Il Quotidiano della Calabria di oggi, a firma Giuseppe Baldessaro, ha pubblicato i nomi dei primi tredici politici che saranno a breve convocati dalla Procura della Repubblica di Reggio
Calabria in merito alle indagini sul presunto peculato legato ai
rimborsi relativi alle spese dei gruppi consiliari di Palazzo
Campanella. I nomi sono tutti legati alla posizione di capogruppo nel
periodo 2010-2011-2012 e, in qualche maniera, da sentire
obbligatoriamente per meglio comprendere le dinamiche dei rimborsi e
valutare se sussistano o meno ipotesi di reato.
Questi i nomi riportati da "Il Quotidiano della Calabria":
Luigi Fedele, Alfonso Dattolo, Pino Gentile, Alberto Sarra, Agazio Loiero, Giulio Serra, Giuseppe Bova, Sandro Principe, Giampaolo Chiappetta, Giovanni Bilardi, Nino De Gaetano, Vincenzo Ciconte, Emilio De Masi
Stando a quanto accertato dalle fiamme gialle, i politici calabresi si sarebbero fatti rimborsare di tutto: dai “gratta e vinci” alla Tarsu. Nei bilanci dei gruppi, inoltre, gli uomini del colonnello Claudio Petrozziello hanno trovato scontrini di 70 centesimi per il caffè, le cartelle esattoriali di Equitalia, i viaggi negli Stati Uniti, in Russia e a Montecarlo, le gite alle terme. La Finanza avrebbe ricostruito la documentazione sequestrata a dicembre a palazzo Campanella. Quello che non è stato trovato, invece, è una somma che va da 600mila a un milione di euro, soldi pubblici che dai bilanci dei gruppi sarebbero spariti.
Anche questo dovranno chiarire gli indagati che, nel giro di pochi giorni, saranno sentiti dai magistrati. Dovranno rispondere di peculato, concorso in peculato e falso.
Questi i nomi riportati da "Il Quotidiano della Calabria":
Luigi Fedele, Alfonso Dattolo, Pino Gentile, Alberto Sarra, Agazio Loiero, Giulio Serra, Giuseppe Bova, Sandro Principe, Giampaolo Chiappetta, Giovanni Bilardi, Nino De Gaetano, Vincenzo Ciconte, Emilio De Masi
Stando a quanto accertato dalle fiamme gialle, i politici calabresi si sarebbero fatti rimborsare di tutto: dai “gratta e vinci” alla Tarsu. Nei bilanci dei gruppi, inoltre, gli uomini del colonnello Claudio Petrozziello hanno trovato scontrini di 70 centesimi per il caffè, le cartelle esattoriali di Equitalia, i viaggi negli Stati Uniti, in Russia e a Montecarlo, le gite alle terme. La Finanza avrebbe ricostruito la documentazione sequestrata a dicembre a palazzo Campanella. Quello che non è stato trovato, invece, è una somma che va da 600mila a un milione di euro, soldi pubblici che dai bilanci dei gruppi sarebbero spariti.
Anche questo dovranno chiarire gli indagati che, nel giro di pochi giorni, saranno sentiti dai magistrati. Dovranno rispondere di peculato, concorso in peculato e falso.
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