A capo dell'organizzazione vi sarebbe stato un catanese, Giuseppe
Mirabella detto Pippo e noto come 'Il Nonno', 71 anni, che secondo
l'accusa manteneva i contatti con le 'ndrine Bellocco-Pisano di Rosarno
(Reggio Calabria). Uno solo degli arrestati è calabrese, mentre tra gli affiliati vi erano
piemontesi e soprattutto siciliani, tra cui i cinque fratelli Magnis di
Settimo Torinese.TORINO, 7 Maggio 2013 - Sono 21 in tutto le persone finite in manette tra il Piemonte, la Sardegna e la Spagna in un'operazione congiunta di carabinieri e squadra mobile di Torino contro la 'ndrangheta nel torinese. Nell'operazione battezzata «Esilio», «uno sviluppo dell'operazione Minotauro» ha spiegato in conferenza stampa il procuratore aggiunto, Alberto Perduca, i carabinieri hanno smantellato un'organizzazione criminale legata alla 'ndrangheta dedita soprattutto al traffico di droga tra Spagna e Italia.
Diciannove le misure cautelari in carcere eseguite e due gli arresti in flagranza effettuati durante le perquisizioni di questa mattina. Una trentina le persone indagate. Gli investigatori hanno ipotizzato l'esistenza di una locale
L'operazione, denominata 'Esilio', è partita dalle dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia, Christian Talluto, presunto affiliato della 'localè composta da una decina di persone che, secondo quanto accertato, sarebbe anomala nel panorama torinese.
A capo dell'organizzazione vi sarebbe stato un catanese, Giuseppe Mirabella detto Pippo e noto come 'Il Nonno', 71 anni, che secondo l'accusa manteneva i contatti con le 'ndrine Bellocco-Pisano di Rosarno (Reggio Calabria).
Uno solo degli arrestati è calabrese, mentre tra gli affiliati vi erano piemontesi e soprattutto siciliani, tra cui i cinque fratelli Magnis di Settimo Torinese, già arrestati e a processo per altri fatti criminosi, alcuni sardi.
Gli arresti, infatti, oltre che in Piemonte, sono avvenuti in provincia di Sassari e altri in Spagna. Particolarità della cosca, che nessuno dei componenti risiedeva nella zona di competenza, la val Sangone, ma operava 'in trasfertà appropriandosi di un'area sprovvista di una 'localè autoctona.
Secondo l'inchiesta, le attività principali del sodalizio, attivo almeno dal 2007, erano estorsioni e traffico di armi e di droga. Immobili nelle disponibilità degli affiliati sono stati sequestrati a Rosarno (Reggio Calabria) e Sommariva del Bosco (Cuneo).
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