REGGIO CALABRIA. Il
catamarano Federica M della società Metromare, proveniente da Messina si
è arenato sugli scogli posti alle spalle della Capitaneria di porto,
quindi proprio all’imboccatura portuale. Fortunatamente non vi sono
stati feriti gravi tra i pendolari e l’equipaggio, ma soltanto alcuni
contusi (cinque persone sono state trasportate al pronto soccorso degli
Ospedali Riuniti per gli accertamenti, mentre una quinta è stata
medicata sul posto).
L’allarme è stato lanciato intorno alle ore 13:15,
mentre il catamarano in servizio di linea tra i porti di Messina e
Reggio, si apprestava ad entrare in porto. In quel momento era presente
un intensa foschia che limitava la visibilità. La sala operativa della
Direzione marittima ha immediatamente attivato le procedure di soccorso.
Sul posto sono immediatamente intervenute motovedette della Guardia
costiera, della polizia di Stato, della Guardia di finanza e dei vigili
del fuoco che hanno avviato le operazioni di trasbordo delle 157
persone che si trovavano sul mezzo veloce di Metromare. I passeggeri
sono stati sbarcati al molo pennello dove personale del 118 ha prestato
assistenza. Sul posto è anche intervenuto il dirigente del Upgsp della
Questura, vice questore aggiunto Giuseppe Giliberti, il quale insieme al
suo vice commissario capo Giuseppe Izzo, hanno partecipato alle
operazioni di soccorso a bordo di un gommone della Squadra Nautica della
Polsato, al comando dell’ispettore Giuseppe Scilipoti. I soccorsi,
coordinati dalla Direzione marittima sono stati precisi e puntuali. In
mare hanno operato le motovedette della Guardia costiera, della
Polstato, del Nucleo nautico dei vigili del fuoco di Gioia Tauro, della
Guardia di finanza e il Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco.
Sul molo, i militari della Guardia costiera e della finanza, gli agenti
della Squadra Volanti e della polizia postale, i carabinieri e i vigili
del fuoco del Comando provinciale, ma soprattutto medici e sanitari del
Suem 118 e della Croce rossa italiana. Non appena tutti i passeggeri
sono stati trasbordati a terra, sono cominciate le operazioni di
disincaglio del catamarano con il supporto del rimorchiatore Macistone e
degli ormeggiatori del porto di Reggio Calabria e della corporazione
Piloti dello Stretto. Il disincaglio è avvenuto grazie all’accurato
intervento del rimorchiatore Macistone del Gruppo ormeggiatori e
battellieri dei porti di Reggio Calabria e Gioia Tauro. Alle 17 circa il
mezzo veloce è stato liberato e rimorchiato nel porto di Messina
Pino D'Amico
Pino D'Amico



2 Commenti
La solita grande overconfidence dei professionisti del mare ed il basso costo.Questi i prezzi dell'eventuale morte di chiunque.
RispondiEliminaSorie all'italiana
Sempre e ' tutto per lo sporco denaro che causa scarsa attenzione sia del'uomo che degli impianti obsoleti o non usati.Piu i mancati controlli degli enti preposti a far si che ci sia piu sicurezza per pax equipaggio che lavora mentre gli armatori sono a casa o in vacanza alle Maldive
RispondiElimina