Cinquefrondi (Reggio Calabria) – Stamani presso il duomo cittadino di San Michele Arcangelo un'amara sorpresa ha colto il custode del santuario, all'atto della chiusura meridiana delle porte. Le cassette delle offerte poste nel perimetro interno della chiesa sono stata rinvenute difatti completamente forzate con le chiusure divelte e con il contenuto asportato. La chiesa, dopo le funzioni religiose mattutine, rimane completamente aperta a disposizione dei fedeli che vogliano recarvisi in preghiera o raccoglimento e sarà stato in questo frangente che il ladro si sarà introdotto per compiere il sacrilego furto armato di chissà quale arnese. E' possibile immaginare che il contenuto delle piccole teche oggetto dell'attenzione del malintenzionato sia stato di quantità modesta, atteso che esse servono quali oboli devozionali dei fedeli. Ma a destare stupore è stato il fatto che il trafugamento sia avvenuto, indisturbato, in pieno giorno. Ad accorgersi dell'accaduto il custode, che ne ha dato quindi immediato avviso al parroco, don Serafino Avenoso. Anche in passato è stato registrato qualche tentativo di effrazione o di asportazione delle carità lasciate dai fedeli ma stavolta il predone ha inteso ripulire ben bene ogni contenitore nella convinzione di poterla fare franca in spregio a possibili rischi connessi all'eventuale ingresso di fedeli durante il corso della mattinata. Della vicenda è stata data notizia alla locale stazione dei Carabinieri.
Giuseppe Campisi
A margine, la nota a commento sull'accaduto da parte di Rinascita per Cinquefrondi
Un furto di speranza
Apprendiamo con stupore e rabbia che questa mattina dentro la Chiesa Matrice di Cinquefrondi sono state forzate tutte le cassette per le offerte presenti e prelevato quanto in esse contenuto: il tutto in pieno giorno e con le porte chiaramente aperte a chiunque.
Un gesto che qualifichiamo non solamente come reato penale ma di una bassezza morale tale da dovere essere condannato oltre che dalla giustizia anche dall'intera società cinquefrondese.
Nel dare un conforto di vicinanza a quanti operano all'interno della locale Parrocchia, condividendone valori ed insegnamenti, non tentiamo, come successo in passato, di confinarli a qualche disperato in cerca di un sostegno economico minimo, non cadiamo nella retorica che vuole chi amministra il paese tentare di difenderne l'onore sminuendo gli accadimenti o etichettandoli come fatti isolati: abbiamo oggi più che mai la necessità di dirci le cose in faccia e di dare il giusto peso agli eventi.
Chiunque si espone in pubblico deve sapere tenere sempre un atteggiamento improntato alla chiarezza ed alla risolutezza delle cose dette, non facciamo cadere nel dimenticatoio questi fatti ma utilizziamoli per far lievitare quella necessaria dose di reazione per aggredire le tante, troppe, irrisolte questioni sociali di questo paese.
C'è tanto da fare ma vi è soprattutto tanto spazio per farlo.
Rinascita per Cinquefrondi









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