Venerdì 19 aprile alle 21.15 va in onda su Rai Movie "Il profeta",
in concorso al 62° Festival di Cannes, il film di Jacques Audiard si è
aggiudicato Il Gran Premio della Giuria, oltre ad aver vinto 9 Premi
César, gli Oscar francesi
Condannato a sei anni di carcere, Malik El Djebena non sa né leggere né scrivere. Al suo arrivo in cella, solo al mondo, sembra più giovane, più fragile degli altri detenuti. Ha 19 anni. Diventa infatti vittima dei detenuti corsi che dettano legge tra le sbarre. Il giovane impara presto. Nel corso delle “missioni”, si tempra e conquista la fiducia dei corsi. Tanto da utilizzare la sua intelligenza ed esperienza per sviluppare i suoi contatti.
Prendere un film di genere sul carcere e
la criminalità e trasformarlo in un'opera complessa che mischia tra loro
un potente realismo, il sensibile ritratto di un percorso umano e una
sottile dimensione metaforica della società è quello che ha fatto
Jacques Audiard con Il Profeta. La pellicola è una vera e propria
parabola sulla necessità dell’apprendimento e dell’evoluzione. Il
segreto della sopravvivenza è nella metamorfosi. Crescere, cambiar
pelle, attendere che la mutazione giunga al compimento, per poi colpire
la vittima, il nemico al primo segno di debolezza. La preda deve farsi
predatore. Ma non basta ancora. Occorre qualcosa in più. Una dote
misteriosa che permetta di vedere prima le cose, i movimenti, le
direzioni da prendere e quelle da evitare, una dote che consenta di
predire il corso degli eventi. E’ la chiave del controllo. Il predatore
deve diventare profeta.

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