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Palermo, operazione "Apocalisse", i dettagli

MAFIA: ARRESTI PALERMO, IN CARCERE ANCHE FRATELLO AUTISTA BOSS RIINA = GIROLAMO BIONDINO ERA IN UNA CASA LAVORO AL NORD Palermo, 23 giugno 2014- C'è anche Girolamo Biondino, 66 anni, fratello di Salvatore Biondino, l'autista del boss Totò Riina, tra gli oltre novanta arrestati all'alba di oggi nella maxioperazione antimafia che ha sgominato la nuova Cupola del mandamento di San Lorenzo e Resuttana. Secondo gli inquirenti Biondino, che dopo la scarcerazione stava finendo di scontare un residuo di pena con la misura di prevenzione della 'casa lavorò al Nord, sarebbe uno dei pesonaggi principali della famiglia mafiosa di San Lorenzo.


MAFIA: APOCALISSE; BOSS INSULTA PENTITI ATTRAVERSO FACEBOOK  - PALERMO, 23 giugno 2014 - Gregorio Palazzotto, titolare di una ditta di traslochi, secondo gli investigatori sarebbe il capo della cosca dell'Arenella. È quanto emerge dall'operazione Apocalisse sfociata in una novantina di arresti a Palermo. Palazzotto si trova in carcere, ma aveva aperto un profilo Facebook da dove insultava i pentiti. «Non ho paura delle manette, ma di chi per aprirle si mette a cantare». Attraverso la pagina sui social faceva rivendicazioni contro il sovraffollamento delle carceri e chiedeva l'amnistia.

MAFIA: ARRESTI PALERMO, SVELATO DOPO UN SECOLO IL KILLER DI JOE PETROSINO = IL POLIZIOTTO ITALO AMERICANO VENNE UCCISO IL 12 MARZO 1909 IN PIAZZA MARINA Palermo, 23 giugno 2914 - A distanza di oltre un secolo è stato svelato chi ha ucciso il 12 marzo 1909 Joe Petrosino, il poliziotto italo americano venuto a Palermo per sgominare una banda di mafiosi. A rivelarlo, senza sapere di essere ascoltato dalle cimici degli investigatori, è stato uno dei discendenti del killer. È uno dei retroscena della maxioperazione antimafia che all'alba di oggi ha portato all'arresto di oltre novanta persone. L'uomo, Domenico Palazzotto, 29 anni, si vantava con gli amici che il killer di Petrosino era stato uno zio del padre: «Ha fatto lui l'omicidio del primo poliziotto ucciso a Palermo. Lo ha ammazzato lui Joe Petrosino», aveva detto agli amici mentre le microspie lo registravano. Joe Petrosino venne ucciso alle 20.45 del 12 marzo 1909, tre colpi di pistola in rapida successione e un quarto sparato subito dopo, suscitarono il panico nella piccola folla che attendeva il tram al capolinea di piazza Marina a Palermo.



MAFIA: PROCURATORE PALERMO, BLITZ INCIDE SU MANDAMENTO STRATEGICO PER COSA NOSTRA = 'DA SEMPRE SAN LORENZO È STATO REGNO INCONTRASTATO DEI BOSS'  - L'operazione antimafia 'Apocalissè che all'alba di oggi ha portato all'arresto di oltre novanta persone, ritenute vicine al mandamento di San Lorenzo e Resutana, «è un'operazione molto importante, perchè incide su un mandamento da sempre strategico per Cosa nosra e un tempo regno incontrastato dei Lo Piccolo e da sempre al centro delle attività di controllo di Cosa nostra». Lo ha detto all'Adnkronos il Procuratore capo di Palermo Francesco Messineo commentando la più grande operazione antimafia degli ultimi anni a Palermo. «Si tratta di un'operazione interforze gestita di comune accordo e in piena sintonia e condivisione delle tre più importanti forze di polizia - dice ancora Messineo - È la dimostrazione di un forte impegno dello Stato e della totale assenza di dvisioni e conflitti e di un efficace coordinamento assicurato dalla Dda». Nell'operazione non ci sono stati contributi dei pentiti, come conferma anche il Procuratore capo messineo: «Ciò non vuol dire che i collaboratori non siano importanti, ma questa è un'operazione gestita con metodi assolutamente tradizonali, con accertamenti diretti sul campo». 

MAFIA: PM TERESI, VITTIME PIZZO NON DENUNCIANO PERCHÈ NON PROTETTI DA STATO = IL PROCURATORE AGGIUNTO DI PALERMO, SPENDING REVIEW HA COLPITO ANCHE QUESTO SETTORE  - «Purtroppo il numero così elevato di estorsioni rilevato nei quartieri San Lorenzo e Resuttana a Palermo e la mancata denuncia delle vittime del pizzo conferma, ancora una volta, che lo Stato non è stato fino ad oggi sufficientemente credibile con le vittime, assicurando loro la giusta protezione. La spending review ha colpito anche questo settore e oggi lo Stato non è in grado di assicurare, a chi si ribella al pizzo, la giusta protezione». È la denuncia del Procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, che ha coordinato la maxioperazione antimafia 'Apocalissè che all'alba di oggi ha portato all'arresto di oltre 90 persone ritenute vicine al mandamento di Resuttana e San Lorenzo. Moltissimi commercianti della zona, come è emerso dall'inchiesta, pagavano il pizzo senza denunciarlo. «Sono stati pochissimi i commercianti e gli imprenditori che hanno deciso di denunciare i loro estorsori - ha spiegato il magistrato all'Adnkronos - con ogni probabilità non si sentono protetti a sufficienza». 

MAFIA: PM TERESI, INFERTO COLPO MOLTO DURO A COSA NOSTRA = IL PROCURATORE AGGIUNTO DI PALERMO, SVELATO ASSETTO MAFIOSO MANDAMENTI PIÙ IMPORTANTI   - Con l'operazione antimafia 'Apocalissè che all'alba di oggi ha portato in carcere oltre novanta persone ritenute vicine al mandamento mafioso di San Lorenzo e Resuttana gli inquirenti hanno «svelato l'assetto mafioso di due tra i più grossi mandamenti e storicamente più accaniti di Cosa nostra, Resuttana e San Lorenzo, dando conferma, ancora una volta, della diffusione del fenomeno mafioso ed estorsivo nel territorio». Così all'Adnkronos il Procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, parla della maxioperazione condotta da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. «Ci preoccupano molto estorsioni a tappeto nei confronti di tutti i cittadini che abbiamo potuto confermare anche questa volta - dice ancora - Il mandamento non è stato azzerato, ma abbiamo inferto un colpo molto duro a Cosa nostra».

OPERAZIONE APOCALISSE:NOMI E FOTOGRAFIE
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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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