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Lotta alla mafia a Lamezia Terme, "Ma se il mio cuore spera, non sarà solo una...'Chimera'

Mercoledì, 14 Maggio 2014-I carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia Terme hanno dato esecuzione a un'operazione di polizia giudiziaria denominata ''Chimera'', che ha consentito arrestare 24 persone, tra cui quattro donne, ritenute legate alla storica consorteria criminale dei Cerra-Torcasio - Gualtieri di Lamezia Terme Nicastro con base operativa in località Capizzaglie. All'operazione, eseguita anche in provincia di Firenze, hanno partecipato oltre duecento militari dell'Arma, appartenenti ai Reparti territoriali, ai Cacciatori di Calabria, e unità cinofile. I particolari saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso il Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro in tarda mattinata. Per l'operazione odierna sono stati impiegati oltre 200 uomini
LAMEZIA TERME, ANNIENTATO DAI CARABINIERI DEL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI E DEL GRUPPO DI LAMEZIA, COORDINATO DALLA DDA DI CATANZARO, IL CLAN DEI CERRA-GUALTIERI-TORCASIO
Domenico Salvatore 

In primis, per gli appassionati di questi argomenti e soprattutto pazienti e sovrani lettori, accenniamo brevemente, che a Lamezia Terme (CZ), territorio  che si articola in tre distinti centri urbani (ex comuni): Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia, terza città della Calabria per numero di abitanti, come tutti sanno, ci siano state due guerre di mafia. Durante la prima, sono state azzerate le "famiglie" De Sensi, Mercuri, Muraca, Pagliuso, Gattini ecc.. La seconda guerra di 'ndrangheta, scoppia, dopo che a cadere sotto il fuoco dei killer, il 9 agosto 2000, è Vincenzo Montilla un pregiudicato di 38 anni, in vacanza in Calabria, assassinato nella centralissima piazza Roma del quartiere Bella con quattro colpi di pistola in faccia. Dov'eravamo rimasti? Ah!...Al cartello originario, composto dalla trimurti mafiosa Francesco Giampà-Nino Cerra e Giovanni Torcasio; tre padrini con uguale 'dote' e potere decisionale, legati e collegati da vincoli di parentela, secondo un costume consolidato all'interno delle mafie. Poi, vennero le scissioni, le gelosie, gli equivoci, i malintesi, l'ingordigia, la diffidenza, il sospetto e tutto il resto. E, furono altre faide ed una seconda guerra di mafia… sangue, morte, distruzione, rovina, orfani, vedove. E tante operazioni dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, coordinati dalla DDA di Catanzaro…operazione "Nuntius, Remake I, Remake II, Chimera…Primi Passi; Dejà vu 1; Dejà Vu 2; Dejà vu 3; Progresso; No Stop; Akropolis, Doppio colpo; Effetto Domino; Medea; Medusa; Minerva; Pegaso; Piana; Old House; Insert Coin (10 ottobre 2013); Delta;Tabula Rasa, Chimera (14 maggio 2014) White Beach e Miseria e Nobiltà…Latino, Greco, Francese, Inglese, Mitologìa…Tutto fa brodo?  Che fine hanno fatto i cartelli di 'ndrangheta Giampà-Iannazzo-Da Ponte e Cerra-Gualtieri-Torcasio? 

Alcuni boss, sono in galera all'ergastolo; o con 20-30 anni sul groppone; e, se vada bene, al famigerato regime del 41 bis. Oppure al cimitero, perché, sono stati ammazzati, come: Francesco Iannazzo, Giovanni Cerra, Federico Gualtieri Federico Gualtieri (ucciso con otto colpi di pistola calibro 9 alle 8 di mattina del 23 marzo del 2007 mentre stava sistemando la sua bancarella della frutta insieme alla moglie e al suocero in via Mario Ferlaino; Per quel delitto, a 30 anni di galera, sono stati condannati: Pasquale Giampà, detto "mille lire", Aldo Notarianni, detto "Alduzzu" e Vincenzo Bonaddio, detto "Lucky", ritenuti tra i componenti della cupola del clan Giampà ; il 23 dicembre 2000, altro delitto eccellente: il 50enne Giovanni Torcasio, alias "U Mindicu" capo storico dell'omonimo clan, viene ammazzato in mezzo alla gente nella centralissima piazza Mercato Vecchio; il 22 agosto 2001 cade sotto l'ennesima raffica di pistolettate il padrino don Pasquale Giampà, 44 anni, fratello del presunto boss Francesco  alias don Ciccio, inteso il "professore", se non 'U Provessura'; giustiziato con undici colpi di pistola a bordo della sua auto. La sera del 6 luglio 2002, cade sotto i colpi di una calibro 9, il boss Vincenzo Giampà, 56 anni altro fratello del "professore".  

Da non confondersi con un altro GIAMPA' Vincenzo cl. 68, detto"Camacho", Springvalley-Melbourne (Australia) in data 19/07/1968, residente in Lamezia Terme in Via Degli Svevi n° 09/A, detenuto. La 'ndrina Giampa' si era affermata a partire dalla fine degli Anni Ottanta quando Francesco Giampa' ("Il professore") inizia una faida contro la 'ndrina capeggiata dal rivale Pasquale Giampa', detto "Tranganiello", ucciso il 23 settembre 1992, capobastone dell'omonimo clan di 'ndrangheta. Secondo il pentito Antonio De Vito, inteso "Jack" e 'Principino', nato il 25.07.1973, 'U Tranganiellu, sarebbe stato il mandante del delitto del boss Francesco Iannazzo. Pasquale Giampà a sua volta, sarebbe stato ucciso  dagli Iannazzo? Nel clan di Francesco Giampà ci sono altri'Pasquale'… Giampà Pasquale "Buccaccio" e Giampà Pasquale "Millelire".Nel 2003, c'è una vera e propria strage di "Torcasio". Il 3 maggio vengono ritrovati i cadaveri carbonizzati di Francesco di 45 anni e Antonio Torcasio  di 33 anni. I due fratelli erano scomparsi da quattro giorni. La mattina di venerdì 23 maggio proprio davanti all'ingresso del commissariato di polizia di via Perugini, due killer a volto coperto e a bordo di una moto di grossa cilindrata,  ammazzarono  a colpi di pistola Antonio Torcasio 32 anni, sorvegliato speciale. Ed ancora nella notte tra il 25 e 26 luglio 2003, Vincenzo Torcasio un giovane di 19 anni,  fu ucciso a Falerna.  

La sera del 22 ottobre 2003 Giuseppe Torcasio di 48 anni, esponente dell'omonimo clan, viene ucciso davanti al supermercato "I Pini", in via del Progresso.  Un cognato di Pasquale Torcasio, il 29 enne Giovanni Gualtieri, viene ammazzato a colpi di pistola, il 13 novembre 2004, intorno alle 18,30, dentro una sala giochi, in via Piersanti Mattarella. La mattina del 27 marzo 2007, viene ucciso in un agguato  Federico Gualtieri, di 29 anni, faceva parte del cartello Cerra-Torcasio-Gualtieri. Ucciso, mentre stava per aprire la bancarella di frutta e verdura, che aveva all'angolo di via Enrico Toti, in una zona centrale di Lamezia est,  Il 17 dicembre, cade anche Nicola Gualtieri, 29 anni. Era stato colpito la sera del 25 novembre 2010, in un agguato di stampo mafioso. Cadono ancora due 'Torcasio' nel 2011, padre e figlio. Il 7 giugno viene ucciso in un campetto di calcio alla periferia est della città, Vincenzo Torcasio con 11 colpi di calibro 9x21. 

Il 7 luglio alle ore 9,15 cade il figlio, Francesco Torcasio, 20 anni, ucciso con 15 colpi di pistola calibro 9x21  all'interno della sua Peugeot 107 azzurra parcheggiata in via Misiani, una centralissima arteria del quartiere est della città. Giuseppe Giampà. Il clan di 'ndrangheta, fusione del cartello  Cerra-Torcasio-Gualtieri si stava estendendo ed occupando gli spazi lasciati liberi dopo i numerosi arresti compiuti nei mesi scorsi nei confronti dei loro rivali Giampà-Iannazzo-Da Ponte da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, coordinati dal procuratore aggiunto  Giuseppe Borrelli, trasferito nel frattempo alla DDA di Napoli con lo stesso incarico e le stesse mansioni. I carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia Terme, hanno arrestato 24 persone, tra cui quattro donne, ritenute legate alla cosca di 'ndrangheta dei Cerra - Torcasio - Gualtieri di Nicastro di Lamezia Terme. Una di esse, Teresina Cerra, addirittura nelle vesti di capobastone. 

Non è una sorpresa che nella 'ndrangheta vi siano capibastone al femminile se non "madrine". A parte la moglie del padrino Giuseppe Cirillo boss di Corigliano e di Cassano, Maria Luigia Albano, inteso 'Donna Gina' ed anche 'Gina la bella'. Varie le accuse…Traffico di armi, condizionamento di appalti pubblici, traffico di droga ed estorsioni sono i reati contestati alle persone arrestate. L'inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Catanzaro. Ed eseguita dai Carabinieri del Comando provinciale, diretto dal colonnello Ugo Cantoni e dai Carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, diretta dal capitano Fabio Vincelli. Lo Stato c'è in Calabria; è forte e vince dappertutto. Basta sfogliare i giornali cartacei, accendere una radio, un televisore od un computer, i-pad, i-phone, quotidiano online, se non un'agenzia di stampa; e finanche partecipare a convegni, assemblee, tavole rotonde, simposi e seminari; oppure ai meeting e briefing nelle scuole con magistrati e forze di polizia, per rendersene conto. I processi vengono regolarmente celebrati. C'è la certezza della pena. Ma non è solo repressione dei reati. C'è anche la prevenzione. Non solo. Lo Stato per sconfiggere la 'ndrangheta, ha mandato in Calabria i migliori investigatori e magistrati.

 Un lavoro eccellente che ha consentito di riffe o di raffe, di "tirare fuori" un vero e proprio esercito di pentiti, collaboranti o collaboratori di giustizia, compreso qualche padrino…Angelo Torcasio, Battista Cosentino, Giuseppe Cappello, Rosario Cappello, Saverio Cappello, Giuseppe Angotti, Rosanna Notarianni, Francesco Michienzi, Antonino Belnome, Guglielmo Capo, Massimo Di Stefano, Antonio Recchia, Umberto Egidio Muraca. Le "famiglie" della "Gramigna" che vanno per la maggiore sono quelle dei Giampà, Cerra, Gualtieri, Cannizzaro, Iannazzo, Torcasio, De Fazio, Bagalà, Argento, Mauro, Corrado, Dattilo, Arcieri, Strangis, Gattini, Da Ponte, Mercuri, Pagliuso, Pane, Zamparo   e via discorrendo, ma 'dietro', ovviamente, ci sono i clan satelliti, federati e perfino non belligeranti o neutrali. 

In manette, nell'àmbito dell'operazione "Chimera" sono finiti:Nino Cerra, Pasquale Cerra, Teresina Cerra, Luca Cerra, Vincenzo Torcasio, Alessandro Torcasio, Angela Torcasio (domiciliari), Pasquale Torcasio, Francesco Tropea, Emilio Gualtieri, Maria Gualtieri, Cesare Gualtieri, Nicola Gualtieri, Antonio Paradiso, Peppino Festante, Ottorino Rainieri, Gennaro Muraca, Antonio Villella, Giuseppe Gullo, Pasquale Carnovale, Paolo Paone, Aurora Rainieri (domiciliari) Lucia Vaccaro, Gaetano La Rosa. Fra i reati contestati, anche traffico di armi e droga, reati in materia di appalti pubblici ed estorsioni compiute dal 2010 ad oggi. Teresina Cerra, secondo gli inquirenti, era la mente dell'organizzazione criminale. Cerra aveva il controllo assoluto della cosca e decideva su tutte le attività illecite ed anche sugli omicidi da compiere. Una mattanza, per il controllo del territorio e di converso della attività lecite ed illecite, che va avanti da decenni. Un bagno di sangue che non accenna a diminuire. Stragi, duplici e singoli omicidi, donne, bambini ed anziani, senza distinzione e senza pietà. Canta la lupara e cantano le pistole, le mitragliette, il kalashnikov, il lanciangranate, le bombe a mano, il tritolo ed il bazooka.

 Di giorno e di notte; al chiuso ed all'aperto; sulle strade e nelle piazze. I localini alla moda (pizzerie, pubs, ritrovi, circoli, bar, pizzerie, discoteche, ristoranti ecc.) che non pagano la mazzetta, saltano in aria come fossero di cartapesta. I pentiti ben numerosi, pure il figlio del padrino, che si azzardano a "saltare il fosso", sono costretti a subìre la reazione dei boss. Per la verità a pagare sono per lo più i parenti più stretti. Le cosche della "Gramigna" controllano anche la politica. Elezioni comunali e provinciali, ma anche elezioni regionali e politiche, se non europee. La cronaca ci ha riferito della famigerata "zona grigia", comunemente nota anche come Colletti bianchi e borghesia mafiosa se non mafia borghese; c'è che la chiama pure "terzo livello". 

I magistrati in conferenza stampa, rispondendo alle domande dei giornalisti, hanno specificato che' in mezzo' , ci sia di tutto…servizi segreti deviati, massoneria occulta, forze di polizia che hanno tradito il giuramento il corpo e la bandiera (c'è pure qualche giudice corrotto, regolarmente perseguito, indagato, arrestato, processato ed incarcerato, perché come ha detto Federico Cafiero De Raho, capo della DDA di Reggio Calabria, in conferenza stampa al Comando dei Carabinieri, in Questura ed alla DIA:"La legge è uguale per tutti e non  ci sono intoccabili"), medici, commercialisti, funzionari, direttori, presidenti, menager, segretari, pezzi della società civile, tutti affetti da 'corruzione conclamata'. E si era capito. Mica la zona grigia, proviene da …Marte, Giove, Saturno ed Urano. Lo zoccolo duro della 'ndrangheta, assieme all'omertà. Bisogna sostituire la mentalità, la filosofia e la cultura dell'illegalità con quella della legalità. Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare ovviamente. Serve, tempo, pazienza e gl'investimenti giusti. Ai posti di comando, controllo e verifica, ci sono fini pensatori; o, come li definì il procuratore nazionale antimafia uscente, Piero Grasso, "Menti raffinate". E controllano ovviamente i traffici di armi e droga, ciclo dei rifiuti, prostituzione, gioco d'azzardo, scommesse clandestine, ciclo del cemento, pietre preziose e gioielli, mano d'opera clandestina, appalti e sub-appalti, rakett delle estorsioni e via dicendo. 

Ci sono, è lapalissiano, anche i pendagli da forca, gli avanzi delle patrie galere e la peggior feccia della suburra; delinquenti incalliti che escono ed entrano dalla porta girevole della casanza. La truppa, a cui basta…l'arruolamento se non assoldamento; il senso di 'appartenenza'o reclutamento. Ben presto si rendono conto che…il conto in banca ed alla posta, le azioni e le obbligazioni e cedole varie, la villa, la barca, la macchina super-veloce, accessoriata e blindata, la villa e tutte le altre chiacchiere di bizolo, siano riservate ai capi. D'accordo che arrivare in alto costa tanto. Tanntissimo. Tanto per cominciare bisogna arrivare 'là', con le ossa integre, la mente…riposata, una notevole dose di coraggio e sangue freddo, la corsia preferenziale giusta, la fortuna di aver puntato sul cavallo vincente, la buona sorte nelle varie tappe della carriera mafiosa o gradini e così via. Tanti omicidi, alcuni fondamentali. Ma il brutto arriva 'dopo'. Allora bisognerà difendersi dai tradimenti, dai doppi giochi, dal voltagabbana. Da amici fraterni con i quali ti sei "spartito" il sonno ed il panino. 

La guardia deve stare sempre alta. Perché appena l'abbassi, sia pure di un millimetro, ti ritrovi dentro una bella cassa di mogano o palissandro. Pentiti e falsi pentiti, collaboranti e collaboratori, pronti ad ordire, tramare, complottare, congiurare. "Sballare", per prendere il suo posto. Ma anche il nuovo capo si ritroverà nelle stesse condizioni e così via. Per i picciotti e camorristi di seta, di sangue e di sgarro, se non contabili e puntaioli, c'è il grosso dei rischi a cui nessun "battezzato" può sottrarsi…porte, portoni, cancelli e cancelletti, finestre e finestroni da far saltare. Bombette sotto le macchine, davanti alle saracinesche, colpi di lupara contro le abitazioni e talora contro obiettivi umani, spedizioni punitive, commandi armati, oppure singole azioni, disposte dal capo-crimine. Per chi 'sgarra' ci sono la 'zaccagnate' del liccasapuni, il tartaro e finanche il cappotto di legno o l'utri ca' fossa. Ed i guai anche, per i componenti della 'copiata'. Il contabile o guardiano del faro e della baciletta, sa come, dove e quando raccogliere i soldini per i carcerati, le famiglie senza stipendio, vedove ed orfani e gli avvocati. Non solo dal rakett delle estorsioni e dalla droga. 

Le forze dell'ordine coordinate dalla magistratura, sono attentissimi a queste cose. Il giorno che nessuno potrebbe raccogliere soldi, sarebbe un brutto giorno. Per tutti gl'inquilini del 'collegio'; ma anche per quelli che stanno fuori. Promesse, promesse e promesse ancora ma 'fatti' pochi; e per pochi. Il magistrato Nicola Gratteri, lo chiama "Il grande inganno", in uno dei suoi capolavori che scrive a quattro mani con il collega Antonio Nicàso. Quando c'è da ammazzare un rivale od avversario, non si va troppo per il sottile:negli ultimi dieci-dodici anni sono tanti imorti ammazzati. Vittime di agguati mafiosi dal 2000 al 2012:Giovanni Torcasio, nato a Nicastro l'1.11.64, ammazzato il 29.09.2000;Cristian Matarasso, nato Lamezia Terme il 21.02.1978, ammazzato il 29.09.2000;Serafino Cuda, nato Lamezia Terme il 24.05.1954, ammazzato l'8.11.2000;Antonio Provenzano, tentato omicidio il 20.11.2000;Pasquale Izzo, nato Lamezia Terme il 15.01.1957, ammazzato il 6.12.2000;

Giuseppe Molinaro, nato Lamezia Terme il 7.07.1974, ammazzato il 6.12.2000;Giovanni Torcasio, alias "U mindicu", nato a Lamezia il 12.08.1940, ammazzato il 23.12.2000;Antonio Torcasio, nato Lamezia il 16.02.1975, ammazzato l'11.01.2001;Giuseppe Ariosta, nato Catanzaro il 21.09.1934, ammazzato l'11.01.2001;Vincenzo Talarico, nato Lamezia Terme il 18.11.1945, ammazzato l'8.03.2001;Tentato triplice omicidio di Vincenzino Iannazzo, Bruno Gagliardi, Giorgio Barresi, avvenuto il 25.07.2001;Pasquale Giampà, detto "Buccaccio", nato Lamezia Terme il 27.03.1958, ammazzato il 22.08.2001;Avvocato Torquato Ciriaco, ammazzato il 2.03.2002;Nino Torcasio, nato Lamezia Terme il 26.03.1975, ammazzato il 30.03.2002;Vincenzo Giampà, nato Lamezia Terme il 13.11.1946, ammazzato il 6.07.2002;Salvatore Cannizzaro, nato Rosarno il 30.01.1946, ammazzato il 19.07.2002;Francesco Grandinetti, nato a Lamezia Terme il 25.11.1960, ammazzato il 16.11.2002;Vincenzo Palaia, nato a Lamezia Terme l'1.08.1951, ammazzato il 16.11.2002;Antonio Perri, nato a Lamezia Terme il 21.10.1932, ammazzato il 10.03.2003;

Francesco Torcasio, alias "U Russu", nato a Lamezia il 27.09.1958, ammazzato il 3.05.2003;Antonio Torcasio, nato a Lamezia Terme il 27.04.1970, ammazzato il 3.05.2003;Giuseppe Torcasio, detto "Ciucciaro", ammazzato nel 2003;Domenico Zagami, nato il 24.04.1978, ammazzato il 14.08.2004;Giovanni Gualtieri, nato a Soveria Mannelli il 10.07.1975, ammazzato il 13.11.2004;Francesco Zagami, nato Lamezia Terme il 30.05.1976, ammazzato il 24.01.2005;Francesco Provenzano, nato a Lamezia Terme il 3.02.1984, ammazzato il 31.03.2006;Francesco Diano, nato a Lamezia Terme il 31.01.1954, ammazzato il 12.05.2006;Santo Raso, nato a Lamezia Terme il 2.04.1973, ammazzato il 12.05.2006;Antonio Gualtieri, nato a Lamezia Terme il 23.10.1979, tentato omicidio avvenuto il 20.07.2006;Domenico Torchia, nato a Lamezia Terme il 9.04.1982, ammazzato il 28.07.2006;Giuseppe Catanzaro, nato a Nicastro il 18.05.1962, ammazzato il 4.08.2006;Vincenzo Spena, nato il 30.08.1977, ammazzato il 26.10.2006;

Domenico Vaccaro, nato il 25.02.1980, ammazzato il 26.10.2006;Walter Aiello, nato a Feroleto Antico il 26.07.1947, tentato omicidio avvenuto il 30.01.2007;Pasquale Gullo, nato a Lamezia Terme il 5.01.1971, tentato omicidio avvenuto il 18.02.2007;Ferdinando La Grazia, tentato omicidio avvenuto l'8.03.2007;Federico Gualtieri, nato a Lamezia Terme il 13.02.1977, ammazzato il 27.03.2007;Gino Benincasa, nato a Lamezia Terme il 5.06.1943, ammazzato il 30.04.2008;Bruno Cittadino, nato a Lamezia Terme il 01.04.1971, ammazzato il 31.07.2008;Roberto Amendola, nato a Lamezia Terme il 9.09.1984, ammazzato il 13.11.2008;Antonio Villella, nato a Lamezia Terme (Cz) l'1.01.1976, tentato omicidio avvenuto il 5.12.2009;Giuseppe Chirumbolo, ammazzato il 31.03.2010;Tentato omicidio contro Nicola Gualtieri, alias il "Coccodrillo", avvenuto il 27.11.2010, morirà un mese più tardi per le ferite riportate;Umberto Egidio Muraca, tentato omicidio avvenuto l'1.04.2012;Vincenzo Torcasio, alias U' Carra', ammazzato il 7.06.2012;

Francesco Torcasio, alias U' Carrà (figlio), ammazzato il 7.07.2012. Succede che a rimetterci le penne siano talvolta gli stessi presunti esattori del rakett; sebbene la sorella di una delle due vittime, avesse dichiarato l'estraneità  rispetto alle accuse. Giovanni Mezzatesta, piccolo imprenditore del settore serramenti in alluminio di Decollatura, non cede alla richiesta di mazzetta, (1500 euri iniziali?)ma è costretto a subire la reazione della 'ndrina dominante. Compresa la bomba messa sotto la cameretta del figlio di soli sei anni, che ha divelto pure il tetto. Dopo le svariate vessazioni decide di farsi giustizia da sé. Invece di rivolgersi alle istituzioni. Ma lo Stato ha vinto anche stavolta. Sono stati condannati all'ergastolo in prima istanza, Domenico e Giovanni Mezzatesta, padre e figlio, di 59 e 40 anni, assistito dal legale di fiducia avvocato Francesco Pagliuso;accusati del duplice omicidio di Francesco Iannazzo (29) e Giovanni Vescio (36), le vittime lavoravano nel settore movimento terra; il delitto il 19 gennaio 2013 all'interno  del "Bar del Reventino"  a Decollatura. Giovanni Mezzatesta è latitante da quel giorno. 

Ad emettere la sentenza è stato il gup di Lamezia Terme Carlo Fontanazza accogliendo la richiesta del Pm Domenico Galletta. Un altro Francesco Iannazzo, 41 anni, capobastone,   anello di collegamento tra la malavita organizzata e la politica, indicato nella relazione del ministro Scotti boss di prima grandezza che aveva avuto "l' onore" di comparire nelle motivazioni che avevano portato allo scioglimento, da parte del presidente della Repubblica, Francesco Cossiga del consiglio comunale di Lamezia Terme per infiltrazioni mafiose, venne ammazzato da tre killers  nella zona di Santa Eufemia di Lamezia Terme la mattina del 22 maggio 1992 alle 10 in un suo cantiere, nella località "Bellafemmina"; sicari, giunti a bordo di un' auto di grossa cilindrata , che scaricarono le loro pistole centrandolo al tronco agli arti ed al capo. 

Dunque, i  Carabinieri di Catanzaro e di Lamezia Terme, hanno dato esecuzione ad un'operazione di polizia giudiziaria denominata "Chimera", che ha permesso di arrestare ventiquattro indagati comprese quattro donne, ritenute legate alla "storica" consorteria criminale dei Cerra-Torcasio-Gualtieri di Lamezia Terme con base operativa a "Capizzaglie". Le accuse vanno dal traffico di armi, reati in materia di appalti pubblici, traffico di droga, estorsioni, dal 2010 ad oggi.  L'indagine è stata coordinata dalla Dda di Catanzaro, diretta dal procuratore capo della Repubblica, Antonio Vincenzo Lombardo. All'operazione, che interessa anche la provincia di Firenze, hanno partecipato oltre 200 carabinieri appartenenti ai Reparti territoriali ed ai "Cacciatori di Calabria", insieme ad unità cinofile.  Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, ha affermato : "L'operazione di stamane va vista in un quadro d'insieme con le inchieste dei mesi scorsi contro la cosca dei Giampà. Quella di Lamezia è una storia criminale di composizione e scomposizione continua dove una cosca si avvantaggia dei problemi dell'altra. 

E così finisce, che vecchi alleati poi diventano nemici oppure si rimettono insieme ma l'unico obiettivo è sempre quello di avere il controllo assoluto degli affari illeciti".Si è mossa pure la politica, come di consueto. Il sindaco Gianni Speranza ha dichiarato:" A nome della città e della comunità lametina , intendo ringraziare la magistratura e tutte le forze di polizia per l'operazione "Chimera"  che ha inferto un altro duro colpo alle cosche locali. Questo risultato è ancora più prezioso perchè in continuità con il lavoro svolto negli ultimi anni, che  ci auguriamo prosegua e vada ancora  avanti. E' importante, che queste operazioni stiano contribuendo a diffondere sempre di più tra i cittadini l'affermazione di una cultura della legaltà e della solidarietà, e la voglia di porre un argine a tutti i tentativi di infiltrazione nella società civile". Alle istituzioni serve vincere la guerra, non le singole battaglia come questa. Perciò, nessuno s'illude che sia finita.; che la 'ndrangheta sia stata battuta, vinta o sconfitta. Non c'è nessuno, che gridi "vittoria". Anzi. Una cosa però è certa. Lo Stato c'è! Qualora i cittadini,  volessero cambiare disco, codice e registro, si potrebbe percorrere lo stesso cammino di legalità, democrazia e libertà; mai prima d'ora, così diffusamente minacciate, dalla tirannia mafiosa. Ma il peso non può gravare sempre, solo e comunque sulle spalle delle forze di polizia e della magistratura. Serve, che il cittadino si svegli, prenda coscienza e si assuma responsabilità. Ma soprattutto, collabori con le istituzioni. Con lo Stato sovrano. L'unico, che possa tirarci fuori dalle sabbie mobili dell'isolamento, dell'anonimato, del sottosviluppo. 

Domenico Salvatore

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