Polistena (Reggio Calabria) – Tanta la voglia di esserci e per molti è stata forse la prima occasione per avvicinarsi alla politica. Così per simpatizzanti, curiosi e semplici cittadini trovarsi a tu per tu con i parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle sarà stata un'occasione imperdibile al punto che la sala conferenze del palazzo Sigillò, dove s'è svolto l'incontro, è stata presa d'assalto da sostenitori giunti da ogni dove. Domande, ragionamenti, concetti, aspettative ma anche tanta concretezza e qualche sana protesta hanno animato un dibattito verace moderato dall'attivista Fabio Auddino che ha registrato la presenza dei senatori Morra e Molinari e dei deputati Dieni, Nesci e Parentela. Unico assente il deputato Barbanti, per un impegno fuori regione. Le istanze a tutto tondo dei cittadini hanno fatto il paio con l'attitudine anticonvenzionale tipicamente "grillina" di licenza di risposta a largo spettro. Quindi l'approccio alle tematiche care al movimento: sovranità nazionale, contrasto alla "vecchia politica degli inciuci", attenzione al territorio (con particolare riferimento all'ultima preoccupata vicenda delle armi chimiche in trasbordo presso lo scalo gioiese), Rai ed informazione ritenuta non libera, restituzione dei rimborsi ma anche legge elettorale, e legge sul conflitto d'interessi tra gli argomenti più dibattuti. «Siamo noi – ha esordito il senatore Molinari – la chiave di volta per liberarci dalle catene dell'oppressione di potentati ed associazioni occulte che gravano sulla Calabria» certamente sottolineando l'ostilità al governo Scopelliti, già più volte oggetto di richiesta di dimissioni da parte dei pentastellati. «Il palazzo è fetido e vergognoso – ha ribadito l'ex capogruppo al Senato, Nicola Morra, nel suo icastico intervento – ed il parlamento è un'istituzione da riformare e rigenerare per poter restituire il futuro ai giovani sotto forma di bene comune». E, che i parlamentari del movimento siano dapprima rimasti stupiti dal funzionamento talvolta incomprensibile della macchina del potere lo ha confermato l'on. Nesci: «Abbiamo restituito, non senza difficoltà, 42 milioni di euro e siamo stati gli unici. Noi non facciamo fantapolitica ma cerchiamo di gestire le risorse come si farebbe a casa propria» giustificando così l'operato del M5S, ben conscia del fatto che «tanti anni di malapolitica non si possono cancellare in pochi mesi di legislatura». E di altro governo illegittimo, dopo quello Monti, ha parlato Paolo Parentela nel suo intervento che ha riguardato anche la vocazione agricola e turistica – assai poco valorizzata - della Calabria. Non ha fatto sconti la Dieni: «I politici del palazzo sono staccati dalla realtà quotidiana e questo parlamento è illegittimo come ha dichiarato la Consulta (anche se la Consulta si è espressa negativamente sul Porcellum, confermando comunque la piena legittimità delle Camere secondo il principio di continuità degli organi dello Stato, ndr). Questa è una maggioranza drogata – ha continuato la deputata reggina - che non può pensare neanche di avvicinarsi alla Costituzione per modificarla». Un confronto sano col territorio per "diffondere il verbo" grillino e per colmare anche «quella voglia di verità e di partecipazione – ha ribadito Fabio Auddino – per rispetto a chi ci ha votato, perché per noi è impensabile una politica scissa dall'etica. Chi ci critica poi, lo fa perché ci teme. Ma ciò ci fa comprendere che siamo sulla strada giusta verso il cambiamento. E noi non vogliamo deludere le aspettative dei cittadini come hanno sinora fatto i partiti tradizionali».
Giuseppe Campisi





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