Reggio Calabria, 19 giugno 2014 - Mentre la nostra città scivola sempre più in un limbo per questioni legate ad aspetti prettamente locali, le scelte che si stanno consumando a livello nazionale con la riforma della PA progettata dal duetto Renzi/Madia, bramosi di realizzare la famigerata rivoluzione dell'intero apparato pubblico, si traducono nei fatti in un'ulteriore chiusura di importanti Uffici dello Stato fino ad oggi presenti sul territorio reggino.
Il tutto in barba alla ormai imminente attivazione della Cttà Metropolitana in riva allo Stretto!
Gli esponenti politici eletti dalla popolazione reggina con il mandato di rappresentare nelle sedi istituzionali nazionali le ragioni ed i bisogni di questa terra, da sempre martoriata e colonizzata, continuano a tradire la fiducia riscossa dall'elettorato reggino, incuranti delle conseguenze derivanti da un processo di riorganizzazione delle Amministrazioni Centralizzate (Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Pubblici Non Economici) che sta producendo localmente effetti gravissimi sia in termini di efficienza e funzionamento della rete di servizi assicurata dalle diramazioni periferiche degli Uffici statali, sia in termini di organizzazione della risorsa umana.
Basta citare a titolo esemplificativo la riforma della geografia giudiziaria che ha prescritto, fra le altre cose, che per mantenere in vita Uffici importantissimi, quali i Giudici di pace, gli Enti Locali devono farsi integralmente carico delle relative spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, nonché del fabbisogno del personale amministrativo. Innovazione che comporterà un ulteriore aggravio alle già precarie condizioni dei bilanci dei Comuni della nostra Provincia.
Allarmante è la situazione in cui versano tutti gli Uffici Giudiziari del Distretto reggino, con Dotazioni organiche gravemente insufficienti per fare fronte all'immensa mole di lavoro, condizioni logistiche ed igieniche degli ambienti di lavoro da terzo mondo, mentre troneggia nella zona Sud della città una delle più imponenti opere pubbliche incompiute, dove dovranno confluire (se mai sarà ultimata) tutti gli Uffici del Ministero della Giustizia. Una cittadella della giustizia che al momento è solo una città fantasma. Ed intanto nei palazzi romani si parla di processo civile telematico e di sconvolgenti e benefici stravolgimenti operativi nel Settore Giustizia!
Una politica di Spending review che non ha risparmiato alcuna Amministrazione centralizzata ma che ha prodotto solo tagli alle risorse destinate alle attività gestionali ed operative, senza riuscire ad incidere sull'eliminazione dei veri sprechi, come i costi relativi agli smisurati canoni di locazione ed alle consulenze. A Reggio Calabria troppi sono ancora gli Uffici Statali che continuano a pagare canoni di locazione a privati per immobili inadeguati e non in linea con la normativa sulla sicurezza del lavoro.
L'esempio più evidente è il palazzo dell'ex Ministero delle Finanze oggi Agenzia delle Entrate, palazzo di proprietà dello Stato, venduto a privati e dato in locazione all'Agenzia stessa.
E che dire del balletto relativo al trasferimento della sede centrale dell'Agenzia dei Beni Confiscati alla Mafia da Reggio Calabria a Roma, nonostante la stessa fosse stata istituita giusto qualche anno fa proprio qui, in questo territorio, in risposta agli atti intimidatori nei confronti di Uffici Giudiziari. Una insensata retromarcia che sicuramente porterà una boccata di ossigeno alle forze oscure che soffocano il nostro territorio.
Altro dato sconcertante è la soppressione della sede staccata di Reggio Calabria del Tribunale Amministrativo Regionale che dal 1 ottobre chiuderà i battenti, privando la comunità anche di questo segmento della Giustizia.
Anche la scelta governativa di unificare le Scuole di Formazione della Pubblica Amministrazione avrà le sue ricadute sul territorio, che ancora vanta e beneficia della presenza della SNA (Scuola Nazionale dell' Amministrazione), che però, a quanto sembra, verrà soppressa.
Un vera e propria destrutturazione degli Uffici statali, attuata mediante accorpamenti delle diverse funzioni e chiusura di strutture, che coinvolgerà anche le Prefetture, gli Uffici periferici del Ministero del Lavoro e di tante altre Amministrazioni Pubbliche.
Quanti scippi dovrà subire ancora la futura città Metropolitana di Reggio Calabria?
Il
Segretario Provinciale Comparto Ministeri
Vincenzo
Sera
Luigi Palamara
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