Reggio Calabria e la Calabria iniziano a fare sentire la propria voce e a ribellarsi a questi fatti, terribili e tremendi, che hanno colpito e continuano a colpire me, la mia famiglia e l’associazione di cui sono presidente.
Anche Carlo Parisi, vice segretario nazionale della Federazione Nazionale Stampa Italiana, si è ribellato a quanto successo dimostrandomi solidarietà e schierandosi al fianco dei miei colleghi in redazione e dei giornalisti reggini e calabresi in modo da non permettere che tutto sia prima messo da parte e poi dimenticato.
Lo Stato, attraverso le sue Istituzioni ha iniziato a fare sentire la sua voce. Parole di solidarietà e speranza sono giunte dal Palazzo della Prefettura di Reggio Calabria, subito mobilitatosi per coordinare le operazioni di recupero e salvataggio della Biblioteca associativa. Anche il prefetto Giuseppe Castaldo, della terna commissariale reggina, ha voluto manifestare il dissenso proprio e della cittadinanza, avviando tutte le procedure in forze al comune per porre fine all’umiliazione e lo scempio che ha colpito la mia famiglia.
Il presidente della provincia Giuseppe Raffa e l’assessore alla cultura ed alla legalità Lamberti Castronuovo hanno espresso la propria vicinanza, incoraggiando me e la mia associazione ad andare avanti, definendo la situazione attuale una vicenda incredibile ed insopportabile.
L’assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri è sconcertato dell’accaduto ed ha garantito, facendosi portavoce di logorante situazione, che la Regione Calabria non resterà silente ad osservare lo sgretolamento della serenità, tranquillità e dignità stessa della mia famiglia e di tutti i cittadini.
Bruno Fortugno, il coordinatore provinciale della “Uil Pa – Penitenziaria”, nel contattare mio padre, fiero Assistente Capo della Polizia Penitenziaria oggi a riposo, ha dichiarato il supporto e la vicinanza dell’intero Corpo delle Forze dell’Ordine, indicando la nostra storia come caso esemplare dei drammi sociali che nessun cittadino dovrebbe mai ritrovarsi a subire.
Sono iniziate ad arrivare telefonate e mail a centinaia. Mi chiamano le famiglie che hanno incontrato la nostra Biblioteca nei tempi felici, così come gli amici, gli studenti e le associazioni conosciute in due anni di giornalismo ed operato sociale. Da più parti si stanno mobilitando per una manifestazione di solidarietà e mi chiedono di coordinarli.
La cittadinanza vuole gridare il suo no a tutto questo, il messaggio che vogliono darmi è breve, conciso e rincuorante “non sei solo, siamo migliaia e stiamo tutti con te”.
Francesco Ventura

2 Commenti
Ammiro la dignità, l'onestà e la determinazione con cui la famiglia ventura sta affrontando questo dramma familiare che so essere motivo di impotenza e frustrazione. Lo svilimento delle istituzioni ha permesso tutto questo portando in molti casi a farsi giustizia da soli. Continuate così!!!
RispondiEliminaAmmiro la dignità, l'onestà e la determinazione con cui la famiglia ventura sta affrontando questo dramma familiare che so essere motivo di impotenza e frustrazione. Lo svilimento delle istituzioni ha permesso tutto questo portando in molti casi a farsi giustizia da soli. Continuate così!!!
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