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Nicotera (V.V.), da capitale della cultura a res nullius, se non capitale della mafia, ma non corre pericolo di vita Salvatore Zungri, ultimo bersaglio della violenza

Nicotera Marina sparatoria con ferito, nei giorni scorsi.La civile e democratica Nicotera Marina, era  già immersa nel primo sonno quando sono echeggiati i primi spari  intorno alle ore 22.30; nelle campagne; sulla strada che collega la frazione di Nicotera a San Ferdinando. Il giovane Salvatore Zungri di 23 anni di Laureana di Borrello,  mentre si trovava all'interno di una Fiat Uno, che dai primi accertamenti sarebbe  risultata rubata è rimasto vittima di una sparatoria 
NON CORRE PERICOLO DI VITA IL GIOVANE SALVATORE ZUNGRI, 23 ANNI DI LAUREANA DI BORRELLO CRIVELLATO A COLPI DI ARMA DA FUOCO SULLA STRADA PROVINCIALE CHE UNISCE SAN FERDINANDO CON NICOTERA, DAPPRIMA RICOVERATO ALLO JAZZOLINO DI VIBO VALENTIA E SUCCESSIVAMENTE AL "CIACCIO-PUGLIESE" DI CATANAZARO 

 La ricostruzione dei fatti operata dai militari dell'Arma benemerita accorsi sul posto del mortale agguato, dopo segnalazione anonima. I colpi esplosi, lo hanno attinto in più parti del corpo e in particolare allo zigomo, alla gamba e all'addome. Sul posto sono intervenuti i soccorsi che hanno proceduto al trasporto all'ospedale di Vibo dove i medici hanno subito definito le sue condizioni come critiche. Il giovane è in prognosi riserva a scopo precauzionale.  Non è la prima volta che le campagne di Nicotera siano teatro di sparatorie anche con morti e feriti
Domenico Salvatore


NICOTERA (V.V.)-Il mulino della violenza, macina 24 ore al giorno… Sangue, distruzione (qualche volta anche la morte) e rovina; ma anche faide, ospedale, tribunale, galera. "Contagiata", anche la civile, democratica e, relativamente "tranquilla", Nicotera, un tempo, piccola capitale della cultura (scuole materne, elementari, medie, Liceo, associazionismo, volontariato, perfino un collegio per convittori, "Pio XII°", periodici locali, Premi di Poesia ecc.) ed oggi, roccaforte della 'ndrangheta. Almeno, così la dipinge la comunicazione, anche padana. L'ultima sparatoria in ordine di tempo, lunedì 25 novembre 2013. Un'imboscata di stampo mafioso, ma non si esclude la vendetta personale, poco dopo le ore ventidue. All'ingresso di Nicotera Marina; sulla strada provinciale, che collega la frazione con San Ferdinando. A rimanere ferito, allo zigomo, alla gamba e all'addome, a colpi di pistola, mentre si trovava all'interno di una Fiat Uno, un giovane di 19 anni, Salvatore Zungri di Laureana di Borrello. La sommaria ricostruzione della dinamica dell'agguato, è stata ricostruita dai Carabinieri della stazione di Nicotera Marina, (roccaforte dei Mancuso di Limbadi), che si muovono sotto le direttive del comandante, maresciallo Antonio Spampinato. Resta da vedere, se lo Zungri, sia stato colpito anche da fucilate. Indagano i militari,  coordinati dal p.m. di turno che si muove sotto i comando del procuratore capo della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, per identificare i sicari, il movente e gli eventuali mandanti. Per ora, sembra che il fascicolo, non debba  transitare sul tavolo del procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, Antonio Vincenzo Lombardo. Il ferito, trasportato dapprima allo "Jazzolino" di Vibo Valentia e successivamente al Ciaccio-Pugliese di  Catanzaro, meglio attrezzato, è stato ricoverato in corsia e non correrebbe pericoli di vita, s.c.. Ci siamo occupati diverse volte di questo paesone, a noi molto caro, sospeso fra la terra ed il cielo, autentico balcone sul Tirreno, ricco di Storia e di piante officinalis; di fronte a San Ferdinando e Rosarno; ma pure allo Stromboli fumante. Rare volte, per fatti culturali. Più spesso, per fattacci di cronaca nera. Sparatorie con morti e feriti, bombe, attentati, omicidi, traffico di armi e droga, faide di mafia. Questo, è territorio per intenderci della potente, ricca e spregiudicata cosca dei Mancuso di Limbadi-Nicotera-Vibo . E dei suoi fedelissimi alleati. In primis i Pesce-Bellocco-Ascone-Pisano; ma poi anche, dei Piromalli-Molè-Alvaro di Gioia Tauro; Crea-Alvaro di Rizziconi; Violi-Macrì-Alvaro di Sinopoli e Mammoliti-Rugolo di Castellace Oppido Mamertina e così via, che spadroneggiano sul territorio. Tanti episodi di cronaca nera…

Dall'Ansa…29 SET 2013 - E' morto nell'ospedale di Catanzaro, Roberto La Rosa, l'uomo aggredito e picchiato a colpi di spranga a Nicotera, nel vibonese. I carabinieri, stanno ricercando una persona che dovrà rispondere di omicidio. L'aggressione è avvenuta in un appartamento di proprietà di una donna con la quale il trentasettenne aveva una relazione. Gli investigatori ritengono che l'aggressione, abbia un movente di tipo passionale e che l'autore, sarebbe l'ex marito della donna. Si è consegnato stamattina ai carabinieri Antonio Carrà, il 39enne di Nicotera accusato dell'omicidio di Roberto La Rosa, 37 anni, che aveva una relazione con la sua ex moglie". Altro episodio.  Il 26 giugno 2013" …una cinquantina di colpi di Kalashnikov sono stati sparati nella notte in via Tondo, a Nicotera (Vibo Valentia), contro la casa del sindaco Francesco Pagano, avvocato, 52 anni, alla guida del comune dall'ottobre del 2012. I colpi,  hanno attraversato l'abitazione lambendo il bagno ed altri locali dell'appartamento che il primo cittadino condivide con i suoceri.

"La sera del 9 agosto 2007, …  "Dietro l'agguato del lungomare di Nicotera Marina ci sarebbe il clan Pesce di Rosarno. Secondo una prima sommaria descrizione del mortale agguato a parere degli inquirenti, dietro l'agguato del lungomare di Nicotera Marina, ci sarebbe  la cosca dei Pesce.  Vedi ordinanza del gip di Reggio Calabria, Domenico Santoro, che il 14 giugno scorso ha portato in carcere 23 componenti del clan Ascone di Rosarno nell'ambito dell'operazione "All Inside 3".  A parere del giudice per le indagini preliminari, il latitante Vincenzo Ascone, l'8 agosto 2007, avrebbe avuto un litigio sul lungomare di Nicotera, concluso con una sparatoria ; La spedizione punitiva sarebbe stata eseguita da due centauri   legati al clan dei Pesce. 

L'8 novembre 2010, l'agguato con modalità di stampo mafioso, intorno alle 20,30 vicino alla stradina che costeggia il torrente San Giovanni, in contrada Gagliardi, davanti alla villa di Cosma Congiusti, L'uomo, Cosma Congiusti, 53 anni, commerciante, sposato e padre di tre figli,arrestato insieme ad esponenti del clan Mancuso, era appena sceso dalla bicicletta e stava per varcare il cancello di casa, quando è stato affrontato dal killer sbucato dall'ombra che lo hanno ammazzato con  diversi colpi di pistola alla testa. Non lontano dalla caserma dei carabinieri di Nicotera Marina. Dalle prime indiscrezioni era emerso che il Congiusta, avesse subìto in passato condanne per usura nell'ambito dell'operazione Odissea scattata nel 2006 contro le cosche dei Mancuso e dei La Rosa; ma anche per estorsione aggravata dalle modalità mafiose nell'ambito dell'operazione Impeto; invischiato in altre operazioni come "Decollo" condotta dai carabinieri del Ros all'inizio del 2004, che portò in cella 150 persone e che consentì il sequestro di 5.500 chili di cocaina con indagini condotte in ben sette Paesi (Italia, Colombia, Venezuela, Australia, Olanda, Spagna e Francia).  

Il 4 febbraio 2011… un parricidio…"I fendenti al torace e alla schiena di Domenico Piccolo, 51 anni colpito mentre si trovava in casa con la moglie ed altri due figli minorenni a guardare la televisione." Il 7 giugno 2011…   Domenico Campisi, di 44 anni, pluri-pregiudicato, coinvolto in inchieste sul narcotraffico e ritenuto vicino alla cosca dei Mancuso di Limbadi, veniva ucciso nel corso di un agguato a colpi di arma da fuoco nella frazione Comerconi a Nicotera; morto durante il trasporto in eliambulanza nell'ospedale di Catanzaro. Campisi era a bordo di un'auto, guidata da un cugino, Benedetto Buccafusca, di 25 anni, rimasto illeso, quand'è stato avvicinato da un'altra auto con a bordo i sicari, che hanno sparato. l2 settembre 2012…n pensionato di 80 anni, Giuseppe La Rosa, è stato ucciso con una coltellata al petto dalla moglie, Victoria Poio, 58 anni, ex badante poi diventata moglie. La donna, assistita dai propri legali è stata interrogata nella caserma dei carabinieri per due ore dal pm Michele Sirgiovanni e ha confessato  
 

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