I posti più a rischio sembrano essere quelli del ministro del Lavoro Enrico Giovannini (posto per il quale sembrerebbe in quota Guglielmo Epifani), quello dello Sviluppo Flavio Zanonato e della ministra Nunzia De Girolamo coinvolta – non dal punto di vista giudiziario – nelle vicende sanitarie della Campania. Mal di pancia anche verso il ministro Fabrizio Saccomanni, «un rebus che va risolto», ha precisato il segretario che ha chiesto un ruolo più importante anche per Graziano Delrio.
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IL DEBUTTO - Il governo Letta nella classica foto di gruppo al Quirinale dopo il giuramento nelle mani del capo dello Stato: era il 28 aprile 2013. Quella squadra, basata sulle cosiddette «larghe intese», era il frutto di un delicato equilibrio politico raggiunto dopo la mancata definizione di una maggioranza al Senato (alla Camera il Pd ha tutti i voti necessari grazie al premio di maggioranza previsto dal Porcellum) e il fallimento delle trattative tra il Pd di Bersani e il M5S (foto Reuters) - Testi di Alessandro SalaIn quell'esecutivo il Pdl - indispensabile per garantire maggioranza - aveva schierato cinque ministri, tra cui il vicepremier Angelino Alfano (gli altri sono Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo, Gaetano Quagliariello e Maurizio Lupi). La terza «gamba» era rappresentata da Scelta Civica. Ma sia quest'ultima sia il Pdl si sono divise all'interno e i nuovi rapporti di forza, oltre all'elezione di Matteo Renzi alla guida del Pd, inducono a pensare che se il governo andrà avanti necessariamente dovranno essere apportati ritocchi alla sua composizione. Lo stesso Letta, in viaggio ufficiale in Messico, ha fatto sapere che se ne parlerà dopo il 16 gennaio, quando si riunirà la direzione del Pd (foto Ansa)
Anna Maria Cancellieri, ministro della Giustizia. E' considerata tra gli esponenti più a rischio dell'esecutivo. Uscita indenne dalle polemiche per la telefonata a Giulia Ligresti, in cui esprimeva solidarietà alla famiglia dopo i provvedimenti di custodia cautelare, non è gradita al neo segretario del Pd Mattero Renz (foto Ansa)
Nunzia De Girolamo, ministro dell'Agricoltura. E' al centro delle polemiche per alcune registrazionida cui emerge un interessamento per l'appalto del bar dell'Asl di Benevento, gestito da alcuni suoi famigliari. Già fedelissima di Berlusconi nel Pdl, è passata con il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano. Agli alfaniani viene ora contestato un eccessivo peso nell'esecutivo: cinque ministri potevano andare bene quando si trattava di rispettare la forza elettorale del Pdl; ora che tutti i ministri indicati da Berlusconi fanno capo ad una formazione politica minoritaria, il Pd vorrebbe un ridimensionamento della pattuglia alfaniana (foto Imagoeconomica)
Enrico Giovannini, ministro del Lavoro. E' stato il primo esponente del governo a esprimere giudizi sul «Jobs Act», il piano del lavoro annunciato da Matteo Renzi. E lo ha fatto esprimendo forti dubbi, soprattutto sul piano delle coperture. Per questo sarebbe finito nella lista nera del segretario Pd (foto LaPresse)
Fabrizio Saccomanni, ministro dell'Economia. E' stato in questi mesi uno dei bersagli preferiti del capogruppo dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, già ai tempi in cui il Pdl era parte integrante del governo. Parafulmine dell'esecutivo per tutti gli stop-and-go sulle imposte sulla casa, viene considerato da alcuni eccessivamente tecnico (arriva da Bankitalia) in un governo che ha una netta connotazione politica, seppure di larghe intese. Gode però della fiducia del premeir Enrico Letta (Ansa)
Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico. Già sindaco di Padova e uomo di lunga militanza nel Pd e nei Ds, ha più volte espresso giudizi non particolarmetne generosi con Renzi. Come quando, sul tema dell'amnistia, ebbe a dire del sindaco: «Ragiona in termini puramente propagandistici stile Grillo: "Mi conviene dire di più una cosa o l'altra sotto il profilo del consenso che poi alla fine ottengo?"» (foto LaPresse)
Enzo Moavero Milanesi, ministro per gli Affari europei. Già nel governo Monti, oggi è inviso proprio ai montiani, che non si sentono più rappresentati da lui dopo la scissione avvenuta all'interno di Scelta Civica e che vorrebbero dunque qualcuno di più vicino all'attuale gruppo dirigente (foto LaPresse)
Maria Chiara Carrozza, ministro dell'Istruzione. Lettiana, si ritrova ora invisa a Palazzo Chigi dopo il «pasticcio» dei 150 euro agli insegnanti, che ha costretto il governo a mettere una pezza ad una vicenda che è stata in ogni caso una brutta figura in un momento particolarmente delicato (foto Ansa)
Beatrice Lorenzin, ministro della Salute. Anche lei, come la De Girolamo, è passata dall'inner circle di Berlusconi al Nuovo centrodestra di Alfano. Nell'ipotesi di un ridimensionamento della componente alfaniana potrebbe essere anche lei presa in considerazione dalle parti del Pd. Ma sarà difficile superare lo scoglio di Palazzo Chigi: il premier Letta ha di lei una grande stima e probabilmente cercherà di mantenerla (Fotogramma)
Cecile Kyenge, ministro dell'Integrazione. Le sue esternazioni sullo ius soli e sulla necessità di una politica più aperta nei confronti degli immigrati non piacciono al Ncd che continua a difendere la legge Bossi-Fini, a cui si devono i Cie e l'autorizzazione ai "respingimenti". Quasi ogni giorno è nel mirino dell'opposizione. E' tra i ministri sempre più al centro delle polemiche. Tuttavia è sostenuta fortemente da Enrico Letta, che la scelse per il suo governo (Ap)
Emma Bonino, ministro degli Esteri. Da sempre considerata una delle personalità politiche italiane più apprezzate sulla scena internazionale, nella maggioranza è vista di cattivo occhio dalla componente di destra per la sua militanza radicale. L'Ncd di Alfano, in particolare, fa muro sui temi che da sempre stanno a cuore ai radicali, dalla liberalizzazione delle droghe leggere all'estensione dei diritti civili. Lo stesso Alfano nei giorni scorsi ha detto che se passassero i matrimoni gay, o una loro equiparazione alla famiglia tradizionale, il governo entrerebbe in grisi (foto Ansa)
I PAPABILI
I PAPABILI - Tra i nomi che circolano per l'eventuale rimpasto, l'ex premier Mario Monti è stato più volte indicato come possibile ministro dell'Economia, al posto di Saccomanni. E' stato però lo stesso senatore a vita a dirsi non disponibile. Ma nella politica italiana (vedi rielezione di Napolitano) non sempre i no restano no (foto Ansa)
Anche Romano Prodi è stato citato per un possibile ruolo nell'esecutivo, anche lui per il ministero dell'Economia. L'ex premier e presidente della Ue si è però defilato dalla scena politica italiana, preferendo il ruolo di "saggio" del Pd (molte le pressioni affinché, come poi ha fatto, andasse a votare alle primarie). Dopo la bocciatura da parte dei 101 franchi tiratori nella corsa al Quirinale, al Professore il ruolo di ministro, soprattutto per un governo di breve prospettiva, andrebbe certo un po' stretto. Tuttavia il suo nome circola... (foto Ansa)
Lorenzo Bini Smaghi, già membro italiano nel board della Banca centrale europea. Anche lui viene considerato «papabile» per il ministero dell'Economia
Yoram Gutgeld, deputato del Pd e consigliere economico di Matteo Renzi. Potrebbe essere chiamato al ministero dell'Economia in sostituzione del viceministro dimissionario Stefano Fassina (foto Imagoeconomica)
Mauro Ferrari, professore e ricercatore a Houston, presidente del comitato sul metodo Stamina: I socialisti lo vorrebbero come nuovo ministro della Salute al posto di Beatrice Lorenzin
GLI EX
GLI EX - Josefa Idem, pluricampionessa olimpica di canottaggio, è stata ministro dello Sport e delle Politiche giovanili. Si è dimessa lo scorso giugno dopo le polemiche sull'Imu non pagata per dei locali utilizzati come palestra (foto Ansa)
Stefano Fassina, già viceministro dell'Economia. Dopo una serie di prese di posizione critiche nei confronti delle linee troppo liberiste espresse da alcuni componenti dell'esecutivo e dall'ala renziana del Pd, ha rassegnato le dimissioni nei giorni scorsi dopo la frase di Matteo Renzi che rispondendo alla domanda di un giornalista aveva di fatto risposto «Fassina chi?» (foto Ansa)




















1 Commenti
Mi auguro che anche la Carrozza se ne vada dopo la brutta figuraccia sugli scatti dei docenti .........
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