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| da sx Cafiero de Raho, Barbera, Abbruzzese |
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| da sx Napolitano, Miglioli, Cafiero de Raho, Barbera, Abbruzzese |
Dalle attività tecniche d’intercettazione emergeva, inoltre, come il compenso per l’organizzazione fosse pagato con una parte del carico importato corrispondente ad un quantitativo variabile, in relazione al peso specifico criminale della cosca importatrice, tra il 10 ed il 30% del totale del carico. Inoltre, veniva appurato come, in taluni casi, considerata la redditività del business degli stupefacenti, l’organizzazione avesse investito anche e direttamente nell’importazione della cocaina, inviando i propri membri a contrattare direttamente con i narcos sudamericani A seguito dei numerosi sequestri di cocaina effettuati dal personale delle Fiamme Gialle dello scalo portuale, dalle indagini emergeva inoltre un costante affinamento delle tecniche studiate dai narcotrafficanti per tentare di eludere i controlli doganali. Infatti, in particolare, in una circostanza, nelle comunicazioni intercorse tra i sodali, ciascuno dotato di un nome di “copertura”, veniva intercettato un complesso codice alfanumerico con il quale venivano forniti i dati essenziali da comunicare al personale portuale infedele per individuare la nave ed il container contenete lo stupefacente.La complessa attività di decodifica del messaggio criptato portava a sequestrare un carico di prova da 17 kg, con il quale l’organizzazione testava la nuova modalità d’importazione. Analogamente, nel corso delle indagini, emergeva costantemente lo studio di nuove metodologie e rotte sulle quali inviare, inizialmente carichi di modica quantità e di scarsa qualità (orientativamente tra i 10 ed i 30 kg) per testare la risposta delle forze dell’ordine preposte al controllo ed eventualmente procedere, in un secondo momento, all’invio del grosso e purissimo carico.
I soggetti raggiunti dall’odierno provvedimento di fermo sono: Giuseppe Brandimarte, 43 anni, ex dipendente di una società di gestione della banchina merci del porto di Gioia Tauro; Alfonso Brandimarte, 37 anni, ex dipendente di una società di gestione della banchina merci del porto di Gioia Tauro; Giampiero Sambetterra, 29 anni, dipendente di una società di gestione della banchina merci del porto di Gioia Tauro; Mario Ietto Mario, 46 anni, dipendente di una società di gestione della banchina merci del porto di Gioia Tauro; Vinicio Cambrea, 41 anni, dipendente di una società operante nel sedime portuale; Vincenzo Caratozzolo, 33 anni, ex dipendente di una società operante nel sedime portuale; Francescco Siviglia, 41 anni, rappresentante legale di una società di trasporti operante nella Piana di Gioia Tauro; Giuseppe Condello, 44 anni; Rocco Gagliostro, 37 anni; Antonio Femia, 33 anni; Antonio Calabrò, 25 anni; Vincenzo Crisafi, 34 anni; Antonio Campanella, 27 anni. Con l’operazione odierna, è stato inferto un grave colpo alle organizzazioni criminali calabresi, epurando le strutture logistiche di un importante porto commerciale, da sempre al centro delle cronache nazionali quale punto nevralgico d’approdo per il narcotraffico mondiale, dagli elementi inquinanti infiltratisi che ne compromettevano la legalità anche in danno della crescita e dello sviluppo delle rotte commerciali e del territorio circostante. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, tenuta dal procuratore capo Federico Cafiero de Raho, dal comandante regionale Calabria della Guardia di finanza, generale di brigata Gianluigi Miglioli, dal comandante provinciale colonnello Alessandro Barbera, dal comandante del Nucleo di polizia tributaria tenente colonnello Domenico Napolitano e dal maggiore Peppino Abbruzzese, comandante del Gico.


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