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SCUOLA - Con la nuova spending review 800 istituti a rischio chiusura

SCUOLA - Con la nuova spending review 800 istituti a rischio chiusura

Anief-Confedir: ipotesi improponibile, giá oggi un dirigente scolastico gestisce 5 sedi. Inoltre, tagliare di un altro 10% il numero di scuole, oltre che incostituzionale, comporterebbe un danno sociale ulteriore per le aree già oggi più in difficoltà.

Lascia basiti l'indiscrezione, apparsa oggi sulla rivista specializzata Orizzonte Scuola, che il Ministero dell'Economia sarebbe intenzionato a chiedere alla scuola pubblica "un ulteriore sacrificio": il piano di eliminazione degli sprechi, la nuova spending review, comprenderebbe infatti la "riduzione di 800 istituzioni scolastiche".

Fonti delle ultime ore indicano che il ministero dell'Economia ha chiesto a quello dell'Istruzione questo "taglio non indifferente, che condurrebbe ad una riduzione di organico (pari ad 1.600 unità complessive) per i Presidi e i Direttori amministrativi".

Il sindacato reputa questo scenario impraticabile: "tagliare il 10% di scuole - spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir -  comporterebbe sicuri disservizi all'utenza scolastica: bisogna infatti ricordare che negli ultimi sei anni è stata già cancellata una scuola su tre. Visto che da 12mila sono passate alle attuali 8mila. Con conseguente riduzione dell'organico di dirigenti e Dsga di 4mila unità per profilo. Con il risultato finale che oggi un preside gestisce la propria scuola, più, in media, altri 4 plessi. Tra l'altro spesso posizionati a decine di chilometri l'uno dall'altro".

Occorre ricordare, inoltre, che esistono leggi sulla formazione degli istituti scolastici mai decadute, a partire dai criteri previsti dal D.P.R. 233 del 18 giugno 1998. E che la Consulta con la sentenza n. 147 del 7 giugno 2012 ha anche bocciato la chiusura o l'accorpamento degli istituti con meno di mille alunni.

"C'è poi un altro aspetto da considerare - continua Pacifico -: quello riguardante il fatto che tantissime sedi scolastiche italiane, in particolare quelle poste nelle zone più arretrate, a rischio e nei comuni montani, rappresentano un punto di riferimento imprescindibile per l'organizzazione delle società civile. Estirparle - conclude il sindacalista Anief-Confedir - comporterebbe un ulteriore aggravio per tutta la cittadinanza di quelle aree".

Anief rilancia, quindi, la sua battaglia contro il dimensionamento: a tal fine patrocinerà, sempre gratuitamente, i ricorsi dei tanti dirigenti scolastici che a seguito della soppressione e fusione degli istituti perderanno la titolarità. Tutelerà poi i tanti Dsga che dovessero essere collocati in esubero. Oltre che il personale docente che si ritroverà perdente posto e il personale Ata che subirà un illegittimo trasferimento d'ufficio.

 

22 novembre 2013     

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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