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Quei trenini di montagna sono romantici, non "Lerci e sgangherati"

Un incidente ferroviario si è verificato poco fa a Gimigliano, un centro poco distante da Catanzaro. L'incidente si è verificato lungo la linea Catanzaro-Cosenza.Erano composti da un locomotore e da un locomotore con un vagone i due treni coinvolti nell'incidente a Gimigliano. Nel momento dello scontro, nella zona pioveva intensamente, pioggia che persiste, rendendo difficoltoso l'intervento di forze dell'ordine e soccorritori. A bordo dei due treni una sessantina  di passeggeri, in gran parte lavoratori e pendolari.  
Quei romantici trenini della montagna non sono “Lerci e sgangherati”
Domenico Salvatore

Ferrovie Calabro-Lucane e ci viene in mente ‘La strage di Natale’…Il 23 dicembre 1961, l’incidente che provocò 71 morti. Un ‘annus horribilis’, importante per altri avvenimenti, d’emblèe... John Wyne alzava al cielo la statuetta d’oro del Premio Oscar a Santa Monica, per il miglior film (La battaglia di Alamo); come pure Alfred Hitchcok per la migliore regìa (Psyco); Gillo Pontecorvo (Kapo) per la regìa del miglior film straniero; il primo intervento degli USA nella guerra del Vietnam; Il giuramento di John Kennedy, neo presidente degli Stati Uniti d’America; l’eclisse totale di sole; il debutto di Bob Dylan;Il 1961; l’assassinio del primo ministro congolese Patrice Lumumba; Alan Shepard è il primo americano nello spazio col programma Mercury; Liverpool: primo concerto dei Beatles nello storico locale Cavern Club; Arnaldo Pambianco vince il Giro d’Italia del centenario a dispetto dei pronostici e nonostante i ripetuti assalti di Jacques Anquetil,  Charly Gaul e Rik Van Looy. La Juventus del trio Boniperti-Charles-Sivori (che conquistò il pallone d’oro), vinceva lo scudetto n° 12 davanti al Milan;  Betty Curtis e Luciano Tajoli, trionfavano al Festival di Sanremo, con la canzone “Al di là” (testo di Mogol; musica di Carlo Donida), davanti ad Adriano Celentano e Little Tony con “24 mila baci”; Betty Curtis trionfava anche al Festival di Napoli, min coppia con Aurelio Fierro con la canzone “Tu sì ‘a malinconia”, davanti a Gino Latilla, Carla Boni e Giacomo Rondinella con la canzone “Tu si' comm' a na palummella” e così via. Mi ritorni in mente…/ Bella come sei, forse ancor di più/Mi ritorni in mente/Dolce come mai, come non sei tu/Un angelo caduto in volo/Questo tu ora sei in tutti i sogni miei../” Il lancio dell’Ansa è da shock, ma almeno stavolta non ci sono morti…

”Un incidente ferroviario si è verificato poco fa a Gimigliano, un centro poco distante da Catanzaro. L'incidente si è verificato lungo la linea Catanzaro-Cosenza.Erano composti da un locomotore e da un locomotore con un vagone i due treni coinvolti nell'incidente a Gimigliano. Nel momento dello scontro, nella zona pioveva intensamente, pioggia che persiste, rendendo difficoltoso l'intervento di forze dell'ordine e soccorritori. A bordo dei due treni una sessantina  di passeggeri, in gran parte lavoratori e pendolari.Due delle persone ferite nell'incidente sono in gravi condizioni. I due sono stati portati con l'elisoccorso nell'ospedale di Catanzaro. Non si conosce, al momento, l'esatto numero dei feriti. Stando alle prime notizie, si sono scontrati due treni delle Ferrovie della Calabria.Lo scontro tra i due convogli è avvenuto nei pressi del santuario della Madonna di Porto. Sul posto, insieme a polizia, carabinieri e vigili del fuoco, si è recato il sindaco di Gimigliano, Massimo Chiarella, che sta partecipando al coordinamento dei soccorsi.Due donne ferite, una incinta - Sono due donne, una delle quali in stato di gravidanza, i feriti gravi nell'incidente ferroviario a Gimigliano. Le due ferite, comunque, non sarebbero in pericolo di vita. 

Nell'incidente, inoltre, alcuni viaggiatori sono rimasti contusi. I conducenti dei due convogli non hanno riportato conseguenze. Sul posto si sono recati i carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e del Gruppo operativo Calabria, con l'ausilio di un elicottero.Feriti anche calciatori squadra giovanile - C'erano anche 16 atleti della squadra giovanile di calcio della Garibaldina di Soveria Mannelli su uno dei due treni che si sono scontrati a Gimigliano. I ragazzi, che tornavano da Catanzaro dove avevano disputato una partita, sono rimasti feriti in modo lieve e sono stati smistati tra gli ospedali di Catanzaro e Soveria Mannelli. Sono alcune decine i contusi, di questi tre in condizioni più serie ma per nessuno si nutrono preoccupazioni.”. La notizia, quando c’è va data, per carità. Lo sostiene e lo ribadisce tutte le volte che se ne avverta la necessità, Luigi Palamara, tuttavia, la stampa che conta, non si è lasciata sfuggire l’occasione per definire i nostri treni…”Lerci e sgangherati”. Come dire che la Calabria, a cui viene negato l’ammodernamento dei treni, debba sopportare il danno oltre alla beffa. Treni come la vecchia tradotta, cantata dagli Alpini. “La tradotta che parte da Torino/a Milano non si ferma più/ma la va diretta al Piave,/ma la va diretta al Piave./La tradotta che parte da Torino/a Milano non si ferma più/ma la va diretta al Piave,/cimitero della gioventù./ Siam partiti, siam partiti in ventisette,/solo in cinque siam tornati qua,/e gli altri ventidue?/E gli altri ventidue?/Siam partiti, siam partiti in ventisette,/solo in cinque siam tornati qua,/e gli altri ventidue/sono morti tutti a San Donà/.”. 

La ferrovia Napoli – Portici, che fu la prima linea ferroviaria costruita in Italia, inaugurata il 3 ottobre 1839, fonte Wikipedia, proponeva, un nuovo modello di sviluppo nei trasporti sulla terra ferma. Era a doppio binario ed aveva la lunghezza complessiva di 7,25 chilometri. La convenzione per la sua costruzione venne firmata nel 1836; con essa si concedeva all'ingegnere Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie la concessione per la costruzione in quattro anni di una linea ferroviaria da Napoli a Nocera Inferiore con un ramo per Castellammare che si sarebbe staccato all'altezza di Torre Annunziata. L'anno seguente venne costituita a Parigi una Società per la costruzione e la gestione della ferrovia.Alle ore 10 del 3 ottobre del 1839, alla presenza del re Ferdinando II delle Due Sicilie e delle più alte cariche del Regno, vi fu la partenza del primo treno, composto da una locomotiva a vapore di costruzione inglese Longridge e da otto vagoni. Il percorso venne compiuto in nove minuti e mezzo tra ali di gente stupita e festante. La locomotiva che trainava il treno era stata battezzata "Vesuvio".Il primo viaggio trasportò 258 passeggeri. Nei successivi quaranta giorni ben 85.759 passeggeri usufruirono della ferrovia. 

Il pittore di corte Salvatore Fergola immortalò gli avvenimenti nei suoi celebri dipinti. La stazione di Napoli era posta lungo la via dei Fossi.L'inaugurazione della Ferrovia Napoli-Portici, di Salvatore Fergola. La linea era solo parte di un progetto più vasto: il 1º agosto 1842 veniva infatti inaugurato il tronco successivo fino a Castellammare e due anni dopo, nel 1844, la diramazione per Pompei, Angri, Pagani e Nocera Inferiore. Nel 1846 il Bayard otteneva la concessione anche per il prolungamento su San Severino e Avellino”. Anche le Ferrovie Calabro-Lucane proponevano un nuovo modello integrato nei trasporti in Calabria e Lucania. “La storia delle odierne Ferrovie della Calabria ha origine nei primi decenni del novecento. 
Tra il 1910 ed il 1926 lo Stato emanava dei provvedimenti legislativi con i quali  affidava alla Società Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo, società anonima milanese, la concessione per la costruzione e l’esercizio delle ferrovie a scartamento ridotto di Basilicata e Calabria, al fine di soddisfare la domanda di trasporto delle locali popolazioni. La ferrovia realizzata veniva denominata Ferrovie Calabro Lucane (F.C.L.) con Direzione dell’Esercizio a Roma e 2 Gruppi di Esercizio, a Bari e Catanzaro. 

Progettata nel primo decennio del 1900, veniva costruita in un arco di tempo che arriva fino al 1934, con l’ultimazione della tratta Camigliatello Silano - San Giovanni in Fiore nel 1956, raggiungendo una lunghezza totale di Km. 764,864 contro gli iniziali 1.271,153. Per l’acquisto dei mezzi di prima dotazione, il Governo erogava alla società concessionaria una sovvenzione nella misura non inferiore di £ 13.000 per Km. di ferrovia aperta all’esercizio ed un finanziamento pari a £ 13.860 per l’apertura di ciascuna linea dal successivo giorno, con regolare esercizio, sino all’apertura dell’intera rete. Da tale momento e sino alla scadenza di anni 70 dalla prima apertura di un tronco della rete stessa, avrebbe poi erogato una sovvenzione media di £ 10.740 per la costruzione e di £ 1.050 per l’esercizio, elevabile a £ 23.200 a partire dal 1° gennaio 1925 sino all’importo massimo di £ 26.700…”. L’isolamento storico, l’anonimato di larghe fette di territorio sono stati da sempre il limite allo sviluppo socio-economico e culturale. Un treno in movimento, non è solo una telecamera puntata sugl’incomparabili scenari, perle della natura, ma è anche un salotto buono, dove persone di diverso ceto sociale s’incontrano per viaggiare. Motivi di lavoro o studenti in viaggio per andare a frequentare le scuole superiori e l’Università in Calabria od a Messina; prendere una coincidenza per Roma, Milano, Torino; andare all’aeroporto; prendere la nave; o per sbrigare pratiche di vario genere presso gli uffici circondariali o provinciali; andare in ospedale o altre strutture sanitarie e pubbliche; raggiungere un Tribunale; un pubblico ufficio. 

Ma anche per dialogare, incontrarsi, confrontarsi ( anche con l’atro sesso) e così via. Quanti romantici ricordi sui trenini. Non stiamo qui a discutere sull’errore umano, meccanico, elettrico, strutturale o veicolare. Nemmeno di sapere come siano i treni”Lerci e sgangherati”, come qualcheduno, li definisce stamani sulla stampa nazionale. Una palata di fango sul grugno, non si nega a nessuno. Domenico Salvatore

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