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Elezioni politiche 2013 col dubbio amletiano... essere o non essere

Il dubbio di Amleto sulle elezioni politiche 2013-01-22
Chi vincerà: Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Oscar Giannino, Beppe Grillo, Antonio Ingroia o Mario Monti? Scilipoti candidato in Calabria. Nel Lazio il leader dei taxi Bittarelli. Chiuse le liste, tra le tensioni. LA MAPPA regione per regione
ELEZIONI POLITICHE, LISTE IN ORDINE SPARSO, MA LUCIANO MOGGI, OPPOSE IL GRAN RIFIUTO ALLA CANDIDATURA, DOPO LA (QUASI) CERTEZZA STROMBAZZATA AI QUATTRO VENTI
Domenico Salvatore

Il lancio dell’Ansa, offre uno spaccato per linee generali di quello che si preannunzia come uno scontro epocale senza precedenti, senza esclusione di colpi bassi e micidiali. Da Scilla al Tanaj, dall’Alpi alle Piramidi e dal Manzanarre al Reno. Un attentato alla democrazia, oramai una larva. E non c’è psico-terapeuta, ginecologo od agopuntore che tenga. Di cui peraltro, a sfogliare i giornali cartacei,  che ignorano i saggi consigli di Ciampi e Wojtyla, e tengono la schiena perennemente in…lombo-sciatalgìa, si è già avuto sentore e screzio; se non qualche piccolo anticipo al vetriolo….”Termina, dopo due giorni di tensioni, scontri e colpi di scena, la presentazione di liste e candidature in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Nel Pdl si sono consumate le partite più difficili: dalla rinuncia alla candidatura di Marco Milanese; all'estromissione di Nicola Cosentino, alle notizie, smentite dal partito, su liste del Pdl sparite con gli atti di accettazione delle candidature per il Senato e per la circoscrizione Campania 2 alla Camera e un giallo che riguarda la presentazione, in Sardegna, della lista del Pdl per la Camera, ammessa con riserva.





Queste le curiosità emerse oggi:
record di liste IN VALLE D'AOSTA, con il Pdl unico assente. Non c'é l'ha fatta, invece, per 150 firme, 'Fratelli d'Italià a presentare la sua lista per la Camera IN TRENTINO ALTO ADIGE.
L'ha spuntata in Senato IN LOMBARDIA, dove è candidato per il Pdl subito dopo Berlusconi (capolista al Senato in tutte le Regioni) il presidente uscente della Regione, Roberto Formigoni, seguito da Sandro Bondi, in un elenco dove figura come candidato anche Paolo Bonaiuti. In lista Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. Alla Camera, per il Pdl, Maurizio Lupi, Mariastella Gelmini e Daniela Santanché. E' stata invece dichiarata non valida la lista di Forza Nuova per il Collegio Lombardia 2 per irregolarità nella documentazione. Per il Pd, capolista alla Camera nella circoscrizione Lombardia 1 è il segretario Pier Luigi Bersani.
IN PIEMONTE la giornata è stata caratterizzata dall'attesa per le liste del Pdl. Presenta anche la lista 'Bunga bunga, Sei stelle' Bernabò Bocca, presidente della Ferderalberghi, è candidato dal Pdl come numero 2 al Senato IN FRIULI VENEZIA GIULIA.
NEL VENETO a rischio ricusazione per scarso numero di firme ci sarebbe 'Democrazia Atea', che ha capolista Margherita Hack. IN LIGURIA la composizione delle liste del Pdl per la Camera e il Senato, dove Berlusconi lancia l'ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini, ha scontentato tutto il partito locale e gli scajoliani minacciano la secessione. Michela Vittoria Brambilla per la Camera e Annamaria Bernini al Senato, saranno i capolista IN EMILIA ROMAGNA per il Pdl. Anche qui sono numerosi i malumori di esponenti locali del partito.
IN TOSCANA le liste del Pdl saranno guidate al Senato dall'ex ministro Altero Matteoli (secondo dopo Berlusconi). Trasloca a Palazzo Madama anche Denis Verdini, coordinatore del Pdl. Alla Camera il partito è guidato dalla parlamentare Monica Faenzi, che alle scorse elezioni regionali guidava il centrodestra contro il governatore Enrico Rossi.
NELLE MARCHE è rientrato il caso di Remigio Ceroni, coordinatore del Pdl della regione, che ha incontrato Berlusconi ed ha accettato la candidatura al quarto posto alla Camera. Ma un colpo di scena ha caratterizzato la presentazione della lista: all'ultimo minuto ha revocato l'accettazione della candidatura il coordinatore provinciale di Pesaro Urbino Alessandro Bettini.
NEL LAZIO l'ex ministro della Giustizia del governo Prodi e presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, è il capolista al Senato per Centrodemocratico. Nel Pdl, per la Camera, dopo Alfano e Cicchitto, c'é la governatrice dimissionaria del Lazio Renata Polverini. Al quinto posto Beatrice Lorenzin, che ha perso la sfida con Francesco Storace per correre a presidente della Regione per il partito. Nel collegio Lazio 2, al sesto posto il Pdl candida Francesco Battistoni, il consigliere regionale che denunciò il caso Fiorito alla Regione. Per Fli alla Camera Gianfranco Fini è capolista, come in tutto il resto d'Italia. Fratelli d'Italia, candida a Roma, alla Camera, il leader della cooperativa taxi di Roma 3570 Loreno Bittarelli. Bobo Craxi è capolista del Psi al Senato nel Lazio.
Giuseppe Cossiga, figlio dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, è capolista al Senato per Fratelli d'Italia IN CAMPANIA. Sempre in Campania Emma Bonino è invece ultima nella lista dei Radicali alla Camera. In lista anche Mina Welby. L'avvocato Carlo Taormina, è capolista al Senato con Fiamma Tricolore.
IN MOLISE Antonio Di Pietro per la prima volta, dopo molti anni, è grande assente dalla sfida elettorale: non è tra i candidati che Rivoluzione Civile ha presentato in Molise. IN ABRUZZO l'ex deputato Idv Antonio Razzi, passato al Pdl, è riuscito a spuntarla, suscitando l' alzata di scudi del partito regionale con il governatore Chiodi in testa, uno strascico di scontri interni e minacce di dimissioni. L'altro nome che ha causato tensioni nel Pdl locale, quello di Domenico Scilipoti, che doveva essere messo in lizza in Abruzzo, è stato alla fine candidato IN CALABRIA al sesto posto al Senato. Rosanna Scopelliti, figlia ventinovenne del magistrato di Cassazione Antonino, assassinato dalla criminalità organizzata nel 1991, occuperà il secondo posto alla Camera per il Pdl. Tre fedelissimi del presidente della Regione Giuseppe Scopelliti guidano le liste di Grande Sud.
IN PUGLIA nelle liste del Pd, per la prima volta orfane di Massimo D'Alema corrono come capolista alla Camera il sociologo Franco Cassano e al Senato, Anna Finocchiaro. Per il Pdl capolista alla Camera è l'ex ministro Raffaele Fitto. IN BASILICATA tanti i big in campo, mentre IN SICILIA il governatore, Rosario Crocetta, ha messo in lista, nel movimento 'Il Megafono-Lista Crocetta', oltre a Beppe Lumia, già presidente della Commissione antimafia, il magistrato Nicolò Marino, Placido Rizzotto, nipote omonimo del sindacalista ucciso dalla mafia, e Simona Chines, ex atleta e oggi allenatrice di pallacanestro. IN SARDEGNA 'Rivoluzione civile' dell' ex pm Ingroia, candida il rappresentante Sulcis e operaio in cassa integrazione dell'Eurallumina (Portovesme) Antonio Pirotto. Per il Mir il capolista è il banchiere Samorì. Valeria Satta, guida invece la lista alla Camera di Forza Nuova.”. Nella moltiplicazione dei pani e dei pesci delle liste, sotto il monte Tabor, appaiono e… scompaiono liste e candidati, come inghiottiti dal buco nero del triangolo delle Bermude, peggio di aerei e navi. O si disperdono nel labirinto di Cnosso degli stratagemmi, escamotages, pantomime, panegirici, sceneggiati, farse e pagliacciate, dove hanno una parte anche i Mandrake da baraccone, giocolieri e burattinai. Pecorelle smarrite che ritornano all’ovile; vitelli più grassi macellati per il ritorno alla casa del padre, del figliol prodigo; gente disposta a porgere l’altra guancia; piccoli buoni samaritani, che compiono la buon’azione quotidiana come i boy-scouts, se non il manuale delle giovani marmotte. Il sistema elettorale farraginoso, obsoleto, inadeguato, mostra la pancetta, la calvizie e gli acciacchi senili, ma ancora i satrapi romani, milanesi e torinesi, della politica continuano con quella faccia da straniero moustakiano a tenere in scacco questa specie arrabattata di democrazia, che annaspa disperatamente alla ricerca della bombola dell’ossigeno.

Tengono in ostaggio il popolo italiano peggio di Ramses; e mostrano di non avere paura alcuna di…Tramutazione dell'acqua in sangue,  Invasione di rane dai corsi d'acqua,  Invasione di zanzare,  Invasione dei mosconi,  Moria del bestiame,  Ulcere su animali e umani,  Grandine,  Invasione di cavallette,  Tenebre,  Morte dei primogeniti maschi, di sorta. Il sistema fatiscente, decrepito e pericolante, mostra la sua decadenza. Il momento giusto, per capire se come disse Matteo,…Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Oppure… Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Ci sono categorie di debosciati come gl’  inveterati, gl’impenitenti e gl’impuniti, che se ne fregano altissimamente e rispondono come Rhett Buttler (Clark Gable) a Rosella O’Hara (Vivien Leigh) “Francamente, mia cara, me ne infischio”, nella scena finale di “Via col vento”.

La stampa di regime, se non quella prezzolata e comunque a sovranità limitata, Fido al guinzaglio del padrone, (ben pasciuto e seguito dal veterinario di grido, pardon di…latrato, se obbediente; spelacchiato, macilento, deperito e scheletrico, se ribelle e riottoso) titola su nove colonne e va alla ricerca della pagliuzza nell’occhio dell’avversario. Ignorando la trave del proprio. Come disse Fedro…”Peras imposuit Iuppiter nobis duas:propriis repletam vitiis post tergum dedit, alienis ante pectus suspendit gravem.
Hac re videre nostra mala non possumus: alii simul delinquunt, censores sumus. Giove ci impose due bisacce:ci mise dietro quella piena dei nostri difetti, e, davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri.
Perciò non possiamo scorgere i nostri difetti, e, non appena gli altri sbagliano, siamo pronti a biasimarli.”. Se non, alla ricerca della ‘pietra dello scandalo’. La parola ‘ndrangheta, non compare più nei discorsi, nelle convention, nei meeting, in assemblea. Ignorato, se non dimenticato, il discorso contro i mafiosi pronunciato nella Valle dei Templi di Agrigento, il 9 maggio del 1993 da papa Giovanni Paolo II; quel grido di dolore pubblico in cui il Pontefice, proclamò che nessun uomo o gruppo umano, possa calpestare la più sacra legge di Dio: “Dio ha detto una volta: non uccidere. Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Nel nome di Cristo, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi!

Un giorno verrà il giudizio di Dio!”. C’è, chi ha messo la faccia per confrontarsi nelle primarie come:  Pier Luigi Bersani:  Laura Puppato:  Matteo Renzi:  Bruno Tabacci:  Nichi Vendola, Rosy Bindi, ma gli scansafatiche, bamboccioni, mammoni e fannulloni, non sono andati in giro a bordo di pulman o bicicletta. Una campagna politica per le congetture, i giudizi, le opinioni, gli scandali, la via giudiziaria alla politica e le critiche feroci di Marco Catone il Censore, abbastanza dinamica e movimentata; ma per la mancanza di argomenti di sostanza e concreta attuazione, invece piatta e monotona. Puerile, su occupazione o lotta alla disoccupazione, sviluppo reale o sostenibile, difesa del salario e della pensione, abbassamento delle tasse, fine della crisi economica, nuovo sviluppo ed altre spudorate menzogne. Vinca Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Oscar Giannino, Beppe Grillo, Antonio Ingroia o Mario Monti, avremo ancora una politica di lacrime e sangue e stringimento di cintura. Senza evocare lo spauracchio di Wall Street, né scenari apocalittici, ci sarà un incremento dei quindici milioni di poveri. Bisognosi dell’intervento della FAO. L’organismo dell’ONU al servizio dei suoi Paesi membri, per ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori dell'alimentazione e dell’agricoltura. Con sede proprio a Roma.

Da lavoratori che non arrivavano alla fine del mese a lavoratori che non arrivano alla fine di due settimane e fors’anche di una settimana; che non riescono più a pagare, nemmeno le tasse. Continuando su questa falsariga, non avrà nemmeno di che tirare a campare; comprarsi il panem nostrum quotidianum; e che, strictu sensu, ben difficilmente sopravvivrà alla fame ed agli stenti. E s’inventano pure un nuovo ‘redditometro’ per continuare a spremere olio, sempre dal povero (sempre più povero); per continuare a proteggere, difendere, tutelare e salvaguardare il ricco (sempre più ricco). Fenomeni da baraccone capaci di coricarsi come il fachiro sul letto chiodato o di incantare i ‘serpenti con gli occhiali’. Anche perché, riescono a coinvolgere ed a farsi ascoltare dai gonzi, allocchi, creduloni e sempliciotti. Una ‘fauna’ paesanotta, che crede nelle favole di Cappuccetto Rosso, Alì Babà ed i quaranta ladroni  e La Bella addormentata nel bosco e si lascia abbindolare dal canto delle sirene  Chi evade le tasse? Sono sempre i soliti…ignoti. I servi sciocchi e gli utili idioti, meri esecutori di ordini a bacchetta, “piazzati” lì nei punti cardine, da abili nocchieri della politica, navigati furfanti e truffatori, ad immagine e somiglianza dei loro demiurghi; se non a loro uso e consumo.

E se qualche ‘scheggia impazzita’ osasse farfugliare o biascicare qualche parola di troppo, basterebbe la minaccia di trasferire i capitali all’estero, per continuare a mungere la vacca. Cu’ manija, non penija. Elezioni politiche in Calabria I vertici romani, milanesi e torinesi, ma non chiamateli poteri forti, se non gruppi di potere e di pressione, anche occulti, potentati elettorali, baronie economiche come di consueto, hanno monopolizzato tutto. In Calabria capolista, se non a doppietta, ci vanno i leader nazionali, furbi ladri di Pisa, reduci dalle faide interne e dalla via giudiziaria della politica. I peones e campesinos, ingessati sino allo strozzo, devono accontentarsi delle briciole, qualche osso, due scampoli ed una ‘comparsa’, racimolati in fretta e furia e con possibilità di affermazione, prossime allo zero. La più disgraziata di tutte è la “Zona od Area Grecanica. Un comprensorio ‘afro-asiatico’ di 60-70 mila abitanti, senza consiglieri provinciali, regionali, nazionali ed europei, abbandonata dagli uomini, se non da Dio, senza autostrade, senza ferrovie elettrificate, con stradine medievali e fiumare secolari, che quando straripano, combinano danni e guai.

Per ‘costoro’ non c’è diritto di cittadinanza. In quest’area, soggiornò la Decima Legione di Cesare Ottaviano Augusto, in guerra contro Pompeo Sesto (De Bello Siculo). Soldati del Fretum Siculum, che storicamente, parteciparono alla crocifissione di Gesù Cristo. Un soldato di quella X^ Legio, trafisse con una lancia Iesus Nazarenus Rex Iudeorum. Come testimonia Giovanni evangelista     “ ... ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.” (Giovanni 19,34). Una legione benedetta o maledetta che sia, che soggiornò sulle rive della Magna Grecia, dove pure, reclutò soldati locali. Nell’odierno Basso Jonio reggino. Nell’Area Grecanica.
Domenico Salvatore


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