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Questa è l'Italia. Un'ITALIETTA.

E' questa l'Italia che vogliamo? O semplicemente la SUBIAMO?


LA CRONACA
Roma - Non ci sono colpevoli per la morte di Stefano Cucchi (fotogallery) . Non lo sono i sei medici condannati in primo grado per omicidio colposo e oggi assolti in appello. Né i tre infermieri e i t re poliziotti che già erano stati prosciolti nel processo in Corte d’Assise. «Perché il fatto non sussiste», hanno stabilito i giudici della II sezione di Roma. La vecchia insufficienza di prove. Il calvario del giovane romano, morto nel 2009 una settimana dopo l’arresto per droga, con i segni di traumi violenti e denutrizione, non ha dei responsabili.

«Una giustizia malata ha ucciso Stefano. Mio fratello è morto in questo palazzo cinque anni fa, quando ci fu l’udienza di convalida del suo arresto per droga, e il giudice non vide che era stato massacrato. Continueremo la nostra battaglia finché non avremo giustizia - promettono la madre e il padre di Stefano, Giovanni -. Non si può accettare che lo Stato sia incapace di trovare i colpevoli. Noi vogliamo sapere chi siano i responsabili».

LA POLITICA
Come mai Luigi De Magistris è tornato sindaco di Napoli?  
Il Tar Campania ha accolto la sua richiesta di sospendere l’efficacia del provvedimento del prefetto di Napoli, che a sua volta lo aveva sospeso dalle funzioni di sindaco dopo la condanna penale in primo grado (un anno e tre mesi per abuso d’ufficio commesso quando era pm a Catanzaro, nel 2007, acquisendo tabulati telefonici di parlamentari). 


Un caos di sospensioni a catena: com’è possibile?  
La legge Severino, varata dal governo Monti alla fine del 2012, prevede la sospensione del sindaco condannato per una serie di reati tra cui l’abuso d’ufficio. All’indomani della condanna di De Magistris, il ministro degli Interni Angelino Alfano aveva annunciato la sospensione in Parlamento: «Le statuizioni del decreto legislativo 235/2012 appaiono chiare e del resto hanno trovato applicazione in due casi analoghi». Nelle ore successive, il prefetto aveva firmato il provvedimento. Ma De Magistris aveva subito presentato ricorso al Tar. Ora il Tar paralizza quel provvedimento del prefetto perché ha un dubbio sulla costituzionalità della legge Severino, chiede alla Consulta di risolverlo e nel frattempo restituisce a De Magistris le funzioni di sindaco. 

Dunque la legge Severino è incostituzionale?  
Se la legge Severino è incostituzionale, può deciderlo solo la Corte costituzionale. Il Tar si è limitato (oltre non poteva andare) a sollevare un dubbio, dichiarando «non manifestamente infondata» una delle quattro questioni di incostituzionalità sollevate da De Magistris. 

Qual è il dubbio di incostituzionalità?  
La presunta retroattività della legge Severino. Secondo il Tar, la norma della legge applicata per De Magistris potrebbe violare gli articoli 2, 51 e 97 della Costituzione. In sintesi: De Magistris è stato eletto sindaco di Napoli nel 2011, quando la legge Severino non esisteva e una condanna in primo grado per abuso d’ufficio non impediva di diventare sindaco. Ora, a tre anni e mezzo di distanza, una sentenza penale non definitiva può essere considerata sufficiente a farlo fuori? 

È la stessa retroattività denunciata invano da Berlusconi quando fu fatto decadere da senatore nel 2013?  
Anche Berlusconi invocò l’incostituzionalità della legge Severino «perché retroattiva» e gridò allo scandalo. Ma il Senato non si rivolse alla Corte costituzionale per dirimere la questione, come pure chiedevano alcuni giuristi tra cui Nicolò Zanon, recentemente nominato da Napolitano giudice costituzionale, e quindi presto chiamato a decidere sulla stessa legge Severino. Ma il Tar Campania precisa che il suo dubbio riguarda il caso di un politico condannato con sentenza non definitiva (De Magistris), dunque non si estende a un condannato con sentenza definitiva (Berlusconi). 

Com’è possibile che a due anni dall’entrata in vigore di una legge se ne metta in dubbio la costituzionalità?  
Finora, la stessa norma era stata applicata per altri sindaci e consiglieri comunali, senza che alcun tribunale ne mettesse in dubbio la costituzionalità. De Magistris ha sollevato quattro questioni di incostituzionalità. Tre, come già fatto da altri tribunali in altri casi, sono state bocciate. Una, inedita, accolta. La Costituzione non pone limiti temporali alle eccezioni di costituzionalità, purché siano rilevanti e fondate. 

Adesso che cosa accade a De Magistris?  
Il Tar, rimandando la palla alla Consulta, consente al sindaco di tornare in carica. Se la Consulta dichiarerà incostituzionale quella norma della legge Severino, De Magistris potrà continuare a fare il sindaco. In caso contrario, il Tar passerà all’esame delle contestazioni di merito sul provvedimento del prefetto, finora non scrutinate. E si aprirebbero due strade: una sentenza favorevole a De Magistris per un vizio del provvedimento prefettizio (e allora il sindaco resta al suo posto) o una contraria. In quest’ultimo caso, il Tar ripristinerà la sua sospensione da sindaco. 

Quanto tempo servirà?  
Almeno un anno, perché la Consulta esamini la faccenda. Bisogna considerare che il mandato di De Magistris scade nella primavera del 2016 e che nel frattempo il sindaco farà ricorso in appello contro la sentenza penale di condanna, il cui reato è peraltro prossimo alla prescrizione. Dunque la sentenza della Consulta arriverà verosimilmente quando per il caso De Magistris sarà diventata irrilevante. Un tipico pasticcio all’italiana. 

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