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Fossato Jonico la scomparsa della professoressa Mimma Tripodi stroncata da un morbo ribelle a soli 59 anni

Fossato Jonico La scomparsa della professoressa Mimma Tripodi, munita dei conforti religiosi e circondata dall'affetto dei suoi cari. Il paese si è fermato per rendere l’estremo omaggio alla professionista. Le spoglie mortali della defunta riposeranno sulle rive del torrente Racale a Capani. La tumulazione è avvenuta, subito dopo i funerali, celebrati da don Daniele Siciliano, che all’omelia, ha tratteggiato la figura della scomparsa
STRONCATA DA UN MALE RIBELLE AD OGNI CURA A SOLI 59 ANNI, MA LO STATO, LE AVEVA RICONOSCIUTO SOLO… TRE ANNI DI PENSIONE
Domenico Salvatore

Fossato Jonico (Reggio Calabria) 3 luglio 2013 - -“Colpa della burocrazia! Colpa delle leggi ingiuste! Colpa dello Stato ingrato e crudele! Gli spifferi,  sgattaiolano nel padiglione auricolare, mentre la defunta veniva accompagnata all’ultima dimora. Si commenta…la pensione? Non la danno, nemmeno se sei cadavere! Mimma Tripodi è tornata al Padre. Ha raggiunto i genitori nell’al di là.…”All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne/Confortate di pianto è forse il sonno/Della morte men duro? Ove più il Sole/Per me alla terra non fecondi questa/Bella d’erbe famiglia e d’animali,/E quando vaghe di lusinghe innanzi/A me non danzeran l’ore future,/Nè da te, dolce amico, udrò più il verso/E la mesta armonia che lo governa,/Nè più nel cor mi parlerà lo spirto/Delle vergini Muse e dell’Amore,/Unico spirto a mia vita raminga,/…E tu, onore di pianti, Ettore, avrai,/Ove fia santo e lagrimato il sangue/Per la patria versato, e finchè il Sole/Risplenderà su le sciagure umane./”. Un funerale grosso così. Lo meritava tutto l’estinta, al di là della pietà popolare, che per una vita, ha servito lo Stato, la società, la famiglia, la scuola, la cultura, il sapere. Ha lasciato una bella eredità ai suoi parenti; una docente, nota per la sua serietà personale e professionale.

Ha affrontato il suo calvario con dignità e rassegnazione cristiana. Parenti, amici e conoscenti tutti, si sono stretti intorno al marito Tommaso Fallara, figli, genero e nipoti;affranti dal dolore. …In Paradiso ti accompagnino gli angeli,/al tuo arrivo ti accolgano i martiri,/e ti conducano nella santa Gerusalemme./…Ti accolga il coro degli angeli,/e con Lazzaro povero in terra/tu possa godere il riposo eterno nel cielo./… Io sono la risurrezione e la vita./Chi crede in me anche se muore vivrà;/e chiunque vive e crede in me,/non morrà in eterno/ Questa è la porta del Signore:/per essa entrano i giusti/.Celebrate il Signore, perché è buono;/ perché eterna è la sua misericordia./Dica Israele che egli è buono:/ eterna è la sua misericordia./Lo dica la casa di Aronne:/ eterna è la sua misericordia./Lo dica chi teme Dio:/ eterna è la sua misericordia./ Nell'angoscia ho gridato al Signore,/ mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo./”.

Il cronista “ a umma umma” sull’onda lunga dell’emozione, viene sollecitato a scrivere, ma non è questa la sede giusta. Può darsi che sia stata un’altra la causa della malattia, ma i tetti del paese sono  coperti con il famigerato amianto ondulato. Senza contare i diserbanti, l’elettrosmog, l’acqua non potabile, la diossina che si sprigiona dalla spazzatura bruciata e così via. Mimma Tripodi, non si è potuto godere la pensione; e nemmeno i nipotini. Un’altra vecchiaia negata. Non aveva fatto nemmeno in tempo a metabolizzare la morte del caro papà. La redazione di Melitoonline, esprime vicinanza all’amico fraterno Tommaso ed alla famiglia tutta. Domenico Salvatore

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