Editors Choice

3/recent/post-list

Omicidio a Roma, uomo ucciso per strada a colpi di pistola.

 Omicidio a Roma, uomo ucciso per strada a colpi di pistola.
Sull'omicidio, avvenuto in strada mentre la vittima si trovava a bordo di un furgone, indagano i carabinieri.

Roma 9 ottobre 2013. Un uomo è stato ucciso a colpi di pistola a Casal Palocco, alla periferia sud di Roma. 

Il cadavere dell'uomo è stato trovato da alcuni operatori del Consorzio Casalpalocco stamani attorno alle otto. Il corpo è stato raggiunto da un proiettile al volto ma secondo alcune testimonianze sarebbero stati sparati fino a sei colpi di pistola.

Secondo i primi accertamenti la vittima sarebbe un italiano di 60 anni proprietario di un complesso sportivo e molto conosciuto nel quartiere.

e ancora news:


Australia: sub sopravvive attacco squalo
Ma è in gravi condizioni. Nove anni fa altra aggressione.


Un pescatore subacqueo professionista è sopravvissuto all'attacco di uno squalo, per la seconda volta in nove anni, al largo della costa sudoccidentale dell'Australia. Greg Pickering, 55 anni, è ricoverato in gravi, ma stabili, condizioni in un ospedale di Perth dove è stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico.

Ha ferite al torace e al viso. L'uomo stava raccogliendo abaloni, i pregiati molluschi noti anche come orecchie di mare, quando è stato attaccato da un grande squalo bianco.


Costa Concordia, trovato il corpo di uno dei dispersi.

Forse Russel Rebello. Ascoltato in aula l'audio della prima telefonata fatta dalla plancia il 13 gennaio 2012 a Roberto Ferrarini, il coordinatore dell'unità di crisi della flotta di Costa Crociere.

GROSSETO - E' stato trovato il cadavere di uno dei due dispersi della Costa Concordia. Secondo quanto appreso potrebbe trattarsi di Russel Rebello. Il corpo è stato all'interno del relitto, all'altezza del ponte 3 della nave. I resti, secondo quanto appreso, sono in avanzato stato di decomposizione.

Cartografo, insistemmo con Schettino per abbandono nave - ''Chiedevo molto insistentemente al comandante Schettino di fare qualcosa, di dare l'emergenza generale, ma lui ci diceva di aspettare, non dava risposta''. Lo ha detto il cartografo Simone Canessa continuando a testimoniare al processo sul naufragio della Costa Concordia. ''Schettino - ha proseguito - dava l'impressione di tenere la situazione sotto controllo e per questo anche noi ufficiali all'inizio eravamo meno pressanti'', poi però, ''chiedemmo a gran voce, anche strillando, di procedere con il segnale di emergenza generale''. Dopo molte insistenze Schettino si decise e disse agli ufficiali ''Abbandonare la nave''. ''Era dietro la consolle di plancia - ha ricordato Canessa -, passeggiava mentre stava al telefonino: ad un certo punto si fermò, ci guardò, ci fissò e disse: abbandonare la nave''. ''Ci fu un'eco, tutti ripetevano 'abbandonare la nave'. Ma io dissi: ''Prima bisogna dare l'allarme generale'''. Canessa ha anche spiegato che ''l'equipaggio non deve fare nulla finchè non c'è l'ordine dalla plancia, questo perchè l'iniziativa di un singolo membro può creare panico''

Schettino cambiò l'abito, si tolse divisa con i gradi - ''Il comandante Schettino si cambiò di abito, l'avevo lasciato mentre indossava la divisa coi gradi'' poi, nelle fasi concitate dell'abbandono della plancia e quindi dell'evacuazione della nave ''non lo vidi più. Lo rividi più tardi e indossava un giaccone blu dono di compleanno. Evidentemente si era cambiato l'abito, non aveva più i gradi''. Lo ha raccontato il testimone Simone Canessa al processo sulla Costa Concordia descrivendo le fasi dell'evacuazione a bordo della nave.

in plancia anche delle hostess - Tra le persone presenti nella plancia della Costa Concordia al momento dell'urto contro gli scogli, e che non erano addette alla guardia, ''c'erano anche delle hostess, delle ragazze''. Lo ha raccontato il cartografo Simone Canessa rispondendo agli avvocati delle parti civili che chiedevano se c'erano altre giovani donne oltre alla ballerina Domnica Cemortan.

''Roberto, sono passato sotto il Giglio. Il comandante Palombo mi ha detto 'Passa sotto, passa sotto'. Ho preso con la poppa un basso fondale. Sono distrutto, sono morto, non mi dire nulla''. Lo diceva Francesco Schettino nella prima telefonata fatta dalla plancia il 13 gennaio 2012 a Roberto Ferrarini, il coordinatore dell'unità di crisi della flotta di Costa Crociere spa, comunicandogli che pochi minuti prima la nave aveva urtato gli scogli del Giglio. L'audio è stato fatto ascoltare al processo di Grosseto al testimone Simone Canessa, l'ufficiale che sta ricostruendo oggi il naufragio in aula.

Ripreso il processo per la vicenda della Costa Concordia con la deposizione del primo teste del processo sul naufragio. Parla Giovanni Iaccarino, primo ufficiale di coperta, capo guardia della nave al momento del naufragio del 13 gennaio 2012 al Giglio e diretto assistente di Francesco Schettino nelle operazioni di bordo. In totale le testimonianze del processo, in base alle liste dei testimoni proposte da accusa, difesa e parti civili, comprendono circa 1040 nominativi. Giovanni Iaccarino, 50 anni, anche lui di Meta di Sorrento come Schettino, è il primo della lista dei pm di Grosseto. Fu lui che andò fisicamente ad accertarsi che sale motori e pompe di sentina erano allagati mettendo la Costa Concordia ko, e che comunicò alla plancia di comando le irreparabili avarie causate dall'urto contro gli scogli. Quanto ai 1040 nominativi complessivi delle liste testi, in parte si tratta di persone previste da più parti che potranno essere sentite anche più volte nel processo. Anche oggi Francesco Schettino, che finora non ha saltato un'udienza, è in aula a seguire il dibattimento.

'Schettino - ha detto il testimone Giovanni Iaccarino, primo ufficiale di coperta della Costa Concordia, rispondendo al pm Leopizzi al processo - voleva fare il passaggio ravvicinato al Giglio già la settimana prima. Ma non fu possibile perchè non c'erano le condizioni adatte, c'era troppo mare e l'idea fu abbandonata''. Iaccarino ha anche riferito che il 13 gennaio 2012 il passaggio rasente alla costa del Giglio non compariva negli avvisi ai passeggeri. Stessa cosa, ha riferito, era successa la settimana prima: ''Anche quel giorno lì il passaggio non era nel programma di attività comunicato ai passeggeri ma fu deciso la sera stessa''. Entrambe le volte, quindi, Schettino chiese ai suoi ufficiali di variare la rotta andando sul Giglio la sera stessa dopo essere salpato da Civitavecchia. Iaccarino ha anche precisato che per ''navigazione turistica'' si intende il passaggio ravvicinato alla costa e così viene comunicata ai passeggeri. Ma non fu avvisato nè il 13 gennaio 2012, nè sette giorni prima: ''Il passaggio venne pianificato la sera stessa, non era nei programmi ufficiali''.

''Schettino - prosegue Iaccarino - aveva le mani nei capelli e diceva: 'Ho fatto un guaio''': così il primo ufficiale di coperta Giovanni Iaccarino raccontava nel video fatto girare dai pm di Grosseto sulla nave gemella Costa Serena cosa accadde in plancia dopo l'urto con gli scogli del Giglio da parte della Costa Concordia. Iaccarino nella sua testimonianza ricorda di essere andato ''nella plancia di comando'' dopo l'urto e di aver notato che gli strumenti indicavano che la nave ''era passata da 16 nodi di velocità a nove''. ''Guardai la carta nautica e vidi che eravamo su un fondale vicino agli scogli del Giglio. Ho guardato il pannello ed era pieno di lucine rosse. Poi il comandante Schettino si e' messo le mani ai capelli ed ha detto: 'Ho fatto un guaio'''.

''Dopo dieci minuti avevamo perso tutto'', ''la mia percezione era che la nave era persa'': così l'ufficiale Giovanni Iaccarino nella ricostruzione del naufragio della Costa Concordia testimoniando al processo di Grosseto. ''Sapevamo che stavamo affondando - ha anche detto - in pochi minuti''.

Posta un commento

0 Commenti