Quest'edizione, passerà alla storia, come la più cervellotica e schizofrenica. Già al primo atto, erano 'fuori': Italia, Inghilterra e Spagna, che deteneva il titolo, nientemeno (anche il titolo europeo). La 'pratica Brasile', era liquidata dopo appena mezz'ora di…"vascello del pirata e montagne russe". Muller e Lham trascinano la Germania. In chiusura del tempo, Oscar salva l'onore con il goal della bandiera.
LA GERMANIA A BELO HORIZONTE, 'PRENDE' A PALLONATE (7-1), I MAESTRI DI CALCIO BRASILIANI, CINQUE VOLTE CAMPIONI DEL MONDO
Domenico Salvatore
Che disastro!Che catastrofe! L'Apocalisse. C'è sempre una prima volta in tutte le cose d'accordo, ma un simile cataclisma, non lo farebbero nemmeno "Andrew, Katrine od Arthur". Brasile sramato, abbattuto, segato, troncato, scortecciato, ridotto in tavole, travi e listelli, lavato, asciugato, stagionato, piallato, truciolato e polverizzato fin dentro casa sua. Incredibile ma vero! Le immagini impietose, asettiche ed impersonali, catturano il volto lugente di un bambino, che scoppia in un pianto a dirotto, col cuoricino a pezzi; come se improvvisamente, avesse perso Fido od il micetto di casa e se ne fosse andato sui campi elisi dei felini, sotto l'immaginario ponte dell'Arcobaleno; come se il vento capriccioso, gli avesse sradicato il filo dell'aquilone. Fiumi di lacrime che prorompono come il Niagara Falls sotto il Ponte dell'Arcobaleno nei pressi di Buffalo; singhiozzi incontenibile, come quelli di duecento milioni di brasiliani. Il crollo verticale del mito. La fine di un sogno e di un'epoca. Chi grida alla vergogna e chi allo scandalo. Come sono lontani i tempi quando il Brasile di Feola, spezzava il cuore degli Svedesi di Nils Liedolm, in casa loro (2-5) …3 Gilmar, 2 Bellin, i4 Djalma Santos, 12 Nilton Santos,15 Orlando, 6 Didi, 7 Zagallo, 11 Garrincha, 19 Zito, 10 Pelé, 20 Vavá; se non quando il Brasile di Moreira, nei campionati 'cileni' mandava in frantumi il 'battente' dei cecoslovacchi (3-1)… Gilmar 1, Djalma Santos 2, Nílton Santos 6, Zito 4, Mauro Ramos 3, Zózimo 5, Garrincha 7, Didi 8, Vavá 19, Amarildo 20, Zagallo 21. L'era di Pedro Edson Arantes Do Nascimento in arte 'Pelè', finiva con la conquista del suo terzo titolo consecutivo, caso unico nella storia del calcio. In finale, il Brasile di Mário Zagallo, incontrò proprio gli azzurri, travolti da un pesante 4-1…Felix, Brito, Piazza, Carlos Alberto, Clodoaldo, Jairzinho, Gerson, Tostao, Pelè, Rivelino, Everaldo. Era una formazione spaziale, che incuteva timore e rispetto, se non smarrimento, panico e terrore. Giocava a memoria. Sul campo, un samba che stordiva gli avversari e trascinava le folle ammaliate dalle sirene di Ulisse. Gesti veloci, automatici, funambolici, trascendentali, che tagliavano le difese come se fossero di burro. Mai un pallone alla sans façon, tecnica individuale, al 'numero uno'. Era difficilissimo trovare un passaggio sbagliato in novanta minuti. Il quarto negli Stati Uniti ancora contro l'Italia d.c.r. ed il quinto titolo in Giappone (2-0) proprio contro la Germania, che non digerì mai quell'ingiusta sconfitta ed aspettava il momento giusto per vendicarla, non convinsero proprio nessuno. Sebbene consentissero al Brasile di guidare la speciale classifica (5 Brasile depositario della Coppa Rimet, 4 Italia, 3 Germania, 2 Argentina, 2 Uruguay,1 Francia, Inghilterra, Spagna). Brasile irriconoscibile o Germania super-star? Si ha un bel dire che mancassero Neymar e Thiago Silva. La partita con il Messico, aveva chiarito oltre ogni ragionevole dubbio che il Brasile, non fosse una squadra da titolo mondiale. La critica, non aveva sparagnato e lesinato critiche anche feroci. Fermo restando le belle individualità. Umiliati ed offesi, se non massacrati. Ivan Petrovič e Nathalia Nikolajevna, immortalati da Fëdor Dostojevskij, sono stati partoriti dopo una tragedia simile a questa. L'eterno copione di Tom & Jerry. Sembrava di giocare al calcetto …tiki, taka
Intendiamoci, il Brasile che si permetteva il lusso di tenere in campo Luiz, super-isterico e Fred, preso a bordate di fischi, ancor prima di questa partita, qualcosina ha fatto ma solo nella parte terminale del secondo tempo; dopo la 'frittata' a babbomorto; ma, c'era chi, comodamente sdraiato sul sofà, si vedesse il match, accompagnato da…smartphone e cuffia innnestata sul computer, noccioline sgusciate, arachidi, pistacchio, semi di zucca e ceci arrostiti altrimenti detti "calia", grappa aromatica e vino da dessert, alternata con birra e coca-cola. Altro che nazionale, la serie B, sarebbe pure un lusso. Ma non si giocava a Monaco o Berlino. Nooo! Si giocava in Brasile; a Belo Horizonte. Eroe della serata stavolta non è stato Neuer. Nel primo tempo l'uomoragno tetutonico, ha timbrato il cartellino della disoccupazione presso l'ufficio di collocamento. Nella ripresa finalmente Scolari si decide ad effettuare i cambi e le occasioni da rete fioccano, ma il Batman tedesco vola e spazza, da par suo. I Cariocas, giochicchiano in mezzo al campo, confusi e smarriti, ma anche abulici ed apatici. Per non dire che si trascinino. Sugli spalti e davanti al teleschermo o schermo gigante, i contras non tardano a capire l'aria che tiri, davvero poco salutare. Il tempo di smaltire la sbornia, la delusione e l'amarezza, non solo per il bel gioco, nemmeno virtuale, assolutamente inesistente, ma per i goal, che non arrivano. Tranne che sull'unico gioiello di Oscar. Una rete salva onore, che la dice tutta sull'inconsistenza di una squadra flaccida, molliccia, cadente e gelatinosa. Nemmeno la brutta copia dello squadrone che incantava le folle, anche avverse. Ma la difesa tedesca, nella circostanza, non è apparsa pronta ed efficace come in altre occasioni. Sembrava il Festival del pianto. E non c'era abbraccio consolatorio che tenesse, sorriso, pacca ed ammiccamento, che potesse indorare la pillola, rimasta appiccicata sul gozzo. I Tedeschi, hanno continuato a macinare gioco sino ai due minuti di recupero, concesso dall'ineffabile signor Moreno Rodriguez…"generosamente" premiato dopo l'inopinata azione di buttafuori esibita contro l'Italia. Eliminata, grazie a due orrori macroscopici. L'espulsione di Marchisio. Un cartellino giallo, sarebbe stato già eccessivo e la mancata espulsione di Suarez che ha preso a morsi il povero Chiellini, sotto l'occhio di mezzo mondo; a parte i tanti fischi per fiaschi, granchi e corbellerie, collezionati nell'arco dei novanta minuti. Per fortuna dei Tedeschi, il Brasile si è eliminato da solo, con una partita da dimenticare in fretta, che ha provato drammi, commedie e tragedia in tutto il Paese verde-oro. Le immagini parlavano da sole e non avevano bisogno di essere commentate. Zanna Bianca Müller, non tardava a colpire e lasciare il segno. Poi i ragazzi della Via Paal, hanno completato l'opera. In mezz'ora il de profundis era bell'e cantato.
Joachim Loew, ( da giocatore, non ha avuto una carriera folgorante; anzi, ma nel calcio e non solo, questo conta poco),caschetto alla Beatles prima maniera, pantaloni e camicia o maglietta, allampanato e sornione, deve solo osservare che i suoi ordini debbano essere eseguiti alla...tedesca. E non ha bisogno di impettirsi sulla tolda del Pequod, come capitan Achab, in attesa del passaggio di Moby Dick. Tutto facile come bere un bicchier d'acqua. Chissà quanto Tedeschi a casa e sugli spalti, si siano dati il classico pizzicotto sull'avambraccio, per capire se fossero desti o sognassero. Il metronomo Lham, in cabina di regìa, come Giorgio Streheler, non ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie, ma ha letto gli spartiti meglio di Claudio Abbado e Riccardo Muti, maestri del teatro "Alla Scala" di Milano. Tutti dietro a lui, come se fosse il Mago di Hamelin. Schurrle, parte dalla panchina, non nitrisce e non scalpita come un puledro nel korral. Ha due occhi e due gambe e non porta la benda, né la bandana, ma possiede l'astuzia, la sagacia e la forza di Long John Silver, garretti di antilope ed una vista di falco. In men che non si dica, mette e a cuccia l'incolpevole Julio Cesar, diventato (per poco) l'eroe nazionale, dopo i due rigori parati nei supplementari. Ma sarebbe più giusto dire sbagliati dagli avversari. Lì si era avuta la giusta misura del potenziale carioca. Il Brasile 'vero', non ha bisogno di mezzucci per passare il turno. Ma gente come Kakà e Robinho sarebbe stata ancora utile. L'entrata killer di Zunica contro Neymar è stata aspramente criticata e ci sembra pure giusto così; nemmeno sanzionata con un cartellino giallo. Ma altrettanto, non si è fatto con Suarez che ha addentato la spalla di Chiellini. Erano tutti con l'acquolina in bocca per l'eliminazione del brutto cliente italiano. Ci sarebbe stato un altro 'temutissimo' scontro con i Tedeschi? C'è voluta la prova televisiva per inchiodare il 'vampiro'. Ed ora sotto con l'altra semifinale Olanda-Argentina. Ci sarà il bis od assisteremo ad una gara tattica ed avara di emozioni e di goal? Chi conquisterà sul campo, il diritto di affrontare la Germania? Comunque giova ricordare che Olanda-Germania ( quando nel 1974, organizzò la Germania) od Argentina-Olanda ( quando nel 1978 organizzò l'Argentina)non siano inediti. La terza finale, l'Olanda la perse contro la Spagna, quando, nel 2010, organizzò il Sud Africa. Ancora due partite o tre, poi tutto sarà finito. Sarà quello, il momento ineludibile di celebrare il trionfo e di… "esaltare" gli errori o gli orrori delle sconfitte e gli sconfitti. Esami di riparazione fra due anni, ai Campionati europei. Domenico Salvatore
Il tabellino di Dosa
BRASILE-GERMANIA 1-7
Brasile:12S. Julio Cesar 5, 6V. Marcelo 4, 4M. David Luiz 4, 13C. Dante 4, 23D. Maicon 6, 5L.Fernandinho 4,46' 17D. Luiz Gustavo 4, 20A. Bernard 4, 11E. Oscar 6, 7G. Hulk 4, 46'9, C.Fred 4,71'
IN PANCHINA, 1D. Jefferson22, L. Victor15, A. Henrique, 14S. Maxwell, 2D. Dani Alves19, B. Willian71',8J. Paulinho, 46, 16S. Ramires, 46'18D. Hernanes, 21A. Jo
All. Felipe Scolari 4
IN CAMPO (4-2-3-1)
GERMANIA:1M. Neuer 8, 16P. Lahm 10, 20J. Boateng 9, 4B. Howedes 9, 5M. Hummels 9, 46'7B. Schweinsteiger 9, 6S. Khedira 9,75', 13T. Muller 9, 18T. Kroos 9, 28M. Ozil 9, 11M. Klose 9,58'
IN PANCHINA
22R. Weidenfeller, 12R. Zieler, 15E. Durm, 2K. Grosskreutz, 17P. Mertesacker, 46'14
J. Draxler, 75', 3M. Ginter, 23C. Kramer, 19M. Gotze, 10L. Podolski, 9A. Schurrle258'
All. Joachim Low 10
Arbitro, Moreno Rodriguez 6
Marcatori 11° p.t. Mueller, 23° p.t. Klose, 24° p.t. e 26° p.t. Kroos, 29 p.t. Khedire, 24° s.t.Schurlle, 34° s.t.Schurlle, 90° Oscar
Angoli 7-5, punizioni 11-14, falli laterali 15-17,
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