Le forze speciali ucraine che avevano ricevuto l'ordine di sgomberare gli edifici occupati dai filo-russi a Slavjansk "si sono rifiutate di obbedire"dimostranti filo-russi,
MA STA TORNANDO IL COMUNISMO ?
Domenico Salvatore
Gli antropologi, sociologi, psicologi, archeologi, paleologi e via di sèguito, passano la loro vita a studiare i fenomeni, sotto tutti i punti di vista. A partire dallo homo erectus, homo habilis, homo sapiens, homo sapiens sapiens, australopitecus, pitecantropus, homo di neanderthal ecc.Comunismo od altro regime, se non forma di Governo. Ma bisogna partire da lontano. Riteniamo in primis, che non si possa fare nessun discorso, se non si parte dalla prima piccola organizzazione sociale autonoma e indipendente dell'uomo, autosufficiente e completa:la famiglia. Poi, diremo del pater familias. In queste origini possiamo distinguere subito delle profonde disuguaglianze tra i membri in quanto ognuno di essi era caratterizzato da funzioni diverse e da ruoli diversi all'interno dello stesso nucleo o cellula sociale. Una figura maschile chiamata Padre, al quale gli venivano attribuite varie caratteristiche o funzioni importanti; esercitava un potere di guida e di comando all'interno del nucleo; affiancato da una donna chiamata Madre che , oltre a generare i figli della stirpe , aveva un ruolo importante e una funzione fondamentale per la sopravvivenza del nucleo e nell'educazione e crescita della prole; allevava i figli e aveva un ruolo insostituibile nel renderli autonomi nella trasmissione delle tradizioni anche dopo che loro erano in grado di riprodursi; permetteva la vita alla sua discendenza.
L'uomo, per procacciarsi da vivere aveva bisogno di unirsi per andare a caccia e affrontare animali poderosi; col passare degli anni e dei secoli , formarono dei piccoli villaggi che ben presto vennero in conflitto tra loro, sia a causa della spartizione dei luoghi della caccia, sia per avere un predominio nella zona abitata , sia nella spartizione delle risorse disponibili nel territorio; sempre le stesse: spartizione del bottino e organizzazione della caccia, opere comuni nella costruzione e difesa dall'ambiente a volte ostile ; difesa dagli altri nuclei familiari e sociali della stessa zona. Un sistema religioso incorporava spesso queste norme e le tramandava per mezzo della tradizione . Col passare dei secoli e dei millenni questo nucleo familiare lo troviamo sempre più allargato in organizzazioni civili territoriali composti da villaggi , borghi, città, leghe regionali, in nazioni, stati, imperi. L'organizzazione di sopravvivenza e di predominio all'interno di questi nuclei aggregati di famiglie , sempre più numerosi, tanto era possibile quanto più erano capaci di darsi leggi giuste che rispettavano la maggioranza dei nuclei familiari che li componevano. Così l'autorità che aveva il Padre nel difendere il bene comune all'interno dei nuclei era trasferita a livello di villaggio a un giudice o a uno stregone , oppure a chi manifestava maggiori abilità nella caccia, oppure a chi aveva meglio saputo difendere gli interessi del clan o del borgo nella difesa dai predoni o dai nemici storici del proprio nucleo sociale .
Spesso l'unità di azione e vivacità che un capo sapeva imprimere al proprio nucleo da lui comandato era determinante alla sopravvivenza stessa di quell' aggregazione sociale e alla propria fortuna. Con la scoperta del potere economico e militare della scrittura attraverso i millenni fu possibile l'aggregazione e l'unità di sempre maggiori nuclei all'interno di un territorio con regole comuni e tradizioni essenziali alla propria sopravvivenza. Le leghe di stati o di città erano molte , ma avevano il predominio tra esse quelle più numerose e in grado di avere norme scritte di vita comune, la trasmissione militare veloce degli ordini di un comando capace di raggiungere zone molto lontane tra loro. Man mano che aumentava l'organizzazione sociale e diveniva più numerosa una regione, era essenziale il rispetto di norme e leggi fisse sia per la convivenza delle famiglie con una giustizia imparziale, sia per l'organizzazione militare del territorio , sia per le norme igienico sanitarie da rispettare per evitare l'estinzione di una stirpe in un territorio. Così nacquero forme stabili di categorie sociali adibite a un determinato compito . Essenziale per la sopravvivenza dei nuclei era avere norme comuni di comportamento sociale nella riproduzione sessuale del nucleo, norme igienico-sanitarie, militari , da tutti accettate con le quali l'autorità governava i vari settori della vita pubblica .
Non tutti gli aggregati sociali avevano norme scritte , ma quelle più evolute capirono subito l'importanza per la propria sopravvivenza, cosi come in molte mancavano le applicazioni in tutti i settori del vivere comune di norme che invece altre avevano . Caratteristica di queste norme che variavano nei modi di manifestarsi da luogo a luogo e da stirpe a stirpe , era la giustizia tra uomo e uomo , tra famiglia e famiglia , tra villaggio e villaggio, tra regione e regione , tra stato e stato . Le norme ispirate a una giustizia Terza, fonte www.rischiocalcolato.it, cioè al di sopra delle parti, scaturivano da un ragionamento giusto della stessa logica umana , spesso dettate dalla ragione consistente nel dare e nell'avere ( con una giustizia in funzione della proprie identità. Ecco che una giustizia poteva essere chiamata in forma elementare : " occhio per occhio dente per dente ", che non era vendetta personale , ma il peso o il prezzo che l'autorità aveva per misurare un azione giusta al di sopra delle parti . Una giustizia non più personale , ma collettiva , adatta a tutti . E' qui, che l'uomo incomincia a individuare quello che sarà definito : diritto naturale. Dopo questa necessaria e doverosa premessa, possiamo ora cominciare a parlare di Comunismo. Ci dà una mano Wikipedia… Il comunismo, termine derivato da Comune, a sua volta derivato dal latino commūnis (comune, pubblico, che appartiene a tutti, ma anche neutrale, imparziale, equilibrato), anch'esso di molteplice significato, è un insieme di idee economiche, sociali e politiche, accomunate dalla prospettiva di una stratificazione sociale egualitaria, che presuppone la comunanza dei mezzi di produzione e l'organizzazione collettiva del lavoro, spesso affiancando a questi fondamenti anche opzioni internazionaliste.
Tra i comunisti vi è una notevole varietà di interpretazioni, per lo più, ma non solo, da parte di marxisti, anarchici, cristiani e utopisti con le relative correnti novecentesche, dai trotzkisti, leninisti e maoisti nel marxismo, gli anarco comunisti tra i libertari, gli anarchici cristiani, comunisti cristiani e teologi della liberazione tra i credenti religiosi, con frequenti sfumature e commistioni tra i vari indirizzi di pensiero.Derive dal comunismo in senso proprio sono avvenute in molti contesti, alcune delle quali hanno portato a stati con sistemi societari di stampo opposto alle basilari ideologie comuniste, quindi a matrice autoritaria anziché egualitaria a dispetto del nome, o nazionaliste in contrapposizione alle fondamenta dello stesso marxismo, quindi differenti e non classificabili come comunisti. Gli esempi spaziano dallo stalinismo totalitario alle derive verso l'economia di mercato dei paesi post maoisti con nuovi e sempre più acuti squilibri economici e sociali. Nonostante l'idea di una società comunista si sia sviluppata fin dall'antichità, i termini socialismo e comunismo sono di origine settecentesca e divengono di uso comune solo con l'affermarsi della Rivoluzione industriale. Nonostante ciò, il termine comunismo spesso viene usato per descrivere tutte le teorie, anche antecedenti alla nascita del termine, che prevedono il possesso collettivo dei mezzi di produzione e l'abolizione della proprietà privata. Molte di queste teorie però mancano di alcune fondamentali caratteristiche del comunismo moderno e contemporaneo (in particolar modo l'assenza di classi e l'egualitarismo). In questi casi si usano quindi anche termini differenti per marcare questa differenza: si parla di teorie comunistiche, o di comunismo ante litteram.
Fino alla pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista nel 1848, i termini socialismo e comunismo erano considerati intercambiabili. Nell'opera, invece, Marx ed Engels operano la suddivisione tra «socialismo utopistico» e «socialismo scientifico», che essi chiamano anche comunismo. Gli autori volevano evidenziare polemicamente le differenze tra le teorie socialiste allora diffuse (Saint-Simon, Fourier, Proudhon e Owen) e la loro, che si proponeva di essere scientifica volendosi basare su fatti e leggi, e non su idee od utopie. Scrivono infatti nel Manifesto: «Le proposizioni teoriche dei comunisti non poggiano affatto su idee, su principi inventati o scoperti da questo o quel riformatore del mondo. Esse sono semplicemente espressioni generali di rapporti di fatto di una esistente lotta di classi, cioè di un movimento storico che si svolge sotto i nostri occhi». Nonostante le loro affermazioni, molti hanno criticato che il marxismo sia in effetti scientifico: in particolare Karl Popper, che basa la sua critica sulla non falsificabilità delle teorie marxiste.In ogni modo il termine comunismo continuò a essere un sinonimo di socialismo per tutto l'Ottocento: basti ricordare che i partiti che prendevano parte alla Seconda internazionale, tutti di ispirazione marxista, venivano tutti denominati socialisti o socialdemocratici. La definitiva separazione dei due termini avvenne per iniziativa di Lenin: nel 1917 il Partito Operaio Socialdemocratico Russo, per evidenziare il distacco tra le posizioni del socialismo riformista e il socialismo rivoluzionario, assunse la denominazione di Partito Comunista Russo.
Da allora si definiscono comunisti tutti i partiti di ispirazione rivoluzionaria, mentre socialisti o socialdemocratici si definiscono i partiti sostenitori di un avanzato programma di riforme. Questi ultimi possono rimanere nell'alveo della società capitalistica senza proporsi l'obiettivo di una trasformazione socialista della società oppure promuovere leggi volte a cambiare il sistema sociale da capitalista a socialista.". La Federazione Russa chiamata comunemente anche Russia, è un paese transcontinentale che si estende tra l'Europa e l'Asia. Con una superficie di 17 075 400 km² la Russia è il Paese più vasto del pianeta. Confina con Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina, Corea del Nord e Mongolia; insieme alla Cina è lo stato al mondo con il maggior numero di stati limitrofi (14), considerando anche stati con ridotto riconoscimento internazionale gli stati confinanti con la Russia diventano 16 (vanno aggiunti Abcasia e Ossezia del Sud entrambe riconosciute dalla Russia). Inoltre possiede dei confini marittimi con il Giappone (attraverso il mare di Ochotsk) e gli Stati Uniti (attraverso lo stretto di Bering).
È bagnata a nord ovest dal mar Baltico nel Golfo di Finlandia, a nord dal Mar Glaciale Artico, a est dall'oceano Pacifico e a sud dal mar Nero e dal mar Caspio. Comprende anche l'exclave dell'Oblast' di Kaliningrad, compresa tra mar Baltico, Polonia e Lituania. Nel 2012 contava circa 143 milioni di abitanti, ha come capitale Mosca ed è tradizionalmente suddivisa tra Russia europea e asiatica dalla catena montuosa degli Urali.Popolazione: 142 835 555 (stima 2011); Ortodossi: 54%; Musulmani: 8,2%; Cattolici: 1%; Protestanti 0,9%; altri Cristiani: 2,5%.Come principale successore dell'Unione Sovietica, la Russia è ancora uno stato con una forte influenza politica, specialmente all'interno della CSI, che comprende tutte le ex repubbliche dell'Unione Sovietica tranne le tre repubbliche baltiche, Lettonia, Estonia e Lituania, e la Georgia uscita nel 2008, l'Armenia, l'Azerbaigian, la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan, la Moldova, il Tagikistan, il Turkmenistan, l'Ucraina (paese membro non partecipante) e l'Uzbekistan. Nei primi anni del XXI secolo l'economia ha presentato tassi di crescita tra i più elevati a livello globale, tanto che la Russia è considerata uno dei cinque paesi a cui ci si riferisce con l'acronimo BRICS. La crisi finanziaria internazionale si è fatta però sentire duramente a partire dall'autunno 2008, mettendo in dubbio molte delle certezze acquisite in un decennio di espansione.
Dal 18 marzo 2014, in seguito all'esito di un referendum che vide la schiacciante vittoria di coloro favorevoli all'annessione alla Russia ed era stato indetto dalle forze politiche della Repubblica autonoma di Crimea che si era proclamata unilateralmente indipendente dall'Ucraina in data 11 marzo 2014, è cominciato l'iter amministrativo di integrazione della penisola di Crimea (compresa quindi anche la città autonoma di Sebastopoli) come nuovo soggetto federale della Federazione Russa, sebbene la mossa sia contestata dalla quasi totalità delle nazioni occidentali e non. Le rilevanti dimensioni territoriali russe e la ridotta frammentazione degli spazi si riflettono nella presenza di fiumi fra i maggiori del mondo, come lunghezza, portata d'acqua e vastità del bacino idrografico.I maggiori fiumi russi sono il Volga (3531 km), che drena una grossa fetta della parte europea del territorio, e i tre grandi fiumi siberiani: l'Ob' (4070 km), lo Enisej o Jenisej (4750km) e la Lena, ai quali si aggiungono, seppure con dimensioni lievemente minori, l'Amur e la Kolyma.
Al di fuori di questi fiumi, di rilevanza mondiale, esistono altre decine di fiumi di lunghezza superiori ai 1 000 km: in Europa si estendono i bacini del Dnepr, del Don, della Pečora, della Dvina Settentrionale e Occidentale e, fra gli affluenti del Volga, la Oka e la Kama; nella parte asiatica fra i maggiori sono la Tunguska Pietrosa e Inferiore, l'Angara, il Vitim, la Indigirka, l'Olenëk, il TazRiguardo ai laghi, eccettuati i due maggiori, situati ai confini meridionali (mar Caspio e Bajkal), i maggiori sono situati nella parte europea; sono mediamente poco profondi, vista la debole ondulazione del territorio (Ladoga, Onega, Il'men', lago dei Ciudi). Nelle vaste pianure siberiane sono invece molto estese le zone paludose. Molto importanti, nel panorama russo, sono i bacini artificiali, alcuni dei quali di rilevanza mondiale, originati dallo sbarramento dei maggiori fiumi a scopi energetici.". Personaggio del momento (in realtà da almeno una ventina di anni)dello scacchiere internazionale è sicuramente il presidente della Russia Wladimir Putin. Secondo alcuni esperti di politica internazionale, sarebbe un politico moderato, equilibrista, acrobata e funambolo. Secondo altri invece estremista, guerrafondaio, imperialista. Un vero duro del Kremlino. Dove sta la verità? In medio stat virtus? Krimea, Ucraina, Bielorussia, Moldavia….Ma non ci sono spinte di tipo militare per annettersi alcunchè. Pare che i popoli di lingua russa, vogliano andare con Putin di loro sponte. Tutto alla luce del sole. Non ci sono inganni, né imbrogli? Non convince il ruolo dell'America. Tuttavia non siamo ai tempi della guerra fredda; allo scandalo della Baia dei Porci. Nemmeno ci convince l'Ue che digrigna i denti e gonfia i muscoli.
Economicamente la Russia, il Paese più grande del Pianeta, con i suoi 150 milioni di abitanti, non è facilmente zittibile. Grazie agli alti prezzi del greggio, nel 2005 le esportazioni di petrolio sono state pari a 117 miliardi di dollari e quelle di gas a 32 miliardi. Ciò significa che il petrolio e il gas hanno costituito da soli il 60% delle esportazioni russe nel 2005. Altre ricchezze risiedono nella grande disponibilità e quantità di grano. La Banca centrale russa ha accumulato 570 tonnellate d'oro negli ultimi 10 anni, diventando così il più grande compratore d'oro globale. Il tutto per far fronte a un possibile cataclisma finanziario che possa far precipitare le valute di riserva per eccellenza, ovvero dollaro statunitense, euro e sterlina. Poi c'è l'industria bellica…Nel 2011, la Russia ha venduto armi all'estero per un valore di 13.2 miliardi di dollari, abbastanza per rimanere salda al secondo posto -dopo gli Stati Uniti- della graduatoria dei principali esportatori di armi nel mondo. Lo scorso anno la statunitense Defense Security Cooperation Agency (DSCA) ha riportato vendite all'estero per 34.8 miliardi di dollari. Poi c'è il redditizio settore della pescaL'industria russa della pesca è una delle più importanti del mondo dopo quelle di Cina, Giappone e Stati Uniti. Il potenziamento del settore è avvenuto soprattutto attraverso lo sviluppo di riserve marine e di vivai nei bacini artificiali, nei serbatoi d'irrigazione e nei canali.
Nel 2005 la produzione totale del settore fu di 3.699.717 tonnellate.Tra le principali specie commerciali delle acque interne ci sono lo storione del mar Caspio, dal quale si ricavano grandi quantità di caviale, e lo storione Kaluga, che vive nelle acque dell'Amur e può raggiungere una lunghezza di 6 metri e una tonnellata di peso.Il 25% circa del quantitativo di pescato proviene dall'Atlantico e dal Mar Glaciale Artico, il 60% dall'oceano Pacifico. Il principale porto sul mar Baltico, dove si pescano soprattutto aringhe e spratti, è Kaliningrad. Altri porti di rilievo, fonte www.voyagesphotosmanu.com sono San Pietroburgo sul golfo di Finlandia, Murmansk e Arcangelo sulla costa artica occidentale.Vladivostok è il principale porto e centro di lavorazione del pesce della costa pacifica; grazie alle sue acque fredde, il Mare di Ohotsk è una delle zone più pescose in cui opera la flotta da pesca russa. Qui le specie più diffuse sono il salmone e il granchio Kamčatka, l'aringa e il merluzzo.Nel 1988 il paese ha ufficialmente bandito la caccia alla balena, un tempo attività particolarmente fiorente soprattutto nei mari artici. Per volume di riserve petroenergetiche la Russia è attualmente al primo posto nella graduatoria mondiale, potendo disporre del 23% delle riserve mondiali di petrolio, del 33% di quelle relative al gas naturale e del 50% di quelle riguardanti carbone, rame, alluminio, nickel, titano, metalli preziosi e diamanti.
Alla Russia appartiene altresì il primato mondiale per riserve di legname (23%) nonchè di materie prime chimiche. Negli ultimi tempi, fonte www.liceoberchet.it, la Russia si attiene ad un estensivo programma di sviluppo, avendo aumentato la propria influenza grazie alla politica di esportazione delle proprie ricchezze naturali e negli ultimi 15 anni il complesso petroenergetico è diventato il settore leader dell´economia russa, in grado di garantire la maggior parte degli introiti del bilancio nazionale.Domenico Salvatore
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