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Reggio Calabria. Procuratore Sferlazza: “la cosca condizionava la vita politica melitese”

REGGIO CALABRIA. ''Ancora una volta ci troviamo a parlare del condizionamento della vita pubblica da parte della 'ndrangheta. La cosca Iamonte opprimeva il territorio di Melito Porto Salvo e ne ha condizionato la vita politica al punto da fare eleggere sindaco il proprio candidato di riferimento''. Il procuratore facente funzioni, Ottavio Sferlazza, ha commentato così l'operazione “Ada” eseguita dai carabinieri che ha portato all'arresto di 65 persone tra cui il sindaco del Comune dell'area grecanica Gesualdo Costantino. Sferlazza ha ribadito, in conferenza stampa, che ''gli imprenditori dovrebbero capire che non è conveniente sotto il profilo dell'opportunità e quello morale fare affari con la 'ndrangheta'' e ha auspicato che ''la politica trovi auto legittimazione davanti ai cittadini. La politica -ha aggiunto- deve ritrovare la capacita' di servire il bene pubblico''. Dalle indagini dell’Arma è emerso che la cosca avrebbe controllato il traffico di armi e di sostanze stupefacenti. In particolare, secondo l'accusa, gli Iamonte, col supporto di imprenditori, alcuni dei quali ritenuti affiliati alla cosca, e con la ''pesante e grave connivenza'' degli amministratori locali, avrebbero condizionato il regolare svolgimento delle gare d'appalto bandite dai comuni del basso Jonio. Inoltre avrebbe monopolizzato le attività imprenditoriali nel settore edilizio, sia pubblico sia privato, attraverso il controllo di imprese locali e, più in generale, sarebbe riuscita a condizionare tutte le attività produttive, subordinando al proprio consenso l'inizio di qualunque attività economica. Per far ciò, la cosca sarebbe ricorsa a varie pratiche estorsive, dal pagamento del pizzo, all'imposizione delle forniture e della manodopera, fino ad arrivare all'accettazione coatta, da parte di alcuni imprenditori, dell'estromissione da gare di appalto e lavori in favore di imprese riconducibili alla 'ndrina. I carabinieri, contestualmente all'esecuzione degli arresti, hanno sequestrato quattro imprese, una agricola e tre edili e di produzione di calcestruzzo, riconducibili alla cosca Iamonte, per un valore complessivo di quattro milioni di euro.

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