GIAPPONE: È BOOM MASCOTTE, A TOKYO SCUOLA PER FARLI MUOVERE - - Il paese del Sol Levante è la
patria delle mascotte: ce ne sono di tutti i generi, per tutti i
gusti e in tutti i luoghi. Oltre al loro 'habitat' naturale,
cioè i parchi a tema, si possono trovare persino negli uffici
pubblici. Grossi pupazzi pelosi, sul genere del nostrano
'Gabibbò ma con un lavoro più 'leggerò, 'ripienì di veri e
propri artisti che hanno imparato a farli muovere in una scuola
serissima con una tradizione ventennale: la scuola 'Chokò di
Tokyo.
E oltre al divertimento, i 'pupazzonì assicurano anche un posto fisso e uno stipendio. Solo a Tokyo, ad esempio, quelli 'stanzialì sono circa 250. La scuola, unica nel suo genere in Giappone e quasi certamente nel mondo, è stata fondata nel 1985 da Choko Oohira. Il suo obiettivo è aiutare aspiranti mascotte a perfezionare l'arte di muoversi con gli ingombranti costumi e giocare con i personaggi per far felici i bambini ma anche i più grandi irresistibilmente attratti da personaggi morbidi e con gli occhi grandi. Il maestro Oohira è inflessibile: «è molto deludente - spiega - vedere la mano di qualcuno che viene fuori dal costume, o se qualcuno si toglie la maschera di fronte al pubblico o mostrare la pelle sotto la maschera».
Gli studenti della Choko sono in tutto 25: c'è chi partecipa per puro divertimento e chi invece è destinato ad una folgorante carriera di mascotte in un parco. Una volta laureati trovare lavoro è facile: oltre ai 250 'fissì a Tokyo ci sono pupazzi nelle aziende, nei parchi e perfino negli uffici governativi e nei siti turistici, senza contare gli occasionali utilizzati per le promozioni. Insomma un potenziale sbocco professionale di tutto rispetto in tempi di crisi.
E oltre al divertimento, i 'pupazzonì assicurano anche un posto fisso e uno stipendio. Solo a Tokyo, ad esempio, quelli 'stanzialì sono circa 250. La scuola, unica nel suo genere in Giappone e quasi certamente nel mondo, è stata fondata nel 1985 da Choko Oohira. Il suo obiettivo è aiutare aspiranti mascotte a perfezionare l'arte di muoversi con gli ingombranti costumi e giocare con i personaggi per far felici i bambini ma anche i più grandi irresistibilmente attratti da personaggi morbidi e con gli occhi grandi. Il maestro Oohira è inflessibile: «è molto deludente - spiega - vedere la mano di qualcuno che viene fuori dal costume, o se qualcuno si toglie la maschera di fronte al pubblico o mostrare la pelle sotto la maschera».
Gli studenti della Choko sono in tutto 25: c'è chi partecipa per puro divertimento e chi invece è destinato ad una folgorante carriera di mascotte in un parco. Una volta laureati trovare lavoro è facile: oltre ai 250 'fissì a Tokyo ci sono pupazzi nelle aziende, nei parchi e perfino negli uffici governativi e nei siti turistici, senza contare gli occasionali utilizzati per le promozioni. Insomma un potenziale sbocco professionale di tutto rispetto in tempi di crisi.

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