Nell'ambito della tre giorni milanese dedicata al libro Bookcity
COME LA CARTA HA CONTRIBUITO ALL'IDENTITA' DELLA NAZIONE
E' – anche – sulla carta che si fonda l'identità di una nazione.
Carta vuol dire infatti redazione della ricerca storica; veicolazione di idee e contenuti; geografia e topografia del territorio; documenti dei cittadini; analisi della situazione politica, economica, sociale; informazione; cultura (libri); moneta; e tanto altro.
Ma anche carta quale materiale di riciclo con importanti riflessi sull'economia e sull'ambiente.
Se ne è parlato a "Identità di carta", mostra-convegno organizzata da Comieco al Museo del Risorgimento di Milano nell'ambito della tre giorni dedicata al libro (Bookcity); tra gli invitati il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.
L'idea della mostra-convegno risale allo scorso anno, centocinquantenario dell'Unità d'Italia.
E, come scrive il presidente del Senato Renato Schifani, seconda carica istituzionale dello Stato, presentando il volume "Carte di Identità-documenti, simboli e oggetti di carta nella costruzione dell'Italia e degli italiani" (curato da Raimonda Riccini): la carta di identità, promulgata nel 1861, è una silenziosa protagonista della Storia d'Italia, ne ha segnato e ne segna la trasformazione ed è testimone della evoluzione, oltreché della singola persona umana, anche dello status del cittadino in quanto tale, del rapporto con le forme dello Stato e della società.
Insomma, è l'identità politica della nazione così come lo "stivale" ne è l'identità geografica.
Certo sono i libri – gioielli di carta - e i giornali, gli elementi fisici che ci fanno partecipare alla vita del mondo che ci circonda.
I primi esistono per ciò che contengono, ma anche per il contatto fisico ed empatico, un bisogno dell'uomo; i secondi – specchi di carta che riflettono la società - sono la base della democrazia.
Mentre il contenuto degli archivi serve a conservare la memoria da trasmettere a tutti.
La carta è pure, da secoli, una componente importante dell'economia: dai tempi della "guerra degli stracci" dai quali allora si ricavava la carta (gustosa la descrizione dell'embargo posto dallo Stato Pontificio per bloccare l'esportazione degli stracci in Olanda, ad evitare il rischio di non riuscire a produrre la carta sufficiente per le proprie necessità) alla scelta del riciclo perché la cellulosa era troppo cara per gli imballaggi.
E, a proposito di riciclo, la raccolta di carta e cartone ha superato l'80%: dal 1999 ad oggi 248 discariche in meno, riduzione delle emissioni, 3,9 miliardi di euro il saldo netto con 120 milioni distribuiti ai Comuni.
E l'attacco alla carta che viene dalle nuove tecnologie?
Non preoccupa più di tanto: ben vengano, le tecnologie informatiche per velocizzare comunicazione e burocrazia: l'amore per l'oggetto di carta non verrà mai meno.
Sono intervenuti Giangiacomo Schiavi, giornalista vicedirettore del Corriere della Sera (Il quotidiano: l'evoluzione del ruolo dei giornali nella formazione dell'opinione pubblica), Raimonda Riccini, Coordinatrice del Dottorato in Scienze del design Iuav Venezia (Il libro fra materialità e conoscenza); Ferruccio Parazzoli, Scrittore ed editor presso Arnoldo Mondadori Editore (Per queste strade. Il volto su una mappa); Marina Messina, Direttore del polo dell'Ottocento di Milano (Documentalità: la carta come fonte indispensabile per la redazione della ricerca storica); Paola Leonarduzzi, Graphic designer Milano (Il libro e l'immagine); Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco (La carta come espressione di cultura civica: esperienze di raccolta differenziata). A conclusione dei lavori lettura drammatizzata "La carezza del Re. Miti e simboli dell'Italia unita"; estratti dalle pagine di Cuore di Edmondo De Amicis a cura di Paolo Colombo, docente di Storia delle Istituzioni Politiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Allestita la mostra "La carta unisce gli italiani", analisi del ruolo giocato dalla carta nella formazione di una coscienza nazionale unitaria.
Benito Sicchiero
Foto di archivio: Colombo Clerici ad un Convegno
MNews.IT
www.mnews.it
COME LA CARTA HA CONTRIBUITO ALL'IDENTITA' DELLA NAZIONE
E' – anche – sulla carta che si fonda l'identità di una nazione.
Carta vuol dire infatti redazione della ricerca storica; veicolazione di idee e contenuti; geografia e topografia del territorio; documenti dei cittadini; analisi della situazione politica, economica, sociale; informazione; cultura (libri); moneta; e tanto altro.
Ma anche carta quale materiale di riciclo con importanti riflessi sull'economia e sull'ambiente.
Se ne è parlato a "Identità di carta", mostra-convegno organizzata da Comieco al Museo del Risorgimento di Milano nell'ambito della tre giorni dedicata al libro (Bookcity); tra gli invitati il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.
L'idea della mostra-convegno risale allo scorso anno, centocinquantenario dell'Unità d'Italia.
E, come scrive il presidente del Senato Renato Schifani, seconda carica istituzionale dello Stato, presentando il volume "Carte di Identità-documenti, simboli e oggetti di carta nella costruzione dell'Italia e degli italiani" (curato da Raimonda Riccini): la carta di identità, promulgata nel 1861, è una silenziosa protagonista della Storia d'Italia, ne ha segnato e ne segna la trasformazione ed è testimone della evoluzione, oltreché della singola persona umana, anche dello status del cittadino in quanto tale, del rapporto con le forme dello Stato e della società.
Insomma, è l'identità politica della nazione così come lo "stivale" ne è l'identità geografica.
Certo sono i libri – gioielli di carta - e i giornali, gli elementi fisici che ci fanno partecipare alla vita del mondo che ci circonda.
I primi esistono per ciò che contengono, ma anche per il contatto fisico ed empatico, un bisogno dell'uomo; i secondi – specchi di carta che riflettono la società - sono la base della democrazia.
Mentre il contenuto degli archivi serve a conservare la memoria da trasmettere a tutti.
La carta è pure, da secoli, una componente importante dell'economia: dai tempi della "guerra degli stracci" dai quali allora si ricavava la carta (gustosa la descrizione dell'embargo posto dallo Stato Pontificio per bloccare l'esportazione degli stracci in Olanda, ad evitare il rischio di non riuscire a produrre la carta sufficiente per le proprie necessità) alla scelta del riciclo perché la cellulosa era troppo cara per gli imballaggi.
E, a proposito di riciclo, la raccolta di carta e cartone ha superato l'80%: dal 1999 ad oggi 248 discariche in meno, riduzione delle emissioni, 3,9 miliardi di euro il saldo netto con 120 milioni distribuiti ai Comuni.
E l'attacco alla carta che viene dalle nuove tecnologie?
Non preoccupa più di tanto: ben vengano, le tecnologie informatiche per velocizzare comunicazione e burocrazia: l'amore per l'oggetto di carta non verrà mai meno.
Sono intervenuti Giangiacomo Schiavi, giornalista vicedirettore del Corriere della Sera (Il quotidiano: l'evoluzione del ruolo dei giornali nella formazione dell'opinione pubblica), Raimonda Riccini, Coordinatrice del Dottorato in Scienze del design Iuav Venezia (Il libro fra materialità e conoscenza); Ferruccio Parazzoli, Scrittore ed editor presso Arnoldo Mondadori Editore (Per queste strade. Il volto su una mappa); Marina Messina, Direttore del polo dell'Ottocento di Milano (Documentalità: la carta come fonte indispensabile per la redazione della ricerca storica); Paola Leonarduzzi, Graphic designer Milano (Il libro e l'immagine); Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco (La carta come espressione di cultura civica: esperienze di raccolta differenziata). A conclusione dei lavori lettura drammatizzata "La carezza del Re. Miti e simboli dell'Italia unita"; estratti dalle pagine di Cuore di Edmondo De Amicis a cura di Paolo Colombo, docente di Storia delle Istituzioni Politiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Allestita la mostra "La carta unisce gli italiani", analisi del ruolo giocato dalla carta nella formazione di una coscienza nazionale unitaria.
Benito Sicchiero
Foto di archivio: Colombo Clerici ad un Convegno
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