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Scuola: iscrizioni on line, 300mila famiglie dovranno rifarle, il 20% degli istituti tornerà presto autonomo

Iscrizioni on line - 300mila famiglie dovranno rifarle: il 20% degli
istituti tornerà presto autonomo

In questi giorni non si fa che parlare di problemi di connessione al
sito del Miur e della capacità del sistema informatico approntato dal
Ministero dell'Istruzione per accogliere circa 1 milione e 700 mila
iscrizioni scolastiche in poco più di 30 giorni. Nessuno però si
preoccupa del fatto che almeno 300 mila di queste iscrizioni sono
illegittime e dovranno essere riformulate. E questo perché, come
sottolineato di recente dalla Corte Costituzionale attraverso la
sentenza n. 147/12, il 20 per cento degli istituti sono stati
immotivatamente soppressi o accorpati dal Miur.

L'Anief nei giorni scorsi ha mosso i primi passi perché ciò avvenga,
scrivendo ai governatori di tutte le regioni italiane per chiedere
spiegazioni sulla mancata applicazione della sentenza della Consulta,
che ha sottratto all'amministrazione centrale la potestà sul
dimensionamento scolastico e affidato proprio alle regioni il potere
decisionale sulla materia. Ma non solo: il giovane sindacato presto
raccoglierà tutti gli elementi utili e si rivolgerà ai Tribunali
amministrativi regionali.

Secondo Marcello Pacifico, presidente dell'Anief, quella di far
iscrivere di nuovo i propri figli in istituti diversi dagli attuali è
quindi molto più che una eventualità. "Saranno i giudici – spiega
Pacifico – a cassare quello su cui il premier Monti e il suo esecutivo
all'ultimo momento hanno deciso di soprassedere: sto parlando dei
decreti di rideterminazione della rete scolastica, in particolare il
c. 4, art. 19, della Legge 111/11, attraverso cui l'ultimo governo
Berlusconi aveva illegittimamente deciso, senza l'indispensabile
parere della Conferenza Stato-Regioni, di sopprimere dall'anno
scolastico in corso ben 2.611 istituti pubblici".

Quanto accaduto è ancora più grave, dal momento che il governo è di
fatto ritornato sui propri passi, stralciando quanto riportato nel
disegno di legge di stabilità (n. 5534) presentato ad ottobre dallo
stesso esecutivo: il comma 36 dell'art. 1, infatti, prendeva atto
della decisione della Corte costituzionale e preannunciava una nuova
intesa Stato-Regioni per l'attuazione di un nuovo dimensionamento in
base al numero di 900 alunni per le scuole di ogni ordine e grado,
precisando che valeva soltanto per l'a.s. 2012/13 quanto previsto dal
c. 5, art. 19 dalla stessa L. 111/11 per le scuole superiori dove,
peraltro, doveva essere disciplinata la reggenza e non la soppressione
indebita di 236 scuole superiori.

Il risultato è che nell'anno scolastico in corso ci ritroviamo con
2.611 scuole soppresse illegittimamente: 1.404 appartengono
all'infanzia, sono primarie e circoli didattici, 2.375 nel primo ciclo
di istruzione, 39 istituti professionali, 174 istituti tecnici e 23
licei. Quasi la metà dei tagli al Sud in Campania, Sicilia, Puglia e
Calabria, anche il Lazio a quota meno 300 istituti.

È indicativo, a tal proposito, che persino, l'ARAN, sempre dopo
un'articolata denuncia dell'Anief, sia intervenuto sulla questione il
22 novembre scorso, chiarendo che le RSU elette lo scorso marzo nelle
scuole dimensionate rimarranno in carica per tutto il loro mandato,
viste le novità normative previste proprio nel disegno di legge di
stabilità (n. 5534) presentato ad ottobre dal Governo.

"Giunti a questo punto – conclude Pacifico – per l'Anief sarà
inevitabile ripercorrere quella via giudiziaria il cui iter era stato
sospeso lo scorso autunno in virtù delle nuove regole che sembrava
dovessero essere approvate. Rimane il rammarico, perché si sono persi
mesi preziosi. E perché ora si stanno ingannando oltre 300 mila
famiglie: presto quelle scuole dove stanno iscrivendo i figli
torneranno ad avere la loro autonomia. E loro dovranno rifare
l'iscrizione".

24 gennaio 2013

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