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Processo Sarah Scazzi, Pm Buccoliero: falsità in alibi Cosima.

'Omicidio da scatto d'ira'. Cosima contro Michele: 'Farà i conti con la sua coscienza'.


TARANTO 4 Marzo 2013 - "All'arrivo di Mariangela Spagnoletti a casa Misseri il corpo di Sarah era già nel cofano dell'auto di Michele Misseri".

Lo ha detto il pm Mariano Buccoliero nella terza giornata di requisitoria al processo in corso a Taranto per l'omicidio di Sarah Scazzi. "Sabrina - ha aggiunto - disse di aver saputo come Sarah era vestita da Concetta, che lo aveva saputo dalla badante.

Ma é falso, falsità finalizzate ad impedire che si riconduca all' arrivo di Sarah a casa Misseri". Per il pm Sabrina avrebbe raccontato almeno due grandi falsità: la prima sui momenti in cui Mariangela arrivò a casa e l'altra sui frangenti nei quali Mariangela lasciò a casa per la prima volta Sabrina dopo l'inizio delle ricerche.

 "Da parte di Sabrina - ha spiegato Buccoliero - c'é la volontà di impedire a Mariangela di scendere dall'auto, e poi Sabrina ha funzione di palo perché in garage c'erano padre e madre che si occupavano delle cose di Sarah. A partire dalle ore 15 del 26 agosto 2010, per oltre mezz'ora - prosegue il pm - tra Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano c'é stata almeno una decina di telefonate, eppure Cosima ha riferito che in quei frangenti stava dormendo".

Il magistrato a proposito delle falsità che conterrebbe l'alibi di Cosima, accusata con la figlia Sabrina dell'omicidio , ha citato un'intervista televisiva rilasciata da Cosima il 29 settembre 2010 nella quale dice che il 26 agosto 2010, verso le 16, stava tornando a casa dalla caserma dei carabinieri. "Ma al massimo - ha detto Buccoliero - può essere uscita dopo le 17,30, perché la denuncia di scomparsa di Sarah è stata fatta alle 17,20. Così come dalle intercettazioni ambientali tra Cosima e Michele viene fuori che Cosima è scesa nel garage, tra le altre cose anche per spostare un compressore".

"Per farsi pubblicità gli mettono la camicia a quadri e lo mandano in tv". Così Concetta Serrano, madre della quindicenne Sarah Scazzi uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana (Taranto), ha commentato con i giornalisti l'intervista a Michele Misseri andata in onda ieri alla trasmissione Domenica Live su Canale 5, nella quale l'uomo, che si addossa la responsabilità del delitto, dice che si ucciderà se condanneranno al processo la figlia Sabrina e la moglie Cosima Serrano.

Concetta ha parlato prima di entrare in aula dove oggi i pm proseguiranno la requisitoria. "La Procura - ha aggiunto - non ha bisogno delle dichiarazioni di Michele". E alla domanda se ritenga che il cognato possa veramente suicidarsi, ha risposto: "Nella vita non si sa mai".

"Quando si spegneranno i riflettori, tornerà a fare i conti con la sua coscienza". Lo ha detto Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi, in aula poco prima dell'inizio della udienza al processo per l'uccisione della figlia, riferendosi al cognato Michele Misseri che continua ad addossarsi la responsabilità del delitto, dopo una parentesi di oltre un mese in cui ha accusato la figlia Sabrina.

SARAH: PM, OMICIDIO DA SCATTO D'IRA - "Non fu un omicidio premeditato, ma uno scatto di ira". Lo ha detto il pm Mariano Buccoliero raccontando nella sua requisitoria le fasi dell'uccisione di Sarah Scazzi.
 "L'azione omicida fu uno strangolamento che è durato da tre a cinque minuti. L'una avrebbe potuto fermare l'altra. Ci fu invece una comune volontà omicida. Una la teneva e l'altra la strangolava". Lo ha detto il pm Mariano Buccoliero descrivendo come Sabrina e Cosima avrebbero ucciso Sarah Scazzi.


 SARAH: PM RICOSTRUISCE LE FASI DELL'OMICIDIO.

TARANTO, 4 MAR - «Il 26 agosto 2010 Sarah arriva a casa verso le 13.50, Sabrina è in veranda, Michele è in cucina e scende in garage». È iniziata così la ricostruzione che il pm Mariano Buccoliero sta facendo nella sua requisitoria delle fasi decisive dell'uccisione di Sarah Scazzi. «Sarah - ha proseguito il pm - poco dopo va via turbata per tornare a casa, viene vista dal fioraio Giovanni Bucccolieri mentre Cosima e Sabrina l'hanno raggiunta per riportarla a casa. Il ritorno a casa Misseri è verso le 14.10, tra le 14.18 e le 14.23 Sarah non può più rispondere. Il delitto è avvenuto in una stanza, in casa e c'erano tre soggetti: Cosima, Sabrina e Sarah. Le modalità violente con le quali viene ripresa Sarah esclude che poi ci si possa disinteressare di lei. Se Cosima è uscita e ha preso l'auto per riprenderla, vuol dire che era necessario impedire che Sarah tornasse a casa e raccontasse le ragioni del litigio e di tutto ciò che era accaduto in casa Misseri. Qualcosa di grave, legato allo stato di tensione tra le due cugine, la pubblicità dei rapporti intimi tra Sabrina e Ivano, e discussioni tra Sabrina e la madre per quello che avrebbe detto la gente ce ne sono state, lo conferma lo stesso Michele». Secondo il pm «ad una situazione personale di Sabrina se ne sovrappone una di immagine dell'intera famiglia. L'intervento di Cosima si impone, e in quella lite la protagonista è Cosima che dice a Sarah di non raccontare in giro quelle cose su Sabrina. Quella uscita di Sarah da casa Misseri segna la rottura, la prima, tra Sarah e la famiglia Misseri. Non era mai accaduto». Buccoliero ha letto a questo proposito anche il contenuto di sms che si scambiavano all'interno della comitiva di Sarah e Sabrina, tutti a sfondo sessuale.

SARAH: PM, OMICIDIO DA SCATTO D'IRA.

TARANTO, 4 MAR - «Non fu un omicidio premeditato, ma uno scatto di ira». Lo ha detto il pm Mariano Buccoliero raccontando nella sua requisitoria le fasi dell'uccisione di Sarah Scazzi.

OMICIDIO SCAZZI: PM, TRA SABRINA E COSIMA COMUNE VOLONTÀ OMICIDA.'NON È STATO UN DELITTO PREMEDITATO MA DOVUTO A UNO SCATTO D'IRÀ.
Quello di Sarah Scazzi «non è stato un omicidio premeditato ma dovuto a uno scatto d'ira e a una rabbia accumulata nei confronti della bambina» che avrebbe potuto rivelare segreti scabrosi. Lo ha detto il pm della Procura di Taranto Mariano Buccoliero nel corso della requisitoria al processo, in corso davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Taranto, per l'omicidio della 15enne Sarah Scazzi. «Come dicono sia il professor Strada (medico legale incaricato dalla Procura ndr) che il consulente della difesa il professor Albarello il delitto è avvenuto tra i 3 e i 5 minuti - ha aggiunto - Ognuna delle due due avrebbe potuto fermare l' altra. Ma invece tra Sabrina e Cosima c'è stata una comune volontà omicida».

SARAH: PM, COSIMA E SABRINA COMUNE VOLONTÀ OMICIDA.

Quello di Sarah Scazzi «non è stato un omicidio premeditato ma dovuto a uno scatto d'ira e a una rabbia accumulata nei confronti della bambina» che avrebbe potuto rivelare segreti scabrosi. Lo ha detto il pm della Procura di Taranto Mariano Buccoliero nel corso della requisitoria al processo, in corso davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Taranto, per l'omicidio della 15enne Sarah Scazzi. «Come dicono sia il professor Strada (medico legale incaricato dalla Procura ndr) che il consulente della difesa il professor Albarello il delitto è avvenuto tra i 3 e i 5 minuti - ha aggiunto - Ognuna delle due due avrebbe potuto fermare l' altra. Ma invece tra Sabrina e Cosima c'è stata una comune volontà omicida».

Sarah, ha ricordato il pm Buccoliero, non «è stata uccisa da un colpo di pistola, ma è stata strangolata. Ma la vittima - ha sottolineato - non ha opposto resistenza. Se fosse stato uno strangolamento solitario si sarebbe rotolata a terra, avrebbe potuto reagire con le mani e i piedi. Qualche reazione avrebbe dovuto averla. E invece Sarah èstata bloccata. Una la teneva e l'altra la strangolava».

OMICIDIO SCAZZI: PM, COSIMA E SABRINA TEMEVANO CHE SARAH RACCONTASSE SEGRETI.

Sabrina Misseri e Cosima Serrano temevano «il pericolo e il rischio che tornando a casa piangente Sarah riferisse alla mamma Concetta l'oggetto della lite di quel pomeriggio (la rabbia per la confidenza tradita sul rapporto sessuale della prima con Ivano ndr) e altri particolari scottanti». È quanto ha sottolineato il pm della Procura di Taranto, Mariano Buccoliero, durante la requisitoria al processo per l'omicidio di Sarah Scazzi. A proposito di questi segreti scabrosi, che non dovevano essere conosciuti e che potevano mettere in discussione non solo l'immagine di Sabrina Misseri ma anche quella di tutta la famiglia, il magistrato ha letto diversi sms volgari di Sabrina dei mesi precedenti. Per questo sarebbe stata proprio Cosima, avendo capito che occorreva proteggere quei segreti, ad aver sollecitato la figlia Sabrina ad andare a riprendere Sarah insieme per strada. «Quindi, una volta tornati a casa, Sarah non si è calmata, forse c'è stata qualche parola di troppo e allora l'hanno uccisa insieme in una stanza della casa»
E quindi in quella occasione i ruoli si sarebbero ribaltati. «In quella lite la protagonista è Cosima Serrano» che secondo il pm Buccoliero avrebbe intimato a Sarah «di non permettersi di andare a raccontare nefandezze sul conti di Sabrina screditandola agli occhi di tutti. Tutto viene scaricato su Sarah». La ragazzina, secondo il pm, «non si può dire che stia fuggendo. Del resto era stata rimproverata altre volte dalla zia. È amareggiata e torna a casa lentamente sul marciapiedi». Ma stavolta Cosima e Sabrina, soprattutto la prima, erano consapevoli, prosegue il pm, che «una rottura definitiva con la ragazzina» poteva concretizzare il rischio che determinati segreti potessero essere conosciuti dalla madre di Sarah, con la quale i rapporti di Cosima erano freddi, e che potessero anche essere interpretati da Concetta oltre il loro vero significato. Il pm ha sostenuto che in precedenza Sarah «non aveva raccontato tutto alla madre circa le confidenze di Sabrina o comunque lo aveva fatto in maniera edulcorata nel timore che la donna non l'avrebbe fatta uscire più con la cugina. Questa volta la rottura molto forte avrebbe potuto indurre Sarah a raccontare molti particolari anche perchè Sabrina si confidava con lei nonostante la differenza di età». Per questo, conclude, vanno a riacciuffarla e la riportano in casa.

SARAH: PM, SOLILOQUIO DI MICHELE CONFERMA LE ACCUSE.

Per il pm Mariano Buccoliero, che sta tenendo la requisitoria al processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, la conferma della tesi dell'accusa viene anche dal contenuto di una intercettazione ambientale nell'auto di Michele Misseri, risalente al 5 ottobre 2010. «È un soliloquio di Michele - ha spiegato il pm - in cui dice tra l'altro 'cosa vogliono fare fanno a tua figlia. Io li scoprirò, perchè da Cosima aveva subito la imposizione del silenzio. Michele dice ancora 'Io non li credò, e questo conferma che l'omicidio è avvenuto in assenza di Michele Misseri. Quando lui arriva, gli dicono che Sarah e Sabrina stavano giocando, è successo un incidente, e lui lo dirà anche in incidente probatorio. E ancora, sempre Michele dice 'se io non fossi voluto andarè, riferendosi al trasporto del cadavere di Sarah. Lui invece dice che si riferiva alla famiglia Scazzi. È uno schiaffo alla povera Sarah. È una vergogna».

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