Grande gara dei padroni di casa di Rocco De Pietro, finalmente concentrati e determinati a cogliere l’intera posta in palio. Ha funzionato la difesa con l’uomoragno Ritorto, eroe del giorno. Almeno tre parate da campione, hanno salvato capra e cavoli. Errigo, un pit bull affamato da una settimana, ha tirato fuori le unghie e gli artigli. Baccelliere, capitano di ventura con la fierezza e la grinta di Bartolomeo Colleoni. Il centrocampo ha funzionato a dovere. Candito ed in parte Gullì, Hanno preso per mano la squadra, nei momenti cruciali. Calabrò e Inga, continuano a segnare goal importanti. Nella ripresa comunque si è visto il vero Melito
AL MELITO RIESCE IL RIBALTONE, MA IL RAVAGNESE AVREBBE MERITATO ALMENO IL PAREGGIO
Gli ospiti sono andati in goal solamente due volte, su azioni manovrate, ma hanno avuto a disposizione almeno sei-sette palle goal. Lo scatenato Ioculano ha seminato spesso e volentieri il panico nelle retrovie locali. Ma, Lia, Alati, Fascì e Lombardo, si sono resi pericolosi in altre circostanze. Due volte in vantaggio sono stati raggiunti e superati. Hanno pesato sul match le uscite del mezzo destro per infortunio e del mezzo sinistro per scelta tattica. Sulla panchina ospite, un eroe indimenticabile del Marosimone, Demetrio Surace
Domenico Salvatore
MELITO PORTO SALVO (Reggio Calabria)- Il manto erboso sintetico del “Saverio Spinella”, ha retto bene al temporale di sabato ed all’acquazzone di domenica. Un pomeriggio di sole tonificante, ha fatto il resto e la differenza. Al Marosimone, si è giocato l’immancabile derby Melito-Ravagnese. I flash dell’Ansa, non erano incoraggianti…”Pioggia, vento e mareggiate stanno flagellando la Calabria. Nel vibonese una frana sta interessando il centro abitato di Arena con alcune abitazioni e una chiesa medievale a rischio. Nel reggino, sempre per una frana, è isolata la frazione di Natile di Careri. Le mareggiate hanno provocato danni ai lungomare di Monasterace, Marina di Caulonia, Roccella e Siderno. Nel catanzarese, crotonese e reggino alberi caduti e allagamenti. A Catanzaro alcune abitazioni sono senza corrente”. Due giorni di fuoco. Anzi di…acqua. “Forti raffiche di vento e pioggia battente stanno caratterizzando il maltempo in Calabria dove sono segnalati danni e disagi. Le zone maggiormente colpite sono quelle della fascia tirrenica. I Vigili del Fuoco hanno effettuato decine di interventi per tetti scoperchiati, cornicioni pericolanti ed alberi caduti. Nella zona del lametino si sono verificati allagamenti di scantinati. Per il maltempo ci sono stati alcuni incidenti stradali con danni ai mezzi coinvolti.”. Sul vecchio campo, poco meno di una vasca olimpionica, non si sarebbe giocato, nemmeno un minuto. Partita vera, partita bella, leale e giocata a viso aperto. Un match Sturm und Drang, impeto e passione. Quel che non ti aspetti. L’orgoglio e la fierezza del Melito Futsal. La forza fisica dell’incredibile Ulk Baccellieri.
Dall’inferno al paradiso in un’ora di gioco. Una vittoria, che vale tantissimo e di quelle che fanno morale e classifica. Ma il Ravagnese, ha qualcosa da dire e da ridire. Abbiamo assistito ad un match a dir poco spettacolare, se non abbiamo visto un’altra partita. Colossale sotto il profilo atletico; favoloso sotto il profilo agonistico; fantastico, sotto il profilo tecnico. Da tanto tempo, non ci capitava di vedere una partita così bella e ricca di colpi di scena. Un’altalena di emozioni sconsigliabile ai fibrillanti. Più di uno ha rischiato di vedersi saltare il tappo della valvola mitralica. E non c’era betabloccante che tenesse. Merito dei due o tre trainers, che hanno inculcato nei loro atleti, la mentalità vincente, carattere e personalità. Ma anche merito del direttore di gara, il signor Giovambattista Genovesi di Reggio Calabria. Uno dei migliori prodotti di cui possano andare fieri i responsabili provinciali dell’AIA. A cominciare dal presidente Gino Idone. Piè’ veloce, occhio di falco, coraggio di leone, applicazione del regolamento; dialogo professionale, efficiente e funzionale con le panchine e con gli atleti in campo. Il centesimo arbitro di quelli che abbiamo visto all’opera, che abbia fatto rispettare i canonici nove metri e rotti centimetri di distanza della barriera. L’arbitro bravo, dice Massimo Cumbo, presidente dell’Aia nazionale, settore calcetto, non è quello che conosce il regolamento; ma, quello che lo applica e lo fa applicare. Asciutto, veloce, autorevole, carismatico, duttile, malleabile, deciso e risoluto. Le caratteristiche tecnico-atletiche degli arbitri, che di solito fanno carriera. Ci ha convinti.
Ne abbiamo incontrati di ronzini e brocchi. Ma quando s’incontra un Varenne così, giù il cappello! Siamo i primi a segnalare la cosa. Stefano Archinà, ‘numero uno’ dell’AIA calabrese, tramite i sub-alterni conosce un po’ tutti. Ma questo ragazzo, ci sembra degno del professionismo. Ohoh! Questa, è la nostra opinione, sic et simpliciter. Non pretendiamo che vanga spacciata per verità assoluta. Tuttavia, entrando nei particolari e nei dettagli, ci piace di segnalare la metamorfosi di Errigo. Il ragazzo, ha meritato un bel “10” in pagella. Altre volte lo abbiamo licenziato con un generoso “4” o “5”. Dov’è il monello, capriccioso, bizzarro, iracondo, cocciuto ed irrazionale, che faceva impazzire di collera e di dolore, la tifoseria locale, con i suoi colpi di testa? I cartellini gialli e rossi fioccavano come le neve in Val d’Isere. Morale della favola, la squadra era costretta a subire l’offensiva degli avversari, che ‘passeggiavano’ al “Saverio Spinella” improvvisamente diventato una ‘res nullius’. La squadra perdeva le partite e terreno, precipitando dalla vetta della classifica sino ai bassifondi. Praticamente in zona off limits, se non play-out. La dirigenza ha avuto pazienza, costanza e lungimiranza. E, non era semplice e facile. Men che meno scontato. Tutto questo perché gli ultras ed i contras, lo amano; ed erano disposti a perdonarlo per i rospi inghiottiti; per aiutarlo a crescere e maturare, ben conoscendo il suo valore; il talento. Anche il ‘Brutto anatroccolo’, diventò cigno reale.
I dirigenti del Melito Futsal, puntano soprattutto sul gruppo. Le individualità, vanno bene, solo se sappiano inserirsi nel collettivo. Come la tessera nel mosaico. Gl’individualismi o peggio i solismi, peggiori di Brunilde la strega di Biancaneve, non troveranno mai diritto di cittadinanza da queste parti. Per costoro, la panchina, sarebbe addirittura un lusso. Meglio la tribuna, alternativa al caminetto con televisore a cristalli liquidi e digitale terrestre, i-phone, i-pad e computer, noccioline, arachidi, ‘calia’ pistacchio, fave cotte e semi di zucca ed una lattina di Coca-cola se non una birra. L’allenatore in seconda, Silvio Malaspina, vaga rassomiglianza con ‘Don Baki’, ha avuto maggiori responsabilità. Ma le corde vocali, vanno in tilt quando devi cantare alla Scala di Milano o al Marosimone, le arie della Turandot, meglio di Luciano Pavarotti. Fermo restando che mister Tripodi sia il primus inter pares. Capitan Franz Baccellieri, sempre più sottile e tonico, sta ritrovando lo smalto e le brillantezza dei tempi d’oro. Non gli facevano difetto comunque, professionalità esperienza e competenza. Ci conferma, che gli manchino almeno quattro punti, rispetto alle ultime due uscite, dove avrebbe meritato di tornare sulle sponde del Tuccio con l’intera posta in palio. Sei punti pieni e strameritati, al posto degli striminziti due, che se non fanno morale, almeno fanno classifica. Questo è certo. Con cinque punti in totale, il Melito si porta a ridosso della zona play-off. La rosa o parco giocatori, sta recuperando velocemente gl’infortunati e gli acciaccati, ma anche gli squalificati. Un turn-over scontato questo sì, che gli è costato caro ed amaro. In qualche partita si è ritrovato con sei-sette titolari fuori squadra. Purtroppo, qualcheduno deve ripassarsi l’Aritmetica.
Nel computo dei cartellini gialli, uno più uno, fa due. Ma vi sono anche i rossi, che sono stati a dir poco ‘micidiali’. Il Melito, ha pagato il suo prezzo. D’ora in avanti, sono guai grossi per tutti. Ancora tuttavia, c’è qualcosa da correggere. Innanzitutto, le proteste con l’arbitro, che lasciano il tempo che trovano. Le discussioni inutili con gli avversari. Non servono. Una perdita di tempo superflua, pleonastica ed infruttuosa; se non controproducente, sterile, improduttiva e ‘letale’; perché deconcentra e distrae. Il Melito, ha dimostrato sul campo di non avere niente da temere da nessun. Se la gioca alla pari con tutti.. Specialmente quando i solisti “scoprono”…l’acqua calda, cioè il gioco di squadra. E quando sta concentrato e determinato, può ribaltare partite che sembravano morte e sepolte. Una di queste, è proprio quella disputata contro il Ravagnese. In seconda categoria, ‘palla avanti e pedalare’, serve di più correre e dare il meglio di se stessi, su ogni palla. Con il sangue agli occhi; se non con gli occhi, strabuzzati fuori dalle orbite. Un autorevole banco di prova, in vista del rush finale di primavera, che si preannunzia ricco di colpi di scena. Facciamo i complimenti al Ravagnese Gbi. Una signora squadra, che gioca al pallone. Merito come si diceva sopra di mister Demetrio Surace e della società che ha puntato su di lui, allenatore giovane, dinamico ed ambizioso. Indimenticabile, grande, grandissimo giocatore della Nuova Melito e del Bagaladi, in Ecellenza, ma altrettanto bravo allenatore.
Conosce l’ambiente meglio di tantissimi altri suoi colleghi. Ha naso da vendere. In quanto alla scherma, sa toreare bene. Rimasero famose nell’immaginario collettivo del tifoso, le proverbiali castagnole, sorbole e ‘sandokhan’ dalla distanza; praticamente, missili terra-aria della classe Pershing e Cruise. Un uomo, chiamato cavallo.
Sicuramente allenerà squadre di rango, perché gli compete. Da tempo, non si vedeva al Marosimone, una squadra capace di applicare il modulo classico 4-4-2. Bisogna avere i tornanti di fascia; i difensori esterni, e le punte che sappiano interfacciarsi e siano bravi in copertura. Le sovrapposizioni e le diagonali, sono il sale dello schema. Il suo Ravagnese, ha dominato la gara per tutto il primo tempo e nella ripresa, ha costruito diverse azioni di rete. Sul 2-1 ha avuto due palle-goal fantastiche e spettacolari, ma Peppe Ritorto, in arte Roulito Jimenez, ha negato la gioia del goal, spezzando l’urlo in gola agli avanti reggini in almeno tre occasioni. Anche gli spettatori di parte, non hanno potuto fare a meno degli applausi, diretti al Batman locale. Un Tarzan Jungle Life, che sulle liane, vola meglio di Johnny Weissmüller, smanaccia, devia, pencola e s’impenna fino al Machu Picchu. Ienuso, toh! Chi si vede…
Pulitanò, Pirrello, Caccamo, Lia ed Alati, hanno incassato tre reti, ma non hanno nulla da rimproverarsi. In particolare il colosso di Rodi, Caccamo che ha ripulito l’intasata metà campo, meglio dello spazzaneve di Courmayeur ha strappato un buon voto in pagella. Svettata sugli ascensori delle Torri Petronas, ch’era una bellezza. In avanti, ci ha persuasi il bomber Ioculano, un lusso per questa categoria. E le due mezza ali della squadra dell’aeroporto. Non è un caso, che le cose si siano messe bene per i locali, subito dopo, che i due siano finiti sotto la doccia. A quel punto, “Telly Savalas e don Baky”, più simili al Pifferaio magico ed al Genio della Lampada di Aladino, hanno ordinato ai difensori e centrocampisti di spostare il baricentro di trenta metri in avanti; ben oltre la linea centrale del campo e di schiacciare l’acceleratore a tavoletta. Come Michael Schumacher a Sepang nel Gran Prix della Malesia; se non Rubens Barrichello, quando strappò la pole position sul velodromo di Monza. I portatori di borraccia, hanno sgobbato più dei muli sul Cadore e sul Carso, per fronteggiare i Kaiserschützen e gli Alpenkorps. Ce l’hanno fatta stavolta a pareggiare e addirittura a rimontare i “Ragazzi della Via Paal”. Troppa grazia Sant’Antonio!
Il dottor Calabrò, ha deciso di chiedere un aiutino all’ippocampo e di rifiutare il ruolo di “Zoras il ribelle”. Cosa, che lo ha salvato dalle pernacchie dei tifosi; più sonore di quelle, che Totò fece al colonnello Hammler in “Siamo uomini o caporali”. Giovanni Calabrò è un fuoriclasse genialoide. Un trascinatore. Quando ‘gira’ lui, la squadra vince, in casa e fuori. Altrimenti se tutto vada bene, al massimo, pareggia. Melito Futsal-Ravagnese Gbi, docet. L’anno scorso s’infortunò; come pure Bruno Pansera. Operazione, gesso e riabilitazione. La squadra, non vinse il titolo. Nel Melito tuttavia, ci sono i bombers alla Mutu, che segnano, quanto e più di Adrian. Uno dei questi, è Inga. Parla poco e segna tanto. Questo è il linguaggio che piace ai tifosi. Nel pied-à-terre il presidente ospite Nicola Sapone, non si nasconde dietro il dito: “Una bella partita di calcio giocato. Si poteva vincere, pareggiare o perdere. Sappiamo anche, accettare le sconfitte. I ragazzi, hanno disputato una bella gara in campo esterno, mettendo a segno due belle reti e potevano raddoppiarle. Meritano i complimenti, nonostante la sconfitta. Il campionato è ancora lungo e ritengo che possiamo migliorare la nostra classifica”. Anche mister Demetrio Surace, il famoso “Nding-‘nding”, uno dei grandi del calcio bruzio, tornato a Melito, dov’è stato un beniamino del pubblico locale, non fa una piega:”Beh! I complimenti, fanno bene al morale, ma non fanno punti in classifica. Abbiamo giocato al pallone e per un’ora siamo stati padroni del campo. Meritavamo di uscire dal terreno di gioco imbattuti. Ma non voglio sminuire il valore dell’avversario. Sono abituato ad accettare i verdetti delle partite”.
Gli verrebbe voglia di rispondere come Rhett Butler a Rossella O’Hara in ‘Via col vento’…”Francamente me ne infischio” dei complimenti: tre punti in classifica sarebbero stati più graditi. Rocco De Pietro e la coppia Tripodi/Malaspina, giocano largo, ma non fanno ‘melina’ . Sono felici, come un fanciullo dietro l’aquilone sbalzato dal vento, ma non lo spiattellano, urbi et orbi. Sebbene qualche monosillabo gli sfugga, a proposito della qualità dell’avversario; uno dei più forti, visti al Marosimone. Il presidente è all’agro-dolce:” Potevano e dovevano essere nove punti, nelle ultime tre uscite. Ma è inutile piangere sul latte versato, mugugnare, brontolare o borbottare:acqua passata non macina mulino. La zona dei play-off, non mi sembra una chimera. Il torneo è ancora lungo.”. Lo dice pure Gianni Morandi…”Scrivo già/ poesie su di te,/ su di te, senza me/ Passerò/ le mie sere così/ senza piangere/ Un fiume quando è in piena/ travolge il bene e il male,/ ma torna nel suo letto/ e tu con me/ Ma se il mio cuore spera/ non sarà solo una chimera…/
Domenico Salvatore
IL TABELLINO DI DOSA
Melito Futsal Ravagnese 3-2
Melito Futsal: Ritorto 10, Verduci 8, Errigo 10, Lori 8, Tripodi 8, Baccellieri 9, Ielo 8, Gullì 8, Calabrò 9, Candito 9, Inga 10
In panchina: Claudio Candito, Schimizzi, Principato, Pansera, Zaccone
Sostituzioni, Minicuci, Latella
Allenatore Tripodi/Malaspina, 10
Presidente, Rocco De Pietro, 10
Ravagnese Gbi: Ienuso 8, Pulitanò 7, Pirrello 7, Caccamo 9, Lia 7, Alati 7, Fascì 7, Gotta 7, Ioculano 8, Lombardo 7, Suraci 7
In panchina: Suraci, Lubrano, Buonarrigo, Caccamo II, Natale
Sostituzioni, Simone, Bentivoglio, Sapone
Allenatore, Demetrio Surace 7
Presidente Vadalà/Sapone 7
Marcatori: 13 p.t. Ioculano (R ), 25 p.t., Candito ( M) R, 35 p.t. Bentivoglio (R ), 15 s.t. Calabrò (M ), 36 s.t. Inga (M )
Arbitro, Giovambattista Genovesi di Reggio Calabria, 10
Note, Ammoniti: Verduci, Lori, Baccellieri, Gullì, Calabrò e Minicuci per il Melito; Pulitanò, Pirrello e Bentivoglio per il Ravagnese





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