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Risolto il 'giallo' dell'omicidio di Borgo San Dalmazzo, l'ex pentito, Salvatore Germanò, presunto usuraio, ucciso dai killers rei confessi e sotterrato sotto la sabbia del fiume Gesso

Il giallo di Borgo San Dalmazzo è stato risolto a tempo di record dai carabinieri della Compagnia di Cuneo guidata dal capitano Emanuele Fanara, coordinati dal Comando Provinciale diretto dal colonnello Flavio Magliocchetti. Il cadavere trovato vicino al torrente Gesso è stato identificato e i carabinieri di Cuneo hanno arrestato due persone con l'accusa di omicidio: la vittima si chiamava Salvatore Germanò, ex collaboratore di giustizia. Gli arrestati sono Pantaleone Parlato e Piergiorgio Mandrile. Sono stati loro a condurre i carabinieri nel luogo in cui il corpo era seppellito. Ancora ricercato per il delitto un terzo uomo.La vittima è un ex 'ndranghetista calabrese poi collaboratore di giustizia espulso dal programma di protezione perche' coinvolto nel 2008 in una vicenda di usura. A confessarne l'omicidio ai carabinieri è stato Pantaleone Parlato, carabiniere in pensione dal novembre 2013, fermato mercoledì scorso dai suoi ex colleghi mentre con un complice - non coinvolto nell'omicidio e nell'occultamento del cadavere - stava per mettere a segno una rapina. L'uomo è crollato quando, davanti al suo ex comandante, gli è stato chiesto dei rapporti con la vittima, sulla cui scomparsa i carabinieri indagavano dallo scorso 18 agosto. E' stato allora che Parlato ha confessato di averlo ucciso insieme a Mandrile, un geometra di Borgo San Dalmazzo. I due dovevano restituire una ingente somma di denaro alla vittima e hanno assoldato un pregiudicato torinese tuttora irreperibile, Vittorio Ierinò, per ucciderlo. Secondo la testimonianza dei due arrestati, è stato Ierinò - precedenti per associazione mafiosa e armi - a uccidere Germanò e a seppellirlo poi con il loro aiuto nella sabbia, vicino al torrente Gesso. I carabinieri, coordinati dal procuratore della Repubblica di Cuneo, Francesca Nanni, dovranno ora appurare chi abbia materialmente ucciso la vittima e ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio. E' caccia, intanto, a Ierinò, che per partecipare al delitto è evaso dagli arresti domiciliari."Non ho avuto il minimo dubbio nell'affidare le indagini agli ex colleghi carabinieri di uno degli arrestati e sono stata ripagata con il massimo impegno e professionalità". Lo ha sottolineato il procuratore della Repubblica di Cuneo, Francesca Nanni, nel corso della conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli relativi al rinvenimento di un cadavere lungo il greto del fiume Gesso, a Borgo San Dalmazzo, nel Cuneese.(ANSA)

BORGO SAN DALMAZZO, UCCISO A COLPI DI PISTOLA E POI SEPOLTO SOTTO LA SABBIA, IL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA SALVATORE GERMANÓ ESPULSO DAL PROGRAMMA DI PROTEZIONE, PER UNA CONDANNA PER USURA
Domenico Salvatore

BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo)-Un altro pentito, invischiato in una storia di usura e condannato, ucciso. Sebbene il programma di protezione fosse stato revocato. Omicidio di stampo mafioso? Ammazzato a colpi di pistola mentre era ancora inginocchiato davanti ai killers? Il giallo di Borgo San Dalmazzo è stato risolto a tempo di record dai Carabinieri della Compagnia di Cuneo guidata dal capitano Emanuele Fanara, coordinati dal Comando Provinciale diretto dal colonnello Flavio Magliocchetti. Il cadavere trovato vicino al torrente Gesso è stato identificato e i carabinieri di Cuneo hanno arrestato due persone con l'accusa di omicidio: la vittima si chiamava Salvatore Germanò, ex collaboratore di giustizia. Gli arrestati sono Pantaleone Parlato e Piergiorgio Mandrile. Sono stati loro a condurre i carabinieri nel luogo in cui il corpo era seppellito. Ancora ricercato per il delitto un terzo uomo. In primis, per capire meglio i contorni di questa storia, è necessario fornire qualche elemento utile sull’usura con l’aiutino di Wikipedia.  “L'usura (parola latina per interesse) è la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse considerati illegali, socialmente riprovevoli e tali da rendere il loro rimborso molto difficile o impossibile, spingendo perciò il debitore ad accettare condizioni poste dal creditore a proprio vantaggio, come la vendita a un prezzo particolarmente vantaggioso per il compratore di un bene di proprietà del debitore, oppure spingendo il creditore a compiere atti illeciti ai danni del debitore per indurlo a pagare.  Caratteristiche. Di solito le vittime dell'usura sono persone e aziende in difficoltà economiche, alle quali è precluso il credito bancario, in ragione della consapevolezza da parte della banca della presumibile insolvenza di chi chiede prestiti. Tali persone e aziende trovano credito presso canali non ufficiali. Chi concede il prestito a tassi d'usura conta di rivalersi, in caso di mancato pagamento, sul patrimonio del debitore, che accetta il prestito anche a tali condizioni, sperando di poterlo comunque restituire. Frequentemente gli usurai (detti comunemente strozzini) svolgono altre attività illegali, dalle quali provengono i capitali che essi prestano e compiono altri atti illeciti, come il riciclaggio di denaro guadagnato illecitamente o atti di violenza per piegare la volontà delle loro vittime. Talora, l'usuraio già dispone di un notevole patrimonio personale ed è in grado di fornire garanzie ai creditori per prestiti di un certo ammontare. A volte si limita a firmare una fideiussione, che permette alla vittima di ottenere un prestito. L'istituto di credito rifiuta di concedere un prestito a chi non fornisce sufficienti garanzie e/o capacità di rimborso futuro, e la fideiussione può aprire le porte al credito. In questo modo, l'usuraio potrebbe riscuotere interessi, senza anticipare alcuna somma. Diversamente, l'usuraio potrebbe prendere a prestito il denaro da un istituto di credito, garantendo col suo patrimonio, e girando le somme alle vittime a tassi usurai. Tuttavia, prestiti frequenti di ingenti somme potrebbero essere segnalati, e l'usuraio chiamato a documentare l'impiego delle aperture di credito. L'usuraio non è considerato un lavoro a norma di legge pertanto non è definito come professione.

Il giro di affari annuo dell'usura in Italia è stimato in 30 miliardi di Euro ed interesserebbe 150.000 esercizi commerciali. È altresì stimato che al 36% tale giro di affari sia controllato dal crimine organizzato. Una delle più tragiche vicende legate all'usura nel nostro Paese fu quella di Alberto Macciocca, imprenditore edile laziale che, per fronteggiare la crisi della sua attività, aveva preso in prestito dagli usurai una somma di 14 milioni di vecchie lire nel 1969, impegnandosi a rimborsarla con versamenti mensili di 600mila lire. Otto anni dopo, aveva già pagato ben 43 milioni di interessi su tale prestito e la sua situazione finanziaria si era fatta insostenibile. Il 9 luglio 1977, Macciocca uccise per la disperazione la moglie ed i quattro figli minorenni, per poi rivolgere l'arma contro di sé. In ospedale riuscirono a salvargli la vita, ma subì la perdita della vista. Legislazioni antiusura. La maggioranza dei Paesi prevede un tasso limite oltre il quale il prestito si definisce usuraio. A volte il tasso limite è un valore assoluto, altre volte aggiornato periodicamente dai Governi e "agganciato" ai tassi di interessi correnti e all'andamento dell'inflazione. Dove non è previsto un valore-limite, spesso è richiamato un principio di proporzionalità ai tassi correnti e alle condizioni del caso, che lascia ai giudici ampia discrezionalità di interpretazione. Alcune legislazioni, sia con un tasso-limite che con un orientamento più liberista, prevedono la nullità "ab initio" dei contratti stipulati con tassi di interesse ritenuti usurai. In questo caso, la vittima dell'usura non è tenuta a restituire il capitale prestato. Europa. In sede comunitaria esiste una proposta di Consumer Credit Directive, che liberalizza completamente il mercato del credito, non ponendo limite né all'ammontare dei prestiti né ai tassi di interesse applicabili. La Direttiva introduce in materia il principio, diffuso in finanza e in altri settori, dell'home country control. Sarebbero autorizzate a prestare denaro in tutto il continente, società di finanziamento con sede legale nel Regno Unito, dove le leggi antiusura sono molto meno restrittive che in Francia o Germania. Diverrebbero non conformi alla normativa comunitaria i controlli nazionali sui tassi antiusura, praticati da Paesi quali Italia, Francia, Germania e Olanda. Una materia non disciplinata dalla giurisprudenza comunitaria è la validità/nullità dei contratti in base a determinate clausole. In questo senso, le leggi che prevedono la nullità ab initio dei prestiti con tassi superiori a una determinata soglia, manterrebbero la loro efficacia nel territorio nazionale. In Europa, la soglia di tolleranza è del 30%, in Italia del 50%, ed è riferito ad un altro parametro, il TAEG. Il TAEG è un indicatore ex post, aggiornato e variabile periodicamente, il Tasso Effettivo Globale, usato nel resto d'Europa è un indicatore ex ante. Italia. Codice Rocco e normative precedenti. Le teorie di Smith e Ricardo in materia di prestito ad interesse furono accolte dal Codice Zanardelli che cancellò il reato di usura. Una netta svolta nell'orientamento dottrinale della nostra legislazione si ebbe nel corso degli anni venti, sicché nel Codice Rocco del 1930 esso venne nuovamente contemplato, e lo è tuttora. Legge n. 108/1996. 

La legge n. 108 del 7 marzo 1996 (pubblicata sulla G.U. nr. 58 del 09/03/1996) inasprisce le pene, e disciplina diritti e tutele delle vittime dell'usura. La legge italiana prevede sia un limite relativo che una valutazione caso per caso da parte del giudice, e la nullità delle clausole che prevedono interessi da usura. Stabilisce un limite relativo per il tasso di usura, riferito al Tasso Effettivo Globale Medio (art.2), rilevato ogni tre mesi dall'Ufficio Italiano Cambi. L'UIC è costituito presso la Banca d'Italia, di proprietà degli istituti di credito.La 108 del 1996 indica come usurari gli interessi sproporzionati rispetto alla prestazione, se chi li ha promessi si trova in difficoltà economiche o finanziarie (art. 1).La legge stabilisce la nullità delle clausole nelle quali sono convenuti interessi usurai (art. 4), e quindi la nullità dell'intero contratto. La nullità è estesa con provvedimento non impugnabile del presidente del Tribunale anche a tutte le ipoteche poste su beni a garanzia di titolo di credito, e ai protesti elevati dall'usuraio per presentazione a pagamento del titolo esecutivo di credito (art.18).La vittima di usura non è tenuta a risarcire né gli interessi per un ammontare al di sotto della soglia di usura, né l'eventuale differenza fra capitale prestato dall'usuraio e le somme già trasferitegli. La normativa (art.1) introduce il sequestro dei beni dell'usuraio per risarcire le vittime delle somme già corrisposte (sia come interessi che come rimborso del capitale prestato). La confisca si applica anche ai beni dei quali "il reo ha disponibilità per interposta persona", intestati a terzi che svolgono il ruolo di "prestanome". Viene equiparato alle pene del reato di usura anche chi fa dare o promettere a sé o terzi compensi usurai, per la mediazione. Tale fattispecie riguarda anche chiunque non presti denaro direttamente alle vittime, ma conferisca denaro agli usurai, con l'intento di partecipare agli interessi derivanti dalla loro attività. Viene istituito un fondo di solidarietà per le vittime che prevede l'erogazione di mutui a 5 anni e tasso zero proporzionale alle somme corrisposte all'usuraio, e alle perdite o mancati guadagni derivanti dal delitto di usura (art. 14).Le vittime che non denunciano il reato e corrispondono il prestito e gli interessi usurai, perdono tutti questi diritti: "La prescrizione del reato di usura decorre dal giorno dell'ultima riscossione sia degli interessi che del capitale" (art.11): confisca dei beni, accesso al fondo di solidarietà, cancellazione di protesti e ipoteche secondo la legge si applicano solamente in caso di condanna. La denuncia non è obbligatoria e non comporta conseguenze penali. Confindustria ha adottato un'autoregolamentazione che prevede l'espulsione degli iscritti che paghino il "pizzo" o non denuncino pratiche usuraie. Il codice penale disciplina in modo differente i reati di anatocismo e di usura. La capitalizzazione composta degli interessi può comunque portare a un interesse complessivo superiore alle soglie dell'usura. Epoca contemporanea. La principale novità introdotta dalla legge 23 febbraio 1999 n. 44, è la possibilità di sospendere le azioni esecutive, quali pignoramento o sfratto.[2Sentito il parere favorevole del presidente del tribunale, il prefetto ordina la sospensione delle azioni esecutive nei confronti delle vittime di usura e di estorsione.

 Oggi il Testo Unico Bancario sancisce che il tasso di interesse massimo oltre al quale un prestito viene definito usurario è stabilito dall'UIC (Ufficio italiano cambi). In questo modo, la Banca Centrale stabilisce i valori minimo e massimo entro i quali variano i tassi di interesse (il tasso di sconto è l'interesse minimo al quale le banche prestano denaro, e l'UIC è costituito presso la Banca Centrale).L'usura (parola latina per interesse) è la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse considerati illegali, socialmente riprovevoli e tali da rendere il loro rimborso molto difficile o impossibile, spingendo perciò il debitore ad accettare condizioni poste dal creditore a proprio vantaggio, come la vendita a un prezzo particolarmente vantaggioso per il compratore di un bene di proprietà del debitore, oppure spingendo il creditore a compiere atti illeciti ai danni del debitore per indurlo a pagare. Cristo caccia gli usurai fuori dal Tempio, incisione di Lucas Cranach il VecchioCaratteristiche. Di solito le vittime dell'usura sono persone e aziende in difficoltà economiche, alle quali è precluso il credito bancario, in ragione della consapevolezza da parte della banca della presumibile insolvenza di chi chiede prestiti. Tali persone e aziende trovano credito presso canali non ufficiali. Chi concede il prestito a tassi d'usura conta di rivalersi, in caso di mancato pagamento, sul patrimonio del debitore, che accetta il prestito anche a tali condizioni, sperando di poterlo comunque restituire. Frequentemente gli usurai (detti comunemente strozzini) svolgono altre attività illegali, dalle quali provengono i capitali che essi prestano e compiono altri atti illeciti, come il riciclaggio di denaro guadagnato illecitamente o atti di violenza per piegare la volontà delle loro vittime. Talora, l'usuraio già dispone di un notevole patrimonio personale ed è in grado di fornire garanzie ai creditori per prestiti di un certo ammontare. A volte si limita a firmare una fideiussione, che permette alla vittima di ottenere un prestito. L'istituto di credito rifiuta di concedere un prestito a chi non fornisce sufficienti garanzie e/o capacità di rimborso futuro, e la fideiussione può aprire le porte al credito. In questo modo, l'usuraio potrebbe riscuotere interessi, senza anticipare alcuna somma. Diversamente, l'usuraio potrebbe prendere a prestito il denaro da un istituto di credito, garantendo col suo patrimonio, e girando le somme alle vittime a tassi usurai. Tuttavia, prestiti frequenti di ingenti somme potrebbero essere segnalati, e l'usuraio chiamato a documentare l'impiego delle aperture di credito. L'usuraio non è considerato un lavoro a norma di legge pertanto non è definito come professione. Il giro di affari annuo dell'usura in Italia è stimato in 30 miliardi di Euro ed interesserebbe 150.000 esercizi commerciali. È altresì stimato che al 36% tale giro di affari sia controllato dal crimine organizzato.Una delle più tragiche vicende legate all'usura nel nostro Paese fu quella di Alberto Macciocca, imprenditore edile laziale che, per fronteggiare la crisi della sua attività, aveva preso in prestito dagli usurai una somma di 14 milioni di vecchie lire nel 1969, impegnandosi a rimborsarla con versamenti mensili di 600mila lire. Otto anni dopo, aveva già pagato ben 43 milioni di interessi su tale prestito e la sua situazione finanziaria si era fatta insostenibile.

 Il 9 luglio 1977, Macciocca uccise per la disperazione la moglie ed i quattro figli minorenni, per poi rivolgere l'arma contro di sé. In ospedale riuscirono a salvargli la vita, ma subì la perdita della vista. Legislazioni antiusuraLa maggioranza dei Paesi prevede un tasso limite oltre il quale il prestito si definisce usuraio. A volte il tasso limite è un valore assoluto, altre volte aggiornato periodicamente dai Governi e "agganciato" ai tassi di interessi correnti e all'andamento dell'inflazione. Dove non è previsto un valore-limite, spesso è richiamato un principio di proporzionalità ai tassi correnti e alle condizioni del caso, che lascia ai giudici ampia discrezionalità di interpretazione. Alcune legislazioni, sia con un tasso-limite che con un orientamento più liberista, prevedono la nullità "ab initio" dei contratti stipulati con tassi di interesse ritenuti usurai. In questo caso, la vittima dell'usura non è tenuta a restituire il capitale prestato.Europa. In sede comunitaria esiste una proposta di Consumer Credit Directive, che liberalizza completamente il mercato del credito, non ponendo limite né all'ammontare dei prestiti né ai tassi di interesse applicabili. La Direttiva introduce in materia il principio, diffuso in finanza e in altri settori, dell'home country control. Sarebbero autorizzate a prestare denaro in tutto il continente, società di finanziamento con sede legale nel Regno Unito, dove le leggi antiusura sono molto meno restrittive che in Francia o Germania.Diverrebbero non conformi alla normativa comunitaria i controlli nazionali sui tassi antiusura, praticati da Paesi quali Italia, Francia, Germania e Olanda. Una materia non disciplinata dalla giurisprudenza comunitaria è la validità/nullità dei contratti in base a determinate clausole. In questo senso, le leggi che prevedono la nullità ab initio dei prestiti con tassi superiori a una determinata soglia, manterrebbero la loro efficacia nel territorio nazionale. In Europa, la soglia di tolleranza è del 30%, in Italia del 50%, ed è riferito ad un altro parametro, il TAEG. Il TAEG è un indicatore ex post, aggiornato e variabile periodicamente, il Tasso Effettivo Globale, usato nel resto d'Europa è un indicatore ex ante. Italia. Codice Rocco e normative precedenti. Le teorie di Smith e Ricardo in materia di prestito ad interesse furono accolte dal Codice Zanardelli che cancellò il reato di usura. Una netta svolta nell'orientamento dottrinale della nostra legislazione si ebbe nel corso degli anni venti, sicché nel Codice Rocco del 1930 esso venne nuovamente contemplato, e lo è tuttora. Legge n. 108/1996La legge n. 108 del 7 marzo 1996 (pubblicata sulla G.U. nr. 58 del 09/03/1996) inasprisce le pene, e disciplina diritti e tutele delle vittime dell'usuraLa legge italiana prevede sia un limite relativo che una valutazione caso per caso da parte del giudice, e la nullità delle clausole che prevedono interessi da usura. Stabilisce un limite relativo per il tasso di usura, riferito al Tasso Effettivo Globale Medio (art.2), rilevato ogni tre mesi dall'Ufficio Italiano Cambi. L'UIC è costituito presso la Banca d'Italia, di proprietà degli istituti di credito. La 108 del 1996 indica come usurari gli interessi sproporzionati rispetto alla prestazione, se chi li ha promessi si trova in difficoltà economiche o finanziarie (art. 1).

La legge stabilisce la nullità delle clausole nelle quali sono convenuti interessi usurai (art. 4), e quindi la nullità dell'intero contratto. La nullità è estesa con provvedimento non impugnabile del presidente del Tribunale anche a tutte le ipoteche poste su beni a garanzia di titolo di credito, e ai protesti elevati dall'usuraio per presentazione a pagamento del titolo esecutivo di credito (art.18).La vittima di usura non è tenuta a risarcire né gli interessi per un ammontare al di sotto della soglia di usura, né l'eventuale differenza fra capitale prestato dall'usuraio e le somme già trasferitegli. La normativa (art.1) introduce il sequestro dei beni dell'usuraio per risarcire le vittime delle somme già corrisposte (sia come interessi che come rimborso del capitale prestato). La confisca si applica anche ai beni dei quali "il reo ha disponibilità per interposta persona", intestati a terzi che svolgono il ruolo di "prestanome”.Viene equiparato alle pene del reato di usura anche chi fa dare o promettere a sé o terzi compensi usurai, per la mediazione. Tale fattispecie riguarda anche chiunque non presti denaro direttamente alle vittime, ma conferisca denaro agli usurai, con l'intento di partecipare agli interessi derivanti dalla loro attività. Viene istituito un fondo di solidarietà per le vittime che prevede l'erogazione di mutui a 5 anni e tasso zero proporzionale alle somme corrisposte all'usuraio, e alle perdite o mancati guadagni derivanti dal delitto di usura (art. 14).Le vittime che non denunciano il reato e corrispondono il prestito e gli interessi usurai, perdono tutti questi diritti: "La prescrizione del reato di usura decorre dal giorno dell'ultima riscossione sia degli interessi che del capitale" (art.11): confisca dei beni, accesso al fondo di solidarietà, cancellazione di protesti e ipoteche secondo la legge si applicano solamente in caso di condanna. La denuncia non è obbligatoria e non comporta conseguenze penali. Confindustria ha adottato un'autoregolamentazione che prevede l'espulsione degli iscritti che paghino il "pizzo" o non denuncino pratiche usuraie. Il codice penale disciplina in modo differente i reati di anatocismo e di usura. La capitalizzazione composta degli interessi può comunque portare a un interesse complessivo superiore alle soglie dell'usura. Epoca contemporanea. La principale novità introdotta dalla legge 23 febbraio 1999 n. 44, è la possibilità di sospendere le azioni esecutive, quali pignoramento o sfratto.Sentito il parere favorevole del presidente del tribunale, il prefetto ordina la sospensione delle azioni esecutive nei confronti delle vittime di usura e di estorsione. Oggi il Testo Unico Bancario sancisce che il tasso di interesse massimo oltre al quale un prestito viene definito usurario è stabilito dall'UIC (Ufficio italiano cambi). In questo modo, la Banca Centrale stabilisce i valori minimo e massimo entro i quali variano i tassi di interesse (il tasso di sconto è l'interesse minimo al quale le banche prestano denaro, e l'UIC è costituito presso la Banca Centrale).L’usura Certe volte, sono i piccoli fatti, che spalancano le porta di fatti grossi grossi. 

Lo hanno ribadito tante volte in conferenza stampa l’ex procuratore della DDA di Reggio calabria, Giuseppe Pignatone ed i suoi aggiunti, Nicola Gratteri,, Ottaviob Sferlazza e Michele Prestipino; ma anche l’attuale procuratore capo della Repubblica di Reggio calabria, Federico cafiero De Raho. Un concetto scontato, ma che è bene rilevare quando ci sia l’occasione. Una semplice rapina a Fossano di Cuneo, ha fatto scattare la molla della confessione. Ed ecco svelato il mistero della scomparsa del pentito o collaboratore di Giustizia, soppresso dai suoi debitori che gli dovevano una grossa cifra di denaro, connessa con l’usura. E' stato identificato il cadavere trovato a Borgo S.Dalmazzo, vicino al torrente Gesso. Si tratta di Salvatore Germanò. Due le persone arrestate per l'omicidio, Pantaleone Parlato e Piergiorgio Mandrile. Sono stati loro a condurre i carabinieri nel luogo in cui il corpo era seppellito. Ancora ricercato per il delitto un terzo uomo. Salvatore Germanò ex collaboratore di giustizia espulso dal programma di protezione alcuni anni fa, dopo una condanna per usura, era scomparso il 18 luglio 2014 da Borgo San Dalmazzo. Il cadavere è stato trovato sulle sponde del torrente Gesso, avvolto in un nylon bianco, la testa incappucciata con un sacco della spazzatura nero, un foro di proiettile  sul viso  sono stati i suoi assassini a condurre i carabinieri che lo stavano cercando al suo cadavere, residenti a Borgo San Dalmazzo, dove la vittima si era stabilito con la sua famiglia; hanno orchestrato il delitto con la complicità di Vittorio Ierinò, un pregiudicato di 55 anni con precedenti per associazione mafiosa e reati connessi all'utilizzo di armi. le ricerche del terzo uomo , che si trovava agli arresti domiciliari, coinvolto nella vicenda. Sono state intanto estese a tutta l'Italia, e alla vicina Francia. Ma chi era Salvatore Germanò.“…In poche parole, tutta una realtà che lasciava intendere uno stretto accordo tra il Fondacaro e la detta impresa e, conseguentemente, atteso il ruolo del primo, tra quest’ultima e la mafia gioiese della quale il predetto era importante esponente. Ed è in tale realtà, che si inseriscono le dichiarazioni di Germanò Salvatore. Prima di prendere in considerazione le predette, fonte https://www.unirc.it (Consiglio Superiore della Magistratura, Ufficio per gli Incontri di Studio Incontro di studio sul tema: “Il contrasto alla criminalità organizzata: l’evoluzione del fenomeno e nuovi strumenti investigativi” Roma, 10 – 12 novembre 2008 Hotel Jolly MidasLe forme di infiltrazione delle mafie nel tessuto sociale e gli strumenti normativi di contrasto Relatore Dott. Roberto PENNISI Sostituto procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia ) va rilevato come il Germanò non sia certamente un tecnico del diritto e, pertanto, l’utilizzazione dei termini da parte sua non vada intesa in senso tecnico, bensì in termini pratici: per lui, addetto durante la sua militanza nella cosca “Piromalli-Molè” al settore delle estorsioni, ogni elargizione di denaro verso la cosca diventa “estorsione” in quanto egli ne percepisce la natura illecita, cioè di somma non dovuta secondo le regole della normale convivenza. Come pure, per il Germanò, è difficile pensare che il denaro corrisposto al gruppo cui apparteneva  potesse essere il frutto di una volontaria elargizione, ma comunque conseguenza di un atto cui l’elargitore non si sarebbe risolto se non avesse avuto a che fare con un gruppo mafioso così potente. 

Per il dichiarante costituiva, invero, un dato assodato, facente parte dell’ordine naturale delle cose, il potere assoluto del suo gruppo nelle piana di Gioia Tauro e, specificamente, nella area portuale del medesimo centro. Egli non compie l’ulteriore passo, che, invece compete a chi deve, attraverso le dichiarazioni, pervenire all’accertamento di una realtà esistita, consistente nell’accertamento del significato degli accordi di vertice di cui pure il collaboratore parla, e se essi fossero finalizzati al perseguimento di un utile per entrambe le parti, essendo intervenuta una sorta di adesione da parte dell’impresa al perseguimento delle finalità dell’altra, che correvano parallelamente al conseguimento delle proprie, sino a determinarsi alla fine, per effetto di una conversione delle due rette verso una unica meta, una vera e proprie fusione di interessi basata sul riconoscimento da parte dell’impresa del potere delle cosca, e da parte di quest’ultima della indispensabilità della prima per il funzionamento del complessivo meccanismo che consente alla mafia di lucrare utili grazie ai pubblici appalti: una sorta di “accordo di programma criminale”. Ad uccidere Salvatore Germanò, per la procura di Cuneo, che ha coordinato le indagini, - in concorso tra loro e con ruoli ancora da definire, sono stati un carabiniere in pensione  Pantaleone Parlato, 53 anni, e il geometra Piergiorgio Alessandro Mandrile, 43 anni. hanno orchestrato il delitto con la complicità di Vittorio Ierinò, un pregiudicato di 55 anni con precedenti per associazione mafiosa e reati connessi all’utilizzo di armi. Parlato e Mandrile,  secondo la ricostruzione degli inquirenti, dovevano una grossa somma di denaro alla vittima, ex 'ndranghetista di origini calabresi, che evidentemente non aveva mai messo fine alla sua attività illecita di usuraio In questa storia si parla di Vittorio Jerinò, se non sia un caso di omonimia, uno dei figli di don Ciccio Jerinò. Gli Jerinò o Ierinò sono una 'ndrina di Gioiosa Jonica dedita al narcotraffico. Sono presenti anche nella zona di Ivrea, nel Salento, nella Borghesiana e a Pisticci in provincia di Matera. Sono alleati dei Mazzaferro.  Francesco Jerinò, inteso “Ciccio Maniglia", ha ospitato il boss palermitano Michele Navarra, durante il periodo di soggiorno obbligato che quest' ultimo doveva trascorrere a Gioiosa Jonica. Capibastone:
Francesco Jerinò, detto Cicciu Manigghja, ex capobastone. Ha ospitato Michele Navarra per un periodo della sua latitanza.
Giuseppe Jerinò, figlio di Francesco, ex capobastone arrestato il 4 aprile del 1995 dopo 13 anni di latitanza nella cattura è stato ferito: "Non pensavo che i carabinieri fossero così bravi - dice Jerino' - potevano uccidermi, ma non l'hanno fatto". Il boss disteso sul lettino del Pronto Soccorso dell'ospedale di Siderno scherza e si concede volentieri alle domande del cronista. "Volevo costituirmi cinque anni fa, poi la morte di mio padre e altre vicissitudini familiari me l'hanno impedito". È il fratello di Vittorio, il bandito che ha sequestrato Roberta Ghidini, la giovane di Brescia liberata dopo un mese di prigionia. "Mio fratello ci ha rovinati a tutti - dice Giuseppe Jerino - è un malato ha voluto fare il sequestro con la banda Brancaleone... È un pazzo. Per colpa sua ci hanno confiscato tutti i beni di famiglia". Il 14 luglio 2011 nell'operazione Crimine 3 rivede il carcere.
Antonio Jerinò, figlio di Francesco, arrestato per il sequestro Materazzi assieme al fratello Giuseppe.
Vittorio Jerinò, figlio di Francesco, viene arrestato nel 1991 per il sequestro di Roberta Ghidini, poi a causa di un permesso non rientra in carcere e si dà alla latitanza e viene arrestato il 1 novembre 2002 davanti alla tomba del padre, dopo cinque mesi di latitanza, insieme alla sorella Maria.
Roberto Jerinò, figlio di Francesco, il 14 luglio 2011 viene arrestato nell'operazione Crimine 3.
Domenico Jerinò, figlio di Francesco, viene arrestato per un traffico internazionale di droga denominato operazione "Carmen".
Maria Jerinò, figlia di Francesco, viene arrestata il 1 novembre 2002 davanti alla tomba del padre insieme al fratello Vittorio latitante, per detenzione di arma clandestina in concorso (e non per favoreggiamento, in quanto parente del latitante); viene condannata per rapine, estorsioni insieme al fratello Vittorio e altri affiliati nell'operazione "Manigghja 3". Dopo l'appello e la conferma della condanna oltrepassa i cancelli del carcere nel novembre del 2010.
Giorgio Jerinò, figlio di Francesco, arrestato più volte e il 24 giugno 2010 dai carabinieri di Milano in quanto al momento del fermo da parte dei militari, ha conseguito dei documenti falsi ed era in possesso di una ingente somma di denaro, ben 325 000 euro.
Fatti recenti
Il 14 luglio 2011 vengono arrestate oltre 40 persone nell'ambito dell'operazione internazionale dei carabinieri Crimine 3. Le persone sono accusate di traffico di droga internazionale e associazione mafiosa e sono state arrestate per lo più in Italia, alcune in Spagna, Olanda e negli Stati Uniti. Il traffico veniva gestito insieme al Cartello del Golfo e ai cartelli colombiani, per la 'Ndrangheta c'erano presunti affiliati agli Jerinò, Commisso, Coluccio, Aquino e Pesce. Gli Jerinò per la Commissione Parlamentare Antimafia ed i Comandi Provinciale dei Carabinieri e della guardia di Finanza e della Questura, ma anche per la DDA di Reggio Calabria e Catanzaro, sono una delle cosche mafiose reggine più antiche e forti del gotha della ‘ndrangheta. 

Domenico Salvatore






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