MILITARE SUICIDA IN CASERMA A FIRENZE (ANSA) - FIRENZE, 13 DIC - Un militare si è tolto la vita stamani intorno alle 10 all'interno della casera 'Predierì, nella zona di Rovezzano a Firenze. Secondo le prime informazioni l'uomo, caporal maggiore in forza presso il Comando divisione 'Friulì, si sarebbe suicidato sparandosi un colpo di pistola all'interno del corpo di guardia della caserma. A dare l'allarme due commilitoni che hanno trovato il corpo disteso a terra con l'arma accanto. Sempre in base a quanto emerso, l'uomo avrebbe lasciato un biglietto in cui spiega le ragioni del gesto, riconducibili a motivi familiari. Sul posto la scientifica dei carabinieri, che indagano sull'episodio.
LEGA: BELSITO; COTA, MACCHINA FANGO IN MOTO, LEGA FA PAUR - TORINO, 13 DIC - «La macchina del fango è in moto e le sparate pubblicate dai giornali sono funzionali a questo. La risposta sul piano politico è già stata data, per il resto ci sono le querele. Una Lega che riparte, evidentemente, fa paura». Lo dichiara il segretario nazionale della Lega Nord Piemonte, e Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, commentando le notizie relative alle dichiarazioni dell'ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito.
ABOLITO FINANZIAMENTO PUBBLICO, LETTA MANTENUTA PROMESSA GOVERNO AL LAVORO SU DECRETO DESTINAZIONE ITALIA 'Avevo promesso ad aprile l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti entro l'anno. L'ho confermato mercoledì. Ora in Cdm abbiamo mantenuto la promessà. Lo ha scritto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, in un tweet. . Nel Cdm di oggi si affronta anche il decreto Destinazione Italia, con disposizioni urgenti per il contenimento delle tariffe elettriche, gas ed RC-auto, per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonchè misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015.
CAMORRA: IMPONEVA VIDEO-POKER, IN CELLA NIPOTE BOSS - CASERTA, 13 DIC - Secondo quanto ha reso noto successivamente la Squadra Mobile della Questura di Caserta, la 36enne Rosa Amato arrestata con l'accusa di aver imposto video poker in diversi esercizi commerciali del Casertano è la nipote e non la figlia - come invece comunicato precedentemente - di Salvatore Amato, esponente di spicco della organizzazione criminale operante a Santa Maria Capua Vetere. Nei confronti della Amato è stato eseguito oggi dalla polizia un ordine di carcerazione emessa dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Napoli dovendo la donna espiare un residuo di 3 anni, 6 mesi e 25 giorni.
SALERNO: MASSACRA COETANEO PER DEBITO 90 EURO, UN ARRESTO A SASSANO = Napoli, 13 dic. - (Adnkronos) - Ha massacrato a calci e pugni un suo coetaneo per un debito non saldato di 90 euro, costrigendolo alle cure in ospedale dove gli è stato diagnosticata la rottura della milza. È successo a Sassano, in provincia di Salerno, dove i militari della compagnia di Sala Consilina hanno arrestato un ventiseienne per lesioni personali aggravate. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Sassano, per futili motivi legati al mancato saldo del debito di 90 euro, il giovane ha massacrato a calci e pugni un coetaneo. La vittima ha dovuto ricorrere alle cure dell'ospedale di Polla, dove gli è stata diagnosticata la rottura della milza con ricovero in prognosi riservata presso il reparto di chirurgia. Il ventiseienne è agli arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell'autorità giudiziaria di Lagonegro
MAFIA: PM, SORELLA GESTIVA RAPPORTI MESSINA DENARO - PALERMO, 13 DIC - Patrizia Messina Denaro, sorella del latitante Matteo, aveva avuto dal marito, Vincenzo Panicola, il compito di interloquire col fratello per sapere se avesse detto all'imprenditore Giuseppe Grigoli di accusare altri indagati trapanesi per salvaguardare le aziende sequestrate. Questo particolare emerge dalle intercettazioni contenute nell'indagine che questa mattina ha portato a trenta arresti nelle cosche del trapanese. C'era un certo malumore, infatti, per alcune dichiarazioni fatte da Grigoli nei processi e si pensava a un pestaggio punitivo da parte di altri detenuti. La donna, in successivi colloqui intercettati, dava conto di aver comunicato con il fratello e di avere avuto l'ordine di «lasciare stare». «Nonostante Matteo Messina Denaro non sia presente fisicamente - ha detto il procuratore aggiunto Maria Teresa Principato - ci si inferisce a lui in ogni occasione. Il suo nome ricorre spessissimo. A lui ci si riferisce anche come la »testa dell'acqua«, il capo».
FIRENZE: RECUPERATO RELIQUIARIO DELLA SANTA CROCE DEL XII-XIII SECOLO = SCOMPARSO DA 40 ANNI DA CHIESA DI SAN LEONARDO IN SAN GIOVANNI ROTONDO Firenze, 13 dic. - - Un reliquiario, per la precisione una stauroteca, cioè a forma di croce, in argento dorato cesellato e cristalli di rocca, di epoca compresa tra il XII ed il XIII secolo, dispersa negli anni '70 del Novecento dalla chiesa di San Leonardo in San Giovanni Rotondo (Foggia), è stato recuperato a Firenze dai militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. L'opera, d'inestimabile valore, era in possesso di uno studioso che, accertata la reale provenienza, spontaneamente l'ha consegnata ai carabinieri. La stauroteca recuperata, pregevole esemplare di suppellettile ecclesiastica prodotta da artigiani dell'Occidente medioevale di rilevante testimonianza storica e artistica, è un reliquario che conteneva, secondo la tradizione, frammenti della Croce di Cristo. L'opera, che reca l'iscrizione «Lionardo arciprete», nell'ultima decade di ottobre è stata consegnata al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze per accertamenti dal studioso d'arte fiorentino, il quale, nel consultare un volume sui reliquari pugliesi, ha notato riprodotto un reliquario del tutto identico a quello in suo possesso, acquistato a Firenze nel 1977. Tra le note della pubblicazione, il reliquario veniva indicato come smarrito negli anni '70 del XX secolo dalla chiesa San Leonardo di San Giovanni Rotondo (Fg). Gli accertamenti eseguiti dai militari del reparto specializzato dell'Arma del capoluogo toscano, attraverso la consultazione della banca dati delle opere d'arte illecitamente sottratte, han no confermato che il reliquario poteva identificarsi in quello da ricercare. Il riconoscimento definitivo dell'opera d'arte è stato eseguito dell'attuale arcivescovo della Curia di Lecce, che negli anni '70 era parroco della chiesa di San Lorenzo.
MAFIA: PARENTE (ROS), MESSINA DENARO DIRIGE COSA NOSTRA TRAPANESE = GRASSI (SCO), ARRESTI PROSCIUGANO BACINO RIFERIMENTO BOSS LATITANTE Palermo, 13 dic. - - «Le indagini che hanno portato agli arresti di oggi confermano che il boss latitante Matteo Messina Denaro dirige tuttora la struttura mafiosa del trapanese ed esercita un ruolo importante negli equilibri di Cosa nostra». Lo ha detto il generale Mario Parente, capo dei Carabinieri del Ros nel corso della conferenza stampa per l'operazione 'Eden' che ha portato in carcere, tra gli altri, anche la sorella del boss latitante, Patrizia Messina Denaro. «Cosa nostra trapanese è tuttora attiva nel settore edile - dice ancora Parente - gestendo numerosi affari, appalti pubblici e privati». Parente si dice anche «ottimista» sulla cattura del boss mafioso, latitante da 20 ann. Per il capo dello Sco, Raffaele Grassi, questi arresti «prosciugeranno il bacino di riferimento di Matteo Messina Denaro».
MAFIA: COMANDANTE ROS, MAI COSÌ VICINI A MESSINA DENARO - PALERMO, 13 DIC - «Credo che non siamo mai arrivati così vicini come oggi a Matteo Messina Denaro. È una delle più importanti operazioni degli ultimi tempi. Le attività hanno consentito di confermare il ruolo che nel trapanese ancora esercita il latitante». Lo ha detto il comandante del Ros, Mario Parente, commentando l'operazione che questa mattina ha portato all'arresto di trenta persone. «Le attività economiche e le scelte strategiche dell'organizzazione - ha aggiunto - confermano che Matteo Messina Denaro dirige le cosche trapanesi e ha un ruolo rilevante in Cosa nostra siciliana. Uno degli arrestati, Lupino, fungeva da tramite tra la mafia trapanese e le altre province». «In una delle conversazioni intercettate - ha spiegato - si fa riferimento a quanto sia onerosa la latitanza di Messina Denaro e quanto sia importante recuperare proventi».
MORTA DOPO RAVE PARTY NEL SALENTO: C'È UN INDAGATO 32enne accusato di cessione di stupefacenti - LECCE, 13 DIC - C'è un indagato nell'inchiesta della Procura di Lecce sulla morte di Dalila Coluccia, salentina di 22 anni, avvenuta lo scorso 17 ottobre dopo quattro giorni di coma causato presumibilmente da un mix di droga e anfetamine assunto durante un rave party. Il magistrato inquirente Francesca Miglietta ha fatto notificare dagli agenti della Squadra Mobile di Lecce un avviso di garanzia ad un 32 enne, di Minervino, con l'ipotesi di accusa di cessione di sostanze stupefacenti. Con lui Dalila era arrivata la sera del 13 ottobre in auto al rave party in una masseria abbandonata alla periferia di Lecce, dove poi fu ritrovata esanime. Interrogato alla presenza del proprio legale Andrea De Luca, il 32enne ha confermato che al party arrivarono insieme ma dopo ognuno se n'era stato per proprio conto mentre si è avvalso della facoltà di non rispondere sulla cessione di droga. Il giovane ha alle spalle precedenti penali per cessione di sostanze stupefacenti e partecipazione a manifestazioni non autorizzate. Le indagini della Squadra Mobile sono partite proprio da lui. Gli investigatori sospettano che l'uomo possa aver ceduto alla giovane marijuana e droga piu pesante. Dalila, che soffriva di crisi epilettiche, venne trovata in coma all'alba del giorno seguente. A dare l'allarme una segnalazione anonima al centralino della Questura. In ospedale le venne riscontrata una forte emorragia cerebrale causata come ipotizzato da un mix di anfetamine e alcol.
UOMO E DONNA TROVATI MORTI A RAVENNA,FORSE OMICIDIO-SUICIDIO Lei dentro auto su E45, lui fuori, uccisi da un fucile da caccia - RAVENNA, 13 DIC - Due persone, un uomo di 52 e una donna di 75 anni, sono stati trovati morti lui fuori lei all'interno di un'utilitaria parcheggiata in una piazzola dell'E45 nei paraggi dell'abitato di Casemurate, alle porte di Ravenna. Secondo i primi rilievi sarebbero stati uccisi da un fucile da caccia in quello che appare un omicidio-suicidio. Sul posta Polstrada e squadra miobile, oltre al Pm di turno Isabella Cavallari. Tutta la corsia sud dell'E45 da Ravenna a Casemurate è stata chiusa al traffico.
LEGA: BELSITO; COTA, MACCHINA FANGO IN MOTO, LEGA FA PAUR - TORINO, 13 DIC - «La macchina del fango è in moto e le sparate pubblicate dai giornali sono funzionali a questo. La risposta sul piano politico è già stata data, per il resto ci sono le querele. Una Lega che riparte, evidentemente, fa paura». Lo dichiara il segretario nazionale della Lega Nord Piemonte, e Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, commentando le notizie relative alle dichiarazioni dell'ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito.
ABOLITO FINANZIAMENTO PUBBLICO, LETTA MANTENUTA PROMESSA GOVERNO AL LAVORO SU DECRETO DESTINAZIONE ITALIA 'Avevo promesso ad aprile l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti entro l'anno. L'ho confermato mercoledì. Ora in Cdm abbiamo mantenuto la promessà. Lo ha scritto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, in un tweet. . Nel Cdm di oggi si affronta anche il decreto Destinazione Italia, con disposizioni urgenti per il contenimento delle tariffe elettriche, gas ed RC-auto, per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonchè misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015.
CAMORRA: IMPONEVA VIDEO-POKER, IN CELLA NIPOTE BOSS - CASERTA, 13 DIC - Secondo quanto ha reso noto successivamente la Squadra Mobile della Questura di Caserta, la 36enne Rosa Amato arrestata con l'accusa di aver imposto video poker in diversi esercizi commerciali del Casertano è la nipote e non la figlia - come invece comunicato precedentemente - di Salvatore Amato, esponente di spicco della organizzazione criminale operante a Santa Maria Capua Vetere. Nei confronti della Amato è stato eseguito oggi dalla polizia un ordine di carcerazione emessa dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Napoli dovendo la donna espiare un residuo di 3 anni, 6 mesi e 25 giorni.
SALERNO: MASSACRA COETANEO PER DEBITO 90 EURO, UN ARRESTO A SASSANO = Napoli, 13 dic. - (Adnkronos) - Ha massacrato a calci e pugni un suo coetaneo per un debito non saldato di 90 euro, costrigendolo alle cure in ospedale dove gli è stato diagnosticata la rottura della milza. È successo a Sassano, in provincia di Salerno, dove i militari della compagnia di Sala Consilina hanno arrestato un ventiseienne per lesioni personali aggravate. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Sassano, per futili motivi legati al mancato saldo del debito di 90 euro, il giovane ha massacrato a calci e pugni un coetaneo. La vittima ha dovuto ricorrere alle cure dell'ospedale di Polla, dove gli è stata diagnosticata la rottura della milza con ricovero in prognosi riservata presso il reparto di chirurgia. Il ventiseienne è agli arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell'autorità giudiziaria di Lagonegro
MAFIA: PM, SORELLA GESTIVA RAPPORTI MESSINA DENARO - PALERMO, 13 DIC - Patrizia Messina Denaro, sorella del latitante Matteo, aveva avuto dal marito, Vincenzo Panicola, il compito di interloquire col fratello per sapere se avesse detto all'imprenditore Giuseppe Grigoli di accusare altri indagati trapanesi per salvaguardare le aziende sequestrate. Questo particolare emerge dalle intercettazioni contenute nell'indagine che questa mattina ha portato a trenta arresti nelle cosche del trapanese. C'era un certo malumore, infatti, per alcune dichiarazioni fatte da Grigoli nei processi e si pensava a un pestaggio punitivo da parte di altri detenuti. La donna, in successivi colloqui intercettati, dava conto di aver comunicato con il fratello e di avere avuto l'ordine di «lasciare stare». «Nonostante Matteo Messina Denaro non sia presente fisicamente - ha detto il procuratore aggiunto Maria Teresa Principato - ci si inferisce a lui in ogni occasione. Il suo nome ricorre spessissimo. A lui ci si riferisce anche come la »testa dell'acqua«, il capo».
FIRENZE: RECUPERATO RELIQUIARIO DELLA SANTA CROCE DEL XII-XIII SECOLO = SCOMPARSO DA 40 ANNI DA CHIESA DI SAN LEONARDO IN SAN GIOVANNI ROTONDO Firenze, 13 dic. - - Un reliquiario, per la precisione una stauroteca, cioè a forma di croce, in argento dorato cesellato e cristalli di rocca, di epoca compresa tra il XII ed il XIII secolo, dispersa negli anni '70 del Novecento dalla chiesa di San Leonardo in San Giovanni Rotondo (Foggia), è stato recuperato a Firenze dai militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. L'opera, d'inestimabile valore, era in possesso di uno studioso che, accertata la reale provenienza, spontaneamente l'ha consegnata ai carabinieri. La stauroteca recuperata, pregevole esemplare di suppellettile ecclesiastica prodotta da artigiani dell'Occidente medioevale di rilevante testimonianza storica e artistica, è un reliquario che conteneva, secondo la tradizione, frammenti della Croce di Cristo. L'opera, che reca l'iscrizione «Lionardo arciprete», nell'ultima decade di ottobre è stata consegnata al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze per accertamenti dal studioso d'arte fiorentino, il quale, nel consultare un volume sui reliquari pugliesi, ha notato riprodotto un reliquario del tutto identico a quello in suo possesso, acquistato a Firenze nel 1977. Tra le note della pubblicazione, il reliquario veniva indicato come smarrito negli anni '70 del XX secolo dalla chiesa San Leonardo di San Giovanni Rotondo (Fg). Gli accertamenti eseguiti dai militari del reparto specializzato dell'Arma del capoluogo toscano, attraverso la consultazione della banca dati delle opere d'arte illecitamente sottratte, han no confermato che il reliquario poteva identificarsi in quello da ricercare. Il riconoscimento definitivo dell'opera d'arte è stato eseguito dell'attuale arcivescovo della Curia di Lecce, che negli anni '70 era parroco della chiesa di San Lorenzo.
MAFIA: PARENTE (ROS), MESSINA DENARO DIRIGE COSA NOSTRA TRAPANESE = GRASSI (SCO), ARRESTI PROSCIUGANO BACINO RIFERIMENTO BOSS LATITANTE Palermo, 13 dic. - - «Le indagini che hanno portato agli arresti di oggi confermano che il boss latitante Matteo Messina Denaro dirige tuttora la struttura mafiosa del trapanese ed esercita un ruolo importante negli equilibri di Cosa nostra». Lo ha detto il generale Mario Parente, capo dei Carabinieri del Ros nel corso della conferenza stampa per l'operazione 'Eden' che ha portato in carcere, tra gli altri, anche la sorella del boss latitante, Patrizia Messina Denaro. «Cosa nostra trapanese è tuttora attiva nel settore edile - dice ancora Parente - gestendo numerosi affari, appalti pubblici e privati». Parente si dice anche «ottimista» sulla cattura del boss mafioso, latitante da 20 ann. Per il capo dello Sco, Raffaele Grassi, questi arresti «prosciugeranno il bacino di riferimento di Matteo Messina Denaro».
MAFIA: COMANDANTE ROS, MAI COSÌ VICINI A MESSINA DENARO - PALERMO, 13 DIC - «Credo che non siamo mai arrivati così vicini come oggi a Matteo Messina Denaro. È una delle più importanti operazioni degli ultimi tempi. Le attività hanno consentito di confermare il ruolo che nel trapanese ancora esercita il latitante». Lo ha detto il comandante del Ros, Mario Parente, commentando l'operazione che questa mattina ha portato all'arresto di trenta persone. «Le attività economiche e le scelte strategiche dell'organizzazione - ha aggiunto - confermano che Matteo Messina Denaro dirige le cosche trapanesi e ha un ruolo rilevante in Cosa nostra siciliana. Uno degli arrestati, Lupino, fungeva da tramite tra la mafia trapanese e le altre province». «In una delle conversazioni intercettate - ha spiegato - si fa riferimento a quanto sia onerosa la latitanza di Messina Denaro e quanto sia importante recuperare proventi».
MORTA DOPO RAVE PARTY NEL SALENTO: C'È UN INDAGATO 32enne accusato di cessione di stupefacenti - LECCE, 13 DIC - C'è un indagato nell'inchiesta della Procura di Lecce sulla morte di Dalila Coluccia, salentina di 22 anni, avvenuta lo scorso 17 ottobre dopo quattro giorni di coma causato presumibilmente da un mix di droga e anfetamine assunto durante un rave party. Il magistrato inquirente Francesca Miglietta ha fatto notificare dagli agenti della Squadra Mobile di Lecce un avviso di garanzia ad un 32 enne, di Minervino, con l'ipotesi di accusa di cessione di sostanze stupefacenti. Con lui Dalila era arrivata la sera del 13 ottobre in auto al rave party in una masseria abbandonata alla periferia di Lecce, dove poi fu ritrovata esanime. Interrogato alla presenza del proprio legale Andrea De Luca, il 32enne ha confermato che al party arrivarono insieme ma dopo ognuno se n'era stato per proprio conto mentre si è avvalso della facoltà di non rispondere sulla cessione di droga. Il giovane ha alle spalle precedenti penali per cessione di sostanze stupefacenti e partecipazione a manifestazioni non autorizzate. Le indagini della Squadra Mobile sono partite proprio da lui. Gli investigatori sospettano che l'uomo possa aver ceduto alla giovane marijuana e droga piu pesante. Dalila, che soffriva di crisi epilettiche, venne trovata in coma all'alba del giorno seguente. A dare l'allarme una segnalazione anonima al centralino della Questura. In ospedale le venne riscontrata una forte emorragia cerebrale causata come ipotizzato da un mix di anfetamine e alcol.
UOMO E DONNA TROVATI MORTI A RAVENNA,FORSE OMICIDIO-SUICIDIO Lei dentro auto su E45, lui fuori, uccisi da un fucile da caccia - RAVENNA, 13 DIC - Due persone, un uomo di 52 e una donna di 75 anni, sono stati trovati morti lui fuori lei all'interno di un'utilitaria parcheggiata in una piazzola dell'E45 nei paraggi dell'abitato di Casemurate, alle porte di Ravenna. Secondo i primi rilievi sarebbero stati uccisi da un fucile da caccia in quello che appare un omicidio-suicidio. Sul posta Polstrada e squadra miobile, oltre al Pm di turno Isabella Cavallari. Tutta la corsia sud dell'E45 da Ravenna a Casemurate è stata chiusa al traffico.

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