TRA LE DIOCESI DI CYANGUGU E REGGIO CALABRIA-BOVA
La celebrazione del XX anniversario del gemellaggio tra la nostra Diocesi e quella di Cyangugu (Rwanda) è stata celebrata nei giorni scorsi con il convegno "Chiesa comunione e comunione tra le chiese",alla presenza dei Vescovi delle due diocesi.
E' il gemellaggio un evento di grande significato ecclesiale, di cui il convegno ha raccontato la straordinaria e ventennale storia.
XX ANNIVERSARIO DEL GEMELLAGGIO
TRA LE DIOCESI DI
CYANGUGU E REGGIO CALABRIA-BOVA
Il giorno 10 settembre alle ore 11,00 presso la sala Mons. Giovanni Ferro, il MO.C.I. (Movimento per la Cooperazione Internazionale) e l'Ufficio Missionario Diocesano hanno organizzato il Convegno dal titolo "Chiesa comunione e comunione tra le chiese", in occasione del XX anniversario del gemellaggio tra le diocesi di Cyangugu (Rwanda) e Reggio Calabria-Bova.
Due comunità ecclesiali che si sono arricchite nell'arco di vent'anni coltivando la comunione e contribuendo a costruire quelle piccole comunità cristiane auspicate dal Sinodo dei Vescovi (XIII Assemblea generale ordinaria 2012,Instrumentum Laboris, cap.II,80-81) che con la nuova evangelizzazione hanno l'impegno di diventare veri centri di irradiazione e di testimonianza dell'esperienza cristiana.
Ospite: S.E. Mons. Jean Damascene Bimenyimana, Vescovo della Diocesi di Cyangugu in Rwanda, che ha presentato l'esperienza del gemellaggio di due chiese, diverse tra loro per lingua, cultura e costumi, ma accomunate dall'unica fede in Cristo Gesù.
Di rientro dalla visita nelle carceri, ha aperto i lavori il nuovo vescovo della diocesi, S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, con i saluti iniziali, una benedizione e l'augurio di un proficuo incontro. Hanno presenziato all'incontro: Mons. Vittorio Mondello, vescovo emerito della Diocesi che ha avviato il gemellaggio venti anni fa, il Direttore dell'Ufficio Missionario Diocesano, sac. Nino Russo e il Presidente del Moci, prof. Santo Caserta.
Sono state proiettate alcune immagini sulla realtà ruandese. Successivamente S.E. Mons. Jean Damascene Bimenyimana ha spiegato in francese, con traduzione simultanea del Direttore dell'Ufficio Missionario, che un vero gemellaggio deve essere basato su quattro pilastri affinché sia proficuo:
1. la conoscenza reciproca;
2. i contatti costanti tra le due Diocesi, alimentati anche da visite frequenti sia da una parte che dall'altra;
3. L'informazione costante attraverso l'utilizzo dei media, e la comunicazione tra le due Chiese (attraverso la corrispondenza o via computer);
4. la solidarietà e la condivisione.
La realtà sociale vissuta attualmente in Rwanda necessita di molti servizi e di preghiera. Per tale motivo la realizzazione di una parrocchia in questo territorio costituisce un luogo di sviluppo, in quanto permette di realizzare un centro per i bambini, garantendone i servizi essenziali, i dispensari ecc. Pertanto è importante riuscire a completarne la costruzione. Le distanze, spiega il vescovo, sono notevoli: per raggiungere la città da alcune zone, e dalle campagne in particolare, occorrono fino a sette ore a piedi, che corrispondono a circa tre ore di macchina. Anche in Rwanda esistono le tipiche contraddizioni tra una capitale immersa nella ricchezza con una organizzazione di tipo occidentale, e le periferie, in condizioni di estrema povertà. Inoltre le infrastrutture, i servizi e i mezzi di trasporto, in alcune zone, sono estremamente carenti se non inesistenti. Sono facilmente intuibili, pertanto, le enormi difficoltà che ne derivano in tutti gli ambiti per chi vive nelle aree depresse.
D'altra parte il Rwanda è reduce dal genocidio che, tra aprile e luglio 1994, ha causato 800.000 vittime, 2 milioni di profughi e sfollati. Un Paese, rimasto devastato, profondamente ferito, e deturpato, che è stato sostenuto nella ricostruzione successiva dalla comunità internazionale, e che ancora oggi fatica a realizzare una democrazia pluralista e completamente libera (fonte:www.misna.org, www. nigrizia.it).
Il prof. Santo Caserta, presidente del MO.C.I di Reggio Calabria, spiega che la chiesa reggina, dall'avvio del gemellaggio, è stata sempre presente nelle vicende drammatiche della Chiesa rwandese e continua a sostenere, con la preghiera e l'aiuto economico, lo sviluppo di quelle comunità. Tra le realtà più significative realizzate negli anni, ricorda la ricostruzione dell'ospedale di Mibirizi, ad opera della Caritas, l'accoglienza presso il seminario della Diocesi reggina di quattro giovani, divenuti oggi sacerdoti, la realizzazione del Centro disabili di Nkanka, le opere di assistenza di Mewzi, le cooperative di vedove di Cyangugu, le adozioni a distanza dei bambini poveri, le scuole di Nyabitimbo, che sono coordinate dai volontari del MO.C.I. .
Mons. Vittorio Mondello ha ripercorso il cammino realizzato dalle due diocesi fin dal lontano 1993, data del suo primo viaggio in Rwanda, dove ebbe un incontro ristretto con il clero. La scelta di accogliere l'iniziativa del MO.C.I., attraverso il coinvolgimento personale in questo progetto lo aveva entusiasmato particolarmente. Era già stato in Brasile due volte ai tempi del suo governo pastorale a Caltagirone (1983-1990), e desiderava realizzare una esperienza missionaria nella Diocesi reggina. L'occasione gli fu offerta dal MO.C.I.. Decise pertanto di sostenere l'iniziativa. Nel 2001, in occasione della celebrazione dei 100 anni dall'arrivo dei missionari nel 1901, effettuò il secondo viaggio e partecipò ad un incontro tenutosi, in uno stadio gremito di persone, con i Vescovi di tutte le Diocesi del Rwanda concelebrando una funzione in lingua Kenyota- ruandese, che durò circa sei ore.
Una chiesa sicuramente diversa da quella europea, rispetto a costumi e cultura. Ma, ha spiegato Mons. Mondello, la bellezza del gemellaggio tra le due diocesi consisteva e consiste ancora oggi, nello scambio dei carismi che arricchisce la fede:
una chiesa giovane, entusiasta e fervente rwandese da una parte; dall'altra, una chiesa occidentale organizzata, con una lunga tradizione alle spalle, sebbene piuttosto stanca, che ha bisogno di riscoprire la propria passione.
L'incontro tra la chiesa europea e la chiesa africana, ha proseguito Mons. Mondello, è il modo migliore per collaborare alla testimonianza evangelica in entrambe le realtà, vivendo con maggiore pienezza la fede in Cristo. Ha citato in proposito le parole di S.E. Morosini al Convegno pastorale diocesano tenutosi il giorno precedente: facendo riferimento ai cristiani, che in quanto tali, sono chiamati a 'mettere Cristo al centro della propria vita'. Ha concluso il suo intervento impartendo la benedizione finale ai presenti.
Tra i presenti Marisa Tripodi, segretaria dell'Ufficio Missionario Diocesano, la quale è rimasta particolarmente colpita dalla drammatica realtà presentata con le slides, in particolare dal problema della carenza d'acqua, per cui tantissimi bambini di diversa fascia di età, scalzi, trasportano a piedi per chilometri, taniche fino a venti litri ciascuno, per poter permettere alle proprie famiglie di accedere a questo bene così prezioso ed essenziale. Difficoltà che sicuramente la civiltà occidentale disconosce. Spesso questo bene primario viene sprecato così facilmente nelle nostre società senza considerare la gravità delle conseguenze che si arrecano anche in quei territori.
Chiude i lavori del convegno il prof. Santo Caserta il quale ha ringraziato tutte le persone, presenti e non, che hanno creduto e contribuito al progetto realizzato, perché senza il loro contributo niente sarebbe stato possibile. E' stata data una testimonianza di fede matura, che ha permesso di sviluppare, insieme, un percorso di speranza. (Cinzia Sgreccia)
Reggio Calabria 17/09/2013
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