Di Antonio Giuseppe D’Agostino - Partiamo da un principio fondamentale, incarnato nella parola greca aletheia (disvelamento), perché le tante chiacchiere e i tantissimi saltimbanchi del panorama politico reggino creano confusione.
Una babele di dichiarazioni, e non solo, che velano ancora di più la verità che si cela all’interno della città, nonostante i continui richiami fatti da persone autorevoli come i Commissari che guidano Palazzo San Giorgio.
Una situazione insostenibile che vede al centro un vero e proprio martirio di chi ha precedentemente amministrato la città e che ora viene accusato impropriamente di tutto quanto sta avvenendo.
Un velo di Maya che ha oltrepassato i limiti della decenza civile, e politica, e che si sta trasferendo in uno scontro personale che trasforma l’avversario in nemico, dimenticando leggi e regolamenti.
Per questo motivo, dopo le vicenda PEO (cavalcata anch’essa dal circo della politica di turno, nda) che sta arrivando a una conclusione, la TARES diventa terreno di scontro che rappresenta l’ennesimo clima di imbarbarimento in città.
Una città in cui è diventato necessario difendersi da tutto e da tutti, anche da chi sta tentando di cavalcare l’onda della disapprovazione per crearsi una nuova verginità sociale e politica.
Per questo motivo, per l’ennesima volta, sia il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, che l’ex Sindaco (e attuale Assessore) Demetrio Arena hanno dovuto convocare una conferenza stampa per difendersi dalle accuse e dalle offese arrivate dalla piazza.
Una piazza che ascolta più facilmente i canti di improvvisati profeti è già dimentica le parole di quelli che, poco più di un anno fa, venivano invocati come i salvatori.
Per questo motivo il Presidente Scopelliti parla di “disinformazione” sulla problematica TARES, con risvolti che appaiono “inquietanti”.
La Tassa sui rifiuti è diventato ora il nuovo casus belli su cui puntare per delegittimare chi ha amministrato la città con il consenso popolare, reo di aver provocato l’aumento della tassazione nei confronti dei cittadini a causa del famigerato buco di bilancio.
A nulla sono valse le parole dei Commissari che, insieme al Segretario Generale Pietro Emilio, hanno specificato come la TARES sia dovuta al Governo Monti che ha imposto che la tassazione ricadesse interamente sui cittadini.
Un messaggio che stenta a farsi spazio fra chi resta ammaliato dal canto delle sirene di chi, secondo il Governatore, “rende dichiarazioni anche in piazza, che sono arrivate all’ingiuria, alla diffamazione”.
A Palazzo Campanella, con accanto Demetrio Arena, Scopelliti è chiaro nel riferimento alla manifestazione del 23 dicembre del Movimento 5 Stelle.
Una manifestazione che ha visto, da Piazza Italia, fare affermazioni “di natura criminogena” e che rischiano di trascinare la città “alla guerriglia”.
Ieri come oggi, l’appello a recuperare il senso della Politica, se non della convivenza civile, è chiaro altrimenti “non si recupera se si alza il tono dello scontro”.
Scopelliti e Arena sono certi “non è una Politica responsabile, perché incita alla violenza”.
Quello che è stato detto in piazza, scritto nei volantini, gridato ai megafoni è (per il Governatore, nda) “assurdo, altamente vergognoso” che spinge verso una stagione “di odio personale e fisico” che non rappresenta “la città reale”.
“Noi con la TARES non c’entriamo”.
È questo il postulato da cui partire, più volte ripetuto dalla stessa Commissione Straordinaria che guida Palazzo San Giorgio.
Tutto deve essere rimandato al Governo Monti, è dunque falso dire che “questi soldi servono per coprire il buco di bilancio: è una falsità”.
Secondo quanto riferito dal Governatore, infatti, altre città hanno aumentato la tassazione: Pescara + 104,9%; Trapani +121,6%, Catanzaro +106,2%.
Comuni che non hanno problemi di bilancio, ma che hanno aumentato sproporzionalmente la tassazione.
Quindi “questo aumento lo fanno tutti i comuni”, in altre parole “hanno fatto un aumento e hanno applicato la TARES così come chiedeva il Governo Monti”.
Il dubbio, evidenziato da Scopelliti, è in merito ai coefficienti adottati per la tassazione, la mancanza di pubblicazione delle schede che non è legittima rispetto alle scelte fatte in passato che esentavano giovani coppie, famiglie disagiate o con persone portatrici di handicap.
“Qui non si sa come e perché”, sottolinea il Governatore, “questo è il problema”.
Secondo Scopelliti si ha “la sensazione che si voglia andare a recuperare l’inevaso”, in altre parole si pagherebbe “quello che non pagano gli evasori”.
Ed è qui che si snocciola il punto focale della questione, al di là dei tanti proclami della piazza, un interrogativo categorico “vorremmo capire se il cittadino deve pagare quello che non paga?”.
Una scelta che contraddice la politica portata avanti (da decenni, nda) dove il presupposto era “pagare meno, pagare tutti”.
Per questo motivo, e ricordando come nelle sue amministrazioni “i tributi sono stati abbassati”, Scopelliti replica a chi ha dato risposte fuori luogo: “ci tuteleremo nelle sedi competenti”.
Un’affermazione a cui fa seguito la richiesta di fare “attenzione a fomentare gli animi” perché si rischia “l’istigazione, un atto criminale, istigazione alla violenza”.
Come sempre Reggio Calabria presenta un’anomalia, non solo nell’agone politico, ma anche nella sua amministrazione; un’anomalia a cui “un Sindaco Politico” non avrebbe dato seguito con questa esplosione della tassazione.
Perché, se il costo reale della TARES ammonta a 28 milioni di euro, si domanda Scopelliti, “perché pagare 9 milioni in più?”.
L’impressione, non colta dai tanti saccenti in città, è che si voglia recuperare la mancata riscossione, ovvero quelli che la tassa non la pagano e magari stanno in piazza a gridare.
Un grido a cui fa seguito la proposta della Regione di incontrare la Terna perché “siamo nelle condizioni di fare proposte”, a differenza degli “ignoranti che fanno politica” affermando che la tassazione deriva dal buco “lasciato da Scopelliti” e che “lanciano messaggi devastanti per la città”.
Messaggi che fanno seguito a quella politica, del centrosinistra e dei movimenti, che usano queste “formule per abbattere l’avversario”, ma (conclude Scopelliti, nda) “ditemi cosa hanno fatto per la città quando erano alla Regione, quando ero Sindaco?”.
Un interrogativo a cui non sembra dover aggiungere nient’altro, almeno secondo quanto affermato dall’Assessore Demetrio Arena, che ha voluto ricordare come “il Governo Monti è quello che ha promosso la stagione del rigore”.
“Chi ha sostenuto quel governo è il centrosinistra – prosegue l’ex Sindaco – che si è accodato” a quelle scelte salvo poi discostarsi da quelle tesi.
“Chi ha sostenuto quel governo è il centrosinistra – prosegue l’ex Sindaco – che si è accodato” a quelle scelte salvo poi discostarsi da quelle tesi.
Scelte come la TARES che hanno portato a “poter prevedere che in Comuni possano superare il 100% per recuperare gli insoluti”.
Una presa di posizione che vuol dire, per lo Stato, “abdicare all’evasione”.
Arena è chiaro: la sua Amministrazione ha sempre sostenuto che “prima di andare a prelevare i soldi dai cittadini, bisogna farlo con gli evasori”.
Da questo principio era nato il protocollo con l’Agenzia delle Entrate che ha portato Palazzo San Giorgio a essere “il più virtuoso nel segnalare gli evasori”.
Una difesa a oltranza, fatta anche da Scopelliti, che richiama anche l’attenzione verso la PEO, la Recasi, laReges, realtà reggine che sono state salvate grazie all’intervento di chi ha scelto di fare proposte e presentare spiegazioni, mentre altri hanno scelto la piazza.
Una scelta che, insieme alla falsa informazione, potrebbe aumentare il “disagio sociale, potrebbe determinare la disgregazione del tessuto sociale”.
Un richiamo, quello di Arena, a “rivedere tutto nell’ambito del vivere civile” che troppo spesso è stato dimenticato da chi ha perso e ha voluto usare la città a scopi personali, falsando le informazioni e invocando supplizi su supplizi per la stessa città.
Una serie di personaggi che dopo lo scioglimento, dopo aver brindato in piazza, hanno invocato il “dissesto”,come “quel rappresentante del mondo imprenditoriale che si dichiara soddisfatto che il comune sia stato sciolto”.
Affermazioni che fanno seguito anche a quelle dei Commissari che hanno negato la necessità e la bontà di chiedere il dissesto.
Una nuova sinergia che, secondo Scopelliti, deriva dal fatto che “diciamo le stesse cose perché diciamo la verità”, una verità che punta a costruire, a migliorare, per questo “quando è stata chiesta la nostra collaborazione l’abbiamo offerta”.
Una sinergia a cui fa da contraltare quella strategia che punta ad accentuare l’odio.
Una mancanza di dialogo che, secondo Arena, rappresenta un modo incivile e barbaro di rappresentare e fomentare la città.
Ma di questo atteggiamento “saranno chiamati in causa tutti quelli che hanno amplificato questo messaggio”.

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