REGGIO CALABRIA 22 giugno 2014. Un lungo applauso ha accompagnato l'uscita dalla chiesa del feretro di Umberto Botti, presidente della SS Rugby Reggio della storica promozione in serie A. In tanti sportivi e non, questo pomeriggio hanno voluto tributare l'ultimo saluto al presidentissimo. Dentro la chiesa e sul sagrato, i suoi ragazzi di quegli anni indimenticabili hanno tributato il doveroso e sentito omaggio a chi ha incarnato nel senso più ampio i valori del rugby.
La bara ricoperta da rose amaranto come le mitiche maglie, la palla ovale con le firme dei suoi ragazzi, il gagliardetto del 1975 e la sua foto sorridente flashback che fa accapponare la pelle. Botti ha voluto che le esequie funebri si svolgessero nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù.
Nella parrocchia di quel rione che considerava suo per averci vissuto con la famiglia per tanti anni, per essersi realizzato professionalmente con la realizzazione di importanti opere pubbliche e, soprattutto, perchè quella parrocchia che comprende i rioni Ferrovieri, Pescatori, Stadio ha sancito l'incontro con lo sport della palla ovale. A quei tempi, lo zoccolo duro di questa meravigliosa disciplina proprio da queste parti aggregava le nuove leve, tanti giovani ruggers alcuni dei quali di li a poco avrebbero guadagnato la maglia della Nazionale. Oggi l'ultimo commosso abbraccio.
Un abbraccio non mesto ma come avrebbe voluto lui festoso come dopo aver realizzato una meta. L'ultima meta purtroppo...
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