Reggio Calabria 201 agosto 2014 - Con i Bronzi ci si riprova sempre; è una sorta di “amore
ossessivo” e non passa anno in cui non arrivi un “illuminato” che sfrutti
qualche grande manifestazione per tirare fuori sempre la stessa identica
proposta: non “portarli in giro per il mondo” ma “levarli via da Reggio” .
Succedeva anche in tempo greco che i romani saccheggiassero
la città delle sue statue; è un vizio millenario questo.
La questione attira sempre molta attenzione e spacca l’opinione pubblica nelle solite due
fazioni del Sì e del No.
Nascono fiumi di riflessioni di natura tecnica e
socio-culturale per non dire di campanilismo vero e proprio, di “tifoseria”.
Nessuno tuttavia vuole affrontare la situazione in modo
radicalmente “organico” e risolutore facendo perdere di vista l’aspetto più
importante che è causa ed effetto di
questa cecità su tutta la realtà cittadina.
I Bronzi sono quasi
“trincerati” nel Museo perchè Reggio manca, di fatto, di un vero progetto di
valorizzazione dei suoi Beni culturali e del suo territorio; di un “Sistema
Cultura” integrato che comprenda ogni realtà di rilievo nel settore e la adegui qualitativaemnte alla loro
presenza.
Fuori dal Museo c’è una città decadente e priva dei più
elementari servizi; in più è una città brutta ( si pensi solo al vergognoso
rudere del Roof Garden).
Teatri , Monumenti , Accademie, Giardini, Scavi ,
Biblioteche e Musei dovrebbero appartenere ad un’unica rete e percorso che proponessero e promuovessero questo patrimonio in modo organico al turista o allo studioso
assieme a “pacchetti integrati” di soggiorno cittadino.
Creare “economia-turistica” è una scienza che parte dalla
cura dei Beni che generano questo indotto.
La responsabilità è assolutamente istituzionale e coinvolge trasversalmente
Regione, Provincia e Comune oltre che le Sovrintendenze.
Non vi è stato mai nè un piano regionale nè locale di
valorizzazione fattiva del nostro patrimonio, anzi non vediamo l’ora spesso di
disfarcene ( vedi Miramare e Villino Benassai ) o, addirittura, di distruggerlo
( vedi Arena lido o Castello Aragonese).
I Bronzi non si devono muovere non per una forma bieca e
bigotta di provincialismo o per chissà quali problemi tecnici; non lo si deve
consentire perchè viene scardinato il primo e più forte elemento su cui
strutturare una pianificazione culturale e socio-economica della città.
Le Statue sono il simbolo più prestigioso di Reggio e
riscattano la città e le sue brutture con la loro semplice presenza dentro il
Museo.
Diventano un modello
permanente di riferimento per ogni slancio culturale locale che in essi trova
conforto quasi fossero delle “sentinelle” o dei “garanti” di quella Bellezza e
di quell’Armonia che è appartenuta a questa terra ma che ora è andata persa.
I Bronzi non sono solo delle “statue” ma vengono percepite a
tutti gli effetti come due “divinità”: Reggio è legata a loro quasi da
sentimento religioso alla stregua del “Quadro della Madonna”.
E’ dunque vero che
Reggio non dia loro il giusto valore ma
i Bronzi danno valore a Reggio ; ecco perchè
spostandoli ci si sente offessi e feriti in un senso profondo di sacralità.
Francheschini piuttosto ci aiuti a recuperare gli altri
“nostri” reperti in giro per il mondo; investa le risorse necessarie per la
valorizzazione o l’effettuazione degli scavi archeologici ( si pensi alla
“città nascosta” che abbiamo sotto i piedi); aiuti a completare i lavori per
l’Arena Lido e per i Teatri cittadini periferici lasciati incompiuti; ci
sostenga per ridare lustro al nostro magnifico Teatro Comunale.
Questo dovrebbe fare un Ministro ai Beni Culturali degno di
tale nome e non sponsorizzare il trsferimento delle icone massime della “spiritualità” culturale. Di un’intera
comunità
Reggio si riprenda se stessa.

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