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Uxoricidio di Monasterace (RC), ora, si teme il suicidio di Giuseppe Pilato

Giuseppe Pilato
Cominciano a venire al pettine i nodi del delitto di Mary Cirillo 31 anni, sposata,  incensurata, commerciante, quattro figli, assassinata a colpi di pistola. Due dei quattro figli coinvolti in prima persona. Uno era presente alla scena del delitto; l’altra è stata la prima a scoprire il cadavere della mamma, proprio dietro la porta d’ingresso. Il coniuige ha scavalcato la finestra, perché la porta era chiusa a chiave. Proseguono senza sosta le ricerche dei Carabinieri di Giuseppe Pilato che ieri sera, a Monasterace, ha ucciso la moglie Mary Cirillo con un colpo di pistola al culmine di una lite. La sua auto, con dentro bancomat e carte di credito, è stata trovata vicino alla stazione di Guardavalle marina. Gli investigatori non escludono neanche l'ipotesi del suicidio. Intanto si è appreso che il figlio di 2 anni, il più piccolo della coppia, era in casa al momento del delitto.
MONASTERACE ANCORA LATITANTE, IL COMMERCIANTE PILATO GIUSEPPE, INDIZIATO DI UXORICIDIO, IN CONTRADA “LUPA”. RITROVATA DAI CARABINIERI DI GUARDAVALLE, L’AUTO DELL’ASSASSINO
Domenico Salvatore

Mary Cirillo
Con il passare delle ore si va facendo chiarezza sul giallo dei coniugi Pilato-Cirillo, incompresi, travolti dalla tragedia della gelosia; se non dalla crisi economica; con sei bocche da sfamare, tutti i giorni, tasse da pagare e tutto il resto. Ma ci sono grosse difficoltà procedurali ed ambientali, ad essere puntuali e tempestivi, ovvero in tempo reale. Infatti a causa dell’omertà che regna sovrana ad ogni livello, occorrono giorni e certe volte anche settimane, prima di poter avere un quadro chiaro di tutti i dettagli ed i particolari. Quest’andazzo succede solamente in Calabria, dove la stampa viene trattata come gli untori del lazzaretto di manzoniana memoria. Il paria della comunicazione; letteralmente spogliato, defraudato, rapinato, depredato della notizia. Con le buone e con le cattive; con le minacce ed a colpi di grugniti, ruggiti e barriti. Qualche volta le questioni finiscono davanti al magistrato con imputazioni ridicole. I cronisti sono stati pure malmenati in diversi frangenti. Scripta manent, verba volant. Viviamo nell’era delle immagini, ma una fotografia, bisogna sgraffignarla con i denti e con le unghie. Sebbene abbiamo più volte spiegato ai nostri lettori sovrani in quali condizioni proibitive, si trovi ad operare l’informazione in Calabria. Il povero Michele Albanese (“Il Quotidiano del Sud”) è costretto a viaggiare sotto scorta e con macchina blindata. Sembra perfettamente inutile spiegare che informare sia un lavoro, una professione, un mestiere, come un altro. Tutelato dall’articolo 21 della Costituzione e seguenti, modifiche ed integrazioni. L’Ansa comunque riesce in qualche modo ad arrampicarsi sugli specchi ed a spaccare il capello in quattro. Il faro di Alessandria dell’informazione. Senza nulla togliere alle altre agenzie di stampa ugualmente valide e tempestive…”Secondo quanto emerso dalle prime indagini, i rapporti tra marito e moglie negli ultimi tempi si erano incrinati, tanto che pare che Pilato se ne fosse andato dall'appartamento della famiglia. Nella serata di lunedì, però, il marito è andato a casa, probabilmente per incontrare la moglie. Ne è nata l'ennesima discussione, tanto che alcuni vicini, sentendo gridare, hanno chiamato i carabinieri segnalando una lite in famiglia. Ma prima che i militari potessero arrivare nella palazzina in viale della Libertà, Pilato ha esploso un colpo d'arma da fuoco contro la moglie - in un primo tempo si era pensato ad un fucile, ma poi è stato accertato che si è trattato di una pistola - ed è fuggito. Probabilmente subito dopo è arrivata la piccola che ha fatto la tragica scoperta. Quando sul posto è arrivata l'ambulanza del 118, per la donna non c'era più niente da fare. I carabinieri della Compagnia di Roccella Ionica e del Gruppo di Locri hanno subito iniziato a sentire le testimonianze di familiari e vicini di casa, mentre gli uomini della scientifica avviavano i rilievi sulla scena del delitto.

Immediatamente sono scattate anche le ricerche dell'uomo, con posti di blocco e pattugliamenti, a cui partecipano anche le altre forze dell'ordine, e l'ausilio di un elicottero dell'Arma. Marito e moglie lavoravano entrambi in un negozio di giocattoli di proprietà della coppia, il Megatoys. Il primo gennaio del 2013 l'esercizio fu gravemente danneggiato da un incendio divampato per cause accidentali, ma dopo pochi mesi l'attività era ripartita. Mary Cirillo, come il marito, aveva un profilo Facebook. Tra i gruppi ai quali era iscritta ce n'era uno, "Solo donne", su cui sono presenti diversi post contro la violenza sulle donne. Su quello del marito, invece, si può vedere una foto con quattro bambini davanti ad una torta di compleanno, probabilmente i figli. Bambini passati nel volgere di un attimo da una vita serena, almeno all'apparenza, al dramma. La loro madre è morta e ad ucciderla sarebbe stato il padre, adesso in fuga inseguito dai carabinieri. Il figlio più piccolo - due anni - di Giuseppe Pilato e Mary Cirillo era presente in casa nel momento in cui l'uomo ha ucciso la moglie con un colpo di pistola. E' la ricostruzione fatta dai carabinieri del Gruppo di Locri e della Compagnia di Roccella Ionica. L'uomo, infatti, si è presentato a casa dei genitori, dove c'erano gli altri figli, portando il piccolo e spiegando alla madre che la moglie non era in casa e che, quindi, aveva deciso di portare il bambino da loro. L'auto dell'uomo, ancora ricercato, è stata trovata nel corso della notte dai carabinieri nei pressi della stazione di Guardavalle Marina, nel catanzarese, a circa 7 chilometri da Monasterace. Nella vettura gli investigatori hanno trovato le chiavi inserite nel quadro ed un portafogli contenente bancomat e carte di credito. Puntualizza Alessandro Sgherri. Una lite, l'ennesima pare, e poi un colpo di pistola ed un'altra donna muore per mano del marito in Italia. E' successo a Monasterace, comune di 3.500 abitanti del reggino, dove Mary Cirillo, 31 anni, è stata uccisa dal marito, Giuseppe Pilato, di 30, con un colpo di pistola calibro 7,65. L'uomo è poi fuggito e viene ricercato dai carabinieri, che non sembrano avere dubbi sulle sue responsabilità. A rendere ancora più drammatica la vicenda - se è possibile - è la circostanza che a ritrovare il cadavere della donna in una pozza di sangue, è stata la figlia di dieci anni, la più grande della coppia. Gli altri tre figli hanno 8, 5 e 2 anni. Procedono i Carabinieri della locale stazione di Monasterace, diretta dal maresciallo Antonio Longo, coordinato dal capitano Marco Comparato comandante della Compagnia di Roccella Jonica e dal t. colonnello Giuseppe De Magistris. Tutti, coordinati dal colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale. Sovrintende alle indagini il p.m. Rosanna Sgueglia, coordinata dal procuratore capo della Repubblica di Locri, Luigi D’Alessio. L’autopsia è stata affidata al medico legale Pietro Tarzia. Subito dopo la salma verrà consegnata alla famiglia, per la celebrazione dei funerali, che si svolgeranno a Monasterace, in forma pubblica. Non c’è ragione di ordine pubblico e sicurezza, per cui il questore di Reggio Calabria Guido Nicolò Longo, li debba vietare. Intanto si accendono i commenti. Sono quasi tutti a favore di Mary Cirillo, che aveva pure un profilo Facebook. Sia per l’efferatezza del delitto; per l’uxoricidio e per le modalità d’esecuzione. Di riffe o di raffe, sono stati coinvolti due figli.

Lei era innamorata di Giuseppe. Lo aveva sposato in giovane età e gli aveva dato quattro figli. Altrettanto si può dire di lui. Ma allora, che cosa può essere successo? Quali controversie, disaccordi, contrasti, polemiche, divergenze, diverbi, battibecchi ed alterchi, sono alla base della separazione, (da circa otto mesi) in attesa del divorzio? Si tenta di capire anche, se Pilato abbia cercato di convincere o meno la moglie a tornare con lui. E dietro l’ennesimo rifiuto, possa essere scattato il raptus omicida. Sebbene, non si convinca, né si persuada la propria moglie a colpi di pistola. Per giunta alla presenza di figli minorenni. Si controllano anche i telefonini dei coniugi, per verificare se i due si siano parlati, prima dell’ultimo, fatale appuntamento. Sul pretorio, la legge sul divorzio. L’ultima bufala, parlava di decreto, emesso entro sei mesi in assenza di figli minorenni; firmato addirittura da un avvocato. Unica novità della giornata, degna di nota, è il ritrovamento dell’ auto; è stata abbandonata lungo la SS 106 Jonica con le chiavi inserite, all'interno dell'abitacolo c'era il portafoglio con bancomat e carte di credito. Da chi è protetto e perché, ancora non si consegna? Questo non somiglia e non è un delitto di mafia; ma un crimine che afferisce alla sfera privata e familiare. Intanto, continua la strage di donne da Capo Passero a Courmayeur. Una pratica vergognosa e scandalosa, indegna di un Paese che si dice ‘civile’; se non, culla della civiltà, D’accordo che non tutte le donne siano ‘angeli della casa’ se non del ‘focolare domestico’. Qualcheduna, arriva anche ad ‘usare’ l’uomo. Salvo poi, a ‘scaricarlo’ come pacco postale. Suvvia, diciamolo pure. Non  c’è niente di male. Se non altro per completezza dell’informazione Non per essere maschilisti e difendere l’uomo coi denti e con le unghie. Chi ci segue, con cadenza quotidiana, sa che non sia proprio così. Ci sono donne regolarmente denunziate per stalking dai loro mariti, statistiche alla mano. Non è una bufala. Per dirla tutta, abbiamo un alto concetto della donna. Editoriali… manent. Verba volant. Alla conferenza stampa di Ferragosto, sono stati presentati i dati di un anno di attività in Italia del ministero dell'Interno, dal 1 agosto 2013 al 31 luglio 2014. Va subito detto che mancano, incredibilmente, le cifre sui cosiddetti reati predatori (furti, scippi, rapine), quelli che più incidono sulla percezione della sicurezza dei cittadini. Forse il Viminale non li ha presentati non volendo confermare l'incremento del fenomeno. Quel che è certo è che i numeri forniti confermano sia il grande impegno delle forze dell'ordine ne contrasto al crimine. Sia che il problema della sicurezza rappresenta ancora un'emergenza per il Paese.
Resta critico il problema della violenza di genere. Le denunce per stalking sono 51.079 dall'entrata in vigore della legge nel 2009 e 10.703 nell'ultimo anno. Il 77,96 per cento delle quali sono state presentate dalle donne. Gli omicidi complessivi, fonte “La Repubblica”, sono stati 446 - l'anno scorso furono 505-  ma quelli nell'ambito familiare o sentimentale 153; 72 commessi dal partner, 9 dall'ex, 72 da altro familiare.Prosegue la lotta alla criminalità. I mafiosi arrestati sono stati 1.779, i latitanti arrestati 78 (15 di massima pericolosità). 

I beni confiscati alle mafie sono stati 3.513 (tra questi, 161 aziende) per un valore complessivo di 2,037 miliardi di euro (l'anno scorso il valore totale era di oltre 3 miliardi di euro). Sono stati sciolti dieci comuni per infiltrazioni mafiose e 20 dichiarati in dissesto finanziario.In un momento di grave crisi di risorse per la sicurezza, non è secondario il fatto che nel Fondo unico giustizia siano disponibili poco più di un miliardo di euro, di cui 38,7 milioni nella disponibilità del Viminale.Le manifestazioni di piazza sono state 9.774, di carattere occupazionale 3.821, con disordini 573. Le proteste No-Tav 56, 11 delle quali con disordini. Le manifestazioni sportive monitorate dalle forze di polizia 2.689. A proposito di sicurezza stradale, i morti per incidenti automobilistici sono stati 1.689 a fronte di 77.432 incidenti. I feriti sono stati 53.538. Quasi 5 volte di più rispetto a un anno fa i migranti sbarcati in Italia, che passati da 24.277 a 116.944, di cui 62.982 soccorsi nell'operazione Mare nostrum. Gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia sono tre milioni, 931.162. La nazionalità più numerosa è quella del Marocco, seguita dall'Albania, dalla Cina, dalle Filippine e dall'Ucraina (e poi India, Moldavia, Egitto, Bangladesh, Tunisia). Sull’efferato uxoricidio di Monasterace, sono intervenuti ovviamente sia il sindaco Cesare De Leo, che il ministro, Maria Carmela Lanzetta ed altri ‘Grilliparlanti’, sempre pronti a stigmatizzare l’accaduto. Le occasioni non mancano, senza voler criminalizzare niente e nessuno. La cronaca si è occupata spesso e volentieri di episodi, fatti, crimini e delitti, omicidi, sparatine, bombe e bombette, morti e feriti. Negli anni scorsi pure un noto magistrato, minacciato, se non ricattato, finì nel mirino della ‘ndrangheta. 

Ma questo è un altro paio di maniche. Frattanto prende corpo l’ipotesi dell’omicidio-suicidio. 

Domenico Salvatore

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