prossimo arrivo al porto di Gioia Tauro. Lo stato maggiore pianigiano dei Democratici si è infatti dichiarato per un fermo no ad un’operazione ritenuta pregna di rischi tanto per la salute dei cittadini quanto per i pericoli incombenti sotto l’aspetto sicurezza che rappresentano, a tutt’oggi, la vera e propria incognita che grava sui comuni della Piana, peraltro, già tormentati dalle notizie poco rassicuranti – su cui si starebbe attivando la Procura di Reggio – relative alla grana della tumulazione di carichi velenosi che sarebbe avvenuta negli anni passati per mano della ndrangheta in Aspromonte ed altre zone della stessa provincia. Un clima pesante dunque, su cui aleggiano ombre di pericolosi estremismi reso ancor più plumbeo dalle accuse di silenzio sul tema rivolte agli esponenti di livello provinciale del partito a trazione Renzi e che gli stessi hanno voluto respingere provando nel contempo a far chiarezza. 

Ecco quindi che la posizione espressa collegialmente da Giovanni Laruffa (componente la segreteria provinciale), Michele Galimi (coordinatore zonale della Piana), Giuseppe Bottiglieri (segretario GD di Polistena) e Francesco Rao (resp. GD provinciale) è parsa abbastanza tranchant: «Noi siamo a fianco di cittadini e sindaci che – ha chiarito Laruffa - in questi giorni protestano giustamente per le scelte fatte sopra le teste di tutti senza un minimo di partecipazione. Appoggeremo senza esitazione la manifestazione del prossimo sabato e vi parteciperemo cercando, senza bandiere, di rappresentare le esigenze delle nostre popolazioni che si traducono in necessità di sviluppo del porto e dell’hinterland non secondo i bisogni momentanei del governo ma per la creazione di lavoro ed occupazione vera». A ruota, Michele Galimi: «Diciamolo francamente, qui è mancato oltre tutto l’istituzione di un piano sicurezza, esplicitato in primis ai sindaci, che potesse dare serenità allo svolgimento d’una operazione internazionale che seppur necessaria comunque non avremmo voluto si compisse qui. Invece è stata decisa quasi in segreto lasciando all’oscuro sulle modalità le popolazioni ed i comuni su cui sarebbe ricaduto l’intervento. 

Chiediamo che anche l’Autorità Portuale, altro interlocutore privilegiato sulla questione, si faccia portavoce delle istanze del territorio». Rao e Bottiglieri saranno i promotori dell’assembramento giovanile dei militanti del Pd che sperano possa essere massiccio. «Non siamo una discarica – ha ribadito Rao - e quanto al porto, occorre si attenzione ma per avviare uno sviluppo serio e concreto. Le nostre aree sono state già abbastanza compromesse da eventi negativi ed anche per questo abbiamo fatto richiesta alla Provincia di una mappatura globale delle aree a rischio per poter intervenire». In chiusura Bottiglieri: «Come giovani siamo stanchi di vedere la Calabria rincorrere le emergenze. Scelte così importanti non dovevano essere calate dall’alto senza coinvolgere il territorio. La gente ora è giustamente allarmata ma aveva ed ha bisogno di risposte». 

 Giuseppe Campisi


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