MILANO: MORTO ALDO COPPOLA, HAIR STYLIST DELLE DIVE = Milano, 21 nov - È morto a Milano Aldo Coppola, l'hair stylist delle dive. Lo confermano fonti vicine all'azienda. Coppola aveva 73 anni.
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STATO-MAFIA: PROCURATORE PALERMO E DON CIOTTI IN UDIENZA - PALERMO, 21 NOV - Dopo le frasi minacciose rivolte da Totò Riina ai Pm che istruiscono il processo sulla trattativa Stato-mafia, il Procuratore di Palermo Francesco Messineo e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, hanno deciso di essere presenti all'udienza di oggi per manifestare solidarietà ai colleghi. Per oggi è previsto l'esame del collaboratore di giustizia Nino Giuffrè.
MAXI SEQUESTRO BENI A PROPRIETARIO GRANDI MAGAZZINI ROMA Ville, auto, sale giochi per un totale di 150 mln - ROMA, 21 NOV - Maxisequestro di beni da parte della Direzione Investigativa Antimafia riconducibili all'imprenditore campano Gennaro Boanelli, proprietario dei magazzini Mas e del marchio Jenny Fur, considerati la mecca del risparmio capitolino, e situati nel rione Esquilino. Il sequestro ha riguardato sale giochi, ville, auto, moto dislocati tra Roma, Napoli ed Empoli, per un valore di 150 milioni di euro.
EDITORIA: RIVISTE E GIORNALI GRATIS, CHIUSI 13 SITI - ROMA, 21 NOV - La guardia di finanza ha interrotto l'attività illecita di 13 siti internet che consentivano di consultare e scaricare riviste e quotidiani, talvolta anche in concomitanza con la loro distribuzione nelle edicole, in violazione del diritto d'autore. L'operazione è stata svolta in collaborazione con la Fieg.
ALLUVIONE SARDEGNA: AVVIATE 2 INCHIESTE PER OMICIDIO COLPOSO Iniziativa delle Procure di Tempio e di Nuoro - CAGLIARI, 21 NOV - Dopo le 16 persone morte e la catastrofe causata dal ciclone in Sardegna sono scattate due inchieste per disastro colposo, una nella Procura della Repubblica di Tempio Pausania, l'altra in quella di Nuoro. La magistratura inquirente - come riportano oggi anche alcuni quotidiani - hanno richiesto alle amministrazioni maggiormente coinvolte nella catastrofe di lunedì scorso i progetti, le delibere e tutto quanto possa consentire di far chiarezza su opere stradali, manufatti, edifici, strutture e pianificazioni urbanistiche che hanno visto la luce negli ultimi anni.
La comunità sarda ha sofferto danni per ora non quantificabili e così anche la magistratura vuol vederci chiaro su quanto accaduto: catastrofe naturale, oppure anche la mano dell'uomo ha fatto la sua parte, come ha detto ieri durante l'omelia ai funerali delle vittime il vescovo di Tempio Pausania, Sebastiano Sanguinetti. Così sono state avviate le inchieste. Le Procure hanno avviato i primi accertamenti, che saranno comunque lunghi, ma la prima pietra è stata posta. Così si cercheranno eventuali responsabili, se vi sono stati quindi azioni colpevoli da parte di chi avrebbe dovuto gestire e tutelare il territorio con una pianificazione attenta e scrupolosa. Per ora sono fascicoli di indagini senza un nome. Lo aveva detto martedì mattina il sostituto procuratore del Tribunale di Tempio Pausania, Riccardo Rossi, che aveva raggiunto il Centro di coordinamento dei soccorsi a Olbia, poche parole ma incisive: «Questo è il momento della misericordia, poi arriverà quello della giustizia», ed ora è arrivato. «Questa vicenda ha posto in luce delle carenze strutturali che passata l'emergenza - aveva aggiunto Rossi - dovremo valutare se potevano essere evitate».
REGIONE: MORTO TOMASSONI; BREGA, AMMINISTRATORE LUNGIMIRANTE - PERUGIA, 21 NOV - «Con Franco Tomassoni scompare un amministratore sensibile, competente e lungimirante, una persona buona, aperta e disponibile. Ma, soprattutto, un amico carissimo che lascia in tutti quelli che lo hanno conosciuto e frequentato un vuoto impossibile da colmare. Alla moglie Marisa ed ai figli Nicolò e Davide esprimo la mia più affettuosa vicinanza e, anche a nome dell'Assemblea legislativa, il più profondo cordoglio»: lo afferma il presidente del consiglio regionale, Eros Brega, in una nota di Palazzo Cesaroni.
ALTA VELOCITÀ E SMS GLI ERRORI PIÙ COMUNI ALLA GUIDA Secondo Direct Line è scrupoloso solo il 35% degli italiani - ROMA, 21 NOV - Troppa velocità e troppi sms alla guida: sono le principali infrazioni degli automobilisti italiani che, da un sondaggio di Direct Line, appaiono piuttosto disattenti e indisciplinati. L'infrazione più gettonata risulta il superamento dei limiti di velocità, praticata dal 27% degli intervistati, mentre gli sms sono un'abitudine per il 22% degli automobilisti. Ci sono poi altri comportamenti scorretti molto praticati in Italia. Il 20% degli intervistati da Direct Line, per esempio, ammette di non mantenere le distanze di sicurezza e l'utilizzo dell'auricolare è sconosciuto al 19% dei guidatori; mentre il 12% si concede spesso una sigaretta quando è alla guida. Gli italiani sono invece più responsabilità per quanto riguarda i sorpassi azzardati (3%) e il mettersi alla guida dopo aver assunto alcolici (4%). Nonostante non osservino un comportamento disciplinato alla guida, gli automobilisti sembrano però essere coscienti del rischio che corrono assumendo abitudini scorrette: la classifica dei pericoli riconosciuti vede al primo posto l'invio e la lettura dei messaggi sul cellulare, al secondo il sorpasso senza avere la giusta visuale della strada e al terzo la guida dopo aver bevuto un bicchiere di troppo. Seguono: distrarsi e non guardare la strada, parlare al cellulare senza auricolare, non mantenere le distanze di sicurezza e superare i limiti di velocità, comportamento maggiormente praticato dai guidatori. Solo il 35% degli intervistati afferma di essere attento e scrupoloso e di non effettuare nessuno dei comportamenti individuati nella classifica. Per quanto riguarda la guida in città, dal sondaggio di Direct Line emerge che gli italiani non sono solo fonte di potenziale pericolo ma sono anche vittime dei comportamenti scorretti degli altri: il principale fattore di rischio in città risulta, per il 56%, la cattiva abitudine di zigzagare nel traffico da parte dei motorini, mentre più della metà degli intervistati riconosce negli automobilisti «selvaggi» una concreta minaccia per chi guida (54%). Il cambio di direzione dei ciclisti preoccupa il 38% degli automobilisti e il 48% vede le buche come una minaccia. Nella classifica dei pericoli per chi guida in città ci sono, infine, anche il pavè bagnato (14%) e gli insidiosi binari del tram (7%).
CANCELLIERI:GENTILONI, DOVREBBE DIMETTERSI,CASO RESTA APERTO - ROMA, 21 NOV - «Il ministro Cancellieri ha tenuto un comportamento politicamente inopportuno su uno dei più grandi scandali finanziari di questi anni. Il ministro ha ammesso l'errore di aver fatto prevalere la 'commozione privatà rispetto al suo ruolo. Penso che un ministro che commette un errore di questo genere si debba dimettere». Lo ha detto Paolo Gentiloni (Pd) intervenendo ad Agorà, su Rai3. «Il caso Cancellieri resta aperto. La cosa che mi ha dato più fastidio delle dichiarazioni del ministro della Giustizia, che stimo come stimo Josefa Idem e tanti altri ministri, è l'aver detto che nei suoi confronti c'era un accanimento dovuto al congresso del Pd e alle polemiche politiche», ha concluso.
'NDRANGHETA: POLIZIA CONFISCA BENI PER 5 MLN IN PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA - I beni sono stati sequestrati dalla Polizia nei confronti delle cosche Longo di Polistena e Commisso di Siderno. Nel primo caso, l'attività ha riguardato i fratelli Vincenzo, Giovanni e Francesco Longo, arrestati il 15 marzo 2011 nell'operazione Scacco matto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nella quale erano emerse infiltrazioni della 'ndrangheta negli appalti pubblici. Emblematica è la vicenda relativa al polo scolastico «Renda» di Polistena, che ha visto l'impresa aggiudicatrice dell'appalto affidare in toto forniture e servizi a società nella titolarità e disponibilità della cosca Longo, assumendo tra le maestranze parenti e soggetti vicini agli accoliti della consorteria. Il provvedimento di confisca riguarda la società Arcoverde Costruzioni srl con sede a Bologna e la Longo Giovanni % C. sas con sede a Polistena. Sul versante jonico. il Tribunale di Reggio Calabria ha disposto la confisca dei beni riconducibili a Cosimo De Leo e Massimo Pellegrino, in base alle risultanze dell'operazione Recupero-Bene comune che costituisce uno sviluppo dell'operazione Crimine. Nei confronti di De Leo è stata confiscata la quota societaria pari al 50 per cento del capitale sociale della ditta F.lli De Leo di De Leo Cosimo sas, mentre nei confronti di Pellegrino è stato eseguito il provvedimento che riguarda tre immobili a Siderno, una mansarda e la quota del 50 per cento a lui intestata di due appartamenti.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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