La città dei Bronzi di Riace e del Bergamotto, si è fermata per rendere omaggio ala Santa Patrona, che ‘rientra’ nella sua sede naturale, al Santuario di Condera, all’Eremo dei Cappuccini di Reggio Calabria. Il dipinto è opera del reggino Nicolò Andrea Capriolo del 1547, tavola cm 120x120; raffigura la Vergine seduta in trono che sorregge Gesù bambino tra san Francesco con una croce e nella mano destra il libro della Bibbia, nelle poche righe, del libro, riportate dall'autore del dipinto è possibile leggere: In principio Creavit Deus Celum Terra Auctem Erat Inanis et Vacua (da uno studio della Prof.ssa Caterina Maria Marra) e sant'Antonio di Padova con il giglio ed il libro della scienza teologica, in alto due angeli incoronano la Vergine con in mano una palma.La monumentale "Vara" è in lamina d'argento sbalzato su anima di legno, opera eseguita tra il 1824 e il 1831.Il dipinto della Madonna è custodito quasi tutto l'anno entro una pala d'altare in bronzo dorato dello scultore calabrese Alessandro Monteleone, all'interno della Basilica dell'Eremo. Il quadro del Capriolo fu benedetto nel gennaio del 1548 nella Cattedrale di Reggio dall’arcivescovo Agostino Gonzaga.
REGGIO CALABRIA,’BONA SIRA MARONNA A VUI VI RICU/LA GRORIUSA RI LA CUNSULAZIONI/E LA MATINA:BON JHORNU. BON JHORNU/SITI PATRUNA DI TUTTU LU MUNDU/ VARDU ALL’ARTARI E NC’È ‘NA GRAN RIGINA/MARIA RA CUNSULAZIONI ‘CCA SI JHIAMA/A CU’ NCI CERCA GRAZIA ‘NCI LA DUNA/ A LI MALATI LU CORI NCI SANA/LIBERATINDI RI PENI RI LU ‘MPERNU/RI TUTTI LI DISGAZI RI LU MUNDU…
“La pietà (dal latino pietas) è il sentimento che induce l'uomo ad amare e rispettare il prossimo.Il significato attuale della parola pietà, fonte Wikipedia,cioè misericordia, non corrisponde al significato del termine da cui essa deriva: la pietas degli antichi era infatti la devozione religiosa, il sentimento d'amore patriottico e di rispetto verso la famiglia e il valore intrinseco e gerarchico che essa rappresentava nel mondo ellenico. Enea veniva soprannominato il pio non perché fosse buono e misericordioso, ma perché era non solo particolarmente devoto agli dèi, come si vede dalla cieca fiducia che ripose nei loro presagi, ma anche perché incarnava perfettamente i valori di rispetto dell'unità familiare, come si vede nell'Eneide, durante la fuga da Troia, quando Enea si fa carico sia del figlio, sia del padre Anchise. Enea obbedisce sempre agli dèi e al fato, mettendo in secondo piano le vicende personali come l'amore per Didone. Il motivo della pietas è molto evidente nelle sue gesta, come quando è alla ricerca del vecchio padre e lo porta sulle spalle mentre sono in fuga. Qui l'atteggiamento "pietoso" dell'eroe troiano consiste nel rispetto dei valori tradizionali quali la famiglia, la patria e la religione.Il significato del termine si è avvicinato a quello attuale di misericordia con il Cristianesimo, per il quale la pietà è un attributo di Dio”.
Domenico Salvatore
REGGIO CALABRIA-25 NOVEMBRE 2012- Pietatem colite-Amici lettori sovrani che pazientemente ci seguite da tutto il pianeta (ci riferiamo alle comunità italiane all’estero ed in particolare a quelle calabresi; non abbiamo altre velleità, megalomania o mitomania), ogni volta che dobbiamo occuparci della Madonna o di altre manifestazioni sacre, per dovere di cronaca, se non per diritto, siamo presi dal ‘ballo di san Vito’ e dalla cuccuma. C’è di mezzo il Padreterno. “Con il termine Dio, fonte wikipedia, si intende indicare un'entità superiore dotata di potenza straordinaria, variamente denominata e significata nelle diverse culture religiose. Lo studio delle sue differenti rappresentazioni e del loro procedere storico è oggetto della scienza delle religioni quindi, ad esempio, della storia e della fenomenologia della religione. L'esistenza, la natura e l'esperienza di Dio sono oggetto di riflessione delle teologie e di alcuni ambiti filosofici come la metafisica, ma si riscontra anche in altri ambiti culturali, come la letteratura o l'arte, non necessariamente collegati con la pratica religiosa.”. Sarebbe assolutamente assurdo, pensare di essere esaurienti ed esaustivi, rispetto alla vastità e complessità di un argomento-tema come questo fenomeno. Non ci proviamo nemmeno.
Ci limiteremo a dire, spesso relata refero, ciò che vediamo o che sentiamo. Le nostre emozioni. Ma senza enfasi. Così come quando vi abbiamo descritto ‘A Calata ra Maronna’. Arriviamo nel pomeriggio attraverso la porta del Calopinace. In lontananza si vedono fiumane di automobili accatastate, squilli di tromba, suoni di clacson, parole al vento, non sempre ortodosse. Ma non si può pensare di trovare la strada libera durante la processione della Madonna di Reggio Calabria! Aria fritta. Il buon senso, se non il bon ton, è andato in ferie. Riusciamo con l’aiuto di ‘Maria Santissima’ a beccare un ‘buco’ di parcheggio. Un chilometro prima. Basta, e ne avanza. Propedeutico per cogliere meglio la pietas reggina. Fedeli di tutte le età sesso, razza e lingua escono dalle loro case e s’immettono nelle strade che conducono al Duomo, elevato a Basilica Cattedrale. Da piazza Castello al Lungomare sino a piazza Carmine, piazza sant’Agostino. Li vediamo, sono davanti a noi. Li sentiamo sfilare nelle vie traverse. Cantano, pregano, hanno in mano il rosario. Sfogliano i santini, portano le figure della Madonna stampigliate sulle magliette, ‘libere’, nonostante il rigore autunnale lo sconsigli. Canti e preghiere, che conosciamo a memoria, ma che fanno bene all’anima sentirli ogni volta. Ci trascinano nel passato remoto, quando si partecipava a moltissime processioni nei paesi limitrofi, a Polsi, a Locri, Gioia Tauro, Palmi, Seminara, Acquaro, Villa San Giovanni, Melito Porto Salvo, Siderno, Bombile, Monasterace, tanto per.
Gli occhi ci giocano brutti scherzi. Vediamo molta più gente degli anni passati. Non possono essere venuti dalla Sicilia od in aereo da tutto il pianeta Maree di fedeli, che sbucano fuori dal’formicaio’ a fiumarata. Che cosa sta succedendo? La crisi economica (e non solo quella) riavvicina alla religione? A Dio?Alla Madonna,? Ai Santi? Ecco una bella domanda. Vediamo gente a piedi nudi, le chiome sciolte, la lacrime sul viso, implorare. Bambini trasandati che supplicano.”Madonna dai forza al papà; oppure, alla mamma; se non al nonno od alla nonna e perfino allo zio-a e cugino-a, cognato-a, nipote, commarella-comparello, vicino-a di casa. Ma una donna a voce bassa…”Madonna, non ce la faccio più. Illumina Tu mio marito, che mi prende sempre a calci e pugni e botte da orbi, maltratta i figli e non sa comprendere il mio carattere”. Più in là una donna che porta al dito la fede nuziale:”Madonna, non ti chiedo ricchezze ed oro, ma solo un piccolo aiutino per mio marito. Son sei mesi che non lo pagano e deve saldare le bollette e l’affitto di casa. Non abbiamo più niente da mangiare. Siamo all’elemosina”. Un signore avanti con gli anni stringe i pugni e sospira:”Maria della Consolazione, mi hanno licenziato in tronco. Ho due figli all’Università. Siamo tre disoccupati, più mia moglie casalinga”. Una ragazzina cammina a testa bassa e sospira:”Madonna, in che cosa ho sbagliato, che tutto mi va storto? Aiutami a ritrovare l’amore del mio ragazzo…”.
Una donna coi capelli bianchi attempata:”Madonna, Ti ringrazio perché mi aiuti a venire in chiesa tutti gli anni e posso partecipare alla processione in Tuo onore.”. Durante la processione, non sentiamo più voci non proprio cortesi e gentili…ahooo che fai? Attento che mi pesti i piedi, vai più in là, spostati, scansati, togliti dai piedi. Sebbene non manchi, il solito bifolco, cafone, arrogante e presuntuoso, che non sa nemmeno dove stia di casa l’educazione e il garbo. La gente non dice più: la foto non la voglio, sposta la macchina, non m’inquadrare. Anzi, quasi quasi, si ‘spara’ la posa. Il popolo si parla, cosa nient’affatto scontata, in attesa dell’uscita del Quadro. Dialoghi a mezza voce, confronti serrati, conciliaboli viso a viso, discorsi multipli, colloqui e comunicazioni. Un bisogno epidermico di socialità. Ci sono tutte le associazioni con gli stendardi e la bandiere, il volontariato, i disabili, i diaconi, le suore, i frati, i preti, gli arcipreti ed i vescovi. In testa S.E. Luigi Vittorio Mondello (Ordinato sacerdote il 21 giugno 1960, è vescovo dal 21 gennaio 1978 per volontà di papa Paolo VI. Già ausiliare dell'arcivescovo di Messina, è vescovo di Caltagirone dal 30 luglio 1983.Il 28 luglio 1990 papa Giovanni Paolo II lo chiama a succedere ad Aurelio Sorrentino, dimessosi per raggiunti limiti d'età, nella carica di Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova.
È membro della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi nonché presidente della Conferenza episcopale calabra.
Più recentemente ha assunto anche l'incarico di moderatore del Tribunale ecclesiastico regionale calabro.
Fa parte del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana). L’inizio della processione era stato fissato per le ore 15,30, ma si tarda un attimino per la disposizione del corteo, le foto-ricordo eccetera. Poi, finalmente si parte e si cominciano a scandire le preghiere e le invocazioni. Per poi passare ai canti. Il tragitto è lungo quasi dieci chilometri…
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Il pensiero di Caterina Maria Marra
"Più volte il pensiero di intraprendere uno studio sull’icona della Madonna della Consolazione di Reggio Calabria mi ha sfiorata, ma è stato sempre allontanato, soprattutto per l’intima difficoltà di spogliarmi di quelle emozioni che mi legano alla effigie della Patrona della mia città, al fine di vestire i panni più disincantati e oggettivi della studiosa di immagini mariane che indosso da quando, nel 1999, il beneamato dottore Giuseppe Polimeni mi accolse tra i collaboratori di Calabria Sconosciuta. Osservando stamani il volto bruno, dolcemente assorto di Maria, la cui protezione è rivolta da tempo immemorabile al popolo reggino, ho avvertito in modo particolare la gioia e le emozioni della gente che ad esso si legano e che si perpetuano ogni anno, all’inizio di settembre, quando in un gesto simbolico, la Vara, accogliendo la sacra icona, trasportata a braccia dai portatori, discende dall’Eremo dei Cappuccini e giunge fino alla Basilica Cattedrale in un tripudio di folla che si ripete inevitabilmente lungo l’asse principale della città, il Corso Garibaldi. Assieme a tantissima altra gente, ho seguito Maria, fermandomi a contemplarne più volte il viso, che, fulcro dell’intera composizione, come una calamita, attira ogni fedele trasmettendogli quel benefico conforto evocato dall’appellativo di Consolatrice. La tenerezza di ogni devoto corre verso la sacra immagine di Colei che è percepita quale Madre dallo sguardo benevolo, pronto all’accoglienza, concesso a tutti quei figli che ai suoi piedi consegnano, in un atto di fede, le miserie terrene e i limiti della condizione umana. Tentare di descrivere dal punto di vista storico e stilistico quest’icona, vuol dire per me varcare il confine dell’ emozione per percorrere il sentiero della ricerca e della riflessione attenta e pertinente".
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"Qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, egli ve la darà!"
"La tua fede ti ha salvato "
"In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire:
«Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte:
«Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli
«Coraggio! Àlzati, ti chiama!».
Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose:
«Rabbunì, che io veda di nuovo!».
E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato».
E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada".
(dal Vangelo di Marco 10,46-52)
Sorella e fratello carissimi,
è con grande gioia nel cuore che vi do il benvenuto nel sito “Madonna della Consolazione”, la cui sacra Effigie si venera, per circa nove mesi l’anno, nella Basilica dell’Eremo, a lei dedicata. Nei restanti mesi (settembre-novembre), invece, i fedeli e i pellegrini accorrono in massa nella Basilica Cattedrale, fiduciosi di essere avvolti dall’abbraccio tenero delle sue materne consolazioni. Sono, questi, momenti di straordinaria grazia spirituale e umana, che il popolo reggino e i pellegrini, provenienti dalla Calabria, dalla vicina Sicilia e dal resto d’Italia, vivono con intensa partecipazione emozionale.
Essendo noi frati cappuccini privilegiati custodi della Sacra Effigie fin dal 1533, ho pensato di promuovere e, in certo qual modo, facilitare questo speciale feeling filiale con la Madre della Consolazione, preparando un sito multimediale, dove si possono attingere alcune notizie riguardanti l’itinerario storico-artistico-letterario sul Santuario e sulla sacra Immagine, ma anche e soprattutto nuovi fervori, umani e spirituali, accogliendo i momenti di grazia che Ella c’invita a condividere, magnificando con lei, nell’incanto della carità, il Signore per la bellezza della fede ed il fascino della speranza. Doni, questi, di cui l’umanità ha urgente bisogno, perchè la gioia, la pace, la giustizia e la cooperazione tra i popoli possano far sorgere l’alba della nuova civiltà dell’amore.
Ci accompagni in questo pellegrinaggio di fede e di amore il ven. padre Gesualdo Malacrinò da Reggio Calabria, cappuccino, che ha nutrito una singolare ed edificante devozione verso la Madonna della Consolazione.
Fra Giuseppe Sinopoli
parroco e superiore
TI RICORDIAMO CHE:
OGNI SABATO ALLE ORE 20.20
RECITIAMO IN BASILICA IL ROSARIO
IN ONORE DELLA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE
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“Santa Madre della Speranza, Vergine del Carmine, distendi il Tuo scapolare come mantello di protezione sulle città e sui paesi, sui monti e sui mari, sugli uomini e le donne, sui giovani e i bambini, sugli anziani e gli ammalati, sugli orfani e gli afflitti, sui figli fedeli e sulle pecore smarrite. Stella del mare e faro di luce, conforto sicuro per il popolo pellegrino, guida i suoi passi nel suo peregrinare terreno, affinché percorra sempre sentieri di pace e di concordia, cammini di Vangelo, di progresso, di giustizia e di libertà. Riconcilia i fratelli in un abbraccio fraterno; che spariscano gli odi e i rancori, che si superino le divisioni e le barriere, che si appianino i conflitti e si rimarginino le ferite. Fa' che Cristo sia la nostra Pace, che il suo perdono rinnovi i cuori, che la sua Parola sia speranza e fermento nella società. Amen”
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Andrò a vederla un dì
Andrò a vederla un dì - in cielo, Patria mia.
Andrò a veder Maria, - mia gioia e mio amor.
Al ciel, al ciel, al ciel,
andrò a vederla un dì.
Al ciel, al ciel, al ciel,
andrò a vederla un dì.
"Andrò a vederla un dì" - è il grido di speranza,
che infondemi costanza - nel viaggio e fra i dolor.
Al ciel.....
Andrò a vederla un dì - andrò a levar miei canti
cogli Angeli e coi Santi, - per corteggiarla ognor.
Al ciel.....
Andrò a vederla un dì - Le andrò vicino al trono
ad ottenere il dono - un serto di splendor.
Al ciel.....
Andrò a vederla un dì - la Vergine immortale;
m'aggirerò sull'ale - dicendole il mio amor.
Al ciel.....
Andrò a vederla un dì - lasciando questo esilio
le poserò qual figlio - il capo sopra il cuor!
Al ciel.....
Andrò a vederla un dì - a Lourdes mio cor l'implora,
ma non la veggo ancora: - è in cielo col Signor.
Al ciel.....
Andrò a vederla un dì - meglio che a Massabielle:
lassù, sopra le stelle, - svela sua gloria e amor.
Al ciel.....
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Immacolata
Immacolata, vergine bella
di nostra vita tu sei la stella;
tra le tempeste tu guidi il cuore
di chi ti invoca, Madre d'amore.
Siam peccatori, ma figli tuoi:
Immacolata, prega per noi.
Tu che dal cielo sei la regina
a noi lo sguardo pietosa inchina,
ai tuoi devoti, o Immacolata,
dona la pace desiderata.
Siam peccatori...
La tua preghiera è onnipotente,
o dolce Mamma tutta clemente;
a Gesù buono deh! Tu ci guida,
accogli il cuore che in Te confida.
Siam peccatori...
È l'ora che pia
È l'ora che pia la squilla fedel,
le note c'invia dell'Ave del Ciel:
Ave, Ave, Ave Maria.
È l'ora più bella che suona nel cuor:
che mite favella di pace, d'amor.
Ave...
Discenda la sera o rida il mattin,
ci chiama a preghiera il suono divin.
Ave...
E l'onda sonora a Satana ostil,
esulta ed onora la Vergine umil.
Ave...
Noi pur t'onoriamo o madre d'amor
noi pur t'ascoltiamo purissimo fior.
Ave...
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Il tredici maggio
Il tredici maggio - apparve Maria
a tre pastorelli - in "Cova d'Iria".
Ave, Ave, Ave Maria.
Ave, Ave, Ave Maria.
Ed ai spaventati - di tanto spendore,
si dettero a fuga - con grande timore.
Ave, Ave...
Splendente di luce - veniva Maria
e il volto suo bello - un sole apparia.
Ave, Ave...
E d'oro il suo manto - avea ricamato;
qual neve il suo cinto - nitea immacolato.
Ave, Ave...
In mano un Rosario - portava Maria,
che addita ai fedeli - del cielo la via.
Ave, Ave...
Dal maggio all'ottobre - sei volte Maria
ai piccoli apparve - in "Cova d'Iria".
Ave, Ave...
"Miei cari fanciulli, - niun fugga mai più;
io sono la mamma, - del dolce Gesù.
Ave, Ave...
Dal ciel son discesa - a chieder preghiera
pei gran peccatori - con fede sincera.
Ave, Ave...
Ognor recitate - mia bella corona:
a quel che si prega - sue grazie Dio dona".
Ave, Ave...
Un inno di lode - s'innalzi a Maria,
che a Fatima un giorno - raggiante apparia.
Ave, Ave...
O madre pietosa - la stessa sei tu,
che al cielo ci guidi, - ci guidi a Gesù.
Ave, Ave...
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Mira il tuo popolo
Mira il tuo popolo, bella Signora,
che pien di giubilo oggi ti onora;
anch'io festevole, corro ai tuoi piè.
O Santa Vergine, prega per me.
O Santa Vergine, prega per me.
Il pietosissimo tuo dolce cuor
egli è rifugio al peccatore.
Tesori e grazie racchiude in sé.
O Santa Vergine....
In questa misera valle infelice
tutti t'invocano soccorritrice:
questo bel titolo conviene a te.
O Santa Vergine....
Del vasto oceano propizia stella
ti vedo splendere sempre più bella
al porto guidami per tua mercé.
O Santa Vergine....
Pietosa mostrati coll'alma mia,
Madre dei misteri santa Maria.
Madre più tenera di te non v'è.
O Santa Vergine....
A me rivolgiti col dolce viso,
regina amabile del Paradiso;
Te potentissima l'Eterno fé.
O Santa Vergine....
Nel più terribile, estremo agone,
fammi tu vincere il rio dragone.
Propizio rendimi il sommo re.
O Santa Vergine....
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Il pensiero del poeta dialettale Ciccio Errigo
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« Cu terremoti, cu guèrri e cu pàci,
sta fèsta si fìci, sta fèsta si fàci! » (IT)
« Con i terremoti, in tempi di guerra e di pace,
questa festa si è fatta e questa festa si farà! »
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Festa della Madonna della Consolazione
Viene celebrata con la Festa della Madonna della Consolazione, comunemente detta Festa i Marònna (Festa di Madonna), un evento particolarmente sentito dai devoti reggini, che ne ha sempre caratterizzato la cultura e le usanze.
Il secondo sabato di settembre di ogni anno a Reggio Calabria si celebra la patrona, con una splendida processione che porta la Vara con l'effigie della Madonna. Il dipinto viene trasportato dai Portatori della Vara dalla Basilica dell'Eremo (o Santuario di Santa Maria della Consolazione, nella parte alta della città) fino al duomo di Reggio Calabria (vicino al mare, percorrendo a piedi 9 km), attraversando nella fase finale il corso Garibaldi, principale direttrice del centro cittadino; la Vara così giunge a piazza Duomo dove, prima di essere portata dentro la cattedrale, è oggetto della tradizionale "Volata", l'ultima fatica dei portatori che consiste nel fare di corsa l'ultimo tratto della processione, dall'inizio della Piazza del Duomo fin davanti la scalinata della Cattedrale, sotto il peso dell'immane effigie.
La processione, sicuramente una tra le più imponenti in Calabria e Sicilia, è tra le più importanti feste religiose d'Italia, e richiama a Reggio durante le celebrazioni migliaia di fedeli dalle due regioni.
I fedeli trascorrono la notte che precede la processione in preghiera alla Basilica dell'Eremo, in piazza, i portatori della "Vara" nell'attesa si intrattengono suonando e ballando la caratteristica Tarantella, che contribuisce a rendere la nottata un evento a sé.
Durante i giorni di festa la città muta il suo aspetto con spettacoli, musica, danze popolari, luna park, bancarelle e piatti tradizionali come ad esempio le frittole, o le 'Nzuddhe.
In origine la ricorrenza veniva festeggiata il 15 agosto e costituiva una trasposizione in sede cristiana dell'antica festa pagana della “Grande Madre Terra”, divinità comune all'area mediterranea.
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Anche noi ringraziamo la Vergine Maria Santissima della Consolazione, che ci dà forza per affrontare la routine quotidiana, dura, difficile, tormentosa e piena di insidie e molestie. Informare, in questa Terra di contraddizione, comitati d’affari, corruzione dilagante e ladrocinii, con il comodo alibi della ‘ndrangheta, non è affatto facile. Per non dire che sia (quasi) impossibile. C’è sempre qualcheduno, non solo i bastian contrari di professione, che voglia insegnarci il mestiere. Ben venga, purchè resti nell’alveo della correttezza morale e fisica e non intralci con ostacoli, impedimenti ed ostruzioni, il percorso della cultura e della stampa. Gente ipocrita, che invece di far finta di partecipare al messaggio cristiano, dovrebbe, folgorata sulla strada di Damasco, accostarsi all’altare e battersi il petto. E cambiare vita. Dio, ci fece maestro-giornalista, ci diede i mezzi, gli strumenti e l’intelletto e ci ordinò di diffondere la buona novella. I nostri articoli, servono anche per questo fine o scopo. Domenico Salvatore


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