Polistena (Reggio Calabria) - «Nella vita ho capito che non si può sempre e comunque lottare da soli». Questa una delle riflessioni offerte dall'autore Nicola Franco Longo durante la presentazione a Polistena del suo libro "Poliziotto", un racconto autobiografico spalmato in sei capitoli che narra le rocambolesche vieppiù reali vicende di servizio accadute in 40 anni di carriera trascorsi non senza avventure e qualche dispiacere presso la sezione narcotici della polizia capitolina. Occasione - quella della dodicesima stagione antimafia promossa dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Tripodi - alla quale hanno preso parte oltre all'autore anche don Pino Demasi, Michele Alessi del Siulp nazionale e Franco Caracciolo della segreteria Siulp provinciale, il dott. Sciacca dirigente il commissariato di Cittanova e la moderatrice della serata, Nadia Milliery Ognibene.
Un incontro dove s'è cercato di sviluppare la strutturazione di avvenimenti che hanno intrecciato le gesta di un poliziotto valoroso - peraltro proprio polistenese di origine - accanto alla rappresentazione cinematografica che di esse si vorrà fare – dopo la precedente mancata per varie vicissitudini e riferita ad un altro lavoro di Longo, sebbene sfiorata d'un soffio per la verità, ma che ha fatto comunque beneficiare Longo del casuale quanto fortunato incontro con due grandi della cultura del secondo novecento italiano: Tonino Guerra prima e Federico Fellini poi. «Questa non è la testimonianza di un eroe – ha rimarcato don Demasi – ma quella di un servitore dello Stato impegnato in prima linea per il bene comune», mentre Caracciolo ha parlato di «un libro che riavvolge idealmente il nastro di una vita lavorativa condivisa col lettore che in essa finisce per identificarsi». E se per il commissario Alessandro Sciacca «questi incontri agevolano l'avvicinamento tra cittadini e forze dell'ordine, che sono esse stesse al servizio della comunità, apportando un valido ausilio per educare alla legalità», Michele Alessi ha voluto dar risalto alla figura "eroica" di Nicola Longo e delle sue gesta memorabili che non sempre sono state riconosciute ed apprezzate dalle istituzioni col giusto merito tanto da proporre - ex abrupto - al sindaco Tripodi la concessione della cittadinanza onoraria all'autore.
Nell'affidare le sue conclusioni alla memoria, Longo si è emozionato ricordando la figura della madre «per la fede che mi ha trasmesso e che mi è servita a superare tanti momenti difficili della mia vita» ma ha voluto anche meglio focalizzare le sue radici calabresi. «In Calabria non torno spesso pur avendo qui i ricordi della giovinezza e gli affetti. Di qui conservo nostalgie belle e meno belle. E gli stessi calabresi sono persone tenaci che si prefiggono e raggiungono con caparbietà gli obiettivi. Altri, purtroppo sono ugualmente distruttivi. Però io quando penso alla mia terra non posso non vederla com'è. Una grande madre generosa».
Giuseppe Campisi







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