È partito ieri 19 agosto 2014 Garibaldi da San
Lorenzo (Reggio Calabria) alla presenza di un pubblico entusiasta che ha accolto l’eroe dei due
mondi tra applausi musica e festa in una cornice ricca di storicità e di sapore
antico. Frutto questo di un ambizioso progetto intitolato, appunto “ in viaggio
con Garibaldi” ideato dall’Accademia Internazionale delle Arti e realizzato da
Stile d’Epoca Srl, che vedrà la rievocazione del tempo passato quando Giuseppe
Garibaldi, sbarcato nella costa Jonica, ebbe rapporti con diversi Comuni
dell’area.
Il tutto realizzato attraverso
il patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria che, mediante
il presidente Giusepe Raffa è riuscita a leggere con chiarezza l’importanza del
contenuto storico, contenuto al suo interno, che necessariamente va diffuso
alle nuove generazioni.
San Lorenzo, come è stato
spiegato ieri, non ha visto fisicamente la presenza di Garibaldi ma è stato il
primo Comune ad aderire al progetto garibaldino accogliendo le camice rosse e
favorendo il sostegno pieno all’eroe dei due mondi.
Una serata carica di emozione,
quella di ieri che ha visto presenti nel talk show, condotto egregiamente dalla
giornalista Alessandra Giulivo, lo storico Pasquale Amato, il prof. Alberto
Cafarelli, Rosaria Surace, presidente dell’Associazione “mille donne per
l’Italia” - Calabria, il dott. Saverio Zuccalà, lo storico Luigi Sclapari, il
prof. Vincenzo Malacrinò, esperto in Comunicazione .
Chiudeva il tavolo dei relatori
l’Arch. Giuseppe Emilio Bruzzese che, attraverso “Stile d’Epoca” Srl è riuscito
a trasferire alla serata un tocco di classe ed eleganza facendo intervenire
oltre 20 figuranti in abito d’epoca attinenti ai diversi interventi proposti.
“Questo progetto, ha detto,
riesce a portare la storia nei luoghi attraverso la sensibilità di chi sa
associare alla scrittura l’immagine, l’abito e quanto con esso si trasferisce:
l’emozione, quella vera, capace di inondare di sensazioni i cuori”.
Così tra un intervento e
l’altro sfilavano modelli nei panni di Garibaldi, Nino Bixio, il giudice Centola,
Missori e tanti altri.
Abiti curati nel dettaglio
dalla costumista Renè Bruzzese che, attraverso colori e forme è riuscita a far
calare il pubblico nel lontano passato.
Non sono mancati i balli
dell’epoca curati dalla scuola di ballo “Arie Viennesi” e poi la voce di Freanco
Villa che, è riuscita ad incantare il pubblico.
Presente anche il consigliere
provinciale Pier Paolo Zavettieri il quale si è congratulato per l’iniziativa
auspicando che simili progetti possano affermarsi sempre più al fine di portare
la storia dove a volte, forse, viene in parte dimenticata.
Cafarelli, ha introdotto la
serata con la lettura di un antico testo che ha rimandato il pubblico alla
riflessione e al senso del ricordo passato per poi parlare dell’uomo Garibaldi,
capace di portare avanti mille imprese tra difficoltà e limitazioni del tempo.
Un ricordo, così come affermato
dalla dott.ssa Rosaria Surace che non può e non deve essere cancellato bensì
scoperto e rievocato dalle nuove generazioni al fine di promuovere il senso
della storia nella vita di ogni giorno.
Il professore Luigi Sclapari si
è soffermato sui personaggi storici ed in particolare su Bixio che a Bronte, in
fretta e in furia, ha decretato la fucilazione di cinque innocenti al sol fine
di continuare il proprio viaggio.
“Non potevano definirsi in quei
termini, questioni così delicate, ha detto lo storico, ma il desiderio di
trovare un colpevole al fine di avere l’appoggio degli inglesi è prevalso su
tutto”.
Il dott. Zuccalà è entrato nel merito della figura del sindaco
Rossi descrivendo così il tempo passato in modo egregio e facendo rivivere ai
presenti la storia dei propri concittadini con orgoglio e desiderio di leggere
tra le righe l’amore per la terra e per lo Stato.
Il professore Vincenzo
Malacrinò, esperto di Comunicazione, si è soffermato sulla relazione tra storia
e comunicazione precisando come sia importante trasferire i messaggi storici
nel tempo al fine di permettere alle nuove generazioni di lasciare la propria
firma nel libro della vita.
Poi ha introdotto il tema “delle storie mai scritte” come
quella del secondo sbarco di Garibaldi avvenuto a Montebello Jonico di cui mai
se ne parla. “E’ necessario riaffermare le verità storiche, ha detto, perché
queste potranno dare maggiore dignità all’uomo”.
Concetto questo ripreso subito
dal professore Amato il quale nelle sue conclusioni ha precisato, facendo
riferimento anche alla ingiusta fucilazione di Bronte, come e quanto bisogna
soffermarsi sull’importanza della verità storica perché capace di organizzare
in modo equilibrato il tempo passato scritto da uomini su libri e testi che
vanno sempre studiati con grande scrupolosità.
Il consigliere Zavettieri nel
condividere quanto espresso da Malacrinò ha affermato che le “storie non
scritte” vanno portate avanti e che
anche Montebello Jonico possa avere il proprio ruolo in questo viaggio con
Garibaldi.
Prossimi appuntamenti Melito di
Porto Salvo, il 21 agosto al Castello Ruffo di Scilla e il 22 agosto, piazza
Castello- Reggio Calabria.

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