Conferenza stampa del Movimento “Melito Futura”, sull’emergenza rifiuti, alla presenza di Enzo Russo, Pasquale Pizzi, Mario Iaria, Giovanni Putortì, Mimmo Marcianò e di sole tre testate (Il Quotidiano della Calabria, Calabria Ora ed Mnews.it (Melitoonline)
QUEL “FARO DI ALESSANDRIA” DI ‘MELITO FUTURA’
Domenico Salvatore
Il popolo lo voleva, ma qualcuno o qualche cosa, gli ha messo il bastone fra le ruote; se non lo zampino, relegandolo all’opposizione. Vincenzo Russo, “Enzo” per gli amici, se n’era fatto una ragione. Aveva cioè iniziato un appassionante percorso politico-amministrativo, che tutti avevano avuto modo di apprezzare. Se il popolo mi vuole all’opposizione io ubbidisco. Intendiamoci, la lista vincente, non era marcia ed inquinata. C’erano le belle individualità di cui peraltro abbiamo fatto e dato cenno, nei nostri servizi. Candidati seri, onesti e puliti. Sebbene la posizione del sindaco, in base all’ordinanza ADA, risultasse opinabile. Al di là del dualismo innocentisti-colpevolisti, per la legge egli è innocente, sino all’ultimo appello. Gesualdo Costantino, ha il diritto di difendere e tutelare la sua persona e la sua immagine, nelle sedi opportune. Benchè l’accusa sia pesante…associazione a delinquere di stampo mafioso. Resta da vedere se sia considerato organico della cosca Iamonte, o meno. L’arresto di un sindaco è un ‘dejà vu’. Relativamente alla provincia di Reggio Calabria, a nostra memoria per un motivo o per l’altro, sono stati arrestati molti sindaci…
-Bruno Fortugno (Calanna)
-Alessandro Figliomeni (Siderno)
-Gesualdo Costantino(Melito Porto Salvo)
-Francesco Marra (Sant’Alessio in A.)
-Carlo Martelli, ( Rosarno)
-Giorgio Dal Torrione (Gioia Tauro)
-Rocco Femia (Marina di Gioiosa)
-Francesco Mittiga e Aurelio Antonio ( Platì)
-Pasquale Antonio Marafioti (Seminara)
-Beniamino Alessio (Molochio)
-Bruno Bova (Ardore)
-Santi Zappalà (Bagnara Calabra)
- Pietro Crinò (Casignana )
- Vincenzo Ielo (Staiti)
-Nicola e Domenico D’Agostino, (sindaco di Canolo)
L’elenco sarebbe ben lungo, ma in questo momento, i nomi non ci vengono in mente. In conferenza stampa Russo è contornato da Mario Iaria, Pasquale Pizzi, Giovanni Putortì, Mimmo Marcianò; senza nulla togliere a Ciccino Praticò a Paolo Praticò (l’uomo che sussurra ai cavalli), Maria Aloi, e compagnia bella. Emergenza spazzatura. La città è in bal’a delle onde. I quartieri, sono letteralmente assediati da colline di RSU, buttato lì alla rinfusa. Le ruote delle automobili non fanno sconti di sorta. Anche perché lo spazio per fare gimkana western si riduce, la carreggiata si restringe al limite della capienza. I miasmi, puzzi, fetori e tanfi nauseabondi in libera uscita, aggrediscono l’aria sino a renderla insopportabile:”La presenza massiccia dei rifiuti sulle strade, accusa Russo, mette a repentaglio la salute pubblica; occorre rimuoverli, il più presto possibile. La nostra proposta è, di andare verso la raccolta porta a porta” Tuttavia il vero pericolo sono gl’incendi selvaggi dei cassonetti e delle buste di rifiuti. Un rimedio peggiore del male. Si sprigiona la diossina, un cancerogeno, a dir poco, t e r r i f i c a n t e.
Ma i tumori e le leucemie, in parte, sono ascrivibili pure alla distesa di amianto ondulato che copre i tetti della cittadina di Tiberio Evoli, Bruno Spatolisano e Pietro Panuccio e che assedia le case, le vie, i rioni, i quartieri, le frazioni, in una morsa asfissiante. Purtroppo le nostre parole, i nostri editoriali, i nostri articoli, sono aria fritta….”Ma che cosa vuole, questo scribacchino, pennivendolo, ficcanaso, pettegolo ed impiccione, pussa via, chi t’havvvvisto maiii, brutto fossatoto! Eppure, queste cose le abbiamo sviscerate in campagna elettorale, nei convegni, in conferenza stampa…lancia in resta, contro i mulini a vento di donchichottesca memoria. Ma i decessi non si fermano con le chiacchiere di bizolo, le leggende metropolitane, le dicerie di bettola. La ‘città dei morti’, se non la collina degli stivali (Boot Hill), cresce a vista d’occhio. Quasi come l’insensibilità degli uomini; se non l’incoscienza e l’irresponsabilità. Non sono pochi i cittadini che chiedono lo spostamento a nord delle antenne, che deturpano la necropoli, luogo di interesse storico-culturale e monumentale. Attila, il flagello di Dio, fece meno danni. Ma non potranno accampare scuse, nemmeno i commissari, che hanno avuto l’ardire di prendersi questa bella gatta da pelare. Scripta manent, verba volant.
Loro però, non hanno impedimenti…”ambientali”. Possono agire, ipso facto, se ci sia la volontà politica. La verità nuda e cruda è, che il popolo melitese, eterogeneo e variegato, ancora non ha maturato, una piena coscienza civica. Quell’immaginaria sede del senso morale dell'uomo; la capacità di valutazione etica delle proprie azioni. La consapevolezza del proprio ruolo, delle proprie responsabilità in campo sociale. La capacità dell'uomo di riflettere su se stesso e di attribuire un significato ai propri atti. La "coscienza civica" appartiene dunque all’uomo in quanto tale, perché rispettoso di sé, di quelli che fanno parte della collettività e delle cose che appartengono a tutti. La piena coscienza dei propri diritti, ma soprattutto dei propri doveri e ciò significa sensibilità verso i problemi sociali. Altro discorso è, la centrale a carbone, che al di là degl’interessi di bottega, di scuderìa, di municipio e di fazione, distruggerebbe l’ambiente, per omnia saecula saeculorum. E di converso il miniclima super-favoloso del bergamotto. Una ricchezza commerciale, officinale, socio-economica, culturale e morale, di cui ancora gli abitanti di questa provincia, di questa regione, (soprattutto, lo Stato: strabico, presbico, miope e daltonico) non hanno preso visione e coscienza. Specialmente, una grande ricchezza o m e o p a t i c a. Concetto, già espresso da Ippocrate molti secoli prima e da Paracelso, ma sperimentato direttamente da Samuel Hahnemann
I sindaci dell’Area Grecanica, salvo rare eccezioni, hanno esibito un torbido gioco al massacro; con un sarcastico doppiogiochismo, un funereo cerchiobottismo, un impenitente voltagabbana. Alcuni dei quali, come i nostri lettori sovrani sanno, sfacciatamente a favore. Non è lecito barattare la salute fisica del cittadino e dell’ambiente per un pugno di dollari. Per una mangiata di lenticchie. Per un tozzo di pane. Memento homo, quia pulvis es et in polverem reverteris. Abbiamo conosciuto crisi anche peggiori di questa. Un termovalorizzatore, rigassificatore, inceneritore a Melito Porto Salvo? Avrebbe fatto la ricchezza della cittadina, e risolto il problema di tantissimi comuni, ma l’idea del presidente della Comunità Montana VJM del tempo, Roberto Latella, già finanziata, rimase lettera morta. Come la bretella di scorrimento veloce Melito-Bagaladi-Gambarie d’Aspromonte.Fu ostacolata. Non venne capita e non se ne fece più nulla. Un’altra occasione mancata, di cui ve ne andiamo parlando da anni. L’altro giorno il Corriere della Sera e la Repubblica, se non altre testate, hanno ripreso questo tema di scottante attualità. Anche TG Com 24…”Svezia e Norvegia hanno paura. Non si tratta di terrorismo, ma nel Nord Europa scarseggiano i rifiuti e i due regni scandinavi non sanno come riscaldare le case dei propri cittadini.
Svedesi e norvegesi, infatti, hanno realizzato uno tra i sistemi di raccolta differenziata più efficienti del Continente, ma ora non hanno la più pallida idea di come alimentare i propri termovalorizzatori che riscaldano le case di Oslo e Stoccolma. Le ormai croniche emergenze in Campania e Sicilia e la stessa (inevasa) questione della discarica romana di Malagrotta sembrano essere diventate l’equivalente di un giacimento di petrolio che anche noi potremmo sfruttare se avessimo delle politiche di gestione della spazzatura. Per questo, da Oslo e Stoccolma arriva un appello: mandateci i nostri rifiuti. Non è un problema, per loro, bruciare immondizia e ricavarne energia: gli studi dell’autorità svedese per lo smaltimento dei rifiuti sostengono che i termovalorizzatori permettono al regno di riparimare 1,1 milioni di barili di petrolio all’anno rendendo la termovalorizzazione una tra le tecniche per abbattere i gas serra. Sempre che ci sia la materia prima. I prezzi di mercato parlano di 100-150 euro la tonnellata, a seconda che la spazzatura sia umida o secca e, per quanto la spazzatura sia sporca il suo smaltimento a caldo permetterebbe di risparmiare alla Terra 500 kg di anidride carbonica equivalenti alla tonnellata rispetto ai rifiuti smaltiti in discarica, proprio come accade in molte (troppe) aree del nostro Paese.”. Enzo Russo, lui sì un “Melitoto” indigeno autoctono (mica un oriundo importato o residente), è una risorsa per la città ed i cittadini. Ha talento da vendere, tutti glielo riconoscono, eppure….nemo propheta in patria est.
Ma il movimento “Melito Futura”potrebbe diventare un vero e proprio “Faro di Alessandria”. Un laboratorio di idee dalle nobili finalità. Alla conferenza stampa erano presenti solamente tre testate (Il Quotidiano della Calabria, Calabria Ora ed Mnews.it (Melitoonline). Russo dovrebbe avere non diciamo la memoria d’un elefante ma almeno un pizzico…Memoria minuitur nisi eam exerceas. Durante la campagna elettorale ha visto la sua immagine politica, promossa a forza di …”francobolli” e trafiletti a piè di pagina, che ci voleva il cannocchiale-telescopio di Monte Palomar per focalizzarli, o niente del tutto. Non ci sorprende nemmeno più di tanto, che nemmeno stavolta, i rappresentanti della stampa ( di rimbalzo e carambola, almeno sulla carta, non meno di una quindicina), abbiano regolarmente disertato i lavori. Boicottato non tanto Russo e Melito Futura, quanto la città ed il suo comprensorio. Non si tratta di fumus persecutionis. Il politico in questione, non ci ha mai annoiati con discorsi estrosi, astrusi od astratti.
Domenico Salvatore
A breve il video della conferenza stampa
QUEL “FARO DI ALESSANDRIA” DI ‘MELITO FUTURA’
Domenico Salvatore
Il popolo lo voleva, ma qualcuno o qualche cosa, gli ha messo il bastone fra le ruote; se non lo zampino, relegandolo all’opposizione. Vincenzo Russo, “Enzo” per gli amici, se n’era fatto una ragione. Aveva cioè iniziato un appassionante percorso politico-amministrativo, che tutti avevano avuto modo di apprezzare. Se il popolo mi vuole all’opposizione io ubbidisco. Intendiamoci, la lista vincente, non era marcia ed inquinata. C’erano le belle individualità di cui peraltro abbiamo fatto e dato cenno, nei nostri servizi. Candidati seri, onesti e puliti. Sebbene la posizione del sindaco, in base all’ordinanza ADA, risultasse opinabile. Al di là del dualismo innocentisti-colpevolisti, per la legge egli è innocente, sino all’ultimo appello. Gesualdo Costantino, ha il diritto di difendere e tutelare la sua persona e la sua immagine, nelle sedi opportune. Benchè l’accusa sia pesante…associazione a delinquere di stampo mafioso. Resta da vedere se sia considerato organico della cosca Iamonte, o meno. L’arresto di un sindaco è un ‘dejà vu’. Relativamente alla provincia di Reggio Calabria, a nostra memoria per un motivo o per l’altro, sono stati arrestati molti sindaci…
-Bruno Fortugno (Calanna)
-Alessandro Figliomeni (Siderno)
-Gesualdo Costantino(Melito Porto Salvo)
-Francesco Marra (Sant’Alessio in A.)
-Carlo Martelli, ( Rosarno)
-Giorgio Dal Torrione (Gioia Tauro)
-Rocco Femia (Marina di Gioiosa)
-Francesco Mittiga e Aurelio Antonio ( Platì)
-Pasquale Antonio Marafioti (Seminara)
-Beniamino Alessio (Molochio)
-Bruno Bova (Ardore)
-Santi Zappalà (Bagnara Calabra)
- Pietro Crinò (Casignana )
- Vincenzo Ielo (Staiti)
-Nicola e Domenico D’Agostino, (sindaco di Canolo)
L’elenco sarebbe ben lungo, ma in questo momento, i nomi non ci vengono in mente. In conferenza stampa Russo è contornato da Mario Iaria, Pasquale Pizzi, Giovanni Putortì, Mimmo Marcianò; senza nulla togliere a Ciccino Praticò a Paolo Praticò (l’uomo che sussurra ai cavalli), Maria Aloi, e compagnia bella. Emergenza spazzatura. La città è in bal’a delle onde. I quartieri, sono letteralmente assediati da colline di RSU, buttato lì alla rinfusa. Le ruote delle automobili non fanno sconti di sorta. Anche perché lo spazio per fare gimkana western si riduce, la carreggiata si restringe al limite della capienza. I miasmi, puzzi, fetori e tanfi nauseabondi in libera uscita, aggrediscono l’aria sino a renderla insopportabile:”La presenza massiccia dei rifiuti sulle strade, accusa Russo, mette a repentaglio la salute pubblica; occorre rimuoverli, il più presto possibile. La nostra proposta è, di andare verso la raccolta porta a porta” Tuttavia il vero pericolo sono gl’incendi selvaggi dei cassonetti e delle buste di rifiuti. Un rimedio peggiore del male. Si sprigiona la diossina, un cancerogeno, a dir poco, t e r r i f i c a n t e.
Ma i tumori e le leucemie, in parte, sono ascrivibili pure alla distesa di amianto ondulato che copre i tetti della cittadina di Tiberio Evoli, Bruno Spatolisano e Pietro Panuccio e che assedia le case, le vie, i rioni, i quartieri, le frazioni, in una morsa asfissiante. Purtroppo le nostre parole, i nostri editoriali, i nostri articoli, sono aria fritta….”Ma che cosa vuole, questo scribacchino, pennivendolo, ficcanaso, pettegolo ed impiccione, pussa via, chi t’havvvvisto maiii, brutto fossatoto! Eppure, queste cose le abbiamo sviscerate in campagna elettorale, nei convegni, in conferenza stampa…lancia in resta, contro i mulini a vento di donchichottesca memoria. Ma i decessi non si fermano con le chiacchiere di bizolo, le leggende metropolitane, le dicerie di bettola. La ‘città dei morti’, se non la collina degli stivali (Boot Hill), cresce a vista d’occhio. Quasi come l’insensibilità degli uomini; se non l’incoscienza e l’irresponsabilità. Non sono pochi i cittadini che chiedono lo spostamento a nord delle antenne, che deturpano la necropoli, luogo di interesse storico-culturale e monumentale. Attila, il flagello di Dio, fece meno danni. Ma non potranno accampare scuse, nemmeno i commissari, che hanno avuto l’ardire di prendersi questa bella gatta da pelare. Scripta manent, verba volant.
Loro però, non hanno impedimenti…”ambientali”. Possono agire, ipso facto, se ci sia la volontà politica. La verità nuda e cruda è, che il popolo melitese, eterogeneo e variegato, ancora non ha maturato, una piena coscienza civica. Quell’immaginaria sede del senso morale dell'uomo; la capacità di valutazione etica delle proprie azioni. La consapevolezza del proprio ruolo, delle proprie responsabilità in campo sociale. La capacità dell'uomo di riflettere su se stesso e di attribuire un significato ai propri atti. La "coscienza civica" appartiene dunque all’uomo in quanto tale, perché rispettoso di sé, di quelli che fanno parte della collettività e delle cose che appartengono a tutti. La piena coscienza dei propri diritti, ma soprattutto dei propri doveri e ciò significa sensibilità verso i problemi sociali. Altro discorso è, la centrale a carbone, che al di là degl’interessi di bottega, di scuderìa, di municipio e di fazione, distruggerebbe l’ambiente, per omnia saecula saeculorum. E di converso il miniclima super-favoloso del bergamotto. Una ricchezza commerciale, officinale, socio-economica, culturale e morale, di cui ancora gli abitanti di questa provincia, di questa regione, (soprattutto, lo Stato: strabico, presbico, miope e daltonico) non hanno preso visione e coscienza. Specialmente, una grande ricchezza o m e o p a t i c a. Concetto, già espresso da Ippocrate molti secoli prima e da Paracelso, ma sperimentato direttamente da Samuel Hahnemann
I sindaci dell’Area Grecanica, salvo rare eccezioni, hanno esibito un torbido gioco al massacro; con un sarcastico doppiogiochismo, un funereo cerchiobottismo, un impenitente voltagabbana. Alcuni dei quali, come i nostri lettori sovrani sanno, sfacciatamente a favore. Non è lecito barattare la salute fisica del cittadino e dell’ambiente per un pugno di dollari. Per una mangiata di lenticchie. Per un tozzo di pane. Memento homo, quia pulvis es et in polverem reverteris. Abbiamo conosciuto crisi anche peggiori di questa. Un termovalorizzatore, rigassificatore, inceneritore a Melito Porto Salvo? Avrebbe fatto la ricchezza della cittadina, e risolto il problema di tantissimi comuni, ma l’idea del presidente della Comunità Montana VJM del tempo, Roberto Latella, già finanziata, rimase lettera morta. Come la bretella di scorrimento veloce Melito-Bagaladi-Gambarie d’Aspromonte.Fu ostacolata. Non venne capita e non se ne fece più nulla. Un’altra occasione mancata, di cui ve ne andiamo parlando da anni. L’altro giorno il Corriere della Sera e la Repubblica, se non altre testate, hanno ripreso questo tema di scottante attualità. Anche TG Com 24…”Svezia e Norvegia hanno paura. Non si tratta di terrorismo, ma nel Nord Europa scarseggiano i rifiuti e i due regni scandinavi non sanno come riscaldare le case dei propri cittadini.
Svedesi e norvegesi, infatti, hanno realizzato uno tra i sistemi di raccolta differenziata più efficienti del Continente, ma ora non hanno la più pallida idea di come alimentare i propri termovalorizzatori che riscaldano le case di Oslo e Stoccolma. Le ormai croniche emergenze in Campania e Sicilia e la stessa (inevasa) questione della discarica romana di Malagrotta sembrano essere diventate l’equivalente di un giacimento di petrolio che anche noi potremmo sfruttare se avessimo delle politiche di gestione della spazzatura. Per questo, da Oslo e Stoccolma arriva un appello: mandateci i nostri rifiuti. Non è un problema, per loro, bruciare immondizia e ricavarne energia: gli studi dell’autorità svedese per lo smaltimento dei rifiuti sostengono che i termovalorizzatori permettono al regno di riparimare 1,1 milioni di barili di petrolio all’anno rendendo la termovalorizzazione una tra le tecniche per abbattere i gas serra. Sempre che ci sia la materia prima. I prezzi di mercato parlano di 100-150 euro la tonnellata, a seconda che la spazzatura sia umida o secca e, per quanto la spazzatura sia sporca il suo smaltimento a caldo permetterebbe di risparmiare alla Terra 500 kg di anidride carbonica equivalenti alla tonnellata rispetto ai rifiuti smaltiti in discarica, proprio come accade in molte (troppe) aree del nostro Paese.”. Enzo Russo, lui sì un “Melitoto” indigeno autoctono (mica un oriundo importato o residente), è una risorsa per la città ed i cittadini. Ha talento da vendere, tutti glielo riconoscono, eppure….nemo propheta in patria est.
Ma il movimento “Melito Futura”potrebbe diventare un vero e proprio “Faro di Alessandria”. Un laboratorio di idee dalle nobili finalità. Alla conferenza stampa erano presenti solamente tre testate (Il Quotidiano della Calabria, Calabria Ora ed Mnews.it (Melitoonline). Russo dovrebbe avere non diciamo la memoria d’un elefante ma almeno un pizzico…Memoria minuitur nisi eam exerceas. Durante la campagna elettorale ha visto la sua immagine politica, promossa a forza di …”francobolli” e trafiletti a piè di pagina, che ci voleva il cannocchiale-telescopio di Monte Palomar per focalizzarli, o niente del tutto. Non ci sorprende nemmeno più di tanto, che nemmeno stavolta, i rappresentanti della stampa ( di rimbalzo e carambola, almeno sulla carta, non meno di una quindicina), abbiano regolarmente disertato i lavori. Boicottato non tanto Russo e Melito Futura, quanto la città ed il suo comprensorio. Non si tratta di fumus persecutionis. Il politico in questione, non ci ha mai annoiati con discorsi estrosi, astrusi od astratti.
Domenico Salvatore
A breve il video della conferenza stampa

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