Il messaggio del Cardinale Ravasi alla “sua” città nella Basilica di Santa Maria delle Grazie
OMAGGIO ALLA CASA, LUOGO DELL’ ABITARE E DELLA FAMIGLIA
In molte lingue la parola “casa” definisce non solo l’alloggio, ma anche le creature viventi che vi abitano, la famiglia.
Famiglia che viene definita oggi come la grande malata al cui capezzale accorrono tutti – dai sociologi ai politici – trascurando forse il fatto che la famiglia, da sempre (e per sempre), ha una funzione: lui e lei si uniscono per sfidare la morte attraverso i figli.
E’ uno dei messaggi che il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha lanciato ai milanesi durante la Messa di Natale celebrata nella Basilica di Santa Maria delle Grazie.
Il secondo messaggio è stato: amiamo le cose piccole, i piccoli segni della vita di ogni giorno, dimentichiamo l’opulenza e il potere, sono il vuoto.
Il Presule, ha ammesso, quando torna nella “piccola” Milano – piccola rispetto alle megalopoli anonime che visita per motivi legati al suo magistero – si trova a casa: Milano con la sua nebbia, il suo "odore", la sua atmosfera, le strette vie del centro, il traffico, il ritmo di vita che a noi talvolta sembrano insopportabili, ma che sono più che accettabili rispetto ad altre realta' metropolitane; perché qui si riconosce ancora la gente per strada, dove si saluta e si ricevono saluti.
Sopravvive nel cuore della città lo spirito della visita di Maria a Elisabetta, di Betlemme, piccola città simbolo di pace oggi divisa da un muro.
Milano è accorsa in massa a salutare l'uomo di grande cultura, amato ed apprezzato per gli innumerevoli dialoghi con il mondo cattolico e laico e con gli esponenti di altre religioni sui temi più sensibili; ha fondato il Cortile dei Gentili, “luogo" ideale ove si cercano percorsi comuni, di pensiero e di vita, senza scorciatoie, ma anche senza diversivi e dispersioni, ove l’ascolto è specifico, pur nella differenza delle prospettive.
Uno scrittore cattolico francese, Pierre Reverdey, era convinto che “ci sono atei feroci che si interessano di Dio più di certi credenti frivoli e leggeri” e credenti che si interessano dell’uomo e del mondo più di certi atei banali e sarcastici”.
Ravasi è ricordato dai milanesi, in particolare per il prestigioso ruolo svolto quale Prefetto della
Biblioteca Ambrosiana, uno dei massimi centri culturali di Milano e del Paese.
Alla Messa, sotto l'egida del Cortile dei Gentili e del Pontificium Consilium de Cultura, partecipavano Ucid- Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti ( con il presidente Franco Nava, il presidente emerito Giorgio Bagliani, Cecilia Collalto Falck, Federico Falck, Pier Luigi Ponzoni, Pio Bersani ), Amci-Associazione Italiana Medici Cattolici, la Comunità di Bellagio-Guello.
Ad accogliere il solenne ingresso nella Basilica del Cardinale Ravasi il priore Padre Giovanni Festa
mentre si diffondevano – un momento magico nella maestosa sacralità del luogo – le musiche d’organo del maestro Ermanno Codegoni.
Quindi, intervento teatrale da “I Promessi Sposi” di Massimiliano Finazzer Flory che ha emozionato con la rievocazione del toccante episodio della peste di Milano – la madre della piccola Cecilia appena morta che consegna ai monatti il corpicino – e la consegna della pergamena papale ad una anziana coppia di Guello, i coniugi Maria Teresa e Achille Galli, sposi da cinquant’anni.
Ravasi si è quindi intrattenuto con grande cordialità e semplicità con la comunità venuta a salutarlo e a riceverne i saluti.
Proprio come lui predilige.
"Il sapore magico... della milanesita'. Che solo chi la vive sa comprendere e apprezzare - commenta il Presidente di Assoedilizia, dell'Istituto Europa Asia e dell'Associazione Amici di Milano, Achille Colombo Clerici - e che rappresenta ancora un importante fattore di identita' e di speranza per tutti noi, basato sui tre bona della cultura lombarda: la religione, come insieme di valori morali; la casa-famiglia; il lavoro, come operosita' feconda.»
Foto: Achille Colombo Clerici con il card. Gianfranco Ravasi Prefetto della Gianfranco Ravasi.
Benito Sicchiero
OMAGGIO ALLA CASA, LUOGO DELL’ ABITARE E DELLA FAMIGLIA
In molte lingue la parola “casa” definisce non solo l’alloggio, ma anche le creature viventi che vi abitano, la famiglia.
Famiglia che viene definita oggi come la grande malata al cui capezzale accorrono tutti – dai sociologi ai politici – trascurando forse il fatto che la famiglia, da sempre (e per sempre), ha una funzione: lui e lei si uniscono per sfidare la morte attraverso i figli.
E’ uno dei messaggi che il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha lanciato ai milanesi durante la Messa di Natale celebrata nella Basilica di Santa Maria delle Grazie.
Il secondo messaggio è stato: amiamo le cose piccole, i piccoli segni della vita di ogni giorno, dimentichiamo l’opulenza e il potere, sono il vuoto.
Il Presule, ha ammesso, quando torna nella “piccola” Milano – piccola rispetto alle megalopoli anonime che visita per motivi legati al suo magistero – si trova a casa: Milano con la sua nebbia, il suo "odore", la sua atmosfera, le strette vie del centro, il traffico, il ritmo di vita che a noi talvolta sembrano insopportabili, ma che sono più che accettabili rispetto ad altre realta' metropolitane; perché qui si riconosce ancora la gente per strada, dove si saluta e si ricevono saluti.
Sopravvive nel cuore della città lo spirito della visita di Maria a Elisabetta, di Betlemme, piccola città simbolo di pace oggi divisa da un muro.
Milano è accorsa in massa a salutare l'uomo di grande cultura, amato ed apprezzato per gli innumerevoli dialoghi con il mondo cattolico e laico e con gli esponenti di altre religioni sui temi più sensibili; ha fondato il Cortile dei Gentili, “luogo" ideale ove si cercano percorsi comuni, di pensiero e di vita, senza scorciatoie, ma anche senza diversivi e dispersioni, ove l’ascolto è specifico, pur nella differenza delle prospettive.
Uno scrittore cattolico francese, Pierre Reverdey, era convinto che “ci sono atei feroci che si interessano di Dio più di certi credenti frivoli e leggeri” e credenti che si interessano dell’uomo e del mondo più di certi atei banali e sarcastici”.
Ravasi è ricordato dai milanesi, in particolare per il prestigioso ruolo svolto quale Prefetto della
Biblioteca Ambrosiana, uno dei massimi centri culturali di Milano e del Paese.
Alla Messa, sotto l'egida del Cortile dei Gentili e del Pontificium Consilium de Cultura, partecipavano Ucid- Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti ( con il presidente Franco Nava, il presidente emerito Giorgio Bagliani, Cecilia Collalto Falck, Federico Falck, Pier Luigi Ponzoni, Pio Bersani ), Amci-Associazione Italiana Medici Cattolici, la Comunità di Bellagio-Guello.
Ad accogliere il solenne ingresso nella Basilica del Cardinale Ravasi il priore Padre Giovanni Festa
mentre si diffondevano – un momento magico nella maestosa sacralità del luogo – le musiche d’organo del maestro Ermanno Codegoni.
Quindi, intervento teatrale da “I Promessi Sposi” di Massimiliano Finazzer Flory che ha emozionato con la rievocazione del toccante episodio della peste di Milano – la madre della piccola Cecilia appena morta che consegna ai monatti il corpicino – e la consegna della pergamena papale ad una anziana coppia di Guello, i coniugi Maria Teresa e Achille Galli, sposi da cinquant’anni.
Ravasi si è quindi intrattenuto con grande cordialità e semplicità con la comunità venuta a salutarlo e a riceverne i saluti.
Proprio come lui predilige.
"Il sapore magico... della milanesita'. Che solo chi la vive sa comprendere e apprezzare - commenta il Presidente di Assoedilizia, dell'Istituto Europa Asia e dell'Associazione Amici di Milano, Achille Colombo Clerici - e che rappresenta ancora un importante fattore di identita' e di speranza per tutti noi, basato sui tre bona della cultura lombarda: la religione, come insieme di valori morali; la casa-famiglia; il lavoro, come operosita' feconda.»
Foto: Achille Colombo Clerici con il card. Gianfranco Ravasi Prefetto della Gianfranco Ravasi.
Benito Sicchiero

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