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Bagaladi, Giovanni Maesano arrestato (domiciliari) per tentata concussione.

Funzionario del Comune di Bagaladi e di san Lorenzo, da pochi mesi in pensione, coniugato e nonno. Personaggio molto noto nel mondo dello sport non solo regionale. Per tanti anni, presidente del Bagaladi, Vallata Bagaladi-san Lorenzo e dopo la fusione con la Melitese, anche della Valle Grecanica (in serie D, praticamente fallita, miseramente scomparsa e nemmeno iscritta al sottostante campionato di Eccellenza), esponente della partitocrazia. L’accusa è di tentata estorsione, tentata concussione, danneggiamento con minacce in concorso. Dopo le contestazioni di rito alla presenza del legale di fiducia, l’arrestato non è stato trasferito alla Casa Circondariale di Reggio Calabria, a disposizione del p.m. Antonio De Bernardo, coordinato dal procuratore capo Ottavio Sferlazza, ma agli arresti domiciliari

BAGALADI (RC), IL DOTTOR GIOVANNI MAESANO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, UN’ALTRA “BOMBA ATOMICA”, SUL PAESINO DI NUNZIO BAVA, DOPO LA ”LITTLE BOY” DELLO SCIOGLIMENTO PER PRESUNTE INFILTRAZIONI MAFIOSE, DEL CONSIGLIO COMUNALE 

Attualmente il Comune è retto da una triade prefettizia: dr.ssa Isabella ALBERTI - prefetto; dr. Leonardo GUERRIERI - viceprefetto aggiunto; dr. Vito LAINO - funzionario economico finanziario. In attesa di conoscere l’esito del ricorso al TAR prodotto dall’Amministrazione comunale defenestrata. La notizia dell’arresto, eseguito dal maresciallo Rosario Leocata, comandante della locale stazione, che si muove sotto le direttive del capitano Gennaro Cascone, comandante della Compagnia di Melito, diffusa da “radio fante, ha sùbito fatto il giro del compensorio”, ed ha destato enorme scalpore, data la personalità dell’indagato Domenico Salvatore

BAGALADI (Reggio Calabria) Autunno nero per l’ex funzionario amministrativo di Bagaladi e san Lorenzo; presidente anche del Bagaladi Calcio, Giovanni Maesano e non solo. Piove sul bagnato. La comunità ‘bagalariota’, non si era ancora ripresa dallo shock per lo scioglimento del Consiglio Comunale, diretto dal giovane sindaco dottor Federico Curatola, figlio d’arte. Successore, dell’architetto Angelo Curatola, tragicamente scomparso un paio di anni fa a Melito Porto Salvo, dove risiedeva (un incidente stradale sul Corso Garibaldi). E per altri arresti, con processo e condanna in prima istanza, legati ad un’operazione della DDA reggina. Quand’ ecco l’ennesima tegola tra capo e collo. L’arresto,sia pure ai domiciliari, del dottor Giovanni Maesano, noto funzionario amministrativo dei Comuni di Bagaladi e san Lorenzo; presidente della squadra di calcio locale, per diversi decenni. Tanti colpi di scena, oramai ai quali non era certamente abituata, la tranquilla ed onesta Bagaladi, non facilmente smaltibili, nè ‘biodegradabili’. Bagaladi (Vadalàdes in greco-calabro) è un comune italiano di 1.105 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria. Il comune, fonte Wikipedia, fa parte dell'area Grecanica ed è una delle porte di accesso al Parco Nazionale dell'Aspromonte.Situato lungo la strada per raggiungere l'Aspromonte, Gambarie e Delianuova, si inserisce in un ambiente caratterizzato dalla numerosa presenza di uliveti e dalle acque minerali. Il territorio presenta uno sviluppo altimetrico dai 340 s.l.m. (Ielasi) ai 1673 s.l.m (Pantanizzi).
Comprende i nuclei abitati di Ielasi, Embrisi e Gornelle. Storia.Le origini dell'abitato sono state ipotizzate come legate alle invasioni saracene. La forma ortografica attuale deriva dalle forme più antiche (seicento) Badaladi o Vadaladi che sono formate sul nome della famiglia Vadalà e il suffisso -adi (suffisso della lingua greca calabrese aggiunto in fine dei toponimi per indicare che sono possesso di una famiglia). Bagaladi significa la terra della famiglia Vadalà. Vadalà proviene dall'arabo "Abd'Allah" ("Servitore di Dio") e potrebbe indicare che il capostipite dei Vadalà era saraceno. La nascita di Bagaladi è pure legata all'insediamento di monaci basiliani, i cui monasteri anche in altri casi diedero origini a successivi centri abitati; nella valle del Tuccio, infatti, le fonti storiche testimoniano la presenza di diversi monasteri, eretti tra il IX ed il X secolo (San Michele, San Teodoro, San Fantino). Durante i primi anni del Novecento Bagaladi era diventato un grande centro dell'Aspromonte e crebbe non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista demografico. Successivamente, soprattutto dopo le guerre, si verifico' una forte emigrazione dei bagaladesi verso Reggio Calabria, il Nord dell'Italia e anche verso l'estero (Francia, Germania e Nord America soprattutto).

Questo flusso migratorio continua ancora oggi, interessando tutte le fasce della società. Così oggi Bagaladi può contare su sui discendenti in molti Stati di diversi continenti, che continuano a portare il loro paese d'origine sempre nel loro cuore. Monumenti. Sono da visitare la chiesa della Santissima Annunziata, che conserva il gruppo marmoreo dell'"Annunciazione", opera di Antonello Gagini, i cenobi basiliani della Valle del Tuccio, i famosi mulini ad acqua, frantoi e diverse case coloniche.Ricorrenze. Festa del Gonfalone (prima domenica di agosto).Gara automobilistica Ponte Ielasi-Bagaladi. Festa di Maria Santissima del Monte Carmelo (terza domenica di agosto). Festa di San Teodoro Martire (9 novembre). Presepe vivente (26 dicembre e 6 gennaio). Persone legate a Bagaladi. Fra i bagaladesi illustri troviamo il pittore Nunzio Bava, considerato il maggiore esponente del verismo calabrese del Novecento.

In un'intervista giornalistica il pittore ricordava al giornalista la "sua amata Bagaladi, che salendo lungo la riva destra della fiumara di Melito, in mezzo ad agrumi ed orti irrigati con pozzi, si raggiungeva dal mare, tra gelsi ed uliveti. ...di quella terra santa di Bagaladi, il pittore Bava ha netta l'immagine chiara e fresca di una roggia colma d'acqua con un roseto fiorito e profumato accanto." "...sono felice di essere calabrese e di essere nato in un paese che pochi riuscirebbero a trovare sulla carta geografica e mi piacerebbe dopo morto essere ricordato almeno per questo mio attaccamento alla terra dei padri e alla memoria di un tempo di pastori e acque alla cisterna". Va detto per dovere di cronaca e per onestà intellettuale, che il Comune di Bagaladi, paese di un migliaio di abitanti dedito alla pastorizia, all’agricoltura, al terziario ecc. si è distinto come ‘isola felice’, rispetto al marasma generale. Gente onesta e leale, amante della quiete pubblica, dedita alla famiglia, al lavoro, alla Chiesa, impegnata nel sociale.

Purtroppo negli ultimi anni sono successe tante cose, che gettano una macchia su questa collettività bagaladese, laboriosa ed intelligente. Un paese che ha consegnato alla cultura ed al sapere artisti come Nunzio Bava ed Alti Ufficiali, come lo scomparso comandante provinciale del CFS, colonnello dottor Angelo Ciancia; da visitare la chiesa della Santissima Annunziata, che conserva il gruppo marmoreo dell'"Annunciazione", opera di Antonello Gagini, i cenobi basiliani della Valle del Tuccio, i famosi mulini ad acqua, frantoi e diverse case coloniche”. Patria anche del ragioniere Giuseppe Iacopino, sindaco per svariati decenni, uno dei padri del socialismo calabrese, presidente pure dell’Ospedale di Melito. Bagaladi è sempre rimasto fuori dalla cronaca, tranne qualche omicidio per futili motivi, la macchina od il motorino bruciato, la piccola rapina, il furto in appartamento. Il dottor Giovanni Maesano, arrestato (ai domiciliari) dai Carabinieri della locale stazione, diretta dal maresciallo Rosario Leocata, coordinato dal capitano, Gennaro Cascone, comandante della Compagnia di Melito; tutti agli ordini del colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale, è conosciuto come persona per bene, stimata e benvoluta. Innocente o colpevole, questo lo stabilirà la Giustizia. Dopo le contestazioni di rito, alla presenza del difensore di fiducia, il dottor Giovanni Maesano, non è stato associato alla Casa Circondariale di Reggio Calabria, a disposizione del p.m. di turno dottor Antonio De Bernardo che si muove sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica f.f. Ottavio Sferlazza, ma, come detto, agli arresti domiciliari. Domenico Salvat

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